Home Gravidanza Parto vaginale dopo pregresso taglio cesareo (PVDC)

Parto vaginale dopo pregresso taglio cesareo (PVDC)

Da dottvolpicelli

Le più recenti linee guida nazionali per il management del parto tendono a conseguire due obiettivi: l’umanizzazione del parto e la riduzione delle percentuali di tagli cesarei. In quest’ottica grande attenzione è riservata al management del parto in gravide con pregresso cesareo con l’obiettivo di aumentare, in sicurezza, le percentuali di parto vaginale dopo cesareo (PVDC) (78-103). 

Nei Paesi Occidentali il cesareo pregresso rappresenta attualmente circa il 15-20% delle indicazioni al TC. Questa percentua­le è destinata ad aumentare dato il progressivo incre­mento dei TC primari (1-3). In Italia, negli ultimi decenni,  la percentuale di TC iterativi sul totale di TC era pari al 24%; fra le donne con un pregresso cesareo il tasso di parti vagi­nali (PVDC) era solo del 5%. Al contrario, negli Stati Uniti, nonostante la percen­tuale di parti cesarei sia aumentata dal 5,5% del 1970 al 21% del 1995, la percentuale dei PVDC è salita dal 2,2% al 28%  (4-14); ma nel’ultimo decennio tale percentuale si è abbassata al 10% negli USA ed in tutti i paesi occidentali  (106).

 

 Rischi e benefici associati ad un parto vaginale dopo cesareo (PVDC):

Né un TC ripetuto né un parto di prova sono esen­ti da rischi. Numerose evidenze dimostrano che, se il travaglio di prova, in donna con pregresso cesareo, esita in parto vaginale, la morbilità e mortalità, sia materna che perinatale, sono basse. Al contrario, se il travaglio di prova non ha succes­so, la percentuale di complicazioni intra- e post-operatorie (rottura d’utero, isterectomia, emorragia, atonia uterina post-operatoria, fistole vescico-vaginaliuretero-vaginali e retto-vaginali) è doppia rispetto a quella del taglio cesareo di elezione (68-73). D’altra parte il taglio cesareo elettivo iterativo non è privo di conseguenze negative a breve e a lungo termine sul feto e neonato (75,76) e sulla madre. Infatti nel post-partum di un cesareo iterativo aumenta l’inci­denza di febbre, emorragia, e ricorso all’isterectomia aumentano in modo lineare con il numero di pregressi TC. Il rischio di placenta previa e placenta accreta aumenta di quasi 5 volte tra le pre-cesarizzate rispetto alla popolazione generale (21% vs 5%) (31,53,54). La rottura d’utero è la complicazione più frequente (!/5.00  secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, ACOG) (104) nelle pazienti con precedente taglio cesareo, anche se le morti fetali o materne da rottura d’utero sono molto rare (15-26).  

Rottura d’utero e tipo di incisione: il tipo di incisione sull’utero condiziona la frequen­za di rottura e la severità dei sintomi (74).

 

Tab. 1 – Rischio di rottura di utero in rapporto al tipo di incisione
• incisione bassa trasversale 0,2-0.8%
• incisione longitudinale corporale 4,3-8.8%
• incisione a T 4,3-8.8%
• incisione bassa verticale 0,5-6.5%

Probabilità di successo di un travaglio di prova in donne con cesareo pregresso (tab. 2): La percentuale di successo di parto vaginale in donne con travaglio di prova è compresa fra il 60 e l’80%. Nonostante vari tentativi di identificare elementi con i quali creare uno “score” in grado di predire l’outcome positivo, nessuno di questi dati si è rivelato affidabile nel predire le probabilità di suc­cesso del travaglio di prova (25-26). 

I fattori che maggiormente si associano al successo di travaglio di prova sono la presentazione podalica come indicazione al precedente cesareo ed un precedente parto vaginale (97-103).

Al contrario, la presenza di alterazioni del battito cardiaco fetale, l’induzione del travaglio, la diagnosi di sproporzione feto-pelvica, il ritardo di crescita intrauterino ed un precedente taglio cesareo per distocia sono invece considerati fattori associati al fallimento di un PVDC.

