Dizionario Ostetrico-Ginecologico

 

DIZIONARIO OSTETRICO-GINECOLOGICO
A-B-C-D-E-F-G-H-I-J-K-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V-W-X-Y-Z

 

 

Questo dizionario non vuole essere uno “zibaldone medico” ma un aiuto offerto ai lettori (ed agli stessi autori) per meglio comprendere alcuni lemmi poco usati ed anche molti di uso comune di cui non sempre si conoscono appieno definizione e caratteristiche o, semplicemente, “non vengono a mente nel momento opportuno”.

Grazie per la vostra attenzione e collaborazione.

Enzo Volpicelli

 

A

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Aborto spontaneo: interruzione spontanea di gravidanza entro il 180° giorno di amenorrea (25 w + 5 gg), si calcola che questo evento si verifichi nel 10-40% delle gravidanze.

Aborto (minaccia di): rischio di aborto denunciato da perdite di sangue dalla cavità uterina e modifiche del collo dell’utero modeste o assenti.

Aborto completo o incompleto: a seconda della totale o parziale espulsione dell’embrione e degli annessi dalla cavità uterina.

Aborto autoimmune: interruzione della gravidanza causata da una patologia autoimmune (sindrome di Sjögren, sclerodermia, dermatomiosite, etc.). La presenza di anticorpi antifosfolipidi è la sola causa immunologica umorale scientificamente documentata di abortività ricorrente, associandosi ad un rischio dell’80% di perdita fetale; il meccanismo responsabile dell’esito infausto della gravidanza in donne con anticorpi antifosfolipidi è la trombosi dei vasi placentari.

Aborto alloimmune: I tessuti embrio-fetali e la placenta contengono antigeni di origine paterna, potenzialmente in grado di indurre una reazione immunitaria materna. La tolleranza materna al “trapianto fetale” è uno dei problemi più antichi della gravidanza. Molte sono le ipotesi ma ancora nessun fenomeno è stato provato essere il meccanismo in grado di proteggere l’unità feto-placentare. Qualora i meccanismi immunologici di protezione della gravidanza non si instaurino si parla di aborto alloimmune.

Acetone: metabolita della lipolisi a cui l’organismo ricorre nel caso di mancata utilizzazione periferica dei glicidi (diabete). La presenza di chetoacidi come l’acetone, l’ac. aceto-acetico e l’ac. β-OH-butirrico conferiscono un caratteristico odore all’alito e alle urine.

 

Acetilcisteina: l’acetilcisteina (Fluimucil, Solmucol; NAC, N-Acetilcisteina) è una sostanza ad azione mucolitica: riduce la viscosità del muco rompendo I ponti disulfuro delle glicoproteine. E’ utilizzata nei casi di tosse stizzosa e per la terapia della fibrosi cistica edella sindrome di Sjögren. Utilizzata anche anche negli interventi di angioplastica per ridurre l’incidenza di nefropatia indotta dai mezzi di contrasto. E’ utile inoltre per contrastare l’ipercoagulabilità del liquido seminale nei maschi e nei casi di scarsezza o ispessimento del muco cervicale nelle donne. Solumucol cpr 200 mg contiene aspartame, fonte di fenilalanina; è quindi controindicato in pazienti con fenilchetonuria. Inoltre l’aspartame è un farmaco dotato di notevole tossicità e quindi, avendo a disposizione numerosi farmaci alternativi, è assolutamente controindicato in gravidanza e allattamento.

Acrosina: è un enzima che agisce in senso proteolitico; è rilasciato dall’acrosoma dello spermatozoo nella reazione acrosomiale.

 

AFI (Amniotic Fluid Index): tecnica di misurazione del liquido amniotico proposta da Phelan nel 1987. Tecnica non invasiva detta anche dei «quattro quadranti» che valuta la profondità di quattro sacche di LA che quindi vengono sommate. Si parla di oligoidramnios quando l’AFI presenta valori tra 4 e 8 cm. Si parla di anidramnios quando l’AFI presenta valori <4 cm. Si parla di polidramnios quando l’AFI presenta valori >24 cm.

 AGA (Adequate for Gestational Age): neonato con peso adeguato per l’epoca gestazionale. Si distingue da SGA (Small for Gestational Age) e LGA (Large for Gestational Age).  

Albuginea testicolare: fascia connettivale biancastra che circonda il testicolo. Resistente e inestensibile, di spessore 0,5-1 mm. La ricca innervazione dell’albuginea spiega la dolorabilità del testicolo ai traumi esterni. Dal polo posteriore si dipartono numerosi sepimenti che dividono il tessuto tubulare in piccoli lobuli (circa 300). Tunica albuginea peniena: circonda i due corpi cavernosi del pene.

 

Allantoide: Elemento precursore del cordone ombelicale, si sviluppa dall’endoderma nel corso della quarta settimana di vita intrauterina come un diverticolo allungato, che dalla porzione caudale dell’intestino primitivo si estende entro il peduncolo dell’embrione fino al corion.

Anti-Müllerian hormone (AMH) è una glicoproteina dimerica strutturalmente simile a inibina e attivina con cui è classificata nella famiglia dei transforming Growth Factor-β (TGF-β). Nell’embrione maschile inibisce lo sviluppo dei dotti di Muller, mediante un processo di apoptosi, indirizzando quindi lo sviluppo dei genitali in senso maschile,
sempre che sia presente il gene Sry.

Amiloidosi: accumulo di proteine insolubili nei tessuti con conseguente disfunzionalità.

Amnios (amnio, membrana amniotica), membrana che avvolge l’embrione, prolungandosi anche sulla superficie del funicolo ombelicale essa delimita una cavità (cavità amniotica) entro la quale è contenuto un liquido acquoso (liquido amniotico) che ha funzioni protettive nei confronti dell’organismo in via di sviluppo. La cavità amniotica, dapprima molto piccola, in seguito si ingrandisce così che l’a. viene a contatto con la superficie interna del corion (la membrana esterna che avvolge l’embrione), dalla quale risulta separato soltanto da uno strato sottile di cellule del mesoderma extraembrionale.

Amniotico liquido: liquido contenuto nella cavità amniotica, nel quale il feto è immerso. Ha la funzione di proteggere il feto dai traumi esterni, consentire i movimenti, i cambiamenti di posizione e lo sviluppo simmetrico del feto, mantenere una temperatura costante, evitare che si stabiliscano aderenze tra le varie parti del feto e le membrane.

A4, δ4-androstenedione: principale ormone androgeno femminile prodotto in uguale quantità dall’ovaio e dal surrene.

Analoghi Gn-RH: gli analoghi o agonisti del Gn-Rh sono molecole sintetiche, simili al Gn-RH, con elevata affinità per i recettori del Gn-RH (Gonadotropin Releasing Hormone) ipotalamici. Agiscono sull’adenoipofisi svuotandone la riserva gonadotropinica nell’immediato (effetto “flare-up”) e successivamente bloccando la sintesi e la dismissione delle stesse gonadotropine (“down regulation”). Questi polipeptidi sono state modificati rispetto al decapeptide originale in modo da avere una maggior resistenza alla degradazione enzimatica e quindi una maggiore attività e un più duraturo legame con il recettore cellulare. Per esempio nella triptorelina la glicina in posizione 6 è stata sostituita con il D-triptofano ed ha un’attività 100 volte superiore a quella dell’LH-RH naturale. Invece la sostituzione della lisina in posizione 10 con etilamide produce un allungamento dell’emivita da 4 minuti a 3 ore.

Annessi (dell’utero): rappresentati dalle ovaie, dalle tube, dai loro legamenti e da strutture rudimentali paraovariche, residuo di formazioni aventi maggior sviluppo durante la vita embrionale e che poi vanno incontro a un processo di involuzione e atrofia.

Annessi embrionali: insieme di strutture che si sviluppano parallelamente all’embrione. Comprendono il sacco vitellino, l’amnios, il corion, l’allantoide e la placenta.

Aneuploidie: alterazioni numeriche del numero di cromosomi.

