Le vene polmonari sono i vasi sanguigni che, partendo dai polmoni e attraversando il mediastino posteriore, raggiungono il cuore, a livello della parete posteriore dell’atrio sinistro, classicamente in numero di 2 a destra e 2 a sinistra ma nel 20% dei casi esiste una terza vena a destra (vena polmonare destra media). Le vene polmonari sono formate dalla confluenza delle venule perialveolari e peribronchiali e, al contrario di tutte le altre vene del corpo umano, trasportano sangue arterioso, cioè ricco di ossigeno e povero di anidride carbonica dai polmoni al cuore.
Decorso
Le vene polmonari principali emergono da ciascun ilo polmonare, ricevendo il sangue da tre o quattro vene bronchiali a testa per poi trasportarlo nell’atrio sinistro. Classicamente il polmone sinistro viene drenato da una vena principale
inferiore e una superiore mentre dal polmone destro si dipartono tre vene principali: superiore, media e inferiore quindi ci sono cinque vene principali in totale.
La vena polmonare superiore destra passa al di sotto dell’arteria polmonare. Le tre vene polmonari principali destre passano dietro la vena cava superiore, poi posteriormente all’atrio destro ed infine sotto l’arco aortico prima di sfociare nell’atrio sinistro in 2-3 osti.
Le due vv. polmonari sinistre passano davanti all’aorta toracica discendente prima di sboccare nella parete posteriore dell’atrio sinistro in 2 osti distinti lateralmente all’esofago. Le vene polmonari non possiedono strutture valvolari, il che consente di avere un flusso regolare e continuo.
Gli osti delle vene polmonari sinistre sono situate più in alto rispetto a quelli delle vene polmonari destre.
Struttura – Dal punto di vista strutturale, le vene polmonari presentano una composizione unica. La tonaca media contiene uno strato esterno di cellule miocardiche e uno strato intermedio di cellule muscolari lisce che riveste l’endotelio interno. Questa caratteristica le distingue dalle vene tipiche e riflette la loro origine embriologica, in quanto estroflessioni di cellule atriali che si anastomizzano con il plesso venoso polmonare durante lo sviluppo.
Variazioni anatomiche
In genere le tre vene destre rimangono separate mentre le due vene sinistre confluiscono in un ostio comune nell’atrio sinistro. Pertanto, il numero di vene polmonari che si aprono nell’atrio sinistro può variare fra tre e cinque nel 70% della popolazione sana. Frequentemente si osservano altre variazioni anatomiche:
- Tronchi unici bilaterali
- Le due vene di sinistra possono essere unite in una singola vena polmonare nel 25% delle persone circa;
- le tre vene di destra possono essere unite in circa il 3% della popolazione.
- accessorie (vene polmonari aggiuntive)
- singola vena polmonare media destra accessoria (~10%)
- due vene polmonari medie destre accessorie
Funzione
La denominazione delle arterie e delle vene polmonari, quindi, non è dovuta al tipo di sangue trasportato, ma alla loro struttura, uguale a quelle degli omologhi vasi del resto del circolo, e anche al fatto che le vene hanno decorso centripeto, le arterie decorso centrifugo.
Patologie delle vene polmonari:
- Parziale anomalo ritorno venoso polmonare (PAPVR), di una o più vene polmonari nell’atrio sinistro; generalmente diagnosticato nei neonati e bambini in età infantile, con una frequenza di 1/6000; raramente negli adulti.
- Totale anomalo ritorno venoso polmonare (Total Anomalous Pulmonary Venous Return, TAPVR): è una rara condizione cardiaca presente dalla nascita, congenita. La sopravvivenza è assicurata da uno shunt destro-sinistro , che di solito avviene tramite un ampio forame ovale pervio (PFO) o, meno comunemente, tramite un difetto del setto interatriale (DIA).
L’eziologia di PAPVR e TAPVR è ignota, i possibili fattori di rischio comprendono anomalie cromosomiche, infezione da rosolia in gravidanza, diabete gestazionale, fumo, alcool, assunzione di isotretinoina in gravidanza o immediatamente prima.
In caso di PAPVR e TAPVR le vene polmonari possono trovare sbocco nelle vene del tronco brachio-cefalico, nella vena porta, vene sovraepatiche, nelle vene azygos e quindi il ritorno al cuore del sangue ossigenato polmonare avviene totalmente (TAPVR) o parzialmente (PAPVR) attraverso la vena cava superiore ed inferiore, giunge all’atrio destro e infine passa nell’atrio sinistro grazie ad un difetto del setto interatriale. Questo difetto interatriale consente la sopravvivenza della persona affetta.
La diagnosi di TAPVR e PAPVR può essere fatta durante la gravidanza mediante ecografia morfo-strutturale del II° e II° trimestre ed ecocardiogramma fetale ma più spesso si riesce ad ottenere dopo la nascita. I sintomi (soprattutto cianosi, SO2 basso, dispnea, iposfigmia, soffio cardiaco, sonnolenza accentuata e inappetenza) possono comparire subito dopo la nascita. Tuttavia, alcune persone manifestano i sintomi solo in età adulta.
Il ritorno venoso polmonare anomalo viene trattato chirurgicamente chiudendo gli sbocchi anomali e abboccando le vene polmonari all’atrio sinistro ed infine chiudendo i difetti del setto interatriale.
- Sindrome della scimitarra – si tratta di un particolare tipo di anomalo parziale ritorno venoso polmonare. Si tratta di un difetto congenito in cui la vena polmonare inferiore destra drena nella vena cava inferiore (anziché nell’atrio sinistro). Di solito è associata a ipoplasia del polmone destro, ad anomalie bronchiali e a destrocardia.
- varici venose polmonari
- derivazione venosa polmonare del lobo superiore
- malformazione arterovenosa polmonare
- trombosi della vena polmonare, piuttosto rara e da riferire quasi sempre a neoplasia polmonare
- malattia veno-occlusiva polmonare
- atresia della vena polmonare, generalmente diagnosticata nei neonati con ipoplasia cardiaca
- stenosi della vena polmonare e sindrome ostruttiva venosa polmonare, spesso causate da K polmonare

Fibrillazione atriale – Le vene polmonari hanno una sottile guaina miocardica (~9 mm) indovato nello strato medio parietale, che si estende dall’atrio sinistro allo strato avventizio della vena polmonare. Questa originale struttura
costituisce il focolaio elettrico responsabile della fibrillazione atriale. La vena polmonare superiore sinistra rappresenta la sede del focolaio nel 50% dei casi.
Questi focolai anomali possono essere isolati e distrutti mediante ablazione a radiofrequenza. Questo trattamento è riservato ai casi di fallimento della cardioversione farmacologica o elettrica e non è privo di rischi come la stenosi cicatriziale della vena trattata.
- Ecocardiogramma
- RMN
- TAC
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