 

Tab.  2  –  Fattori di successo di un PVDC
Favorenti Contrari
presentazione podalica come indicazione al precedente cesareo alterazioni del battito cardiaco fetale
sproporzione feto-pelvica
precedente parto vaginale ritardo di crescita intrauterino
  precedente taglio cesareo per distocia
  desiderio della donna di evitare un travaglio doloroso
  desiderio della donna di di pianificare la data del parto
  timore per i rischi di un parto vaginale

 Un ruolo importante nella decisione di affrontare un travaglio di prova è svolto dall’atteggiamento della donna e dal suo desiderio di evitare un travaglio doloroso, di pianificare la data del parto ed il timore per i rischi di un parto vaginale. 

 Indicazioni al travaglio di prova

Sono candidate al travaglio di prova dopo taglio cesareo tutte le donne che non presentino una controindicazione al parto vaginale e nelle quali l’inci­sione sull’utero nel precedente cesareo sia stata tra­sversale bassa.

nelle donne con 2  precedenti cesarei:  contrariamente ai dati riferiti da alcuni AA che riportano una percentuale di successo di parto vaginale del 68% (40-52), riteniamo improponibile anche solo un accenno ad un travaglio di prova in una bicesarizzata. Eventuali complicazioni e danni costituiranno sicuramente capi di accusa molto difficilmente scusabili in un’aula di tribunale considerando anche l’astio dei colleghi CTU sempre bravissimi dietro una scrivania e prontissimi a crocifiggere i colleghi operatori con estrema superficialità ed altrettanta ferocia.

Controindicazioni al travaglio di prova

  1. presenza di incisione uterina longitudinale corporale (Leung AS, 1993). Sebbene ci siano alcu­ne evidenze a favore del travaglio di prova in donne con incisione uterina verticale bassa (Stoval TG, 1987; Pickhardt MG, 1992), queste non sono anco­ra sufficienti a raccomandare tale pratica; se il tipo di incisione  precedente sull’utero non è nota: costituisce controindicazione al travaglio di prova. 
  2. anamnesi di pregressa deiscenza o rottura d’u­tero: essa ha una probabilità di ripetersi del 6,4% in presenza di una precedente incisione trasversale bassa, del 32% se l’incisione non era sul segmento inferiore (Ritchie EH, 1971).
  3. macrosomia fetale (>4.000 gr): rappresenta un’altra controindicazione ad un travaglio di prova considerata anche l’imprecisione diagnostica della stima ecografica del peso fetale a termine di gravidanza (32-35,66).
  4. Herpes virus: la presenza di  lesioni vaginali da herpes virus è una controindicazione al PVDC, ma  se queste non sono evidenti clinicamente esse non controindicano un PVDC secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, ACOG) (105)

Controindicazioni relative:

    1. gravidanza gemellare: anche se non sono state riportate differenze né di successo, né di mortalità materna e neonatale fra gravidanze multiple e gravi­danze singole (Gilbert L, 1988, Strong TH Jr, 1989; Miller DA, 1996; Odeh M, 1997), l’esperienza rac­colta fino ad ora si riferisce a popolazioni troppo piccole per poter raccomandare il parto vaginale nella gravidanza plurima;
    2. presentazione di podice (Cruikshank DP, 1986): anche se le piccole serie di casi pubblicate documen­tano tassi di successo di parto vaginale accettabili ed una bassa frequenza di complicazioni (Paul RH, 1985; Clark S, 1984; Han HG 1993; Sarno AP Jr, 1989; Ophir E, 1989).

 Considerazioni sull’assistenza al travaglio

Molti studi su serie di casi e di tipo controllato documen­tano la sicurezza e l’efficacia dell’uso di prostaglan­dine per la maturazione della cervice e l’induzione del travaglio. In uno studio di tipo prospettico si evidenzia come il rischio di rottura d’utero sia uguale sia per le pazienti che hanno usato prostaglandine che per quelle che non ne hanno fatto uso. Il rischio di rottura d’utero è risultato quintu­plicato nelle donne il cui travaglio di prova era indotto con le prostaglandine rispetto alle donne con insor­genza spontanea del travaglio. Numerosi studi riportano che l’uso del misoprostolo (Cytotec® cpr vaginali) per indurre il travaglio sia gravato da un maggior rischio di rottura d’utero rispetto alla prostaglandina PGE2 (Prepidil® 0.5 mg/3 gr gel, Propess® dispositivo vaginale 10 mg (Dinoprostone, PGE2)  (27,28,39,40,54-62,74,75).