Antagonisti Gn-RH: gli antagonisti del Gn-Rh sono molecole sintetiche, simili al Gn-RH, con elevata affinità per i recettori del Gn-RH (Gonadotropin Releasing Hormone) ipotalamici. Agiscono sull’adenoipofisi bloccando la sintesi e la dismissione delle stesse gonadotropine (“down regulation”). A differenza degli analoghi agiscono con effetto inibitorio immediato senza “flare up”.

Antifibrinolitici: farmaci capaci di aumentare il livello sierico e tissutale degli attivatori del plasminogeno. Tra i più utilizzati l’ac. tranexamico, aprotinina (H), gabexato mesilato (H), α1 antitripsina umana (H).

Antibiotici ad ampio spettro: un antibiotico ad ampio spettro (d’azione) è un antibiotico con attività battericida nei confronti di più categorie, ma non su tutte!, di batteri gram+ e/o gram-. I più noti sono le penicilline di ultima generazione associata ad un inibitore delle beta-lattamasi o una cefalosporina di 3a o 4a generazione. Si riportano alcuni nomi commerciali solo per esempio: Panacef, Cefadril, Ceporex, Keforal, Mandokef, Cefazolina, Totacef, Cefixoral, Cefotaxime, Zariviz, Glazidim, Spectrum, Rocefin, Zoref.

Aranzio (dotto di): Il dotto venoso di Aranzio è un piccolo vaso posto tra la vena ombelicale e la vena cava inferiore; Circa il 20% del sangue ossigenato proveniente dalla placenta viene diretto al cuore fetale attraverso il dotto venoso di Aranzio, bypassando il circolo epatico.

ARS, aborto ricorrente spontaneo: in presenza di 3 o più eventi clinicamente accertati, con o senza una precedente gravidanza con “bambino in braccio”. Si calcola che si manifesti nello 0,3% di tutte le gravidanze anche se il dato è fortemente sottostimato.

arteria ovarica: origina dall’aorta discendente in prossimità della seconda vertebra lombare; a livello ovarico si anastomizza con i rami ovarici dell’arteria uterina.

arterie uterine: pentrando nel miometrio le aa. uterine si dividono subito in aa. radiali. Le aa. radiali si incrociano con le aa. arcuate, che decorrono parallele alle fibre muscolari uterine, ed in prossimità dello strato sottomucoso danno origine alle aa. rette che infine si sfioccano nelle arteriole spirali che irrorano la mucosa uterina e le ghiandole uterine.

 

 

 

AUB, Abnormal Uterine Bleeding: tutte le perdite ematiche uterine escluse quelle di interesse gravidico-abortivo. Etiologia complessa: atrofia endometriale da anovulazione in pubertà; iperplasia endometriale in cicli PCOS anovulatori; miomi, polipi, cancro endometriale; IUD; LDP; iperplasia endometriale della pre-menopausa, atrofia endometriale della menopausa.

B

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Bambino grigio (sindrome del …): v. grigio

Barr (corpo di): è il cromosoma X inattivato, condensato e non affine a nessun colorante. Il processo di inattivazione del cromosoma X (o Lyonizzazione) avviene in modo random nelle cellule somatiche degli embrioni di sesso femminile allo stadio di 20 cellule ed è irreversibile.

Bartolini (ghiandole di): Prende il nome da Caspar Bartholin, anatomico danese – Copenaghen 1655-1738. Ghiandole disposte ai lati dell’ostio vulvare, alle ore 9 circa, dotate di un condotto escretore che sbocca internamente alle piccole labbra. Producono un secreto lubrificante particolarmente durante il rapporto sessuale. Sono analoghe delle ghiandole bulbo-uretrali di Cowper nel maschio. Hanno la forma di una piccola mandorla (ø 10-15 mm).

Beta Glucano: il Beta-Glucano utilizzato in terapia viene estratto dal lievito e da particolari funghi. E’ un polisaccaride formato da una catena principale di molecole di glucosio con ramificazioni inter- e intramolecolari.

Meccanismo d’azione del beta glucano:

  1. Immunomodulazione: Il beta glucano è principalmente un immunomodulatore. Infatti stimola i macrofagi legandosi a specifici recettori presenti sulla loro parete. I macrofagi riconoscono, inglobano e distruggono i corpi estranei (batteri, virus, funghi, cellule morte, mutate o cancerogene) penetrati nell’organismo. Inoltre, una volta attivati, i macrofagi liberano le citochine che a loro volta stimolano la produzione degli stessi macrofagi ed inviano messaggi alle cellule B e T, scatenando reazioni immunitarie. Il beta glucano stimola anche la attivazione e la funzione fagocitaria propria delle cellule natural killer.
  2. Antiossidante: Il Beta-Glucano è un antiossidante in grado di combattere i radicali liberi.
  3. Antiaterosclerotico: abbassa il tasso di colesterolo LDL e di colesterolo totale nel sangue senza modificare i valori del colesterolo HDL.

Blenorragìa (gonorrea, blenorrea), malattia sessualmente trasmissa (MST), altamente contagiosa, causata dal batterio gram-negativo Neisseria gonorrhoeae, Il contagio avviene soprattutto attraverso i rapporti sessuali.

Blighted ovumo gravidanza anembrionale: gravidanza in cui si sviluppa solo la camera gestazionale non seguita da uno sviluppo embrionario.

BMD: bone mineral density, rappresenta un indice di normale metabolismo osseo. Si utilizza in menopausa come parametro per valutare eventuale osteopenia in esami come la MOC e la DXA.

BMI, body mass index

Bonding: termine inglese per indicare LEGAME, attaccamento, è un fenomeno di base presente in natura. In termini fisici, si stabilisce quando due particelle si avvicinano e si attraggono. Le ricerche sugli animali ( Harlow ), hanno dimostrato che gli elementi del “bonding” erano importanti non solo per la sopravvivenza fisica, ma anche per tutto ciò che noi oggi chiamiamo “SALUTE EMOTIVA”. Negli esseri umani, il processo di attaccamento è stato studiato da Kennel e Klaus. Essi definiscono Il “bonding” come la relazione unica tra due individui, specifica e perseverante nel tempo. L’abbraccio, il bacio e lo sguardo, quali indici di attaccamento in via di evoluzione. Subito dopo la nascita, è necessario che madre, padre e bambino possano stare un po’ di tempo insieme perché questo attaccamento si sviluppi. L’importanza del legame attraverso il contatto della pelle e la vicinanza dei corpi subito dopo la nascita e’ stata descritta molto bene, dai medici americani M.Klaus e J.Kennel, nel libro “Il legame genitori-bambino”. Il legame si sviluppa nel bambino attraverso il contatto, la vista, l’udito,il gusto, l’odorato – attraverso i SENSI. Nella madre e nel padre, attraverso il vezzeggiare, baciare, coccolare, guardare. Il MASSAGGIO aiuta nel CREARE questo LEGAME, soprattutto nei casi in cui bambini e genitori sono stati subito separati fisicamente alla nascita ( cesareo – bambino prematuro).

Briglia amniotica: Aderenza patologica che si forma all’interno della cavità amniotica quale espressione di difettosa separazione delle sue pareti. Tali aderenze, di aspetto nastriforme, possono attraversare la cavità amniotica in un punto qualsiasi e persistere fino all’espletamento della gravidanza senza dare alcun segno della loro presenza. In alcuni casi interferiscono con il regolare sviluppo del feto potendo determinare gravi menomazioni anche di tipo sindromico, soprattutto agli arti che si presentano poi mutilati alla nascita.

Bulbi vestibolari vaginali: formazioni claviformi e simmetriche, lunghe 3-4 cm, poste alla base delle grandi labbra.

C

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Calcitonina: Ormone polipeptidico secreto dalle cellule parafollicolari della tiroide (cellule C) e dotato di azione stimolante il deposito osseo del calcio nelle ossa (azione antagonista al paratormone, PTH) e diminuendo l’escrezione renale del calcio. La secrezione è stimolata da alti livelli plasmatici di calcio e di estrogeni. v.n. nell’uomo <20 pg/ml e nella donna <14 pg/ml.

