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Globulo polare

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I globuli o corpuscoli polari (CP) sono prodotti ovocitari della prima divisione meiotica e anche della seconda divisione meiotica quando gli ovociti completano la maturazione in caso di avvenuta fecondazione.

Quando l’oocita primario si divide, il nucleo dell’oocita (detto vescicola germinale) si rompe e il fuso metafasico migra verso la periferia della cellula. Alla telofase, una delle due cellule figlie risulta praticamente priva di citoplasma, mentre l’altra ne possiede quasi l’intera massa. Il globulo polare quindi da un punto di vista riproduttivo non ha alcuna funzione, dato che non può essere fecondato. Durante la seconda divisione meiotica si verifica una simile citodieresi asimmetrica con la produzione di un secondo globulo polare (v. foto). Il globulo polare consiste quindi in un semplice ammasso di materiale genomico che può intraprendere 2 vie:

    • effettuare una seconda divisione formando così due globuli polari oppure
    • degenerare e morire per apoptosi.e  costituire  nutrimento  per  lo  zigote.

Biopsia del corpuscolo polare (PGS, Preimplantation Genetic Screening)

La biopsia del primo e secondo globulo polare viene effettuata mediante estrazione di entrambi i CP a 16-18 ore dopo la fecondazione dell’ovocita. Si incide la zona pellucida (ZP) dell’ovocita  meccanicamente con un ago sottile oppure con laser, poiché la soluzione acida di Tyrode può influire negativamente sul successivo sviluppo degli ovociti.

Una diagnosi accurata dovrebbe basarsi su un’analisi sia del primo che del secondo CP per precludere una diagnosi errata, che può derivare da ricombinazione o dropout allelico (malattie monogeniche) o da non disgiunzione  o errori meiotici.  

 L’analisi del DNA tramite array Comparative Genomic Hybrydisation(aCGH). Il risultato si ottiene circa 3 o 4 giorni dopo e il transfer può essere eseguito come di norma il quinto giorno dopo il pick-up, quando l’embrione si trova allo stadio di blastocista. A causa degli elevati costi di questo tipo di analisi il procedimento viene però effettuato tramite crioconservazione dei globuli polari e degli embrioni e quindi con il transfer in un ciclo successivo. Il vantaggio principale consiste nella possibilità di analizzare soltanto i globuli polari degli embrioni che raggiungono effettivamente lo stadio di blastocisti.

I vantaggi della biopsia dei CP sono evidenti: poiché i CP non contribuiscono alla normale fecondazione o allo sviluppo embrionale, la loro rimozione non ha effetti dannosi. Nei paesi in cui i test genetici dovrebbero essere completati prima della singamia, la biopsia dei CP è l’unica opzione legale, ma lascia pochissimo tempo per completare la diagnosi. Al contrario, se le restrizioni legali o l’etica non sono un problema, è disponibile più tempo per l’analisi rispetto a una biopsia in stadio di scissione. 

LIMITI DELLA PGS

  1. Il limite più importante della biopsia del CP è che può essere valutato solo il contributo genetico materno.
  2. Allo stato attuale delle nostre conoscenze è possibile dire che questa tecnica è in grado di essere efficace nel 90-93% dei casi nella quale è applicata e che il raggiungimento del 100% di efficacia dipende dalla capacità di sviluppare nuove tecnologie: per questo motivo, ad oggi, La PGS non può essere considerate una alternativa alla diagnostica prenatale classica (prelievo dei villi coriali o amniocentesi), bensì complementare ad essa.

References:

  1. M. De Rycke, C. Staessen, in Molecular Diagnostics (Third Edition), 2017 Preimplantation Genetic Diagnosi
  2. Charles L. Bormann, in Yen & Jaffe’s Reproductive  and Embryo Manipulation   (Seventh Edition), 2014


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