L’uso dell’ossitocina, come induttore o acceleratore del travaglio, rappresenta un’opzione assistenziale. Numerosi studi, così come le raccomandazioni del­1’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists, 1999) indicano che l’ossitocina può essere usata con sicurezza senza aumentare il rischio di complicazioni materne, soprattutto deiescenza e rottura d’utero, e fetali. In un unico studio di tipo caso-controllo è stato riferito un mag­gior rischio di rottura d’utero per somministrazione del farmaco ad alte dosi (35)

Analgesia epidurale: Il timore che una analgesia epidurale potesse mascherare i segni precoci di una rottura d’utero ha fatto sì che questa pratica fosse considerata una con­troindicazione al parto vaginale. La gran parte dei casi di rottura d’utero si presenta con anomalie del­l’attività cardiaca fetale o con l’arresto del travaglio piuttosto che con la comparsa di dolore addomina­le, pertanto il timore che una analgesia epidurale possa interferire con la diagnosi di rottura d’utero appare infondata (29). 


Assistenza al travaglio

Durante la fase attiva del travaglio è opportu­no valutare il battito cardiaco fetale e l’attività con­trattile con monitoraggio elettronico continuo. Durante il periodo espulsivo il battito cardiaco feta­le deve essere valutato, come di routine, ogni 2 con­trazioni in caso di auscultazione intermittente o registrato con monitoraggio elettronico continuo, mantenendo sotto stretto controllo l’attività contrat­tile 

Contrariamente a quanto specificato nel foglietto illustrativo che ne controindica l’uso nella paziente precesarizzata, non è controindicato l’uso dell’ossitocina per indurre o accelerare il travaglio purché siano presenti gli elementi favorevoli ad un parto vaginale (36). E comunque raccomandabile limita­re il dosaggio massimo a 20 mU.I./minuto.

Particolare attenzione deve essere prestata alla comparsa di segni/sintomi di rottura d’utero: alterazioni del battito cardiaco fetale, dolore uterino che non regredisce nella pausa fra le contrazioni, perdite ematiche anomale vaginali o urinarie, riduzione/scomparsa improvvisa delle contrazioni, risalita del livello della parte presentata, shock.

L’uso dell’analgesia epidurale non è controin­dicato; è raccomandabile l’uso di bassi dosaggi di anestetico.

L’uso della manovra di Kristeller deve essere proscritto. Per accelerare o facilitare il periodo espul­sivo, è consentito l’uso di strumenti vaginali ade­guati (anche in accordo all’esperienza dell’operatore) quando la parte presentata è al medio scavo.

Dopo l’espletamento del parto non è oppor­tuno effettuare un controllo digitale dell’integrità della cicatrice in assenza di sanguinamento anomalo o di segni di ipovolemia.

La sala operatoria deve poter essere allestita per un cesareo entro 30 minuti.

Contrariamente a quanto specificato nel foglietto illustrativo che ne controindica l’uso nel pregresso cesareo e nella PROM, l’uso delle prosta­glandine non è controindicato nell’induzione del travaglio di prova. Poiché questa procedura è grava­ta da un aumentato rischio di rottura d’utero se ne consiglia l’uso qualora esistano buone possibilità di parto vaginale e negli ospedali in cui si utilizzi in generale il farmaco con una buona efficacia (37-39). 