Canale cervicale: è rivestito da epitelio cilindrico secretorio con la presenza di elementi cellulari ciliati nell’ordine del 10%. La funzione delle cellule ciliate é quella di spingere il muco cervicale verso la vagina. Esistono poi delle profonde invaginazioni dell’epitelio nello stroma, chiamate cripte, che servono da riserva degli spermatozoi per una seconda ondata di fecondazione.

Cardiotocografia, CTG: registrazione su carta o supporto mediale del BCF (battito cardiaco fetale) e delle contrazioni uterine.

Carminativo (farmaco): (dal latino carminare, pulire, purgare) farmaco capace di alleviare il meteorismo con azione meccanica intrappolando il gas intestinale nelle microparticelle del farmaco oppure favorendo la rottura delle bolle di gas e quindi facilitandone l’espulsione. Carminativo di sintesi è il dimeticone o simeticone (Mylicon®) che agisce tramite il suo componente argilloso che detrmina un abbassamento della tensione superficiale delle bolle di gas. Carminativi naturali sono presenti nel finocchio, anice, malva, angelica, liquirizia, carciofo e zenzero. Carminativi di eccellenza sono il carbone vegetale e l’argilla verde.

Centromero: è la zona del cromosoma visibile al M. O. come una “strozzatura” leggermente decentrata. Il centromero è composto da DNA altamente ripetuto che non codifica per nessun gene. La funzione di questa regione è prettamente strutturale nei processi di segregazione cromosomica in quanto vi si assembla una struttura proteica chiamata cinetocore. Il cinetocore interagisce con i microtubuli del fuso mitotico e permette la segregazione dei cromatidi fratelli nelle due cellule figlie durante il processo di anafase I e II della meiosi o durante l’anafase mitotica.

Cervical score secondo Insler: letteralmente punteggio cervicale, viene fatto derivare dall’esame, espresso in numeri da 0 a 3, del muco cervicale e dell’orificio uterino esterno. La portio è esaminata ad occhio nudo e il suo grado di “beanza” è espresso in numeri. La quantità del muco cervicale è valutata empiricamente. Il muco cervicale viene quindi stirato all’esterno con una bacchetta di polietilene fino a chè non si rompe (spinbarkeit) : il grado di resistenza viene espresso in numeri. Una semplice cannula di polietilene con mandrino, detto “aspiglaire”, aspira il muco cervicale e lo deposita su un vetrino dove viene strisciato, fatto essiccare all’aria ed osservato al M.O.. In fase pre-ovulatoria e con buoni livelli di estradiolo si osservano delle formazioni “a foglia di felce” da cui il nome “fern-test” e dovute alla cristallizzazione dei sali di NaCl contenuti nel muco. La complessità delle ramificazioni, 1-2-3-4° tipo, è direttamente correlata con i livelli sierici di estrogeni. Gli estrogeni inducono la secrezione di grandi quantità di muco chiaro e filante da parte delle ghiandole cervicali mentre il progesterone inibisce l’attività secretoria delle ghiandole cervicali. SPINNBARKEIT: Prima dell’ovulazione lo spinnbarkeit raggiunge la lunghezza di 10-13 mm. FERN TEST o test della cristallizzazione del muco cervicale: La massima arborizzazione avviene 24 ore prima dello scoppio del follicolo. Arborizzazione di 1º, 2º, 3º tipo a seconda delle arborizzazioni. La presenza di polvere o di particelle varie sul vetrino può impedire il fenomeno della cristallizzazione. La persistenza della cristallizzazione nella seconda metà del ciclo può essere dovuta a mancanza di ovulazione o a deficit del corpo luteo.

Punteggio cervicale sec. Insler: 0-3: insufficiente maturazione follicolare; 10-12: maturazione ottimale

Celoma: Spazio che, nei primi stadi di sviluppo dell’embrione, si forma tra il corion (copertura esterna dell’embrione) e le due vescicole (vescicola amniotica e sacco vitellino) site all’interno di questa cavità. È detto anche c. extraembrionario in quanto l’embrione, in questa fase dello sviluppo, è rappresentato dal disco bilaminare corrispondente alla superficie di contatto tra le due vescicole amniotica e vitellina.

Cerchiaggio cervicale: bloccaggio del canale cervicale con filo non assorbibile per contrastare l’incompetenza cervicale e il conseguente aborto nel II° trimestre o il parto prematuro. Due le tecniche utilizzate come terapia preventiva: Shirodkar, McDonald. In caso di emergenza si ricorre alla tecnica di Wurm-Hefner.

Cervice uterina (collo dell’utero): parte terminale dell’utero, di forma cilindro-conica con apice arrotondato rivolto in basso. L’estremo inferiore del collo dell’utero sporge nella vagina (porzione intravaginale del collo, denominata portio o muso di tinca) ed è ricoperto cellule epiteliali piatte stratificate, simili a quelle che rivestono la vagina.

Ch (Charrièr): è l’unità di misura del diametro dei cateteri. 1 Ch = 1/3 mm. 

 

Chetonuria: tipica del diabete mellito non compensato. Consiste in aumentata concentrazione urinaria di ac. β-OH-butirrico, ac. aceto-acetico e acetone, prodotti ultimi del catabolismo lipidico e proteico.

Ciclo mestruale: glossario dei disturbi del ciclo mestruale:

  • Amenorrea: Assenza di flussi mestruali per almeno 6 mesi
  • Oligomenorrea: Flussi mestruali meno frequenti (intervallo > 34-35 giorni)
  • Polimenorrea: Flussi mestruali più frequenti (intervallo < 24 giorni)
  • Ipermenorrea: Flusso mestruale più abbondante e/o prolungato
  • Ipomenorrea: Flusso mestruale scarso e/o di breve durata
  • Dismenorrea: Quadro sindromico associato al flusso mestruale

Citoplasma: componente della cellula che si trova all’interno della membrana citoplasmatica esluso il nucleo.

Clitoride: organo rudimentale, che fa parte dei genitali esterni femminili, situato in posizione mediana, nella parte anterosuperiore della vulva. È omologo del pene maschile e come questo ha capacità erettile. E’ costituito da due corpi cavernosi ed è imbrigliato da una piega delle piccole labbra, detta frenulo del clitoride. Durante i rapporti sessuali l’eccitazione delle terminazioni contenute nel clitoride ha una parte fondamentale nella fisiologia dell’orgasmo.

Clomifene: agonista non-steroideo degli estrogeni; blocca il feed-back negativo degli estrogeni a livello ipotamo-ipofisario mediante competizione recettoriale con conseguente ipersecrezione gonadotropinica e iperstimolazione ovarica.

Clostridium difficile: batterio anaerobio gram + della famiglia dei clostridi. Il CD abitualmente colonizza l’intestino e diventa virulento in caso di alterazione della normale flora batterica intestinale. La diagnosi è effettuata mediante coprocultura e dosaggio della enterotossina mediante saggio immunoenzimatico ELISA (EIA) a cui si associa il saggio di citotossicità tossinica, dei batteri in coltura cellulare, valutata mediante PCR. Le tossine prodotte dal CD vengono utilizzate per la terapia delle patologie con contrazioni spasmodiche muscolari incontrollate.

Congenital Adrenal Hyperplasia (CAH): iperplasia surrenalica congenita provocata da un deficit di 21-idrossilasi

Coniugata: denominazione di alcuni diametri del bacino femminile, nel suo distretto superiore, la cui valutazione è importante in rapporto al passaggio del feto durante il parto. Si distinguono: la c. anatomica, la c. diagonale e la c. ostetrica.- C. anatomica, o diametro antero-posteriore. Decorre dal margine anteriore del promontorio dell’osso sacro al margine superiore della sinfisi pubica essa misura generalmente da 11,5 a 12 cm.- C. diagonale. Rappresenta la distanza tra il centro del promontorio dell’osso sacro e il margine inferiore della sinfisi pubica essa misura in media 12,5 cm e si può valutare mediante esplorazione vaginale, introducendo il dito indice e il medio in vagina fino a toccare all’indietro il promontorio del sacro. …

Cordone ombelicale (funicolo): si inserisce in corrispondenza della piatto fetale della placenta: il 56% delle volte eccentricamente, il 28% al centro di essa. Nel 15% dei casi esso s’inserisce in corrispondenza del margine della placenta, dando origine alla cosiddetta inserzione a racchetta. In rari casi (1%) si inserisce addirittura sulle membrane ovulari prima di raggiungere la placenta, presentando così un’inserzione velamentosa.

