Eco, PCOS

Ultrasonografia della policistosi ovarica

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Lo studio ultrasonografico dell’ovaio policistico costituisce un aspetto importante della caratterizzazione della PCOS.  Le caratteristiche salienti dell’ovaio policistico sono l’aumentato volume delle ovaie (>6 ml),   l’aumentato numero (>10) di follicoli antrali <10 mm disposti in sede iuxta-corticale e l’alterato rapporto midollare/stroma a favore di quest’ultimo (4).    Fino a pochi anni or sono si utilizzavano i criteri di Adams  (1-3 del sottostante schema) per definire ecograficamente un ovaio PCOS (1):
1. volume ovarico, calcolato secondo la formula degli ellissoidi o degli sferoidi, si definisce PCOS se >10 cm3
2. Stroma denso iperecogeno (dense core of stroma).
3. ≥10 cisti follicolari (piccoli follicoli antrali)  Ø 2-8 mm sottocorticali, “periferal cystic pattern”,  a “collana di perle”   o, meno frequentemente, diffuse in tutto il parenchima.
Ma le microcisti ovariche, disposte a collana di perle tutt’intorno nella zona corticale, possono riscontrarsi anche in ovaie di adolescenti non PCOS ed il volume e l’area dell’ovaio possono aumentare in caso di neoplasie e in presenza di flogosi ovarica aspecifica. Per tale motivo nuovi parametri di riferimento si aggiungono ai primi tre per la diagnosi ecografica:
4. aumentato rapporto area stromale/area ovaio (v. n. 0.34) sec. Fulghasu, 2001 (3).
5. aumentato rapporto volume stromale/volume ovarico in 3D sec. Kyei, 1996
6. valutazione della ecogenicità della corticale ovarica che risulta diminuita in caso di PCOS.  Parametro ecogenicità di riferimento è quello del parenchima epatico normale (4).
7. rapporto diametro trasverso utero/diametro longitudinale ovaio non è mai superiore a 1 mentre nelle donne non-PCOS è 1,5-1,8.
8. aumento dell’IR delle aa. uterine
I fattori 4-6 sopraelencati sono caratteristiche ecografiche specifiche dell’ovaio policistico. Attualmente si deve ricorrere alla ETV perché disponendo di un’alta frequenza (>5 MHz) offre una risoluzione molto più alta; infatti molte ovaie che sembravano avere un’ecostruttura omogenea, si sono rivelate ovaie PCOS alla scansione transvaginale (5). Le dimensioni ovariche vanno calcolate in fase follicolare precoce per evitare che la presenza di follicoli antrali di 3° e 4° grado possano falsare l’esame; in presenza di follicoli di diametro >9 mm occorre ripetere l’esame dopo alcuni giorni (5). La presenza di un solo ovaio policistico è sufficiente per porre la diagnosi (6). L’USG ha una sensibilità del 91% ed una specificità del 100% in accordo con i controlli laparoscopici ed endocrinologici (3).
La Risonanza Magnetica ha un potere di risoluzione maggiore dell’ecografia, ma i maggiori costi e le difficoltà pratiche, consigliano di riservare questo esame solo ai casi di più difficile interpretazione.
Tecnica e criteri di valutazione attuali:
¨ La valutazione basale deve essere effettuata in fase follicolare precoce
¨ L’ovaio sx offre maggiori difficoltà di esame per la vicinanza del sigma con il suo contenuto di gas e feci.
¨ occorre misurare il diametro massimo nei tre piani: longitudinale, antero-posteriore e trasversale.
¨ Misurazione del volume ovarico secondo la formula degli ellissoidi (V = D1 x D2 x D3 x 0.5233); cut-off 12.77± 3.75 cm3 ;  ml13.21
¨ Area ovarica: cut-off 7.00 cm2
¨ Area stromale: area centrale di maggiore ecogenicità; cut-off 1.95 cm2
¨ Area stromale/area ovarica totale: cut-off 0.34. la valutazione della S/A ratio può differenziare l’ovaio PCOS dall’ovaio MF con sensibilità e specificità del 100% ed è facilmente ottenibile secondo Fulghesu. Lo stesso autore afferma che esiste una stretta correlazione fra questi parametri USG e il milieu endocrino e le caratteristiche antropometriche delle pazienti PCOS (3).
¨ Valutazione dell’area uterina: superiore alla norma a causa dell’iperestrogenizzazione della paziente PCOS (26 vs. 22 cm2); cut-off: .
¨ I valori di cut-off sono tratti dagli studi condotti nel 2001 da Fulghesu su 80 paz oligo/amenorroiche PCOS e un gruppo controllo di 30 pazienti normali (3).
¨ Eventuali follicoli>10 mm indicano una residua capacità delle ovaie di indurre una crescita follicolare in senso ovulatorio.
–  Valutazione dell’area uterina: superiore alla norma a causa dell’iperestrogenizzazione della paziente PCOS (26 vs. 22 cm2);
¨ I risultati sono valutati mediante SPSS release 5.0 (SPSS Inc., Chicago, IL). Il t test di Student per i dati non appaiaiti.  Il coefficiente di Pearson per lo studio delle correlazioni fra le variabili.l’analisi di contingenza era effettuato con il test di Fisher. Un valore P<0.5 è considerato statisticamente significativo.
References:
1) Adams J, Polson DW, Abdulwahid N, Morris DV, Franks S, Mason HD, Tucker M, PriceJ and Jacobs HS: “Multifollicolar ovaries: clinical and endocrine features and response to pulsatile gonadotropin releasing hormone”. Lancet; 1985:1375-1379.
2) Balen AH, Laven SE, Tan SL, Dewailly D: “Ultrasound assessment of the polycystic ovary: international consensus definitions”. Human Reprod Update;2003;9:505-514.
3) Fulghesu AM, et al: “A new ultrasound criterion for the diagnosis of polycystic ovary syndrome: the ovarian stroma: total area ratio”. Fertil Steril 2001;76:326-331.
4) Takahashi K, Okada M, Ozaki T, Uchida A, Yamasaki H, Kitao M.: “Transvaginal ultrasonographic morphology in polycystic ovarian syndrome”. Gynecol Obstet Invest. 1995;39(3):201-6.
5)Buckett WM, Bouzayen R, Watkin KL, Tulandi T, Tan SL. :”Ovarian stromal echogenicity in women with normal and polycystic ovaries”. : Hum Reprod. 1999 Mar;14(3):618-21.
6) Fox R. et Hull M.: “Ultrasound diagnosis of polycystic ovaries”.  Gynecol Obstet Invest. 1995;39(3):201-6.

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