L’omocisteina (Hcy) è un aminoacido solforato prodotto dal metabolismo della metionina (presente soprattutto in carne, uova, latticini) mediante la rimozione di un gruppo metilico terminale. metionina ⇒ omocisteina ⇒ cisteina
Nelle colture cellulari, l’omocisteina induce la morte cellulare programmata nelle cellule endoteliali vascolari umane interferendo nella sintesi proteica. Grazie alla sua somiglianza con la metionina, l’omocisteina può entrare nell’apparato biosintetico proteico ma non può completare il percorso biosintetico proteico, con conseguente formazione di proteine anomale e prodotti tossici per le cellule.
Range di normalità: 5–12 μmol/L; valore ottimale: ~7 μmol/L.
L’iperomocisteinemia (HHcy) l’omocisteina causa stress ossidativo, danni endoteliali ed aumento della trombogenicità vascolare per cui la HHcy si riscontra in patologie associate a infiammazione e danno vascolare:
- aterosclerosi, ictus, infarti
- Alzheimer, depressione, parestesie)
- Declino cognitivo
- osteoporosi e fratture ossee spontanee
- Vecchiaia, menopausa
- Ipotiroidismo
- Nefropatie
Classi dell’HHcy:
- moderato 16–30 μmol/L
- medio 31–100 μmol/L
- severo >100 μmol/L.
Eziologia HHcy: carenze vitaminiche (B6, B12, acido folico), difetti genetici omozigoti (principalmente MTHFR, metionina beta-sintetasi e CBS), fumo, caffè, alimentazione povera di frutta e verdure, invecchiamento.
Sintomatologia (aspecifica): vertigini, stanchezza, pallore, dispnea, disturbi digestivi, formicolii e intorpidimento degli arti.
Terapia HHcy: dieta equilibrata e ricca di vegetali crudi, agrumi, fibre vegetali, olio di oliva; riduzione del consumo di carne rossa; abolizione del fumo, attività fisica aerobica regolare, controllo del peso; integrazione vitaminica (ac. folico (B9), B6, B12).
Una supplementazione di 0,5-5 mg di acido folico al giorno è in grado di ridurre i valori plasmatici di Hcy del 25% circa.
Inoltre, l’assunzione giornaliera di almeno 0,4 mg di vitamina B12 permette abbassare i livelli di omocisteina nel sangue di un ulteriore 7%.
Sia l’acido folico che la vitamina B12 facilitano la riconversione dell’omocisteina a metionina favorendo il trasporto dei gruppi metilici (CH3) dai donatori di metile (serina, betaina) alla omocisteina.
La vitamina B6, infine, sembrerebbe essere particolarmente importante nell’abbassarne la concentrazione di omocisteina quando questa dipende da un elevato apporto alimentare di metionina: ne facilita infatti l’escrezione urinaria attivandone la trasformazione a cisteina.

Tuttavia molti studi hanno evidenziato che l’incidenza degli eventi vascolari non è modificata in modo significativo dal trattamento istituito. Alla luce dei risultati di questi studi, sembra evidente l’inefficacia dell’utilizzo dell’acido folico, della vitamina B12 e della vitamina B6, nel ridurre il rischio di recidive, in pazienti con patologia vascolare pregressa, attraverso il controllo dell’omocisteina plasmatica. E’ possibile che l’aumento dell’omocisteinemia non sia la causa del danno cardiovascolare ma solo un epifenomeno, un marker CDV ed in tal caso caso, il trattamento dell’HHcy sarebbe solo un puro esercizio farmacologico, del tutto inutile.
salvo compromissione della funzionalità renale, la comparsa di iperomocisteinemia indica che il metabolismo dell’omocisteina è stato in qualche modo alterato e che il meccanismo di esportazione sta riversando nel sangue l’omocisteina in eccesso. Questo meccanismo di esportazione limita la tossicità intracellulare, ma lascia il tessuto endoteliale vascolare esposto ai possibili effetti deleteri dell’eccesso di omocisteina.
La supplementazione con acido folico, se attuata a partire dalle primissime fasi della gravidanza (e possibilmente 3-6 mesi prima dell’inizio di gravidanza), riduce in modo ampio e significativo il rischio di due gravissime patologie fetali: la spina bifida e l’anencefalia. HHcy aumenta il rischio di pre-eclampsia, IUGR, aborto spontaneo. La supplementazione con acido folico pertanto, andrebbe estesa a tutte le donne che abbiano intenzione di iniziare una gravidanza. Al di fuori di questa indicazione, tuttavia, la somministrazione di acido folico, vitamina B12 o vitamina B6 con l’obiettivo di ridurre i livelli plasmatici di omocisteina e, quindi del rischio cardiovascolare, non trova supporto nei risultati degli studi di intervento.
Valori di omocisteina bassa: Non è considerata fattore di rischio. Può comparire (raramente) in chi evita alimenti animali, suggerendo un possibile basso apporto di metionina.
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