Chorion: membrana che come un sacco circonda l’embrione durante i primi stadi del suo sviluppo esso è a contatto con la mucosa uterina, dalla quale può trarre gli elementi necessari alla vita e allo sviluppo dell’embrione. Il c. è formato da due componenti: esternamente le cellule del trofoblasto, al di sotto delle quali sono cellule del mesoderma extraembrionale esso delimita una cavità (detta celoma extraembrionale), entro la quale sono sospese due vescicole addossate l’una all’altra (vescicola amniotica e sacco vitellino) e unite alla parete del chorion.

CRH, (Corticotropin-Releasing Hormone) originariamente conosciuto come CRF (Corticotropin-Releasing Factor), ormone polipetidico secreto dall’ipotalamo (nucleo paraventricolare, amigdala e nucleo ceruleo) stimola la sintesi e secrezione adenoipofisaria dell’ACTH, corticotropina che a sua volta stimola la secrezione surrenalica dei glicocorticoidi (cortisolo in particolare) e di DHEA-s. E’ prodotta anche dai linfociti T e dalla placenta e la sua concentrazione sierica aumenta con il progredire della gravidanza. In gravidanza favorisce la secrezione del cortisolo e del DHEA-s, precursore degli estrogeni secreti dalla placenta, e quindi è importante per la crescita fetale. Inoltre è importante nella fisiopatologia dell’insorgenza del parto prematuro o a termine perchè favorisce la secrezione di mediatori chimici del travaglio di parto come le prostaglandine, le gap junctions e i recettori per l’ossitocina. Un rapido aumento dei livelli circolanti di CRH si verifica al momento della comparsa del parto, suggerendo che, oltre alle sue funzioni metaboliche, CRH può agire come un trigger del parto.

 

Chorion-amniotica (membrana): membrana che avvolge il feto e che risulta dalla fusione della membrana amniotica con la membrana del corion, in conseguenza del fatto che la cavità amniotica (entro la quale è sospeso l’embrione) si ingrandisce molto più rapidamente del sacco coriale. Il feto non si trova annidato a diretto contatto con la mucosa uterina, ma è immerso in una cavità ripiena di liquido (cavità amniotica o cavità ovulare e liquido amniotico).La parete che riveste la cavità è di origine fetale, cioè si è venuta differenziando da una porzione dell’embrione.

Corona radiata: cellule della granulosa disposte a raggiera intorno all’ovocita. negli ovociti maturi (MI e MII) la c.r. si presenta ben espansa, a “sun-burst”. Le cellule della corona radiata sono collegate allo strato esterno dell’ovocita, la zona pellucida e lo penetrano mediante prolungamenti citoplasmatici in modo da fornire aminoacidi essenziali ed elettroliti alla cellula uovo.

In neuroanatomia corona radiata è l’insieme delle fibre nervose che uniscono i nuclei del talamo ottico con la corteccia cerebrale e che si irradiano a ventaglio nella sostanza bianca degli emisferi cerebrali.

Corpus albicans: evoluzione del corpo luteo. Si presenta come una piccola massa di tessuto fibroso sulla superficie ovarica, di colorito biancastro.

 

Corpi cavernosi: formazioni anatomicche costituite da tessuto cavernoso, lacune sanguigne irregolari e collegate fra di loro. Sono situati nel clitoride e nel pene. Si inturgidisce quando si riempiono di sangue. Tale fenomeno è alla base dell’erezione del pene stesso, che aumenta così di volume e di consistenza rendendo possibile il compimento del coito. Questa però è resa possibile, senza danno per l’organo, dai muscoli ischio – cavernosi che lo circondano ad anello. Nel pene si hanno due corpi cavernosi laterali, di forma cilindrica allungata e fissati nella parte posteriore alla branca ischiopubica del bacino a livello della sinfisi pubica.

Corpo luteo: struttura che si forma nell’ovaio dal follicolo ooforo, dopo che questo, giunto a maturazione, ha liberato l’uovo in esso contenuto. Dopo l’ovulazione, la piccola apertura che si era formata sulla superficie dell’ovaio si chiude rapidamente e la cavità del follicolo, nella quale si è versato un po’ di sangue, viene riempita da un piccolo coagulo, mentre le cellule della granulosa vanno incontro a un’importante serie di modificazioni. Innanzi tutto esse si moltiplicano, in modo che lo strato della granulosa diviene molto alto e assume un aspetto pieghettato, venendo a occupare la maggior parte del follicolo. …

Cowper (ghiandole di): devono il nome a William Cowper, anatomico e chirurgo inglese (Alresford, 1666 – Londra, 1709) che per primo le descrisse. Sono le più piccole formazioni ghiandolari (circa 1 cm ciascuna) associate alle vie spermatiche poste una per lato a fianco dell’uretra maschile nella sua èporzione cavernosa. La loro funzione è quella di produrre un secreto mucoso atto a lubrificare l’uretra subito prima dell’eiaculazione. Sono omologhe alle ghiandole del Bartolini nelle femmina.

Cremastere: struttura muscolare componente del funicolo spermatico, detto anche tonaca eritroide. È formato da fasci di fibre muscolari in continuazione con quelle del muscolo obliquo interno e trasverso della parete addominale, che formano una specie di guaina attorno al funicolo e si espandono in parte anche sul testicolo, come a formare un sacchetto. Esiste anche nella donna, ma è rudimentale e segue il legamento rotondo dell’utero. La sua contrazione, sottoposta al controllo della volontà, determina l’innalzamento del testicolo, che viene così avvicinato all’apertura esterna del canale inguinale.

Crioconservazione: procedura utilizzata per conservare embrioni e gameti in azoto liquido, a -178 °C.

Criptorchidismo: mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale (foto).

Cumulo ooforo: aggregato di cellule della granulosa che racchiudono l’ovocita primario all’interno della cavità follicolare,

Curva da carico di glucosio (OGTT, Oral Glucose Tolerance Test): dosaggio della glicemia in paziente a digiuno da 8-12 ore. Si esegue un prelievo per dosaggio della glicemia a digiuno (tempo 0′) e, se i valori sono <140 mg/dl, si somministrano al p/te 75 gr di glucosio disciolto in 200 cc di acqua. Si dosa la glicemia dopo 30′, 60′, 90′ e 120′. L’OGTT esprime la reazione insulinemica, la riserva pancreatica di insulina e il catabolismo glicidico a livello epatico. I valori di glicemia normali devono essere <100 mg/dl al tempo 0′ e <140 mg/dl dopo 120′; valori 140-200 mg/dl dopo 120′ fanno porre diagnosi di Intolleranza al glucosio (IGT, Impaired Glucose Tolerance) che viene considerato uno stadio pre-diabetico; valori glicemici >200 mg/dl dopo 120′ sono propri del diabete.

Il test è controindicato se la glicemia a digiuno supera 140 mg/dl.

Il test va praticato preferibilmente di mattina perchè il ritmo circadiano del metabolismo del glucosio è massimo al mattino.

Se si associa contemporaneamente il dosaggio dell’insulinemia, si può fare la diagnosi differenziale fra diabete tipo I e tipo II.

In gravidanza per la diagnosi di diabete gestazionale si utilizza un minitest con carico orale di 50 gr di glucosio.

 

D

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Dartos: sottile lamina di tessuto muscolare liscio, che aderisce intimamente alla faccia profonda della cute dello scroto.È un muscolo pellicciaio, che si contrae sotto l’azione del freddo e si rilascia con il caldo: con la sua contrazione, o semplicemente con la sua tonicità, determina il pieghettamento delle borse scrotali e il loro aspetto rugoso.Il d. si prolunga in alto sotto la cute del pene, del perineo e delle regioni inguinali, sperdendosi nel tessuto connettivo sottocutaneo corrispondente.