Bibliografia

  1. Abitobol MM, Castillo I, Taylor UB. “Vaginal birth after cesarean section: the patients point of view”. Am Fam Physician 1993; 47:129 – 134.
  2. American College of Obstetricians and Gynecologists. “Vaginal delivery after previous cesarean delivery”. ACOG Practice Bullettin (No 5 July 1999). Washington, DC.
  3. Anderson GM, Lomas J. Determinants of the increasing cesarean birth rate. N Engl J Med 1984; 311: 887 – 892.
  4. Marconi AM, Natale N, Pardi G, Refalia AL, Scotto di Palumbo V: “Parto vaginale dopo taglio cesareo (PVDC). Bollettino SIGO,2002;3:8-13.
  5. Benedetti TJ, Platt LD, Druzin M. Vaginal delivery after previous cesarean section for a non-recurrent cause. Am J Obstet Gynecol 1982;142: 358 – 359­
  6. Broadhead TJ, James DK. Worldwide Utilization of Cesarean Section. In: Flamm BL, Quilligan EJ, eds, Cesa­rean Section. Guidelines for Appropriate Utilization. New York, Springer-Verlag, 1995: 9 – 21
  7. Clark S, Eglinton G, Beall M, Phelan J. Effect of indi­cation for previous cesarean section on subsequent deli­very outcome in patients undergoing a trial of labor. J Reprod Med 1984; 29: 22 – 25
  8. Asrat T, Nageotte MP Renai disease. In: James DK, Steer PJ, Weiner CP, Gonic B, eds, High risk pregnancy-mana­gement options. London, WB Saunders, 1994: 465 – 479. 
  9. Cowan RK, Kinch RA, Ellis B, Anderson R. Trial of labor following cesarean delivery. Obstet Gynecol 1994; 83: 933 – 936.
  10. Center for Disease Control and Prevention. Rates of cesarean delivery. United States, 1993. Morbidiry and Mortaliry Weekly Report 1995; 44: 303 – 307.
  11. Di Lallo D, Perucci CA, Bertollini R, Mallone S. Cesarean Section rates by Type of Maternity Unit and Level of Obstetric Care: An Area-Based Study in Central Italy. Preventive Medicine 1996; 25: 178 – 185­
  12. Institute of Medicine. Guidelines for clinica] practice: From Developmental io Use. Washington, DC: Natio­nal Academic Press, 1992.
  13. ISTAT. Nascite caratteristiche demografiche e sociali. Anno 1995.
  14. Grilli R, Penna A, Liberati A. Migliorare la pratica cli­nica. Come promuovere ed implementare linee-guida. Roma: Il Pensiero Scientifico, 1995.
  15. Gleicher N, Demir RH, Novas J B, Myers SA. Methods for safe reduction of cesarean section rates. In: Flamm BL, Quilligan EJ, eds, Cesarean Section. Guide­lines for appropriate utilization. New York, Springer­Verlag, 1995:141-162.
  16. Enkin M. Labour and delivery following previous cesaarean section. In: Chalmers I, Enkin M, Keirse MJNC, eds, Effective care in pregnancy and childbirth. Oxford, Oxford Universiry Press, 1989: 1196 – 1215.
  17. Eriksen NL, Buttino L. Jr.Vaginal birth alter cesarean: a comparison of materna] and neonatal morbidity to elective repeat cesarean section. Am J Perinatol 1989; 6: 375-379­
  18. Farmakides G, Duvivier R, Schulman H, Schneider E, Biordi J. Vaginal birth alter two or more previous cesarean sections. Am J Obstet Gynecol 1987; 156: 565 – 566.
  19. Farmer RM, Kirschbaum T, Potter D, Strong TH, Medearis AL. Uterine rupture during a trial of labor after previous cesarean section. Am J Obstet Gynecol 1991; 165: 996 – 1001.
  20. Flamm BL.Vaginal birth alter cesarean section: con­troversies old and new. Clin Obstet Gynecol 1985; 28: 735 – 745­
  21. Flamm BL, Limm OW Jones C, Fallon D, Newman LA, Mantis JK. Vagina] birth after cesarean section: results of a multicenter study. Am J Obstet Gynecol 1988; 158: 1079 – 1084.
