Ultimo aggiornamento: 28/01/2026
Tessuto osteoide: tessuto osseo povero di sali di calcio, costituito da fibrille collagene di tipo I (90%) ed altre proteine collagene che tendono a fondersi lateralmente e con focolai di iniziale deposizione di calcio. Agendo come impalcatura per la formazione ossea, ricopre le superfici ossee attive. Una volta calcificato con calcio e fosfato, matura in osso maturo, mineralizzato.
È prodotto dall’attività degli osteoblasti, e costituisce la matrice, il precursore del tessuto osseo. Fornisce la struttura essenziale, flessibile ed organica necessaria per la deposizione di cristalli di idrossiapatite che costituiscono la base strutturale del tessuto osseo.
In condizioni normali l’osteoide è presente in quantità minima, poiché tende a mineralizzarsi rapidamente; è invece particolarmente evidente nelle sedi di neoformazione o di riparazione ossea, o nei processi patologici in cui sia rallentato o alterato il processo di mineralizzazione del tessuto osseo.
L’osteomalacia è un’affezione scheletrica caratterizzata da rammollimento delle ossa, si riscontra un’abbondante percentuale di tessuto osteoide cioè tessuto osseo caratterizzato dalla presenza di lamelle ossee insufficientemente mineralizzate.
Osteoma osteoide – tumore benigno caratterizzato da un nido centrale di tessuto osseo intrecciato. In condizioni normali l’osteoma osteoide si mineralizza rapidamente ma in alcune malattie metaboliche delle ossa questo processo è ritardato. Causa dolore localizzato (spesso notturno e alleviato da FANS) e si manifesta più spesso in bambini e giovani adulti, colpendo soprattutto le ossa lunghe (femore, tibia). La diagnosi avviene tramite imaging (TAC, RMN) e il trattamento include farmaci, ma spesso si ricorre alla termoablazione percutanea guidata da immagini per distruggere il tumore (nidus).

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