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Emorroidectomia

Da dottvolpicelli

L’emorroidectomia è un intervento chirurgico per rimuovere le emorroidi interne o esterne di grandi dimensioni o particolarmente gravi. L’emorroidectomia chirurgica è il trattamento più efficace per le emorroidi, sebbene sia associata al maggior tasso di complicanze.

TERAPIA MEDICA e PRECAUZIONI  

INDICAZIONI EMORROIDECTOMIA:

  • Emorroidi sintomatiche di grado III, grado IV o miste interne ed esterne
  • Laddove siano presenti ulteriori patologie anorettali che richiedono un intervento chirurgico
  • Emorroidi interne strozzate
  • Alcune emorroidi esterne trombizzate
  • Nei casi in cui i pazienti non tollerano o non rispondono alle procedure minimamente invasive.

TECNICHE DI EMORROIDECTOMIA

  • Emorroidectomia chiusa
  • Emorroidectomia a cielo aperto
  • Emorroidectomia con suturatrice meccanica (procedura per prolasso ed emorroidi – PPH)
  • Legatura con elastico
  • Sfinterotomia interna laterale

emorroidectomia chiusa –  è la classica procedura chirurgica comunemente utilizzata per il trattamento delle emorroidi interne. Consiste nell’escissione dei fasci emorroidari mediante bisturi, forbici, elettrocauterio o laser, legatura  dei monconi seguita dalla chiusura completa della ferita con suture riassorbibili. In genere, tutte e tre le colonne emorroidarie vengono trattate  contemporaneamente. La cura post-operatoria prevede frequenti semicupi, analgesici leggeri ed evitare la stitichezza. L’emorroidectomia chiusa ha successo nel 95% dei casi. Le potenziali complicanze includono dolore, sanguinamento tardivo, ritenzione urinaria/infezione delle vie urinarie, fecaloma e, molto raramente, infezione, deiscenza della ferita, incontinenza fecale e stenosi anale. Sebbene questa tecnica comporti il ​​maggior disagio e dolore post-operatorio, offre i migliori risultati a lungo termine con i tassi di recidiva più bassi.

emorroidectomia aperta – il tessuto emorroidario viene asportato nello stesso modo della procedura chiusa, ma in questo caso l’incisione viene lasciata aperta. Si preferisce nei casi in cui la localizzazione o l’estensione della patologia rendono difficile la chiusura della ferita o quando il rischio di infezione postoperatoria è elevato.

PPH, emorroidectomia con suturatrice meccanica (stapler) – è nota con diversi nomi, tra cui procedura di Longo, mucosectomia circonferenziale con suturatrice meccanica ed emorroidopessi circolare con suturatrice meccanica.  Viene utilizzata principalmente nei pazienti con emorroidi di grado III e IV e in coloro che non hanno risposto a precedenti trattamenti minimamente invasivi.

Legatura con elastico (Banding, Rubber band ligation) –   Un elastico viene posizionato alla base dell’emorroide all’interno del retto. L’elastico interrompe la circolazione sanguigna determinandone la necrosi parziale (4-5 giorni dalla legatura), la caduta dell’elastico (7-10 giorni dalla legatura)  e la successiva cicatrizzazione (circa 2 settimane dalla legatura). La legatura elastica è mirata a risolvere la malattia emorroidaria nei suoi primi stadi. Risulta pertanto indicata in pazienti affetti da emorroidi di I grado (che rimangono all’interno dell’ano e il cui principale sintomo è il sanguinamento) che non hanno risposto alla terapia dietetica e/o medica e in quelli con emorroidi di II grado (che fuoriescono dall’ano all’evacuazione ma rientrano spontaneamente al termine di questa). In taluni casi (pazienti anziani ad alto rischio chirurgico) può essere proposta anche in emorroidi di III grado (che fuoriescono dall’ano e vengono ridotte manualmente). Essendo una tecnica ambulatoriale non necessita né ricovero né di sedazione/anestesia e il paziente può riprendere il giorno stesso le proprie normali attività mentre è sconsigliabile svolgere attività sportiva nei primi 2 giorni dalla legatura. Nella maggior parte dei casi la legatura elastica non determina dolore ma in alcuni casi può suscitare un lieve senso di fastidio o tenesmo (sensazione di dover evacuare) che si risolve in 24-48 ore.  Nella settimana successiva alla legatura è da preferire una dieta ricca di fibre (frutta, verdura etc.) e di liquidi (circa 1,5-2 lt di acqua al dì) al fine di mantenere le feci morbide. Risultati soddisfacenti nel controllo dei sintomi di sanguinamento e prolasso si ottengono nel 70-80% dei casi 30% circa dei pazienti può presentare recidiva dei sintomi a distanza di tempo, e in questi casi la tecnica è ripetibile.

Emorroidoplastica Laser (LHP®), fotocoagulazione laser –  L’emorroidectomia è spesso associata a un decorso post-operatorio lungo e doloroso. Oggi, la tecnologia medica offre alternative molto meno invasive e più confortevoli. A differenza della chirurgia tradizionale che taglia e rimuove il tessuto emorroidario, la LHP agisce dall’interno, senza asportare tessuto e senza danneggiare le strutture sensibili dell’ano come la mucosa e lo sfintere. La tecnica LHP è particolarmente indicata per il trattamento delle emorroidi di II e III grado, anche in presenza di prolasso.

  • tramite un anoscopio, si identificano con precisione i gavoccioli emorroidari da trattare.
  • Inserimento della fibra laser: viene praticata una piccolissima incisione alla base dell’emorroide, attraverso la quale viene introdotta la sottile fibra laser. L’incisione è minima e non richiede punti di sutura.
  • Erogazione dell’energia: l’energia laser viene attivata e rilasciata in modo mirato all’interno del tessuto. Il chirurgo muove la fibra per trattare l’intera area, provocando la fotocoagulazione dei vasi e l’inizio del processo di retrazione.
  • Fine della procedura: una volta trattati tutti i gavoccioli interessati, la fibra viene rimossa. L’intera operazione dura in media tra i 20 e i 30 minuti.

coagulazione a raggi infrarossi – causa una distruzione del tessuto emorroidario fino ad una profondità di 3 mm e contemporaneamente la fissazione della mucosa che si rimargina cicatrizzandosi.

scleroterapia – sotto visione diretta in anoscopia,   si inietta nei gavoccioli emorroidari un medicinale a base di agenti sclerosanti: fenolo al 5% in olio di mandorle o il sodio tetradecato.  Dopo 4-6 settimane l’emorroide riduce il suo volume e diventa dura formando un tessuto cicatriziale.

embolizzazione dell’arteria emorroidaria (HAE)  –  è una procedura minimamente invasiva sicura ed efficace

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