  22. Granovsky-Grisaru S, Shaya M, Diamant YZ. The management of labor in women with more than one uterine scar: is a repeat cesarean section really the only Il safe” options? J Perinat Med 1994; 22: 13 – 17.
  23. Hansell RS, McMurray KB, Huey GR. Vaginal birth after two or more cesarean sections: a five year experien­ce. Birth 1990; 17: 146 – 150­
  24. Hibberd LT. Changing trends in caesarean section. Am J Obstet Gynaecol 1976; 125: 798 – 804.
  25. Hook B, Kiwi R, Amini SB, Fanaroff A, M Hack. Neonata] morbidity after elective reapet cesarean section and trial of labor. Pediatrics 1997; 100: 348 -353.
  26. Jakobi P, Weissman A, Peretz BA, Hocherman I. Eva­luation of prognostic factors for vagina] delivery after cesarean section. J Reprod Med 1993; 38: 729 – 733. 
  27. Bianchette HA, Nayak S, Erasmus S. Comparison of the safety and efficacy of intravaginal misoprostol (pro­staglandin E1) with those of dinoprostone (prostaglan­din E2) for cervical ripening and induction of labor in a community hospital. Am J Obstet Gynecol 1999; 180:1551-59.
  28. Blanco JD, Collins M, Willis D, Prien S. Prostaglandin E2 gel induction of patients with a prior low transverse cesarean section. Am J Perinatol 1992; 9: 80 – 83..
  29. Carlsson C, Nybell-Lindhal G, Ingemarsson I. Epi­dural block in patients who bave previously undergone cesarean section. Br J Anaesth 1980; 52: 827 – 829.
  30. Chez RA. Cervical ripening and labor induction after previous cesarean delivery. Clin Obstet Gynecol 1995; 38: 287 – 292.
  31. Clark S, Koonings PP, Phelan JP Placenta previa/accreta and prior cesarean section. Ob Gyn 1985; 66:89.
  32. Delpapa EH, Mueller- Heubach E. Pregnancy outco­me following ultrasound diagnosis of macrosomia. Obstet Gynecol 1991, 78:340-343.
  33. Deter RL, Hadlock FR Use of ultrasound in the detection of macrosomia: A review. J Clin Ultrasound 1985; 13: 519 – 524.
  34. Flamm BL, Goings J. Vagina] birth alter cesarean sec­t ion: is suspected fetal macrosomia a contraindication? Obstet Gynecol 1989; 74: 694 – 697.
  35. Benacerraf BR, Gelman R, Frigoletto FD. Sono­graphically estimated fetal weights: Accuracy and limita­tion. Am J Obstet Gynecol 1988;159:1118 -1121.
  36. Flamm BL, Dunnett C, Fischermann E, Quilligan EJ. Vagina] delivery following cesarean section: use of oxytocin augmentation and epidural anesthesia with interna] tocodynamic and internal fetal monitoring. Am J Obstet Gynecol 1984; 148: 759 – 763.
  37. Flamm BL, Newman LA, Thomas SJ, Fallon D, Yoshida MM.Vaginal birth after cesarean delivery: results of a 5-year multicenter collaborative study. Obstet Gynecol 1990; 76: 750 – 754.
  38. Flamm BL, Goings JR, Lui Y, Wolde-Tsadik G. Elec­rive repeat cesarean delivery versus trial of labor: a pro­spective multicenter study. Obstet Gynecol 1994; 83: 927-932.
  39. Flamm BL, Anton D, Goings JR, Newman J. Prosta­glandin E2 for cervical ripening: a multicenter study of patients with prior cesarean delivery. Am Perinatol 1997; 14: 157 – 160.
  40. Vaginal delivery after cesarean section. Am Fam Physician, 1985. 32(3): p. 90.
  41. Cesarean births and trial of labor rates. Jama, 1987. 257(20): p. 2757–9.A
  42.  method of predicting the likelihood of success or failure in a trial of labor in any given set of circumstances is a laudable goal. [comment]. J Reprod Med, 1991. 36(11): p. 829–31.
  43. Nonclinical factors and repeat C-section. [comment]. Jama, 1991. 265(18): p. 2338–9.
  44. Repeat cesarean section vs. VBACs: helping women decide. AWHONN Voice, 1994. 2(8): p. 1.
