I bifosfonati sono farmaci utilizzati soprattutto per osteoporosi ma anche per ipercalcemia neoplastica, m. di Paget ossea. mieloma multiplo, metastasi ossee (osteolisi tumorale), iperparatiroidismo primario.
Meccanismo dì azione:
- i bifosfonati agiscono rallentando il riassorbimento osseo inibendo l’attività degli osteoclasti. I bifosfonati si legano alla matrice ossea, dove vengono ingeriti dagli osteoclasti durante il processo di riassorbimento. Una volta all’interno degli osteoclasti, i bifosfonati interferiscono con il metabolismo cellulare e la funzionalità dell’osteoclasta fino all’apoptosi degli stessi osteoclasti.
- Inoltre, i bifosfonati hanno anche effetti antiangiogenici, riducendo la formazione di nuovi vasi sanguigni all’interno dell’osso. Questo è particolarmente utile nel trattamento di condizioni come le metastasi ossee, dove la crescita tumorale dipende dall’apporto di sangue.
Posologia e modalità di assunzione: I bifosfonati orali possono essere assunti giornalmente, settimanalmente o mensilmente, a seconda del farmaco specifico e del motivo per cui vengono assunti. Di solito, questi farmaci vanno assunti al mattino a stomaco vuoto con acqua. È inoltre necessario rimanere in posizione eretta (seduti o in piedi) per 30-60 minuti dopo l’assunzione e non si deve mangiare né bere nulla durante questo periodo.
Nomi commerciali:
- Fosamax® (alendronato sodico) – compresse 10, 70 mg; 10 mg una volta al giorno per 6 mesi; i pazienti devono essere digiuni e attendere almeno 30 minuti dopo l’assunzione prima di mangiare, bere qualsiasi cosa diversa dall’acqua del rubinetto, assumere qualsiasi farmaco o sdraiarsi (il paziente può stare seduto).
- Bonviva® cpr 150 mg (Ibandronato) – La dose raccomandata è una compressa rivestita con film da 150 mg una volta al mese. Bonviva deve essere assunto dopo un digiuno notturno (di almeno 6 ore) e 1 ora prima dell’assunzione di cibi e bevande (a parte l’acqua) del mattino o di qualsiasi altro medicinale o integratore orali (compreso il calcio). Le compresse devono essere deglutite intere con l’aiuto di un bicchiere di acqua (da 180 a 240 ml) con la paziente in posizione seduta o in piedi.
- Skelid® (tiludronato disodico) – 28 compresse 200 mg; posologia: 400 mg (due compresse da 200 mg) una volta al giorno per 3 mesi; può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, purché intercorrano 2 ore prima e dopo la ripresa di cibi, bevande e farmaci. Del tiludronato che viene riassorbito (in caso di preparazione orale) o infuso (in caso di farmaci per via endovenosa), circa il 50% viene escreto immodificato dai reni. La parte restante ha un’elevatissima affinità per il tessuto osseo e viene rapidamente assorbita sulla superficie ossea. Mantenere un adeguato apporto di vitamina D e calcio.
- Didronel® (etidronato disodico) – Compresse; il regime terapeutico approvato è di 200-400 mg una volta al giorno per 6 mesi; possibile complicanza: osteomalacia.
- Aredia® (pamidronato disodico) — 15 mg/5 ml polvere e solvente per soluzione per infusione. Somministrazione endovenosa; regime approvato: infusione di 30 mg (2 fiale) in 4 ore per 3 giorni consecutivi;
- Clody® (disodio clodronato) – cps 400 mg; fiale 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione: in fase di acuzie 1 fiala al giorno in unica somministrazione per via endovenosa lenta per 3-8 giorni in relazione all’andamento dei parametri clinici e di laboratorio (calcemia, idrossiprolinuria, ecc.). Nella fase di mantenimento è consigliato CLODY 100 o 200 mg/3,3 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare con lidocaina 1% (1 fiala al giorno per 2-3 settimane).
- Aclasta® acido zolendronico – cps 400 mg; fiale 5 mg in 100 ml di soluzione per infusione endovenosa lenta. La terapia standard prevede la somministrazione di una singola infusione endovenosa di Aclasta 5 mg somministrata una volta all’anno. I pazienti devono essere idratati adeguatamente prima della somministrazione di Aclasta particolarmente per la terapia negli anziani (≥65 anni) e in terapia con diuretici. Si raccomanda di associare alla somministrazione di Aclasta un adeguato supplemento di calcio e vitamina D. Aclasta non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.
Efficacia terapeutica:
- L’alendronato riduce il rischio di fratture vertebrali (della colonna vertebrale) di circa il 50%. Riduce inoltre il rischio di fratture dell’anca e di altre fratture di circa il 30%.
- Il risedronato riduce il rischio di fratture vertebrali e non vertebrali di circa il 40%.
- L’acido zoledronico riduce il rischio di fratture vertebrali di circa il 70%. Riduce inoltre il rischio di fratture dell’anca e di altre fratture non vertebrali di circa il 35% Lo zoledronato ha una specifica azione antineoplastica ossea favorendo la proliferazione degli osteoblasti, contrastano l’impianto delle cellule cancerose, contrastano l’angiogenesi e modulano la risposta immunitaria. Le risposte dirette includono il favorire l’apoptosi e inibire la crescita delle cellule neoplastiche, oltre a potenziare l’effetto degli altri chemioterapici e della radioterapia. In caso di insufficienza renale può essere sostituito con l’ibandronato che non è nefrotossico. Per evitare la osteonecrosi mandibolare è bene sottoporre il paziente a un controllo radiografico dentario (panoramica), provvedere alle cure locali eventualmente necessarie, evitare procedure chirurgiche durante il trattamento ed educare a una corretta igiene orale.
- L’ibandronato riduce il rischio di fratture vertebrali di circa il 50%.
EFFETTI COLLATERALI e COMPLICANZE:
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- Gli effetti collaterali più comuni includono disturbi gastrointestinali, come reflusso e gastro-esofagiti.
- ipocalcemia lieve, generalmente asintomatica, è stata riportata nel 2-6% dei pazienti ed è stata descritta più spesso nei pazienti con bassi livelli di vitamina D. Una pre-esistente ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con bifosfonati mediante somministrazione di una dose di carico da 50.000 a 125.000 UI di vitamina D, somministrata per via orale o per via intramuscolare.
- L’ipofosfatemia grave e potenzialmente letale è stata descritta più raramente dopo l’infusione endovenosa di acido zoledronico .
- Allo stesso modo, una valutazione della creatinina sierica e della velocità di filtrazione glomerulare è generalmente indicata prima del trattamento e successivamente, in caso di paziente con lieve insufficienza renale, a causa del rischio di nefropatia. In una recente indagine sui casi italiani di malattia poliostotica, è stata descritta una maggiore prevalenza di nefrolitiasi rispetto alla popolazione generale, in particolare nei pazienti con malattia poliostotica.
CONTROINDICAZIONI:
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- Ipersensibilità al principio attivo, a qualsiasi bisfosfonato o ad uno qualsiasi degli eccipienti
- Ipocalcemia
- Grave compromissione renale con clearance della creatinina < 35 ml/min
- Gravidanza e allattamento
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References:
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