Ultimo aggiornamento 03/01/2026
Anatomia topografica – La prostata è un organo ghiandolare maschile, impari e mediano, situato nella piccola pelvi fra il trigono vescicale ed il diaframma urogenitale, dietro la metà inferiore della sinfisi pubica alla quale è collegata da due legamenti pubo-prostatici di natura fibromuscolare. Nello spazio tra la sinfisi pubica e la prostata, denominato spazio del Retzius, sono situati, immersi nel tessuto adiposo, il plesso venoso periprostatico del Santorini e piccoli rami delle arterie pudende interne.

La prostata circonda la porzione iniziale dell’uretra (uretra prostatica) che decorre verticalmente dalla base all’apice della prostata vicino alla parete anteriore. Nell’uretra prostatica confluiscono i dotti escretori prostatici, i dotti eiaculatori e i dotti delle ghiandole bulbo-uretrali di Cowper (v. disegno sotto).
Lateralmente la prostata è in rapporto con il muscolo elevatore dell’ano. La faccia posteriore della prostata è in intimo contatto con la faccia anteriore del retto mediante l’interposizione della fascia retto-vescicale del Denonvillers. L’apice della ghiandola prostatica è in contiguità con il collo vescicale e lo sfintere uretrale striato, il muscolo responsabile della continenza urinaria, che non deve essere assolutamente danneggiato durante una prostatectomia al fine di non provocare incontinenza postoperatoria.
Anatomia normale – La prostata è composta da tessuto parenchimale e stromale: ghiandole epiteliali circondate dal tessuto fibromuscolare. Ha la forma di una castagna con base rivolta in alto e apice in giù. In età adulta fisiologicamente pesa 20-30 grammi e presenta le seguenti dimensioni: altezza 3 cm, 4 cm il diametro latero-laterale e 2,5 cm lo spessore antero-posteriore. Le ghiandole sono di tipo tubulo-alveolari (otricolari) ramificate che per la loro posizione rispetto all’uretra e ai dotti eiaculatori, possono essere raggruppate in un lobo anteriore, lobo medio e due lobi laterali. La prostata esternamente è avvolta da una capsula fibromuscolare spessa 0.5 mm circa composta da collagene, elastina e muscolatura liscia. La capsula prostatica ha un particolare interesse per la stadiazione del cancro alla prostata, in particolare per il cancro alla prostata localizzato, in cui l’integrità della capsula è totalmente rispettata, e per un cancro localmente avanzato, in cui il tumore attraversa la capsula e potenzialmente invade le strutture adiacenti come le vescicole seminali, il retto, lo sfintere urinario o persino la vescica.
Secondo uno schema di suddivisione istologica si riconoscono nella prostata 4 zone:
- zona di transizione
- zona centrale
- zona periferica
- zona anteriore
La zona di transizione e la zona centrale avvolgono l’uretra. Lo sviluppo di un adenoma della prostata, noto anche come iperplasia prostatica benigna (IPB), si basa sull’aumento di volume della zona di transizione.

Istologia – ciascuna ghiandola della prostata ha una forma irregolarmente conica con la base periferica e l’apice verso l’uretra, ed è separata dalle ghiandole contigue tramite sepimenti fibromuscolari stromali che rappresentano delle ramificazioni interne della capsula. I condotti escretori delle ghiandole prostatiche presentano un lume di dimensioni variabile e contorni irregolari. La rete dei condotti ghiandolari forma all’interno della prostata diverticoli tubulari ed otricolari che aumentato progressivamente di numero e di grandezza con la ramificazione del dotto escretore.
I dotti ghiandolari prostatici sfociano o nel dotto escretore principale o in una delle sue ramificazioni. Le ghiandole interne della prostata possono avere un lume molto ampio e sono parzialmente o totalmente ripiene di secreto, all’interno del quale è possibile rinvenire corpi sferici spesso calcificati (calcoli prostatici). I calcoli prostatici, più frequenti negli anziani, possono variare per dimensioni da pochi millimetri fino ad alcuni centimetri, e si formano per la coagulazione del secreto prostatico e per la precipitazione successiva di sali di calcio.
Le cellule che costituiscono l’epitelio ghiandolare della prostata sono di forma cilindrica, disposte su un solo strato e poggiano su una lamina basale. Nel contesto delle cellule epiteliali vi sono anche cellule di natura neuroendocrina la cui funzione è sconosciuta.
Funzioni della prostata – La funzione principale della prostata consiste nella produzione del liquido prostatico, che viene riversato nell’uretra durante l’eiaculazione. Il liquido prostatico insieme agli spermatozoi e al secreto delle vescicole seminali e delle ghiandole bulbo-uretrali costituisce lo sperma in una percentuale media del 15%. Il liquido prostatico è un fluido lattiginoso, alcalino e ricco di enzimi, Zn, Mg, Ca, vitamina C, vitamina B12, acido citrico, glucosio, albumina ed altri nutrienti prodotto dalla prostata e costituisce circa 1/4 dello sperma. La sua funzione principale è nutrire, proteggere e aumentare la motilità degli spermatozoi; neutralizza l’acidità vaginale e urinaria per favorire la sopravvivenza e la motilità degli spz. Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) contenuto nel liquido svolge un’azione anticoagulante e quindi aiuta a conservare la fluidità dello sperma. Il massaggio prostatico è una manovra medica che consiste nel massaggiare la prostata con l’esplorazione rettale allo scopo di provocare la fuoriuscita del liquido prostatico con la spremitura della ghiandola.
Le cellule epiteliali ghiandolari e le cellule stromali della prostata posseggono, grazie all’azione dell’enzima 5 alfa reduttasi, la capacità di convertire il testosterone in diidrotesterone, il suo metabolita attivo. L’aumento di numero degli elementi muscolari dello stroma della prostata, determinato dall’azione perdurante degli ormoni androgeni, rappresenta la causa della ipertrofia prostatica (IPB), malattia comunissima dell’età anziana, tanto comune da essere considerata quasi una condizione fisiologica. Tra i farmaci utilizzati per la cura dell’ipertrofia prostatica trovano largo impiego proprio gli inibitori dell’enzima 5 alfa reduttasi.

