Le cellule acinose sono chiaramente polariz­zate. Esse hanno un nucleo di for­ma sferica al cui polo superficiale si trova un complesso di Golgi dove si depositano i gra­nuli di secreto. La porzione basale delle cellule possiede numerose membrane del reticolo endoplasmatico rugoso, organizzate in lamine paral­lele e spesso concentriche (ergastoplasma); que­ste sono responsabili, insieme ai ribosomi liberi, dell’elevato grado di basofilia del citoplasma. Nello ialoplasma, fra le cisterne ergastoplasmatiche, si trovano mitocondri e rari lisosomi. Il secreto, di natura prevalentemente proteica, vie­ne sintetizzato nelle membrane ergastoplasmatiche e concentrato nel complesso di Golgi don­de, sotto forma di un materiale granulare denso (granuli di zimogeno), risale nel citoplasma apicale. I granuli fondono poi la loro membrana limitante con la membrana plasmatica apicale delle cellule acinose e in tal modo riversano il loro contenuto nel lume ghiandolare.
I granuli di zimogeno contengono numerosi proenzimi capaci di digerire proteine, lipidi e glucidi. Essi vengono attivati solamente quan­do raggiungono il canale alimentare. La tripsi­na, la chimotripsina e la carbossipeptidasi ser­vono alla digestione di polipeptidi; le amilasi digeriscono gli zuccheri; le lipasi i grassi; le desossiribonucleasi e le ribonucleasi gli acidi nucleici.

Tutti gli enzimi che provengono dal pancreas esocrino vengono utilizzati pressoché nella loro totalità nel lume intestinale e solo una minima parte resta come residuo, successivamente espulso con le feci.
La secrezione esocrina del pancreas è continua ma si attiva particolarmente sotto lo stimolo di due ormoni prodotti nel duodeno, la secretina e la pancreozimina.

Lo stimolo ormonale è coadiuvato da stimoli nervosi che pervengono alle cellule aci­nose attraverso le fibre del vago.

Le ghiandole pancreatiche sono dotate di un piccolo condotto intraacinoso che sbocca nei condotti intercalari che confluiscono nei condotti intralobulari e questi ultimi confluiscono nei condotti interlobulari e questi, a loro volta, sboccano in due voluminosi dotti pancreatici, il condotto pancreatico princi­pale (di Wirsung) e il condotto pancreatico ac­cessorio (di Santorini). 

ISTOLOGIA DEL TESSUTO PANCREATICO

Parenchima pancreatico

È evidente la struttura del parenchima pancreatico. Ben visibile il parenchima ghiandolare (Pgh): si tratta di una ghiandola tubulo-acinosa composta a secrezione sierosa pura . (Colorazione ematossilina eosina).
Gli adenomeri sono gli acini sierosi (Ac) a forma e dimensione variabile. Le cellule che li costituiscono poggiano direttamente sulla lamina basale. Presentano una forma piramidale con la parte basale slargata e la parte apicale più piccola che si affaccia nel lume. Il nucleo appare rotondeggiante e in posizione basale, circondato da citoplasma intensamente basofiloper  la presenza di abbondante RNA. La parte apicale appare più chiara per la presenza di gocciole zimogeniche. Presenza di uno sviluppatissimo reticolo endoplasmatico rugoso.

Condotto escretore del pancreas

Nell’ambito del parenchima ghiandolare (Pgh) si reperiscono ramificazioni di condotti escretori (Ce), dette condotti preterminali, che si spingono all’interno dell’acino in rapporto diretto con le cellule sierose di questo. Le cellule del condotto all’interno dell’acino si chiamano cellule centroacinose. Sia queste ultime che le cellule epiteliali dei condotti preterminali appaiono appiattite e cromofobe. (Colorazione ematossilina eosina).