Anatomia, Endocrinologia

Epifisi e melatonina

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L’epifisi è una ghiandola endocrina diencefalica a forma di pigna, da cui il nome, della grandezza di un pisello (6 mm circa e del peso di 100-150 mg), di colorito rosso scuro, localizzata dietro l’ipotalamo, sotto e attaccata alla parete posteriore del III° ventricolo mediante un breve peduncolo e sopra il letto del diencefalo. E’ posta quindi al confine fra diencefalo in alto e mesencefalo in basso.

Si sviluppa durante il secondo mese di gestazione come un diverticolo nel tetto diencefalico del terzo ventricolo.

In prossimità dell’epifisi ci sono i colliculi  (corpi mammillari) superiori del mesencefalo, strutture pari che svolgono un ruolo importante della funzione visiva.

Avendo la stessa struttura di base dell’organo visivo è considerata da alcune religioni come un “terzo occhio” o sesto chakra. Il terzo occhio, secondo tradizioni mistiche, sarebbe una parte del cervello non usata, ma fondamentale per aprire le nostre menti e vedere al di là di quello che vede la vista dei due occhi, non sempre in grado di poter osservare tutto.

Anatomia – La ghiandola è interamente avvolta da un involucro di tessuto connettivale di tipo collagene e reticolare che costituisce attorno all’epifisi una capsula vera e propria.  Dalla superficie interna della capsula.  si dipartono, insieme ai vasi,  dei setti connettivali che dividono il parenchima in lobuli in cui  si  indovano cellule parenchimali o pineociti  e cellule stromali organizzate in strutture cordoniformi, a palizzata o a mosaico.

  1. pineociti, cellule parenchimali, essenzialmente neuroni specializzati collegati coni e bastoncelli retinici,  secernenti melatonina, ormone derivato dalla serotonina. Il pineocita è circondato da uno stroma di astrociti fibrillari, All’esame istologico, l’impregnazione argentea sottolinea la basofilia del citoplasma, nonché la struttura dendritica, cioé con lunghi e sottili prolungamenti che terminano in prossimità dei capillari.
  2. cellule neurogliali, cellule stromali  che fungono da supporto per i pineociti
  3. concrezioni calcaree, visibili dall’epoca puberale, detta anche sabbia epifisaria o acervuli; iniziano a comparire fin dalla pubertà e determinano la calcificazione della ghiandola. .

Irrorazione – Il sistema arterioso pineale è ricchissimo, in rapporto alla grandezza della ghiandola (4 ml/minuto/gr), secondo solo a quello renale. Le arterie coroidali mediali e posteriori, a loro volta derivate dall’a. carotide interna, raggiungono l’epifisi e penetrano in essa seguendo i sepimenti intraepifisari e sfioccandosi in capillari circondati dai prolungamenti dendritici dei pineociti.

Le venule coroidali affluiscono al seno retto della dura madre ⇒ seno occipitale ⇒ v. succlavia interna oppure affluiscono alle vene cervicali interne ⇒ v. giugulare interna.

Con una circolazione così abbondante, è evidente che le sostanze secrete dall’epifisi  rapidamente sono immesse in circolo e rapidamente diffuse a tutto l’organismo.

L’epifisi è sprovvista di un sistema linfatico.

Innervazione – La ghiandola pineale è riccamente innervata dal  simpatico in un percorso che origina nella retina e dalla retina attraverso il fascio retino-ipotalamico raggiunge il nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, quindi il ganglio cervicale superiore del midollo spinal e da quì l’epifisi. Dopo stimolazione, la ghiandola pineale converte l’input simpatico in uscita ormonale producendo melatonina,

L’epifisi secerne diversi derivati indolici tra cui La DMT (Dimetiltriptamina) e diversi  fattori neuropeptici ma la secrezione epifisaria target è la melatonina, principale modulatore del ritmo circadiano dell’organismo, identificata per la prima volta da Aaron nel 1958. La melatonina deriva dalla serotonina, a sua volta derivata dal triptofano. Ha un minimo di secrezione durante il giorno ed un picco durante la notte in risposta alla mancata stimolazione dei fotorecettori retinici da parte della luce diurna. La secrezione della melatonina è minima in età neonatale, massima in età pediatrica e puberale, si stabilizza in età adulta e tende a diminuire drasticamente con la vecchiaia a causa della progressiva calcificazione dell’epifisi; calcificazione che inizia in pubertà e rende visibile la ghiandola ai raggi X.

La DMT (Dimetiltriptamina) viene descritta come un composto naturale diffuso in tutto il regno vegetale, (da qui l’importanza di mangiare frutta e verdura e ridurre il consumo di carne rossa). Questo permetterebbe all’individuo di entrare in uno stato di canalizzazione o visione costante nella maggior parte del tempo, attivando questi centri speciali che ognuno possiede. Gli sciamani ad esempio fanno uso di questa sostanza estratta da erbe, bevendo infusi che ne contengono il principio attivo, come tradizione tramandata da generazioni, attivando la capacità di percepire altre dimensioni. Gli esseri umani quindi sarebbero capaci a livello potenziale, di sfruttare informazioni provenienti da altre dimensioni, attraverso questi viaggi cosmici e trascendere l’ego, con la possibilità di guarire da sofferenze, conflitti interiori e purificare il karma.

