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Sindrome di Down

fetal Down's syndrome

Da dottvolpicelli

Sindrome di Down (DS): è la più comune anomalia cromosomica del genere umano interessando 1,6 casi su 1000 nati vivi. Ma si deve ritenere un’incidenza più elevata di tale patologia rispetto alle gravidanze totali perchè molte gravidanze con feti Down esitano in abortomorte fetale intrauterina. Si stima che nei paesi occidentali il rischio Down  sia di1-3% per gravidanza in donne >35 anni (2-4).

Il maggior fattore di rischio per DS è l’età materna >35 anni e, ovviamente, uno o entrambi i genitori affetti da DS o portatori sani.

Genotipicamente la DS è caratterizzata da una trisomia del cromosoma 21. Il cromosoma soprannumerario è dovuto ad una mancata disgiunzione meiotica dei gameti materni  (90%) o paterni (10%). Quindi la maggior parte (95%) delle persone con la sindrome di Down presenta un cariotipo di 47 cromosomi invece dei normali 46.

Il 3% circa delle persone affette da sindrome di Down possiede 46 cromosomi, ma il cromosoma 21 supplementare risulta fuso con un altro cromosoma (traslocazione robertsoniana), in genere il cromosoma 14, il che crea un cromosoma anomalo, ma non supplementare. I portatori di traslocazioni robertsoniane presentano un fenotipo normale ma alta probabilità di generare figli Down. 

Un terzo meccanismo patogenetico della trisomia 21, con una frequenza del 2%, è dato dalla mancata disgiunzione mitotica o, ancora più raramente, dalla duplicazione di un segmento del cromosoma 21 nelle fasi embrionali precocissime dopo la formazione dello zigote. In quest’ultimo caso avremo mosaicismi molto vari e conseguentemente malformazionimorfo-strutturali e alterazioni sistemiche la cui gravità  è direttamente  correlata al numero dei cromosomi alterati.  

Le aspettative di vita e le possibilità di  inserimento nella vita sociali sono correlate alla gravità della patologia: la forma più grave è la trisomia omogenea in cui tutte le cellule dell’organismo presentano trisomia 21. La trisomia 21 mosaiciforme  in cui solo una parte del patrimonio cromosomico presenta la trisomia 21 è associata ad un fenotipo e patologie molto variabili  (4-9).

Fenotipicamente le persone affette da S. Down con trisomia 21 presentano bassa statura, collo grosso e tozzo, macroglossia, ipotonia muscolare; spesso, la lingua più grande e il tono muscolare del volto ridotto fanno sì che i bambini tengano la bocca aperta (5). Nella parte posteriore del collo può essere presente un eccesso di cute (pieghe nucali). L’epicanto è una piega muscolo-cutanea che origina dalla palpebra superiore e decorre ricoprendo l’angolo interno dell’occhio. conferendo un aspetto tipico delle popolazioni mongole. La radice nasale è piatta e larga. Le orecchie sono piccole e arrotondate e hanno un impianto basso. La plica palmare è unica (invece di tre) trasversale  (“mano di scimmia”); presenza di macchia cutanea a margini piuttosto netti sulla parte bassa della schiena (“macchia mongolica”).

Frequenti sono le cardiopatie congenite (50%),  ipotiroidismo (6),  amiloidosi Alzheimer-simile che diventa evidente dopo i 40 anni di vita. Il QI in media è più basso del 50% rispetto ai coetanei non-Down ma, se ben seguiti, questi ragazzi riescono a raggiungere notevoli gradi di professionalità  in lavori di precisione e nelle applicazioni artistiche (7).

Ecograficamente nel feto Down possono manifestarsi diversi segni interpretabili come markers di cromosomopatie ed in particolare di trisomia 21: femore corto, plica nucale ispessita, osso nasale assente, clinodattilia del 5° dito, brachicefalia, intestino iperecogeno, cisti dei plessi corioidei, omero corto.

Nessuno di questi segni presenti isolatamente pone indicazione per amniocentesi o villocentesi tranne che l’assenza dell’osso nasale e la presenza di plica nucale ispessita anche se presenti isolatamente.

La translucenza individua nel 70% dei casi la sindrome di Down nel feto, mentre con l’esame combinato del bi-test l’attendibilità aumenta fino all’80% – 90% con una percentuale di falsi negativi del 5%. Il bi-test prevede la valutazione della concentrazione plasmatica di PAPP-A e free ß-hCG.   Il tasso di rilevamento può aumentare fino a circa il 95% e il tasso di falsi positivi può essere ridotto al 3% esaminando anche l’osso nasale, il flusso del dotto venoso e il flusso della tricuspide.

 

References:

  1. ngelbrechtsen L, Brøndum-Nielsen K, Ekelund C, Tabor A, Skibsted L; Danish Fetal Medicine Study Group. Detection of triploidy at 11-14 weeks’ gestation: a cohort study of 198?000 pregnant women. Ultrasound Obstet Gynecol. 2013 Nov;42(5):530-5.
  2. Wick JB, Johnson KJ, O’Brien J, Wick MJ. Second-trimester diagnosis of triploidy: a series of four cases. AJP Rep. 2013 May;3(1):37-40.
  3. Epstein CJ (June 2006). “Down’s syndrome: critical genes in a critical region”. Nature 441 (7093): 582–83. 
  4. Nelson, DL; Gibbs, RA (2004). “Genetics. The critical region in trisomy 21”. Science (journal) 306 (5696): 619–21.
  5. Guimaraes CV, Donnelly LF, Shott SR, Amin RS, Kalra M (October 2008). “Relative rather than absolute macroglossia in patients with Down syndrome: implications for treatment of obstructive sleep apnea”. Pediatr Radiol 38 (10): 1062–7
  6. Olson, LE; Richtsmeier, JT; Leszl, J; Reeves, RH (2004). “A chromosome 21 critical region does not cause specific Down syndrome phenotypes”. Science (journal) 306 (5696): 687–90. 
  7. Hattori, M; Fujiyama, A; Taylor, TD (2000). “The DNA sequence of human chromosome 21”. Nature 405 (6784): 311–19. 
  8.  Ferlin A, Garolla A, Foresta C. Chromosome abnormalities in sperm of individual with constitutional sex chromosome abnormalities.Cytogenet Genome Res 2005;111:310-6.
  9. Nyberg DA, Luthy DA, Resta RG, Nyberg BC, Williams MA. Age-adjusted ultrasound risk assessment for fetal Down’s syndrome during the second trimester: description of the method and analysis of 142 cases. Ultrasound Obstet Gynecol 1998; 12: 8-14.

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