Decidua (o caduca), denominazione con cui, durante la gravidanza, si indica la mucosa dell’utero modificata per consentire l’impianto dell’uovo fecondato. La D. risulta molto più spessa della mucosa uterina normale, è composta da uno strato superficiale di cellule deciduali e da uno strato profondo, detto anche strato spugnoso, formato essenzialmente dalla porzione profonda delle ghiandole uterine, irregolarmente dilatate.

Deferente (dotto):Tratto delle vie genitali maschili che fa seguito all’epididimo e serve al passaggio dello sperma. Dalla sua origine, presso la coda dell’epididimo, si dirige verso l’alto partecipando alla costituzione del funicolo spermatico insieme con i vasi e i nervi del testicolo percorre poi il canale inguinale ed entra nella cavità addominale: qui esso descrive una curva a concavità mediale, costeggia la faccia laterale della vescica urinaria e ne raggiunge la faccia posteriore termina in corrispondenza della faccia posteriore della prostata ove, unitosi con l’apice della vescicola seminale, prende il nome di dotto eiaculatore.Il dotto d. …

Deferenziale (arteria): tratto dell’arteria spermatica interna che, discendendo dall’aorta lungo il margine del muscolo psoas, penetra nel tragitto inguinale qui entra a far parte del funicolo spermatico accollata al dotto deferente dal quale prende il nome. Uscita dal tragitto inguinale penetra nello scroto, accompagnata agli elementi del funicolo spermatico, e si distribuisce al testicolo e all’epididimo.

DEX, desametazone: farmaco corticosteroideo molto utilizzato per il test al DEX per la diagnosi differenziale nelle pazienti con elevati livelli sierici di DHEA-s.

Diidrotestosterone (DHT): Ormone derivato dalla conversione del testosterone ad opera della 5-α- reduttasi. La sua azione è importantissima già durante la vita uterina essendo il DHT essenziale per lo sviluppo dei genitali esterni maschili. Nella pubertà il DHT determina lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del maschio (peli corporei terminali, abbassamento del tono della voce, masse muscolari).

D&C, Dilatazione e Curetage: procedura chirurgica che comporta la dilatazione del canale cervicale e revisione della cavità uterina mediante curette taglienti (1,2).

Dilatazione – 1. condizione per cui un orifizio o una struttura tubolare, viene dilatato o allargato oltre le normali dimensioni.

Curetage – la rimozione di neoformazioni o altri materiali dalle pareti della cavità con una curetta.

Dopamina (DA) è un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolamine. La dopamina è prodotta in diverse aree del cervello, tra cui la sostanza nigra, nei gangli della base, nel telencefalo e nel nucleo centrale dell’amigdala. La diminuita secrezione di dopamina in queste aree caratterizza il m. di Parkinson (rigidità muscolare, tremori, bradicinesia, difficoltà di una corretta deambulazione e a mantenere l’equilibrio) e la Restless Legs Syndrome. A queste patologie si cerca di porre rimedio con la somministrazione di L-DOPA che nell’organismo viene trasformata in dopamina. Un eccesso di dopamina invece caratterizza i pazienti affetti da schizofrenia a cui si rimedia con la somministrazione di antagonisti della DA (bromocriptina, lisuride, etc).

La DA è anche un neurormone rilasciato dall’ipotalamo e la cui principale funzione è quella di inibire il rilascio di prolattina da parte dell’adenoipofisi. Una diminuzione della DA è la principale responsabile della iperprolattinemia. Ciò si verifica per cause fisiologiche come sonno, gravidanza, suzione del capezzolo, orgasmo, esercizio fisico) o per cause patologiche come prolattinomi, stress, tireopatie, assunzione di farmaci come benzodiazepine e fenotiazine, cimetidina, etc.

 

 

 

Drop-out: sospensione della terapia in ciclo PMA e abbandono della programmata FIV

Duo-test: Dosaggio sierico della free β-HCG + PAPP-A ormoni entrambi prodotti dalla placenta. Associando CRL ed NT fetali alla 11-12a settimana permettono l’elaborazione delle percentuali di rischio malformativo fetale.

DOLORE PELVICO CRONICO (CPP, PChronic Pelvic Pain): dolenzia pelvica-perineale di tipo viscerale, cioè diffusa ad una larga area addomino-pelvica e spesso irradiazioni inguinale e lombo-sacrale, di intensità variabile, ma sufficientemente grave da provocare disabilità funzionale, che perdura da almeno sei mesi. Interessa il 15-20% delle donne in età fertile. Il CPP non è correlabile al ciclo mestruale ma può aumentare con le mestruazioni; si riacutizza con l’attività fisica e durante i rapporti sessuali, mentre si attenua con il riposo.


[1] NT v.n. spessore <3.5 mm

E

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Ectoderma: lamina di cellule che nei primi stadi dello sviluppo embrionale si differenzia entro la massa cellulare interna sporgente nella cavità della blastocisti. Essa è riconoscibile a partire dal 16° giorno di gestazione, quando l’embrione ha la forma di un disco appiattito formato da tre strati di cellule sovrapposti l’ectoderma costituisce il più esterno dei foglietti embrionali, è lo strato rivolto verso la cavità amniotica e in pratica corrisponde a ciò che rimane dell’epiblasto dopo che da questo si sono differenziate le cellule del mesoderma e dell’endoderma. Risultano derivati dall’ectoderma il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), il nervo ottico e la retina, il sistema nervoso periferico, il tessuto cromaffine, l’epitelio sensoriale dell’orecchio e del naso, cute ed annessi, la ghiandola mammaria, l’epitelio del vestibolo della bocca, l’ipofisi anteriore, lo smalto dei denti, il cristallino, l’epitelio della cornea, l’epitelio esterno del timpano, la muscolatura liscia dell’iride.

Elefantiasi scrotale: notevole ingrossamento dello scroto causato da ostruzione meccanico-flogistica linfonodale da infestazione di larve di un nematode, wuchereria bancrofti, trasmesso all’uomo da zanzare del genere culex, aedes e anopheles.

Emoglobina glicosilata (HbA1c): è un indice delle glicemia nei 3-4 mesi precedenti al prelievo. Valori di HbA1c <7% sono indicativi di un andamento glicemico adeguato. Se, al contrario, i valori sono >7% è necessaria una modifica del trattamento terapeutico del diabete.

Endocervice: mucosa di rivestimento del canale cervicale. Continua in alto con la mucosa dell’endometrio, esternamente con l’esocervice che ricopre la portio. La mucosa endocervicale è rivestita da un solo strato di cellule epiteliali secernenti e contiene numerose ghiandole scernenti il muco cervicale particolarmente copioso e filante nel periodo pre-ovulatorio (spinbarkeit); prelevato con un apposito strumento (asiglaire), striscito su un vetrino e fatto essiccare all’aria presenterà all’osservazione sotto il microscopio ottico una caratteristica arborizzazione dovuta ai cristalli di sodio contenuti nel muco. L’estensione delle ramificazione sono indice del livello sierico di 17-β-estradiolo.

Endometrio: strato di mucosa che tappezza la cavità dell’utero. La superficie dell’e. è rivestita da uno strato di cellule epiteliali cilindriche, al di sotto del quale vi è uno stroma in cui sono contenute numerose ghiandole tubulari semplici che si aprono alla superficie. Nella donna in età fertile la mucosa endometriale va incontro a modificazioni periodiche sotto l’influenza di ormoni prodotti dall’ovaio tali modificazioni hanno lo scopo di preparare la mucosa stessa all’impianto dell’uovo fecondato e, se la fecondazione e l’annidamento dell’uovo non avvengono, l’endometrio si sfalda e necrotizza e dà luogo alla mestruazione.

Endorfine (β-): ormoni secreti dall’ipofisi e dotate di proprietà analgesica ed euforizzante. Questo ormone può indurre sensazioni di piacere ed euforia durante i massaggi, agopuntura il parto e l’allattamento. Durante e dopo attività fisica può aumentare del 500%! Nei soggetti patiti dell’esercizio fisico possono dare un discreto grado di dipendenza, più del cioccolato e del fumo. In mancanza, insorge il “craving” che consiste in una sensazione di intensa sofferenza, psichica, fisica con polarizzazione dell’ideazione, astenia, anoressia, sintomi depressivi e sensazione di depersonalizzazione.

