Gravidanza, PMA

Cocaina e gravidanza

Hits: 30

La cocaina è un alcaloide che si ottiene dalle foglie della coca, pianta originaria del Sud America, principalmente del Perù, della Colombia e della Bolivia.  E’ una sostanza stupefacente che agisce come potente stimolante del sistema nervoso centrale, come vasocostrittore e come anestetico locale. È usata come droga ricreativa e, a questo scopo, può essere masticata, inalata oppure trasformata in crack e fumata. Nonostante il fascino iniziale e a prescindere dalla forma, esistono enormi rischi legati al suo consumo, anche saltuario, che purtroppo è sempre più diffuso, secondo solo al  consumo di marijuana, nel mondo occidentale.

Meccanismo d’azione: la cocaina agisce a livello del SNC bloccando il reuptake delle monoamine  (dopamina ma anche serotonina e noradrenalina) nel terminale post-sinaptico. In particolare sono interessati i neuroni che si proiettano nell’area tegmentale ventrale del mesencefalo, i neuroni del nucleo accumbens  e del n. arcuato dell’ipotalamo e la corteccia prefrontale mediale. Il conseguente aumento post-sinaptico delle monoamine spiega gli effetti della cocaina. 

Gli effetti nocivi della cocaina: si manifestano con una velocità correlata alla modalità di assunzione: molto rapidamente nel caso di somministrazione endovenosa e con minore velocità in caso di inalazione, aspirazione e masticazione.

Gli effetti  a breve termine:

  • Distorsione cognitiva e delle capacità recettive, sensazione di aumento delle percezioni
  • Accentuazione della reattività fisica e mentale
  • Riduzione dello stimolo del sonno, della fame e della sete
  • Euforia
  • Maggiore socievolezza e facilità di relazione
  • Infaticabilità
  • Incremento della libido

Da un punto di vista fisico l’uso di cocaina può provocare vasocostrizione periferica  e anestesia locale, specialmente a livello della mucosa nasale e orale; induce inoltre le cellule dei tessuti ad apoptosi cellulare incontrollata. Se assunta per inalazione, essa si fissa all’interno delle fosse nasali formando croste, spesso associate a riniti e infiammazioni della mucosa.  A livello cardiocircolatorio si presentano tachicardia, aumento della contrattilità del ventricolo sinistro e della pressione arteriosa, con incremento della produzione di adrenalina ed endotelina e diminuzione di ossido nitrico con possibile vasospasmo delle coronarie.

Effetti a lungo termine

L’utilizzo prolungato crea una dipendenza psichica estremamente elevata, che può manifestarsi con importanti crisi d’astinenza e ricerca ossessiva della droga (“craving”).

Le manifestazioni neuropsichiatriche invece sono legate alla down-regulation dopaminergica conseguente all’uso prolungato di cocaina. Si manifestano con  irritabilità, sindromi depressive, stati d’ansia, insonnia e paranoia.

L’uso cronico espone inoltre ad aumentato rischio di aterosclerosi, trombosi da aumento dell’aggregabilità piastrinica, infarto miocardico, ipertensione arteriosa e deficit del sistema immunitario. Può portare inoltre a disfunzione erettile con calo della libido e oligospermia.

Inoltre allo svanimento dei suoi effetti, la fine della vasocostrizione a livello nasale causa sanguinamento, con conseguente otturazione delle vie nasali; qualora il soggetto provasse a eliminare le croste, creerebbe seri danni alla mucosa nasale senza rendersene conto a causa dell’intensa anestesia locale prodotta dalla cocaina.   L‘inalazione di cocaina induce danni diretti alla mucosa nasale mediante attivazione di apoptosi incontrollata. Nei casi più gravi si arriva alla perdita dell’olfatto, alla distruzione più o meno diffusa di cartilagine o tessuto osseo, con perforazione del setto nasale, perforazione dell’osso palatino, distruzione della punta nasale, collasso del naso.

 

La c. svolge anche un’azione anestetica locale grazie al blocco dei canali del sodio e come tale e largamente utilizzata per l’anestesia delle mucose e delle vie aeree superiori.   

Sindrome da astinenza – L’inibizione cronica dei processi di recupero provoca, specie nel lungo termine, l’esaurimento delle riserve di neurotrasmettitore con relative crisi di astinenza e necessità di dosi crescenti di cocaina per riprodurre lo stato di benessere, potenza ed euforia memorizzato (“reward system”). 