Azione della melatonina: la melatonina è il principale modulatore del ritmo circadiano.  Non è un sonnifero ma ha un effetto sedativo contribuendo a risolvere eventuali irregolarità del ritmo veglia-sonno. E’ perciò utilissima per annullare gli effetti di stanchezza e confusione del jet lag. Inoltre  la melatonina svolge un’azione antiossidante ed antitumorale. In particolare, secondo le recenti, acquisizioni la melatonina sarebbe in grado di ridurre considerevolmente gli effetti collaterali di determinati farmaci utilizzati nella terapia antitumorale.

I bioritmi epifisari sembrano controllare anche il tono dell’umore, l’equilibrio ormonale, l’equilibrio immunitario ed avere un’azione antistress e antiossidante. 

Infine, l’epifisi è strettamente collegata alla percezione di sé, alla capacità di auto-riconoscimento rispetto al mondo circostante.

La melatonina ha un effetto inibitorio sulla secrezione di Gn-RH e delle gonadotropine. Un deficit di secrezione della melatonina o l’epifisiectomia o il ca. epifisario in età pre-puberale causa l’insorgenza della pubertà precoce mentre in età adulta si accompagna ad ipergonadotropinemia.

Inoltre la melatonina agisce sui melanociti in antagonismo con l’intermedina secreta dalla pars intermedia ipofisaria. 

La somministrazione di melatonina deve essere effettuata sempre alla stessa ora e almeno 2 ore prima di coricarsi perchè occorre dare all’organismo il tempo necessario di assimilare la melatonina ingerita.

Jet lag ed ormoni: I disturbi del sonno sono legati ad uno squilibrio nella secrezione di melatonina. I disturbi psicofisici (che dipendono dai ritmi circadiani) sono provocati da uno squilibrio nel ritmo di secrezione del cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali, che reagisce per adattarsi alle situazioni esterne stressanti, come il cambio di fuso orario. A causa del jet lag, i livelli di cortisolo in circolo tendono a permanere al di sopra della normalità per qualche giorno. In condizioni normali, il cortisolo viene abitualmente secreto 2-3 volte in più al mattino rispetto al tardo pomeriggio.

La gravità delle manifestazioni del Jet lag può essere variabile e dipende da:

  • Numero di fusi orari attraversati: la probabilità di sviluppare il Jet lag aumenta proporzionalmente con il numero di meridiani attraversati.
  • Direzione del volo: il Jet lag si verifica solo in caso di voli trasversali, da ovest verso est e viceversa, e non quando si viaggia lungo lo stesso meridiano (nord-sud). Il disturbo si può avvertire maggiormente se si viaggia verso est, perché si “perdono” ore. Il problema del Jet lag è particolarmente pronunciato per i piloti di linea, gli equipaggi e chi viaggia con una certa frequenza. Le compagnie aeree hanno regolamenti volti a combattere la stanchezza dei piloti, causata da Jet lag.
  • Ora di partenza e di arrivo.
  • Fattori ambientali: la ridotta umidificazione dell’ambiente durante il viaggio aereo e la limitazione dei movimenti per periodi prolungati possono favorire la comparsa di alcuni sintomi del Jet lag.
  • Suscettibilità individuale: età, sesso e condizioni di stress.

Durante il viaggio, soprattutto se è molto lungo, è consigliabile cercare di riposare il più possibile, consumare pasti leggeri, bere molta acqua ed evitare il consumo di alcolici o bevande quali tè o caffè.

Farmaci

Prima di intervenire con un trattamento di tipo farmacologico, si potrebbero adottare dei piccoli accorgimenti (sia prima, sia durante il viaggio) per cercare di prevenire – o perlomeno limitare – i sintomi indotti dal jet lag.
Prima del viaggio si può cercare – se possibile – di avvicinare leggermente i propri ritmi di sonno e gli orari dei pasti a quelli che si seguiranno una volta giunti nella località di destinazione.
Durante il viaggio, invece – soprattutto se è molto lungo – è consigliabile cercare di riposare il più possibile, consumare pasti leggeri, bere molta acqua ed evitare il consumo di alcolici o bevande quali tè o caffè.
Nel caso in cui gli spostamenti fra diversi fusi orari siano frequenti e/o nel caso in cui il jet lag sia percepito come un disturbo molto limitante, allora si può pensare di intervenire con un trattamento farmacologico. Quest’ultimo, generalmente, è mirato a contrastare i disturbi del sonno provocati dallo stesso jet lag.
I farmaci che si possono impiegare per il trattamento del jet lag sono benzodiazepine a breve durata d’azione e i farmaci simil-benzodiazepinici. La benzodiazepina maggiormente usata è il triazolam (Halcion®). Questa benzodiazepina possiede indicazioni terapeutiche specifiche per il trattamento occasionale e a breve termine dell’insonnia. La dose di farmaco solitamente impiegata nei pazienti adulti è di 125-250 microgrammi di principio attivo al giorno, da assumersi per via orale appena prima di coricarsi.

Inoltre, anche l’assunzione di melatonina in piccole dosi potrebbe essere utile nel contrastare il fenomeno del jet lag, soprattutto quando si attraversano molti fusi orari.
Infine, in alcuni casi, si può far ricorso alla fototerapia per ristabilire il corretto ritmo sonno-veglia.

Effetti collaterali della somministrazione di melatonina:   la somministrazione di melatonina può dare sonnolenza durante il giorno successivo, tachicardia e depressione, vertigini e irritabilità, iperglicemia e diminuzione dei fattori della coagulazione ematica.

E’ controindicata in gravidanza, allattamento, in età pediatrica e per tutti coloro che devono guidare auto o utilizzare strumenti precisione nelle 4 ore successive all’assunzione del farmaco.

Gli anticoncezionali estro-progestinici contribuiscono ad aumentare la secrezione di melatonina.

 

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