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Paratormone (PTH)

Da dottvolpicelli

L’ormone paratiroideo (PTH) è un ormone peptidico a catena singola di 84 amminoacidi codificato da un gene situato sul braccio corto del cromosoma 11 e prodotto dalle ghiandole paratiroidee.  Costituisce il principale regolatore della calcemia, del bilancio dei fosfati e dell’omeostasi minerale. La sua secrezione è regolata essenzialmente dalla concentrazione extracellulare di calcio ionizzato (Ca++).

Istologicamente Le paratiroidi sono costituite da cellule disposte a cordoni e divisibili in tre tipologie: cellule principali (piccole e di forma poliedrica); cellule chiare (relativamente grandi) e cellule ossifile (che presentano nel citoplasma gli ossifili, ovvero granuli acidofili). Le cellule principali producono l’ormone paratiroideo (paratormone, PTH) ormone peptidico indispensabile nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo.

MECCANISMO D’AZIONE DEL PTH

Prevede l’integrazione biologica con osso, rene e vitamina D3 (calcitriolo). La sua secrezione è modulata dalla concentrazione di Ca++ extracellulare rilevata da un recettore di membrana, il calcium-sensing receptor (CaSR), che rileva variazioni minute del calcio ionizzato. Nello stesso tempo il PTH tende a mantenere nei limiti fisiologici il calcio extracellulare che è indispensabile per eccitabilità e stabilità neuromuscolare, contrazione miocardica, trasduzione del segnale, coagulazione e secrezione esocitotica.  L’azione del PTH su organi bersaglio è mediata principalmente dal recettore PTH1R, espresso soprattutto in osso e rene.  In sintesi il PTH:

  • A livello del tubulo distale renale il PTH stimola il riassorbimento del calcio (e magnesio) e l’escrezione dei fosfati. Il fosfato, oltre ai suoi effetti indiretti mediati dalla vitamina D e dal calcio, può influenzare la biologia paratiroidea e contribuire a uno stato di stimolo cronico, particolarmente evidente nella malattia renale cronica. Un ultimo elemento essenziale è il ruolo del magnesio. A livelli moderatamente ridotti, il magnesio può facilitare la secrezione del PTH, mentre una grave carenza di magnesio può paradossalmente inibire rilascio e azione del PTH.
  • A livello del tubulo prossimale renale stimola l’attività dell’enzima 1-alfa idrossilasi avviando la produzione dell’ormone steroideo calcitriolo (noto anche come 1,25-diidrossivitamina D), che è la forma attiva della vitamina D3, nei reni. Il calcitriolo a sua volta stimola un maggiore assorbimento del calcio alimentare da parte dell’intestino. La vit D esercita un feedback endocrino negativo sulla secrezione di PTH a livello paratiroideo riducendo trascrizione del gene del PTH e limitando la proliferazione cellulare.
  • a livello intestinale il PTH stimola l’assorbimento del calcio.  
  • A livello osseo provoca il rilascio di calcio dalle ossa stimolando gli osteoclasti, che secernono enzimi che degradano l’osso e rilasciano calcio nel liquido interstiziale.
  • A livello osseo Il PTH inibisce gli osteoblasti contribuendo così ad ulteriore ipercalcemia.    
  • Un concetto fondamentale è la dipendenza dell’effetto osseo dalla modalità di esposizione: un’esposizione intermittente al PTH può favorire formazione ossea e attivazione osteoblastica, mentre un’esposizione più continua tende a favorire riassorbimento e perdita di massa ossea.
  • Un meccanismo di feedback negativo regola i livelli di PTH: l’aumento dei livelli di calcemia e vitamina D deprime l’ulteriore rilascio di PTH.

 A differenza della tiroide, che utilizza un compartimento extracellulare di deposito (il colloide), le paratiroidi non dispongono di una riserva extracellulare: la loro strategia è basata su una riserva intracellulare di PTH preformato e su un controllo immediato dell’esocitosi che assicura una risposta endocrina immediata.

La calcitonina ha un’azione opposta a quella del PTH: provvede all’abbassamento dei livelli di calcemia troppo alti.

IPERPARATIROIDISMOUn’attività anormalmente elevata della ghiandola paratiroidea può causare iperparatiroidismo, un disturbo causato da una sovrapproduzione di PTH (v.n. 10-65 pg/mL) che provoca ipercalcemia con due meccanismi diretti ed uno indiretto:

  1. un’eccessiva attività osteoclastica e perdita di calcio dall’osso che  può ridurre significativamente la densità ossea, portando a fratture ossee e/o deformità spontanee.
  2. Eccessivo riassorbimento di calcio a livello renale
  3. Eccessiva produzione renale di vitamina D che induce un aumentato assorbimento di calcio a livello intestinale

Con l’ipercalcemia la permeabilità della membrana cellulare al sodio diminuisce e la reattività del sistema nervoso si riduce, prevalgono stanchezza e debolezza, scarsa concentrazione, perdita di memoria e depressione. Allo stesso tempo, i depositi di calcio possono accumularsi nei tessuti e negli organi del corpo, compromettendone il funzionamento.

L’iperparatiroidismo può essere primario, causato cioè da un problema alle paratiroidi stesse, spesso un adenoma benigno, che le porta a produrre eccessive quantità di PTH. Oppure Iperparatiroidismo secondario: Le paratiroidi sono normali, ma producono più ormone in risposta a una carenza cronica di calcio dovuta ad altre patologie, come un deficit di vitamina D. 

Diagnosi iperparatiroidismo – La diagnosi si avvale di esami ematici come calcemia (⇑) e PTH (⇑) ; ricerca di cristalli di calcio nelle urine e calcoli renali ed USG delle ghiandole.

IPOPARATIROIDISMOAl contrario l’ipocalcemia può essere causato da un deficit di secrezione dell’ormone paratiroideo che può svilupparsi in seguito a lesioni o interventi chirurgici che coinvolgono la tiroide, malattie autoimmuni, cause genetiche (come la sindrome di Di George).

L’ipocalcemia fa aumentare la permeabilità della membrana al sodio, causando formicolii e intorpidimenti, contrazioni muscolari, crampi, spasmi o convulsioni. Deficit gravi possono paralizzare i muscoli, compresi quelli coinvolti nella respirazione, e possono essere fatali. Inoltre, per bilanciare l’eccesso di fosforo in circolo l’organismo estrae calcio dalle ossa che diventano fragili ed esposte più facilmente a fratture ossee spontanee.

Diagnosi ipoparatiroidismo: Si basa su esami del sangue per misurare i livelli di calcio (⇓), fosforo (⇑) e paratormone (⇓). A volte può essere richiesta un’ecografia del collo. 

References:

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