  45. Trial of labor vs. elective repeat cesarean section. AAFP Task Force on Clinical Policies for Patient Care. Am Fam Physician, 1995. 52(6): p. 1763–5.
  46. Vaginal delivery after a previous cesarean birth. ACOG Committee opinion. Number 143-October 1994 (replaces No. 64, October 1988). Committee on Obstetric Practice. American College of Obstetricians and Gynecologists. Int J Gynaecol Obstet, 1995. 48(1): p. 127–9.
  47. Vaginal delivery after previous cesarean birth. Number 1–August 1995. Committee on Practice Patterns. American College of Obstetricians and Gynecologists. Int J Gynaecol Obstet, 1996. 52(1): p. 90–8.
  48. VBAC (vaginal birth after cesareans): are cost concerns outweighing possible safety risks? Hosp Case Manag, 1996. 4(11): p. 161–4.
  49. What is the right number of caesarean sections? Lancet, 1997. 349(9055): p. 815.
  50. Stats & facts. Vaginal births after cesarean sections: a need to revisit. Manag Care Interface, 2001. 14(11): p. 34–5.
  51. National Institutes of Health state-of-the-science conference statement: Cesarean delivery on maternal request March 27–29, 2006. Obstet Gynecol, 2006. 107(6): p. 1386–97.
  52. NIH State of the Science Conference: cesarean delivery on maternal request. Adv Neonat Care, 2006. 6(4): p. 171–2.
  53. Abbas, F., et al., Placenta percreta with bladder invasion as a cause of life threatening hemorrhage. J Urol, 2000. 164(4): p. 1270–4.
  54. Abu-Heija, A.T., F. El-Jallad, and S. Ziadeh, Placenta previa: effect of age, gravidity, parity and previous caesarean section. Gynecol Obstet Invest, 1999. 47(1): p. 6–8.
  55. Aboulfalah, A., et al., Induction of labour with intravaginal misoprostol after prior cesarean delivery. Afr J Reprod Health, 2001. 5(2): p. 139–42.
  56. AB. Goldberg, MB. Greenberg; PD. Darney, Misoprostol and pregnancy., in N Engl J Med, vol. 344, nº 1, gennaio 2001, pp. 38-47, DOI:10.1056/NEJM200101043440107, PMID 11136959.
  57. ^ Wagner, Marsden, Born in the USA: how a broken maternity system must be fixed to put mothers and infants first, Berkeley, University of California Press, 2006, ISBN 0-520-24596-2.
  58. ^ GJ. Hofmeyr, AM. Gulmezoglu, Vaginal misoprostol for cervical ripening and induction of labour., in Cochrane Database Syst Rev, nº 3, 2001, pp. CD000941, DOI:10.1002/14651858.CD000941, PMID 11686970.
  59. ^ GJ. Hofmeyr, AM. Gülmezoglu, Vaginal misoprostol for cervical ripening and induction of labour., in Cochrane Database Syst Rev, nº 1, 2003, pp. CD000941, DOI:10.1002/14651858.CD000941, PMID 12535398.
  60. ^ a b L. Summers, Methods of cervical ripening and labor induction., in J Nurse Midwifery, vol. 42, nº 2, pp. 71-85, PMID 9107114.
  61. ^ M. Feingold, S. Ghamande, A randomized trial of misoprostol and oxytocin for induction of labor: safety and efficacy., in Obstet Gynecol, vol. 90, nº 1, luglio 1997, p. 155, DOI:10.1016/S0029-7844(97)83841-0, PMID 9207833.
  62. ^ KD. Butt, KA. Bennett; JM. Crane; D. Hutchens; DC. Young, Randomized comparison of oral misoprostol and oxytocin for labor induction in term prelabor membrane rupture., in Obstet Gynecol, vol. 94, nº 6, dicembre 1999, pp. 994-9, PMID 10576189.
  63. ^ GJ. Hofmeyr, AM. Gülmezoglu; Z. Alfirevic, Misoprostol for induction of labour: a systematic review., in Br J Obstet Gynaecol, vol. 106, nº 8, agosto 1999, pp. 798-803, PMID 10453829.
  64. ^ AB. Goldberg, DA. Wing, Induction of labor: the misoprostol controversy., in J Midwifery Womens Health, vol. 48, nº 4, pp. 244-8, PMID 12867908.