Eparina: Anticoagulante ad attività antitrombinica. Inibisce il fattore X attivato, riduce l’attivazione dei fattori VII, IX, X e XII della coagulazione. Si oppone alla liberazione del fattore piastrinico 3 e deprime gli inibitori della fibrinolisi.

Eparine a basso peso molecolare, Low Molecular Weigth Heparin (EBPM, LMWH): hanno il vantaggio di minore efficacia sul fattore X anzichè sui fattori piastrinici; presentano minori rischi di trombocitopenia e osteoporosi indotte dall’eparina.

Epididimo: Organo situato dietro il margine posteriore del testicolo, lungo 50 mm, largo 15 mm, con uno spessore di 5 mm. La prima porzione è detta testa, segue una porzione intermedia o corpo ed una estremità inferiore o coda. È addossato al testicolo e congiunto ad esso per mezzo di canali chiamati condottini efferenti che partono dal testicolo e dopo un decorso tortuoso costituiscono un canale collettore, il canale dell’e. Questo, nonostante la sua lunghezza (6-7 m), si ripiega e si avvolge su se stesso tanto da essere interamente contenuto entro corpo e coda dell’epidimo.

Epiploon:    si forma dall’unione dei due foglietti che hanno rivestito un organo e passano a rivestirne un altro.I più vasi sono il grande e il piccolo omento.

Episiotomia: incisione chirurgica (tomia) del perineo (epíseion) praticata nell’assistenza al parto spontaneo per favorire l’espulsione della parte presentata specialmente in caso di sofferenza fetale insorta improvvisamente in fase espulsiva.

Ernia di Richter: piccola ernia della parete addominale anteriore, non palpabile all’esame obiettivo. Frequentemente si manifesta dopo interventi di laparoscopia.

Esocervice: porzione di mucosa ricoprente esternamente il collo dell’utero. Essa continua internamente con l’endocervice ed esternamente con la mucosa vaginale. È costituita da un epitelio squamoso stratificato, identico all’epitelio vaginale, e privo di ghiandole.

Estetrolo: è un estrogeno di origine unicamente fetale, derivante dalla 15-a-idrossilazione dell’estriolo, presente soprattutto verso il termine della gravidanza.

Estradiolo (E2): è l’estrogeno maggiormente presente nelle donne, ma anche negli uomini, in età riproduttiva. Come tutti gli steroidi, deriva dal colesterolo. Il colesterolo è convertitonelle cellule tecali ovariche in androstenedione, testosterone. Il testosterone sottoposto all’azione dell’aromatasi, è convertito in 17-β-estradiolo nelle cellule ovariche della granulosa. Una minore quantità è prodotta nella corteccia surrenale ed una minima quantità nelle cellule delle pareti arteriose. Può anche derivare da una conversione dell’estrone in estradiolo. In gravidanza è prodotto dalla placenta per aromatizzazione dai precursori in quantità correlata all’epoca gestazionale. L’E2 in circolo si trova in gran parte legato all’SHBG, in minor percentuale si lega all’albumina e solo in minima quantità circola libero. Viene escreto per via renale dopo essere stato glucuronato nel fegato. In parte si trasforma in estrone e estriolo. L’estradiolo presenta un picco in fase preovulatoria ed un secondo riazo di minore entità nella fase middle-luteale (v. grafico). La sua azione estrogenica è molto potente, rispetto all’estrone e all’estriolo, ed agisce in pubertà determinando le modificazioni fenotipiche femminili.

Estriolo (E3): gli estrogeni vengono metabolizzati alla peri­feria, principalmente nel fegato, in una vasta gam­ma di metaboliti (circa 40), il più importante dei quali è l’estriolo (E3), che si forma dall’estrone per semplice riduzione in C17 e idrossilazione in C 16. L’estriolo viene eliminato principalmente con le urine, dove è l’estrogeno presente in maggiore quan­tità. Le sue concentrazioni plasmatiche oscillano tra 8 pg/ml all’inizio del periodo follicolare e 11 pg/ml nel periodo luteinico. Il dosaggio dell’estriolo plasmatico viene utiliz­zato anche nel monitoraggio della gravidanza come indice di funzionalità epatica fetale e presenta valori che da 100 ng/ml alla 25a settimana a 200 ng/ml a termine di gravidanza.

E1, estrone: deriva dalla deidrogena­zione dell’estradiolo o dalla aromatizzazione del­l’androstenedione. Durante la vita riprodut­tiva l’estrone non ricopre alcun ruolo fisiologico di rilievo, nella menopausa I’estrone diventa il princi­pale estrogeno plasmatico: la sua concentrazione rag­giunge in media i 30-40 pg/ml, mentre quella del­l’estradiolo scende intorno ai 15 pg/ml. La produzione dell’estrone in questo periodo ori­gina quasi completamente dalla conversione perife­rica dell’androstenedione, soprattutto a livello del tessuto adiposo.

Estrogeni naturali coniugati: miscela di estrogeni (estradiolo, solfato di estrone, equilina, equilinina) estratti da urine di giumenta gravida. Sono disponibili in compresse da 0.625, 1.25, 2.50 mg da soli per la terapia o in associazione con progestinici per la terapia sostitutiva in menopausa. Esiste una confezione da 20 mg in fiale per uso endovenoso per la terapia delle metrorragie capillari.

Catecolestrogeni (CE): metaboliti degli estrogeni da cui derivano per mezzo della 2-idrossilazione che avviene in vari organi, ma soprattut­to nel fegato e nel cervello (in particolare in questa sede l’80% viene prodotto a livello ipotalamico). I CE possiedono da un lato la capacità di interagire con i recettori per gli estrogeni e, contemporaneamente, possono influenzare l’attività delle catecolamine agen­do in modo inibitorio sulla tirosina-idrossilasi con conseguente diminuzione delle catecolamine, oppure in modo competitivo con la catecol-o-metil-transferasi (COMT), per cui si ha un aumento delle catecolamine.

 

EVLT (EndoVenous Laser Treatment): è una procedura endovascolare, di rapida esecuzione e minima invasività, che sfrutta l’energia laser per ottenere la chiusura della vena safena. Non vi sono incisioni a livello inguinale né ematomi, che solitamente si accompagnano alla chirurgia tradizionale dello stripping. Il trattatmnto è effettuato in regime ambulatoriale o di Day Surgery, con dimissione pressoché immediata del paziente. Una compressione elastica sull’arto trattato andrà mantenuta per circa 15 giorni.

F

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FANS (Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei): classe di farmaci dall’effetto antinfiammatorio analgesico ed antipiretico. Agiscono bloccando la ciclossigenasi (COX-1 e COX-2) enzima fondamentale per il metabolismo dell’ac. arachidonico e dell’acido eicosapentenoico precursori delle prostaglandine (PG), trombossano (TX) e leucotrieni (LT) tutti fattori direttamente interessati nei processi flogistici.

FAS, “Sindrome Feto-Alcolica”: complessa patologia fetale caratteristica dei neonati da madri alcoliste. Comprende anomalie cranio-facciali, cardiache, fessura palpebrale ridotta, pieghe agli angoli degli occhi, microftalmia, ipoplasia del nervo ottico, strabismo e miopia, naso corto e piatto, labbro superiore assottigliato, solitamente la faccia ha un aspetto tirato con un profilo piatto.

Fern-test: test che prevede l’osservazione al M.O. del muco cervicale stirato ed essiccato su un vetrino. In periodo pre-ovulatorio si assisterà alla formazione di concrezioni a forma di foglie di felce. v. cervical score.

Fibronectina: glicoproteina dimerica, importante fattore dell’adesione delle cellule alla matrice extracellulare. Nella fase organogenetica le fibrille di fibronectina rivestono i canali di migrazione di molti organi e tessuti embrionali. In gravidanza è presente nel liquido amniotico e nel tessuto fra la decidua materna e le membrane amniocoriali. La sua presenza nella vagina costituisce un segnale di rischio per il parto pretermine.