Irrorazione prostatica: La prostata riceve il flusso sanguigno arterioso principalmente dall’arteria vescicale inferiore (ramo viscerale dell’arteria iliaca interna). Piccoli rami accessori vengono forniti dalle arterie pudende interne, rettali medie ed otturatorie. Le arterie formano una rete superficiale dalla quale originano piccoli rami che si approfondiscono internamente nella prostata. 
Le vene emissarie della ghiandola prostatica costituiscono da ciascun lato un ricco plesso venoso nel quale confluiscono anche le vene vescicali. Questo plesso è denominato plesso venoso dorsale del Santorini ed è tributario delle vene iliache interne. I plessi venosi laterali decorrono posterolateralmente e sono in libera comunicazione con il plesso pudendo, otturatorio e vescicale.
I vasi linfatici della prostata, dopo aver costituito una rete periprostatica, si dirigono ai linfonodi ipogastrici e a quelli del promontorio sacrale. Altri linfatici sono tributari dei linfonodi iliaci esterni.
Innervazione – I nervi per la prostata provengono dal plesso ipogastrico, decorrono al di fuori della capsula prostatica e della fascia del Denonvilliers, fino al punto d’ingresso nella prostata, ove perforano la capsula. I nervi parasimpatici hanno le loro terminazioni a livello degli acini ghiandolari promuovendone la secrezione. Le fibre simpatiche invece determinano la contrazione della muscolatura liscia della capsula e dello stroma. I farmaci che bloccano il sistema nervoso simpatico (alfa litici) inibiscono la contrazione della componente stromale fibromuscolare della prostata determinando un miglioramento del flusso urinario nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica.
Posteriormente su ciascun lato della prostata decorrono i fasci neurovascolari che contengono i nervi erigenti essenziali per l’attivazione e il mantenimento dell’erezione. Si tratta di fibre parasimpatiche del plesso pelvico (S2-S4) che si dirigono ai corpi cavernosi inducendo vasodilatazione e conseguente erezione. Nel 75% dei casi i NVB sono ben delimitati bilateralmente e dissecabili, chirurgia “nerve-sparing”, mentre nel 25% dei casi sono disseccati e impossibili da preservare. Prima di un’ablazione della prostata, l’anatomia dei NVB non è prevedibile. 
Dotti eiaculatori
I dotti eiaculatori si trovano all’interno della prostata e sono formati dall’unione dei dotti deferenti con le vescichette seminali; essi confluiscono poi nell’uretra.
Ghiandole di Cowper
Queste ghiandole si trovano sotto la prostata, ai lati dell’uretra, durante la fase di eccitazione sessuale, secernono una piccola quantità di liquido che partecipa a neutralizzare l’ambiente acido uretrale, permettendo agli spermatozoi eiaculati di vivere più a lungo.
Le tre più comuni patologie della prostata sono la prostatite, l’iperplasia prostatica benigna (IPB) e il cancro alla prostata.
Fattori negativi prostatici:
I principali “nemici” della prostata sono alimenti e abitudini che causano infiammazione e irritazione: insaccati, carni rosse grasse, formaggi grassi, fritti, crostacei, alcol (birra in particolare), caffè, spezie piccanti (pepe, peperoncino), cioccolato, bevande zuccherate, e zuccheri raffinati. Anche la stipsi cronica, la sedentarietà, il sovrappeso e il fumo sono fattori negativi, mentre l’attività fisica regolare, il giusto apporto idrico e l’attività sessuale moderata sono benefici.
- Alimentazione: Verdure (crucifere come broccoli, cavolfiori), pomodori (licopene), olio extravergine d’oliva, semi di lino, semi di zucca e noci (ricchi di zinco), soia, cereali integrali, frutta ricca di antiossidanti (Vitamine A, C, E, Omega3).
- Idratazione: Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno.
- Movimento: Attività fisica regolare.
- Attività sessuale: Eiaculazioni regolari possono essere benefiche.
- Controlli: Visite urologiche regolari, specie dopo i 50 anni, sono fondamentali per una diagnosi precoce.
References:
- Giuseppe Anastasi, et al., Trattato di anatomia umana, 4ª edizione, Milano, Edi.Ermes, 2006, p. 156, ISBN 88-7051-285-1
- Anatomia del Gray; Zanichelli, 4ª edizione italiana, ISBN 88-08-17710-6
- Trattato di anatomia umana, Edi. Ermes, 4ª Edizione, ISBN 88-7051-285-1
- . Frank H. Netter, Atlante di anatomia umana, terza edizione, Elsevier Masson, 2007. ISBN 978-88-214-2976-7
- L. Testut e A. Latarjet, Trattato di Anatomia Umana, UTET, Torino, 1966,Vol VI: 503-556.