Ultimo aggiornamento: 19/10/2025
Vulvite luetica – La sifilide è una malattia complessa causata dal treponema pallidum appartenente al genere delle spirochete. Il tempo necessario per la completa riproduzione si agire attorno alle 30-33 ore e il tempo di decuplicazione del loro numero è di soli 4 giorni. Recentemente si conferma che debbono essere considerate infettanti non solo le lesioni muco-cutanee, ma anche tutti i liquidi biologici come lo sperma, il latte materno e il sangue, mentre non è ancora certa la presenza infettante del treponema attraverso la saliva o il sudore.
Il contagio si verifica quando sulle mucose o sulla cute lesionate pervengono un numero sufficiente di treponemi virulenti. Ne deriva che il materiale del contagio deve essere sufficientemente ricco di treponemi; le lesioni del periodo primo-secondario (fase iniziale della sifilide) sono quindi le più pericolose in termini di contagio, proprio perchè contengono un numero assai più elevato di microrganismi infettanti, rispetto al periodo tardivo.
Il contagio può avvenire per via diretta o indiretta; la prima modalità in considerazione della estrema labilità del microrganismo, è sicuramente la più probabile.
Sulla base dei rilievi clinici l’infezione sifilitica viene classificata in diversi fasi:
- sifilide primaria
- sifilide secondaria
- sifilide terziaria
La classificazione viene utilizzata per indirizzare i diversi trattamenti ed il followup.
I sintomi del primo stadio compaiono di solito 2-12 settimane
dopo il contagio; è caratterizzata dall’insorgenza del sifiloma, una ulcerazione rossa, indolore sul contorno vulvare. Poco dopo la comparsa del sifiloma si evidenzia la linfoadenopatia satellite inguinale. con linfonodi ingrossati, duri, mobili e indolenti; tra essi domina un linfonodo più voluminoso, a volte definito “prefetto del pretorio”.

Sifiloma vaginale
I sifilomi atipici possono essere multipli, dolorosi, profondi e indistinguibili da un’ulcera erpetica. Qualsiasi ulcera anogenitale deve essere considerata sifilitica fino a prova contraria.
Il secondo stadio inizia di norma 2-3 mesi dopo la comparsa del sifiloma.
II° stadio: Le spirochete entrano in circolo estendendo
l’infezione a tutto il corpo con sintomatologia poliedrica (altralgie, mialgie, febbre, esantemi, astenia). Gli esantemi cutanei, sifilodermi, si presentano come roseole lievemente eczematose di colorito verde o bianco (“condilomatosi piana”) e prediligono le aree umide intorno alla bocca, all’ano e alla vagina. Queste lesioni sono ricche di batteri e perciò molto contagiose.
Il terzo stadio o neurolue è caratterizzato a livello cutaneo dal sifiloderma gommoso: noduli duro-elastici che tendono alla ulcerazione che risolvono con esiti di tipo degenerativo atrofico cicatriziale destruente. classiche sono le secrezioni gommose e necrotiche a localizzazione ipodermica. Per il resto, non c’è organo che in cui la sifilide terziaria non possa manifestarsi:
– apparato circolatorio (aortite luetica: la lesione più frequente)
– fegato
– ossa
– sistema nervoso centrale e periferico (neurosifilide: meningite luetica, meningi-vascolare: 4-7 anno dall’infezione e tabe dorsale)
– cuore
– polmoni
di conseguenza possono manifestarsi diversi problemi sistemici: mentali, difficoltà di deambulazione, di equilibrio, scarso controllo della vescica, problemi di vista, perdita di memoria, perdita di sensibilità, specialmente alle gambe.
L’infezione luetica può essere trasmessa da madre a feto in gravidanza attraverso la placenta. La sifilide primaria non trattata comporta un rischio di trasmissione fetale del 70-100%, con possibile morte endouterina fetale fino a 1/3 dei casi.
Diagnostica –
1) TPHA – metodo semplice ed efficace di diagnosi sierologica esso è una reazione di emoagglutinazione in cui l’antigene è assorbito dai globuli rossi, pertanto se si aggiunge un siero contenente anticorpi antitreponema si ottiene una agglutinazione delle emazie e quindi una positività del test.
2) VDRL – E’ il test che si positivizza più precocemente. Purtroppo questo test, come il TPHA, è gravato da una bassa specificità, essendo positivo anche in altre infezioni quali TBC, mononucleosi, morbillo, toxoplasmosi varicella, malaria, epatite, malattie autoimmuni, polmoniti aspecifiche, molte vaccinazioni ed anche in gravidanza. Perciò questi due test devono essere considerati esami di primo accesso e se la paziente risultasse positiva occorrono ulteriori accertamenti per la diagnosi definitiva di sifilide.
3) Ricerca anticorpi con metodo immuno-enzimatico (Elisa): Rileva anticorpi specifici contro il T. pallidum . Rimane positivo anche dopo il trattamento.
4) Test molecolari (PCR): rilevamento del DNA di T. pallidum nei tessuti o nelle secrezioni.
5) Ricerca del treponema al M.O. dall’essudato di ulcere o erosioni o utilizzando l’agoaspirato dei linfonodi. La sensibilità del test è del 70-80%, a causa della rapida perdita di motilità dei treponem
i dovuta alla loro scarsa resistenza all’aria e/o all’esposizione a sostanze applicate sulla lesione.
Il secreto deve essere ottenuto per spremitura delle lesioni senza provocare sanguinamento; la presenza degli eritrociti rende difficile la visualizzazione delle spirochete.
I T. pallidum viventi mostrano movimenti lenti di va e vieni, movimenti rotatori attorno all’asse longitudinale e improvvisi piegamenti di 90 gradi vicino al centro del microrganismo.
I metodi diretti sono più efficaci nelle fasi iniziali (sifilide primaria), quando i test sierologici potrebbero essere ancora negativi.
TERAPIA – la terapia locale è inutile data la velocità con cui le spirochete si diffondono e si moltiplicano. La terapia sistemica della sifilide primaria, secondaria e latente precoce (<1 anno), prevede la somministrazione di benzatina penicillina G (Sigmacillina 1.200.000 UI/2.5 ml fl im), 2,4 milioni di unità IM, in unica somministrazione, induce concentrazioni ematiche di farmaco sufficientemente elevate per 2 settimane. Due dosi da 1,2 milioni di unità sono in genere somministrate in ciascun gluteo per ridurre le reazioni locali.
Ulteriori iniezioni da 2,4 milioni di unità devono essere somministrate 7 e 14 die più tardi in caso di sifilide latente tardiva (> 1 anno) oppure in caso di sifilide di durata non nota; infatti i treponemi possono occasionalmente persistere nel liquido cerebrospinale dopo regimi terapeutici monodose.
Per le pazienti non gravide con allergia alla penicillina significativa (con anafilassi, broncospasmi o orticaria), la prima alternativa è la doxiciclina 100 mg PO (Bassado® cpr 100 mg) per 14 giorni (28 giorni per la sifilide latente di vecchia data o la sifilide latente di durata sconosciuta).
L’azitromicina 2 g PO (Zitromax® cpr 500 mg) in una singola dose è efficace per la sifilide latente primaria, la secondaria o quella precoce provocata da ceppi sensibili; non somministrare azitromicina in gravidanza.
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