Fimbria tubarica: formazione anatomica di aspetto simile a una lamina sfrangiata posta all’estremità di ciascuna tuba uterina ad avvolgere l’ovaio.

FIV-ET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer): Metodica PMA mediante la quale gli ovociti vengono agoaspirati per via vaginale, sotto guida ecografica, dalle ovaia. Ogni ovocita è posto in provetta gli ovociti assieme a 100.000-500.000 spermatozoi, precedentemente trattati con la tecnica del swim-up, e posti in incubatore a 37 °C con concentrazione atmosferica di CO2 al 5%. Dopo 48-72 ore gli embrioni vengono trasferiti in utero mediante catetere in polietilene.

“Flare-up” (effetto): v. analoghi

Follicolo ovarico: formazione rotondeggiante contenente l’ovocita.

Fornici vaginali: “Cul de sac” della vagina attorno al collo dell’utero. Per praticità sono distinti in anteriore, posteriore e laterali. Il f. posteriore è il più profondo ed è particolarmente importante perché in corrispondenza di esso la parete vaginale, abbastanza sottile e debole, è direttamente a contatto con il peritoneo.

Fosfolipasi C (PLC): fosfodiesterasi che idrolizzano i fosfolipidi di membrana producendo second messager capaci di trasdurre i segnali dall’esterno alla cellula. Questo processo prevede che, in seguito all’interazione di molecole presenti nello spazio extra-cellulare, denominate “ligandi”, con i loro recettori presenti sulla superficie cellulare, vengano attivate all’interno della cellula una o più vie di risposta. In questo modo la cellula può integrare le numerose informazioni che riceve circa le variazioni dell’ambiente esterno generando così una risposta adeguata all’insieme dei segnali recepiti. Una di queste vie di trasduzione del segnale prevede l’idrolisi di un fosfolipide di membrana, il fosfatidilinositolo 4,5-bisfosfato (PtdIns(4,5)P2). Questa reazione è catalizzata delle fosfolipasi C (PLC) fosfoinositide-specifiche e comporta la produzione di due importanti secondi messaggeri: l’inositolo-1,4,5-trisfosfato (Ins(1,4,5)P 3) e il diacilglicerolo (DAG). L’Ins(1,4,5)P3 liberato si lega al suo recettore, presente a livello del reticolo endoplasmatico, causando così l’apertura dei canali del Ca++con conseguente aumento della concentrazione intracellulare di questo ione e l’attivazione degli enzimi Ca++ -dipendenti.

Frenulo clitorideo: plica mucosa, sottile e resistente che limita l’escursione del glande della clitoride.

Funicolo ombelicale ( cordone ombelicale): annesso embrionale che collega il corpo dell’embrione (e quindi quello del feto) con la placenta. Generalmente s’inserisce in corrispondenza della faccia fetale della placenta: il 56% delle volte eccentricamente, il 28% al centro di essa. Nel 15% dei casi, s’inserisce in corrispondenza del margine della placenta, dando origine alla cosiddetta inserzione a racchetta. Esso è percorso dai vasi ombelicali: due arterie, che trasportano sangue venoso dal feto alla placenta, e una vena, che dalla placenta porta al feto sangue ossigenato.

Funicolo spermatico: una struttura di forma tubolare che dal margine posteriore del testicolo risale, attraverso il canale inguinale, fino a livello dell’anello addominale, nella cavità addominale, ove ha termine. È costituito da vasi e nervi (arterie, vene spermatiche, plesso spermatico e deferenziale), dai vasi linfatici, dal muscolo cremastere interno e dal condotto deferente, il cui compito è quello di convogliare lo sperma dal testicolo fino alla confluenza con la vescichetta seminale.

Funneling: dilatazione imbutiforme dell’orificio uterino interno in corso di gravidanza. In esso vanno ad incunearsi le membrane e il liquido amniotico. E’ segno di minaccia di parto pre-termine.

G

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Gamete: Cellula germinale completamente differenziata e matura, che ha acquisito la capacità di unirsi con una analoga cellula prodotta da un individuo della stessa specie e di sesso diverso per dar vita allo sviluppo di un nuovo organismo. La cellula che origina dall’unione del g. maschile (spermatozoo) e del g. femminile (ovocita) è detta zigote.

Gartner (dotto di): residuo embrionale della parte inferiore del dotto mesonefrico di Wolff; si reperta occasionalmente a livello di uno dei fornici laterali, nello spessore parietale.

Ghiandole periuretrali (ghiandole di Skene): ghiandole uretrali poste ai lati dell’uretra (che ne esprime 5-10 nella porzione endoluminale prossima all sbocco); si ipertrofizzano durante la gravidanza e regrediscono in menopausa.

GIFT (Gamete intrafallopian Transfer): proposta dal dr. Ricard Asch tale metodica prevede un unico tempo laparoscopico per prelevare gli ovociti e successivamente introdurre gli stessi assieme agli spermatozoi, pre-trattati con la tecnica swim-up, nel terzo distale tubarico mediante apposito catetere metallico introdotto attraverso la ampolla tubarica.

Glande della clitoride: Tratto terminale della clitoride a forma di cono ed è costituito da un rigonfiamento del corpo cavernoso, ricoperto più o meno completamente da cute detta prepuzio.

Glicosuria: quantità di glucosio nelle urine. In un persona non diabetica non c’è traccia di glicosuria, mentre nel diabetico troviamo la glicosuria quando la glicemia è >160 mg/dl.

Glucagone: ormone peptidico secreto dalle cellule α delle isole di Langerhans pancreatiche. Se il livello ematico di glucosio scende sotto una soglia di circa 80 mg/dl, le cellule α cominciano a secernere glucagone. Questo si lega immediatamente ai suoi recettori presenti principalmente sugli epatociti, attivando la degradazione del glicogeno presente nelle cellule epatiche (glicogenolisi epatica) e conseguente rilascio di glucosio nel sangue. In caso di iperglicemia il glucagone attiva la neoglicogenesi epatica.

Globulo polare biopsia (1PB): la legge 40/2004 e il successivo D.M. 21.7.2004 proibiscono la PGD (Diagnosi Genetica Pre-impianto). Una nuova procedura mira a selezionare gli ovociti (e non gli embrioni) in cui sia assente l’anomalia genetica materna. Cio’ è realizzato eseguendo l’analisi genetica dell’ovocita, mediante biopsia del primo globulo polare (1PB), prima della sua fertilizzazione.

Gn-RH, gonadotropin releasing hormone

Gonorrea (blenorragìa, blenorrea), malattia sessualmente trasmissa (MST), altamente contagiosa, causata dal batterio gram-negativo Neisseria gonorrhoeae, Il contagio avviene soprattutto attraverso i rapporti sessuali.

Gray: Il gray (simbolo Gy) è l’unità di misura della dose assorbita di radiazioni adottata a livello internazionale. La definizione fu coniata nel 1940 da Louis Harold Gray da cui prese il nome.Il gray ha sostituito la vecchia unità, il rad; 1 Gy = 100 rad. L’esposizione di un gray corrisponde ad una irradiazione che deposita un Joule/Kg di peso corporeo (1 Kg x m2 / s2).

Dimensionalmente si ha:

\mathrm{Gy = \frac{J}{kg} = \frac{m^2}{s^2}}.

 

Grigio (sindrome del bambino grigio): sindrome da collasso cardiocircolatorio che colpisce il feto in seguito ad assunzione di cloramfenicolo da parte della gravida.

H

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HCG (Uman-Chorionic-Godotropin) è stato il primo ormone glico-proteico identificato. Le sue proprietà immunologiche e biologiche sono simili a quelle dell’LH. L’HCG è prodotto dalle cellule del sincizio trofoblasto e si può evidenziare nel circolo materno già 7-8 giorni dopo il concepimento. Il ruolo principale dell’HCG all’inizio di una gravidanza è il mantenimento dell’attività del corpo luteo fino a che non sia iniziata la steroidogenesi placentare.

