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Gardnerella vaginalis

Da dottvolpicelli

La Gardnerella vaginalis, batterio anaerobico facoltativo,  Gram-variabile pleomorfo, bastoncello coccobacillare (forma intermedia fra cocco e bacillo), non mobile, piccolo (1,0–1,5 μm di diametro) è la principale specie rappresentante del genere gardnerella. Inizialmente, a causa della sua forma, fu denominato come Haemophilus vaginalis e anche Corynebacterium vaginalis, infine denominato gardnerella in onore del ginecologo statunitense H.L. Gardner.

Possiede una parete cellulare molto sottile per assenza di una membrana esterna o di qualsiasi altra struttura lamellare che può apparire sia gram positiva che gram negativa quando colorata.

La GV è presente nella flora microbica normale della vagina in circa il 30% delle persone sane. Di queste circa la metà risulta convivere in maniera asintomatica con la presenza di questo batterio. Sebbene tipicamente isolata in colture genitali, può essere rilevata anche in altri campioni provenienti da sangue, urine e faringe. 

Quasi sempre la gardnerella prolifera in ambiente vaginale con alterazione della popolazione di lattobacilli e pH vaginale più elevato del normale (pH 5-5,5). La popolazione residente di Lattobacilli anaerobici nella vagina è responsabile del normale ambiente acido vaginale.

La G. vaginalis è il principale responsabile della vaginosi batterica, infezione vaginale che si manifesta con secrezioni vaginali bianco-grigiastre, maleodoranti, come di pesce marcio (“fish odour”) con scarsa sintomatologia infiammatoria (prurito e bruciore) che invece è sempre presente in caso di vaginite. Il meccanismo fisiopatologico è principalmente rappresentato dalla secrezione di una tossina formatrice di pori, la vaginolisina.

DIAGNOSTICA –

1) Caratteristica è la presenza di una percentuale di “clue cells”, cioè delle cellule epiteliali vaginali punteggiate di batteri, superiore al 20% nello striscio vaginale a fresco.

2) Nella vaginosi batterica da gardnerella, caratteristica inoltre è la positività al test delle ammine, che sono molecole volatili maleodoranti: aggiungendo al secreto vaginale poche gocce di idrossido di potassio (KOH) al 10%, una sostanza fortemente basica, si sviluppa il caratteristico odore di pesce marcio (” fishy odor test”).

3) test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) mediante PCR

COMPLICANZE:

  • La vaginosi batterica da gardnerella, come da altri agenti patogeni, è associata a un aumento del rischio di trasmissione da femmina a uomo dell’HIV.
  • Aumentata percentuale di parto prematuro e neonato a basso peso alla nascita
  • Aumentata incidenza di endometriti, annessiti e sterilità

TERAPIA – Il farmaco di elezione in caso di sovraproliferazione della Gardnerella vaginalis è il metronidazolo,  farmaco che agisce rapidamente e non ha effetto sui lattobacilli, che sono perciò in grado di ricolonizzare la vagina, riducendo il rischio di ricaduta. In alternativa o in associazione si può utilizzare la clindamicina. L’acido borico vaginale si è dimostrato efficace contro la vaginosi batterica, grazie alla sua capacità di rimuovere biofilm specifici per la vaginosi. (Flugenil® ovuli, AB 300® cps vaginali, Clinnix® ovuli vaginali).

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