La ricerca ossessiva della sostanza (“craving”), desiderio irrefrenabile spesso accompagnato da una ricerca compulsiva o dall’attuazione di determinati comportamenti al fine di ottenere l’oggetto di cui si sente il forte bisogno) è indotto dal desiderio di evitare le crisi d’astinenza e dalla diminuzione della normale capacità di provare piacere legata ai reward system.

Overdose

Nel sovradosaggio il paziente si presenta agitato e ostile. Possono manifestarsi sintomi neuropsichiatrici, come allucinazioni e convulsioni fino al coma, uniti a tachicardia e aumento della temperatura corporea. La morte può sopraggiungere per infarto miocardico acuto o blocco respiratorio conseguente a paralisi muscolare.

Effetti dell’uso di cocaina in gravidanza: non si è ancora stabilita  la quantità minima di cocaina sufficiente a provocare malattie congenite ed altri effetti collaterali nel feto e nel bambino, quindi è consigliabile evitare completamente la sostanza durante la gravidanza, a prescindere da forma e dose. E’ comunque accertata un’aumentata incidenza di malformazioni fetali, morte fetale,  IUGR, microencefalia, minaccia di aborto, distacco di placentaparto pre-termine nelle gravide cocainomani.

Il parto pre-termine potrebbe comportare pericolose conseguenze per lo sviluppo psichico del feto –  Le ultime settimane di gravidanza infatti sono fasi importanti nello sviluppo del cervello fetale; le connessioni importanti si sviluppano fra la 24a e la 32a settimana di gravidanza.Dalla 32a alla 35a settimana di gravidanza, il feto raggiunge poi altri due importanti risultati: il riflesso di suzione e le prime fasi del sonno. Inoltre, comincia a mostrare risposte che possono essere associate alle funzioni cognitive degli esseri umani. Possiede già la memoria a breve termine e capacità di adattamento.  Il cervello di un feto a 35 settimane è solo due terzi del peso di quello che sarà a 39-40 settimane. Un parto pre-termine quindi potrebbe causare un ritardo mentale o difficoltà di apprendimento del bambino.

Nei bambini nati da madri che hanno assunto cocaina in gravidanza, si osservano spesso, più frequentemente nelle zone rurali, i segni di Sindrome da Astinenza Neonatale (NAS), disturbi del comportamento e difficoltà di apprendimento.

References: 

  1. Ira J. Chasnoff,  William J. Burns,  Sidney H. Schnoll, and Kayreen A. Burns: Cocaine Use in Pregnancy. New England J of Medicine 1985; 313:666-669
  2. Ira J. Chasnoff, Dan R. Griffith, Scott MacGregor, DO; et alKathryn Dirkes, BMEKayreen A. Burns: Temporal Patterns of Cocaine Use in PregnancyPerinatal Outcome. AMA. 1989;261(12):1741-1744. 
  3. Ira J. Chasnoff, MDDan R. Griffith, PhDScott MacGregor, DO; et alKathryn Dirkes, BMEKayreen A. Burns, P Temporal Patterns of Cocaine Use in Pregnancy Perinatal Outcome.  JAMA. 1989;261(12):1741-1744. 3
  4. Sonia Minnes, Meeyoung O. Min, Lynn T. SingerMarjorie Edguer, Miaoping Wu, and Pyone Thi  Cocaine use during pregnancy and health outcome after 10 years. Drug Alcohol Depend. 2012 Nov 1; 126(1-2): 71–79.
  5. Minnes S, Singer LT, Kirchner HL, Satayathum S, Short EJ, Min M, Eisengart S, Mack JP. The association of prenatal cocaine abuse and childhood trauma with psychological symptoms over 6 years. Arch Womens Ment Health. 2008b;11:181–192.
  6. Witt WP, Mandell KC, Wisk LE, Cheng ER, Chatterjee D, Wakeel F, Park H, Zarak D. Arch Womens Ment Health. 2016 Jun; 19(3):529-42. 
  7. Chaves TV, Sanchez ZM, Ribeiro LA, Nappo SA. Crack cocaine craving; behaviors and coping strategies among current and former users. Rev Saude Publica. 2011;45 (6):1168–1175.
  8. Manzanares Galan S, Hernández Santalla A, Vico Zúñiga I, Setefilla Criado López M, Pineda Lloréns A, Luis Gallo Vallejo J. Abnormal maternal body mass index and obstetric and neonatal outcome. J Matern Fetal Neonatal Med. 2012;25 (3):308–312.

Questa pubblicazione è disponibile per l’uso e può essere riprodotta nella sua interezza senza l’autorizzazione del dr. Volpicelli. La citazione della fonte è apprezzata: www.fertilitycenter.it

  1. Ultimo aggiornamento: agosto 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha loading...