Il granuloma inguinale, noto anche come donovanosi, è un’infezione sessualmente trasmessa (MST) rara, causata dal batterio Klebsiella granulomatis. Si manifesta con lesioni cutanee genitali o perineali che inizialmente si presentano come
noduli indolori di colorito rosso-carne che progrediscono lentamente, diventando placche ulcerose superficiali, indolori, maleodoranti, facilmente sanguinanti, rosse e rilevate.
Negli uomini, l’infezione si localizza al pene, allo scroto, all’inguine e alle cosce; nelle donne, si annida nella vulva, nella vagina e nel perineo; nei maschi omosessuali, nell’ano e nell’area delle natiche; non è presente ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia).
A causa della loro natura asintomatica, queste lesioni iniziali possono passare inosservate. Le lesioni possono diventare estese e fondersi, portando a una significativa distruzione dei tessuti.
- È un’infezione batterica causata da Klebsiella granulomatis, batterio Gram-negativo.
- Si trasmette principalmente per via sessuale, sebbene sia rara nei paesi a clima temperato.
Epidemiologia – È più comune in aree tropicali e subtropicali come Papua Nuova Guinea, Australia, Africa meridionale, Caraibi, Brasile e India. Il microrganismo Klebsiella granulomatis si diffonde da un ospite all’altro attraverso il contatto con le ferite aperte. In genere, questo contatto avviene durante i rapporti sessuali. Di conseguenza, il granuloma inguinale è considerato un’infezione a trasmissione sessuale.
- Inizia con un nodulo arrossato e indolore che si forma sui genitali o nella zona perineale. La diffusione inguinale può portare alla formazione di pseudobubboni senza il coinvolgimento dei linfonodi inguinali. Raramente, la parete vaginale o la cervice uterina sono il sito della lesione.
- Il nodulo si accresce lentamente e si apre formando un’ulcera.
- Le ulcere sono solitamente superficiali, rosse e con margini elevati.
- La linfoadenopatia regionale è rara.
- In alcuni casi può diffondersi ad altre aree, come bocca e osso, o causare cicatrici croniche.
- Sebbene il granuloma inguinale colpisca principalmente la pelle e le mucose, nei casi avanzati possono insorgere sintomi sistemici. Questi possono includere febbre, malessere e perdita di peso, indicando la diffusione sistemica dell’infezione. Nei casi avanzati, il granuloma inguinale può causare ostruzione linfatica, portando a linfedema grave dei genitali e delle estremità inferiori fino a delineare l’ingrossamento e l’indurimento degli arti o di parti del corpo che possono assumere dimensioni enormi (elefantiasi).
- l’esame obiettivo che rivela un’ulcera indolore, “rosso-carnosa”, con un caratteristico bordo arrotolato di tessuto di granulazione . A differenza delle ulcere sifilitiche , la linfoadenopatia inguinale è generalmente lieve o assente.
- la valutazione microscopica dei campioni di liquido prelevati dalle lesioni. L’esame microscopico può rivelare i caratteristici “corpi di Donovan” all’interno dei macrofagi. (numerosi bacilli ovali a forma di bastoncello nel citoplasma di un macrofago, evidenti alla
colorazione di Giemsa o di Wright; nello striscio si evidenzia molto spesso la presenza di numerose plasmacellule. - Il test PCR può fornire una diagnosi definitiva rilevando il DNA di Klebsiella granulomatis nei campioni di tessuto. Questo metodo è altamente sensibile e specifico.
Campioni bioptici vengono prelevati se la diagnosi è poco chiara o se non è ottenibile liquido dai tessuti perché le lesioni risultano secche, sclerotiche o necrotiche.
Diagnosi differenziale – È fondamentale differenziare il granuloma inguinale da altri infezioni a trasmissione sessuale (IST) e condizioni dermatologiche che possono presentare sintomi simili. Condizioni come sifilide, cancroide e linfogranuloma venereo
Il trattamento consiste in cicli di antibiotici, come tetracicline, macrolidi o trimetoprim/sulfametossazolo (Bactrim®), seguiti da ceftriaxone, aminoglicosidi, fluorochinoloni e cloramfenicolo.
- Doxiciclina (Bassado cpr 100 mg) 1 cpr x2/die per almeno tre settimane o fino alla completa guarigione di tutte le lesioni.
- Azitromicina (Zitromax® cpr 500 mg) 2 cpr per os una volta alla settimana per almeno tre settimane o fino alla completa guarigione
- Ciprofloxacina (Ciproxin cpr 500 mg); 1 cpr x 2/die per almeno tre settimane o fino alla completa guarigione di tutte le lesioni.
- Trimetoprim/sulfametossazolo (Bactrim® cpr 160/800 mg) 1 cpr x 2 volte/die per almeno 3 settimane
- Eritromicina 500 mg 4 volte/die per almeno 3 settimane
- Antibiotici EV o IM (p. es., ceftriaxone) sono un’alternativa.
- Garze e bendaggi – Una cura adeguata delle ferite è essenziale per promuovere la guarigione e prevenire le infezioni secondarie. Ciò include la pulizia regolare delle ulcere, l’applicazione di soluzioni antisettiche e l’uso di medicazioni sterili.
L’uso del preservativo può aiutare a prevenire la trasmissione di questa e altre infezioni sessualmente trasmesse.
I partner sessuali attuali devono essere esaminati e, se infetti, trattati.
Dopo un trattamento di evidente successo, il follow-up deve continuare per 6 mesi.
Complicazioni . Se non trattata, l’infezione può portare a cicatrici e distruzione del tessuto.La recidiva può verificarsi 6-18 mesi dopo una terapia apparentemente efficace. Si potizza di un collegamento tra la donovanosi e il carcinoma a cellule squamose
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