Andrologia

Spermiocoltura

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La spermiocoltura è l’esame diagnostico di laboratorio che consente l’individuazione di microrganismi patogeni nel liquido seminale. Essa è utile per individuare le infezioni a carico delle vie genito-urinarie: prostata, vescicole seminali, epididimo e uretra. L’esame diagnostico consigliato, per la ricerca di agenti patogeni nell’uretra, è il tampone uretrale.

La spermiocoltura è particolarmente utile quando si sta analizzando il seme per l’uso nella fecondazione in vitro o nell’inseminazione intrauterina. Numerosi studi hanno dimostrato che le infezioni del tratto genito-urinario maschile rappresentano fino al 15% dei casi di infertilità maschile.

 

Un’infezione del tratto genitale maschile può provocare sterilità sia per azione diretta sugli spermatozoi (riduzione della motilità per effetto dell’adesività batterica o per azione di sostanze spermiotossiche) che attraverso vari meccanismi indiretti.

Prima di raccogliere lo sperma, il paziente deve urinare per allontanare i batteri eventualmente presenti nell’uretra, dopodiché deve lavarsi le mani ed il pene con sapone, e sciacquare via ogni traccia di sapone ed asciugarsi con un asciugamano pulito. Il contenitore per il liquido seminale deve essere sterile, ed il tempo intercorrente tra raccolta e l’inizio dell’analisi al laboratorio di microbiologia non deve superare le tre ore (19). Evitare l’assunzione di antibiotici nei 10 giorni precedenti la raccolta.

Diversi campioni di 0,1 ml del liquido seminale vengono inoculati in altrettanti brodi di coltura adatti per i germi patogeni più frequentemente responsabili delle infezioni delle vie urinarie. Le piastre vengono conservate per 24 ore in termostato a 37 °C per 2-3 giorni per osservare l’eventuale crescita di colonie batteriche.

Falsi negativi – Alcune volte i risultati sono falsamente negativi (mancata crescita di colonie batteriche) nonostante la presenza di batteri nel liquido seminale e ciò avviene in quanto nel seme maschile sono presenti alcune sostanze che in determinate circostanze possono impedire la crescita batterica in laboratorio..

 

I principali agenti patogeni sono:

  1. Neisseria gonorrhoeae Dopo un breve periodo di incubazione, 4-5 giorni, più dell’80% dei maschi presenta i sintomi dell’infezione primaria. Le uretriti gonococciche acute sono caratterizzate da abbondante essudato cremoso giallastro: nelle forme croniche l’essudato è meno tipico ed abbondante (15).
  2. Chlamydia trachomatis  – è causa di malattie gravi sia per gli scarsi sintomi, sia per le cicatrizzazioni che provoca e che comportano importanti sequele specie per la fertilità. Essa è responsabile di oltre il 50% delle uretriti non gonococciche e di gran parte di quelle post-gonococciche. L’uretrite da Chlamydia può complicarsi con orchi-epididimite, prostatite, vescicolite, tutte causa di anomalie nella produzione, nella funzione e nel trasporto degli spermatozoi, che possono anche comportarsi come veicolo dell’infezione. L’esame viene eseguito su tampone uretrale (16-20).
  3. Ureaplasma urealyticum –  è un batterio appartenente alla famiglia dei micoplasmi, che può causare infezioni soprattutto a livello delle mucose corporee, prediligendo in particolar modo quelle genitali; provoca prostatiti, epididimiti e uretriti e conseguenti alterazioni della motilità spermatozoaria.
    La caratteristica di questo particolare battere è quella di metabolizzare l’urea con formazione di ammoniaca 
    (21-23).
  4. Mycoplasmi – Nell’uomo possono determinare uretriti, prostatiti e prostato-vescicoliti subacute, spesso accompagnate da emospermia; sono stati anche descritti casi di epididimiti e balaniti. Tra gli agenti infettivi i Mycoplasmi sono al primo posto come causa di infertilità maschile (24-27). I micoplasmi sono sensibili alle tetracicline e, in caso di resistenza, una terapia alternativa è costituita dall’azitromicina. 
  5. Escherichia Coli – L’Escherichia coli esercita causa alterazioni ultrastrutturali sugli spz e conseguente compromissione della funzione acrosomiale e della motilità.  La valutazione al microscopio elettronico ha rivelato alterazioni multiple e profonde nell’ultrastruttura degli spermatozoi come difetti della membrana e vacuoli citoplasmatici quasi esclusivamente (>90%) negli spermatozoi infetti Le alterazioni morfologiche hanno coinvolto tutte le strutture superficiali degli spermatozoi, in particolare la membrana plasmatica del mid-piece e del collo, nonché la membrana  interna ed esterna dell’acrosoma (28-30).
  6. Trichomonas vaginalis – Colonizza l’uretra, la prostata, le vescicole seminali, l’epididimo ed i testicoli. Spesso si è portatori asintomatici del l’infezione con una modesta uretrite che normalmente non induce il paziente ad un controllo medico.
  7. Papilloma virus umano (HPV) – L’infezione genitale da Papilloma virus umano si trasmette essenzialmente attraverso i rapporti sessuali: è infatti una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse. Gli uomini con infezione sub-clinica rappresentano un serbatoio di riserva per reinfezioni successive alla terapia. Non è più ritenuto valido il cytobrush endouretrale.  Il virus va ricercato nel liquido seminale effettuando un normale striscio osservato al MO e successivamente mediante PCR (Polymerase Chain Reaction) e  ISH (in situ hybridization) indicata con il termine di PCR-ISH che è in grado di combinare l’estrema sensibilità della PCR con la capacità di localizzazione topografica dell’ibridazione in situ (31,32).

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