  65. ^ RA. Wildeman, Focus on misoprostol: review of worldwide safety data., in Clin Invest Med, vol. 10, nº 3, maggio 1987, pp. 243-5, PMID 3113801.
  66. ^ RL. Herting, CH. Nissen, Overview of misoprostol clinical experience., in Dig Dis Sci, vol. 31, 2 Suppl, febbraio 1986, pp. 47S-54S
  67. Abu-Ghazzeh, Y.M. and R. Barqawi, An appraisal of computed tomography pelvimetry in patients with previous caesarean section. East Mediterr Health J, 2000. 6(2–3): p. 260–4.
  68. Al Nuaim, L.A., S. Kattan, and M.S. Mustafa, Vesicouterine fistula after a previous low vertical cesarean section (DeLee incision). Int J Gynaecol Obstet, 1996. 55(2): p. 161–2.
  69. Al Sakka, M., W. Dauleh, and S. Al Hassani, Case series of uterine rupture and subsequent pregnancy outcome. Int J Fertil Womens Med, 1999. 44(6): p. 297–300.
  70. Al Sakka, M., A. Hamsho, and L. Khan, Rupture of the pregnant uterus–a 21-year review. Int J Gynaecol Obstet, 1998. 63(2): p. 105–8.
  71. Alfirevic, Z., Oral misoprostol for induction of labour. [update in Cochrane Database Syst Rev. 2001;(2):CD001338; PMID: 11405987][update of Cochrane Database Syst Rev. 2000;(2):CD001338; PMID: 10796260]. Cochrane Database Syst Rev, 2000(4): p. CD001338.
  72. Alfirevic, Z. and A. Weeks, Oral misoprostol for induction of labour. Cochrane Database Syst Rev, 2006.
  73. Bernstein, P., Prostaglandin E2 gel for cervical ripening and labour induction: a multicentre placebo-controlled trial.[erratum appears in Can Med Assoc J 1992 Apr 15;146(8):1290]. Cmaj, 1991. 145(10): p. 1249–54.
  74. Alkatib, M., A.V.M. Franco, and M.M. Fynes, Vesicouterine fistula following Cesarean delivery–ultrasound diagnosis and surgical management. Ultrasound Obstet Gynecol, 2005. 26(2): p. 183–5.
  75. Ash, A., A. Smith, and D. Maxwell, Caesarean scar pregnancy. Bjog, 2007. 114(3): p. 253–63.
  76. Benterud, T., Cesarean section is associated with more frequent pneumothorax and respiratory problems in the neonate. Acta Obstet Gynecol Scand, 2009. 88(3): p. 359–61. 
  77. Berg, C.J., et al., Overview of Maternal Morbidity During Hospitalization for Labor and Delivery in the United States. 19931997 and 20012005. Obstet Gynecol, 2009. 113(5): p. 1075–1081.
  78. Roberts LJ, Beardsworth SA, Trew G. Labor following caesarean section: current practice in theUnited Kingdom. Br J Obstet Gynaecol. 1994; 101: 153-5.
  79. Norman P, Kostovcik S, Lanning A. Elective repeat caesarean sections: how many could be vaginal births? Can Med Assoc J 1993; 149:431 – 5. 
  80. Kline J, Arias F. Analysis of factors determining the selection of repeated cesarean section or trial of labor in patients with history of prior cesarean delivery. J Reprod Med 1993; 38289 – 92.
  81. Society of Obstetricians and Gynaecologists of Canada. Vaginal birth after previous cesarean birth. Clinical Practice guideline N° 68. Ottawa (ON): SOGC; 1997 (December) (5) National Institutes of Health. Cesarean childbirth. Bethesda (MD): NIH; 1981. Publication N° 82– 2067.
  82. Flamm BL, Lim OW, Jones C, Fallon D, Newman LA, Mantis JK. Vaginal birth after cesarean section: results of a multicenter study. Am J Obstet Gynecol 1988; 158:1079 – 84. 
  83. Socol ML, Peaceman AM. Vaginal birth after cesarean. An appraisal of fetal risk. Obstet Gynecol 1999; 93: 674 – 9. 
  84. McMahon MJ. Vaginal birth after cesarean. Clin Obstet Gynecol 1998; 41: 369 – 81.
