Con il termine Klebsiella si indica un genere di batteri gram negativi appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Si tratta di bastoncelli privi di flagelli e dotati di una notevole capsula polisaccaridica che fornisce loro una altrettanto notevole resistenza alle difese dell’organismo che infettano. Klebsiella prende il nome dal microbiologo tedesco-svizzero Edwin Klebs che per primo la descrisse.
Le specie di Klebsiella nell’uomo sono fisiologicamente presenti nel cavo orofaringeo e nel tratto untestinale; in natura sono presenti ovunque. Si ritiene che ciò sia dovuto a distinti sottogruppi che sviluppano specifici adattamenti di nicchia, con adattamenti biochimici associati che li rendono più adatti a un particolare ambiente. In anni recenti l’infezione da Klebsiella si è particolarmente diffusa negli ambienti ospedalieri. Possono colonizzare la cute, la faringe e il tubo digerente, le ferite e le urine, e possono essere trasmesse mediante contatto della cute con superfici contaminate, attraverso le feci, per via aerea e, in alcuni casi, per via sessuale o da madre a figlio.
Si presentano tipicamente come bastoncini dritti con estremità arrotondate o leggermente appuntite. Possono essere trovati singolarmente, in coppia o in brevi catene. Le forme diplobacillari si trovano comunemente in vivo.
Principali specie di klebsielle:
- K. aerogenes , precedentemente noto come Enterobacter aerogenes e Bacterium aerogenes
- K. granulomatis
- K. oxytoca
- K. michiganensis
- K. pneumoniae (specie tipo)
- K. p. subsp. ozaenae
- K. p. subsp. pneumoniae
- K. p. subsp. rhinoscleromatis
- K. quasipneumoniae
- K. q. subsp. quasipneumoniae
- K. q. subsp. similipneumoniae
- K. grimontii
- K. variecola
Le specie di Klebsiella associate a malattie che colpiscono l’uomo sono 3:
- K. pneumoniae (con le sottospecie K. ozaenae e K. rhinoscleromatis) – è sicuramente la più diffusa e pericolosa. E’ la causa più comune di infezioni nosocomiali, soprattutto in caso di ricoveri prolungati, del tratto respiratorio e infezioni premature in terapia intensiva, e la seconda causa più frequente di batteriemia da Gram-negativi e infezioni del tratto urinario. Ha la tendenza ad infettare le persone con malattie croniche come diabetici, immunodepressi o dializzati e in caso di Utilizzo prolungato di dispositivi medici invasivi (catetere vescicale, catetere venoso periferico (CVP), catetere venoso centrale (CVC), tubo orotracheale, tracheostomia, stent ureterale o ureterecutaneostomia, ventilazione meccanica, ecc). La polmonite da klebsiella P. è caratterizzata da infiammazione del tessuto polmonare e tosse con abbondanti secrezioni. Nei casi più gravi possono manifestarsi ascessi polmonari ed empiema. Ha un alto tasso di mortalità.
- K. Oxytoca associata principalmente a: polmoniti contratte in ambiente ospedaliero e infezioni delle vie urinarie nosocomiali.
- K. granulomatis responsabile del granuloma inguinale (Donovanosi)
Gli organismi Klebsiella possono portare a una vasta gamma di stati patologici, in particolare polmoniti, infezioni del tratto urinario, sepsi, meningite, diarrea, peritonite e infezioni dei tessuti molli. Le specie di Klebsiella sono state anche implicate nella patogenesi della spondilite anchilosante e di altre spondiloartropatie . La maggior parte delle infezioni umane da Klebsiella sono causate da K. pneumoniae , seguita da K. oxytoca.
La K. pneumoniae è la causa più comune di infezioni nosocomiali del tratto respiratorio e infezioni premature in terapia intensiva, e la seconda causa più frequente di batteriemia da Gram-negativi e infezioni del tratto urinario.
La diagnosi avviene tramite emocultura e/o urinocultura, broncoaspirato, tampone rettale.
TERAPIA –
Le famiglie di antibiotici più efficaci sono:
- Cefalosporine (cefoxitina, cefotaxima, ceftazidima, ceftriaxone, cefepime)
- Carbapenemi (imipenem, meropenem)
- Chinoloni (ciprofloxacina, levofloxacin)
- Aminoglicosidi (gentamicina, tobramicina, amikacina, streptomicina)
Purtroppo le klebsielle sono sempre più spesso resistenti a più antibiotici compresi i carbapenemi (spesso l’ultima linea di difesa contro le infezioni batteriche multiresistenti).
I carbapenemi sono un potente gruppo di antibiotici beta-lattamici ad ampio spettro. In molti casi, rappresentano l’ultima difesa efficace contro le infezioni causate da batteri multiresistenti, come alcuni ceppi di Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli. Sono somministrati per via endovenosa e includono farmaci come imipenem, meropenem e doripenem. La resistenza ai carbapenemi è emersa e sta iniziando a diffondersi.
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