  85. Woolf SH, Battista RN, Angerson GM, Logan AG, Eel W. Canadian Task Force on the Periodic Health Exam. Ottawa (ON): Canada Communication Group; 1994. p. XXXVII.
  86. Biswass A. Management of previous cesarean section. Curr Opin Obstet Gynecol 2003; 15: 123-9
  87. Quiligan EJ. Vaginal birth after cesarean section: 270 degrees. J Obstet Gynecol Res 2001; 27.169 – 73. 
  88. Scott JR. Avoiding labor problems during vaginal birth after cesarean delivery. Clin Obstet Gynecol 1997; 40: 553 – 41. 
  89. Rageth JC, Juzi C, Grossenbacher H. Delivery after previous cesarean: a risk evaluation. Obstet Gynecol 1999; 93: 332 – 7.
  90. Lovell R. Vaginal delivery after caesarean section: factors influencing success rate. Aust N Z J Obstet Gynecol 1996; 36: 4 – 8.
  91. Weinstein D, Benshushan A, Tanos V, Zilberstein R, Rojansky N. predictive score for vaginal birth after cesarean section. Am J Obstet Gynecol 1996; 174: 192 – 8.
  92. Bujold E, Gauthier R. Should we allow a trial of labor after a previous cesarean for dystocia in the second stage of labour? Obstet Gynecol 2001; 98: 652 – 5. 
  93. Hoskins IA, Gómez JL. Correlation between maximum cervical dilatation at cesarean delivery and sunsequent vaginal birth after cesarean delivery. Obstet Gynecol 1997; 89: 591 – 3.
  94. Shipp TD, Zelop CM, Repke JT, Cohen A, Caughey AB, Lieberman E. Trabajo de parto despues de cesarean previa: influencia de la indicación primaria y de la paridad. Obstet Gynecol 2000;95: 913 – 6.
  95. Khan KS, Risvi A. The partograph in the management of labor following c – section. Int J Gynecol Obstet 1995;50: 151 – 7.
  96. Guleria K, Dhall Gl, Dhall K. Pattern of cervical dilatation in pevious lower segment c sectionpatients. J Indian Med Assoc 1997;95: 131 – 4.
  97. Weinstein D, Benshushan A, Ezra Y. Vaginal birth after cesarean section: current opinion. Int JGynecol Obstet 1996;53: 1 – 10.
  98. ACOG. Vaginal birth after previous cesarean delivery. ACOG Practice Bulletin n° 5. Washington DC 1999.
  99. Phelan JP, Korst LM, Settles DK. Uterine activity patterns in uterine rupture: a case – control study. Obstet Gynecol 1998;92: 394–7. 
  100. Kaplan B, Royburt M, Peled Y. Routine revision of uterine scar after prior cesarean section. Acta Obstet Gynecol Scand 1994;73: 473 – 5.
  101. Bucklin BA. Vaginal birth after cesarean delivery. Anesthesiology 2003,99: 1444 – 8.
  102. McMahon MJ, Luthier ER, Bowes WA. Comparison of a trial of labor with an elective second cesarean section. N Engl J Med 1996;335: 689 – 95.
  103. Quilligan EJ. Vaginal birth after cesarean section. 270 degrees. J Obstet
  104. ACOG Practice Bulletin, No. 5, July 1999
  105. ACOG, Midwifery Today, Winter No 36, page 47.
  106. American College of Obstetricians and Gynecologists Committee on Obstetric Practice. “ACOG Committee Opinion No. 342: induction of labor for vaginal birth after cesarean delivery”  Obstet Gynecol 2006;108,2: 465–8.

Potrebbe piacerti anche

Lascia il tuo commento

Inserisci la somma corretta Limite di tempo superato. Si prega di completare nuovamente il captcha.

Il Fertilitycenter.it è un sito informativo al fianco delle coppie per sostenerle ed informarle nel desiderio più grande, quello di avere un figlio.

ULTIMI ARTICOLI

fertilitycenter.it © 2023 All right reserved.

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Supponiamo che tu sia d'accordo con questo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetto Leggi

-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00