Hatching (assisted): tecnica di micromanipolazione che consiste nell’assottigliare la zona pellucida (ZP) con una micropipetta o con laser sotto osservazione microscopica. Altra metodica prevede una microapertura nella ZP iniettando con una micropipetta, in prossimità della ZP, una piccola quantità di ialuronidasi. Dopo aver praticato l’hatching, si lava l’embrione in medium di cultura e lo si ripone in incubatore altre 3-4 ore prima di effettuare il transfer. L’hatching è indicato nelle p/ti over 40 e in quelle con fallimento di precedenti tentativi FIVET/ICSI. Gli embrioni di queste donne sembrano possedere una ZP particolarmente spessa e resistente.

Hegar (primo segno di Hegar): uno dei primi segni clinici di gravidanza iniziale; alla palpazione bimanuale si apprezza una sofficità del segmento inferiore tipica della gravidanza iniziale. V. anche segno di Piskacek e segno di Landau.

Highmore (corpo di): prende il nome da Nathaniel Highmore, medico inglese – Fordingbridge, Hamptonshire 1613 – Sherburne, Dorsetshire, 1685), mediastino del testicolo, noto come corpo di Highmore si tratta di una zona ispessita della tonaca albuginea entro la quale decorrono i piccoli dotti che mettono in comunicazione i tubuli seminiferi con i tubuli dell’epididimo.

HRT, hormonal replacement therapy terapia ormonale sostitutiva estrogenica o estrogenica/progestinica per le p/ti in climaterio.

I

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ICSI (Intra Citoplasmatic Sperm Injection): è una tecnica di PMA introdotta nella pratica clinica nel 1993. Uguale alla FIV-ET per quanto riguarda la COH, il pick-up e l’ET, differisce perchè gli spz. non vengono posti semplicemente a contatto con l’ovocita nella provetta ma viene iniettato un singolo spermatozoo, mediante apposite micropipette sotto osservazione del microscopio micromanipolatore, all’interno dell’ovocita. Viene preferita alla FIV in caso di oligoastenospermia, spz. prelevati con tecnica chirurgica, ridotto numero di ovociti e in caso di ovociti cryo-thawed.

Imene: membrana mucosa che, nella donna vergine, si ritrova integro all’imbocco della vagina. È un residuo embrionario: la vagina è difatti la vacuolizzazione del tessuto dei bulbi senovaginali e l’i. è la sottile lamina di tessuto che fa da fondo a detta cavità.

Incontinenza paradossa: contrazione dello sfintere rettale esterno in fase di evacuazione.

Inguine: regione anatomica corrispondente alla piega di flessione tra la coscia e l’addome si compone di due parti, la regione inguino-addominale (che fa parte della parete addominale anteriore, di cui costituisce la porzione più inferiore e laterale) e la regione inguino-femorale (che corrisponde alla parte più alta e interna della faccia anteriore della coscia). La regione i. contiene importanti formazioni vascolari e nervose dirette all’arto inferiore (nervo crurale, arteria e vena femorale) e numerose linfoghiandole.Essa rappresenta una delle sedi più frequenti di ernie addominali.

Inseminazione artificiale: è una variante minore delle tecniche di PMA e prevede il trasferimento degli spermatozoi nella cavità uterina mediante un catetere di polietilene. I. omologa: se si utilizza il seme del coniuge; I eterologa: se si utilizza sperma di donatore, attualmente proibita in Italia dalla legge 40/2004.

INTERFERONE: Gli interferoni sono glicoproteine ed in particolare citochine prodotte dai leucociti o da tessuti a contatto con il agenti patogeni esterni come virus, batteri, parassiti e cellule tumorali. Vi sono 3 tipi di interferone: alfa, beta, gamma, ma il più usato è il tipo alfa: viene iniettato per circa 6 mesi. Gli interferoni sono capaci di inibire la replicazione dei virus e delle cellule tumorali favorendo l’azione degli enzimi antivirali. Essi inoltre potenziano il sistema immunitario potenziando l’azione di linfociti T e macrofagi. Questa è una sostanza che il nostro organismo produce spontaneamente per aumentare i meccanismi di difesa dalle infezioni virali. Il più efficace “provocatore” di produzione di interferone endogeno è il virus dell’influenza. I disturbi che caratterizzano l’influenza (febbre, dolore alle ossa, mal di testa, malessere, etc.) sono in realtà provocati dalla scarica di interferone. Questi stessi fastidi (molto soggettivi sia pure attenuati) sono quelli che si osservano quando agisce l’interferone che viene somministrato come terapia.

Ipogastrio: Regione anatomica corrispondente alla parte inferiore mediana della parete addominale anteriore è delimitata in basso dal pube, in alto da una linea ideale orizzontale che unisce le due spine iliache anteriori-superiori, ai lati dalle due fosse iliache. Vi corrispondono in profondità la vescica, l’intestino retto, e, nelle donne, l’utero.

Isterosonografia: ecografia transvaginale eseguita durante distensione della cavità uterina mediante instillazione transcervicale di soluzione fisiologica sterile. Utilizzata soprattutto per valutare la pervietà tubarica.

Istmo: in anatomia il termine indica la porzione ristretta di un organo compresa tra due parti di maggior volume (per es., porzione istmica della tuba. L’istmo dell’utero indica la porzione sita fra il corpo dell’utero e la vagina (figura sotto).

 

Ittero neonatale patologico (Kernicterus, Encefalopatia bilirubinica): ittero neonatale patologico nel neonato immaturo, con lesioni dei nuclei grigi della base del cervello e disturbi del tono muscolare. I valori di bilirubinemia sono superiori a 0,2 mg /ml nel neonato a termine, a 0,16mg/ml nel neonato pretermine. Sintomo caratteristico della malattia emolitica del neonato per incompatibilità materno-fetale. La bilirubina libera passa facilmente la barriera emato-encefalica, particolarmente permeabile nei neonati, e si deposita nei gangli cerebrali e nell’ippocampo. Durante la vita fetale invece la bilirubina prodotta dal feto è trasferita alla madre attraverso il circolo placentare e metabolizzata dal fegato materno e quindi escreta per via renale. Come prevenzione si utilizza la exsanguino-trasfusione.

IUGR (IntraUterine Growth Retardation): ritardo di crescita fetale intrauterina per cui il peso del feto è <10° rispetto al peso standard dell’epoca gestazionale. L’etiologia può essere materna, placentare, fetale o idiopatica. Si distingue in simmetrica e asimmetrica. La prima forma deriva da situazioni patologiche iniziali come malattie materne croniche, cromosomopatie o alterazioni geniche fetali; la asimmetrica deriva invece da patologie, soprattutto placentari, che si instaurano a nel II°-III° trimestre.

K

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Klinefelter (sindrome): patologia dovuta ad alterazione numerica dei cromosoma X per cui l’80% di individui con Klinefelter hanno un cariotipo 47,XXY, mentre nel rimanente 20% si osservano aneuploidie più gravi (es. 49,XXXXY), mosaicismi tipo 47,XXY/46,XY e anomalie strutturali del cromosoma X. Il fenotipo Klinefelter è caratterizzato da testicoli piccoli, alta statura e ridotto sviluppo del linguaggio con QI nei limiti. La maggior parte dei maschi Klinefelter sono azoospermici, e infatti la biopsia testicolare rivela un’assenza di cellule germinali, ipertrofia delle cellule di Leydig e una marcata fibrosi dei tubuli seminiferi

Krukenberg (tumore di): metastasi “a cascata” del ca. gastrico (o intestinale) a carico dell’ovaio. Le cellule cancerogene sono le stesse identiche cellule del ca. gastrico. L’ovaio si ingrandisce fino a 10 centimetri ed assume un ionteso colore biancastro ed una consistenza particolarmente dura.

L

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labbra (vaginali), grandi labbra, piccole labbra: le grandi labbra sono pliche cutanee pari e simmetriche ricoperte da uno sviluppato apparato pilifero. Al di sotto si trovano altre due pliche cutanee interne, pari ma non sempre simmetriche e prive di apparato pilifero, più sottili, dette piccole labbra o ninfe, che si congiungono in alto in prossimità del clitoride. Le piccole labbra sono sempre nascoste all’interno delle grandi labbra prima della pubertà. Dopo lo sviluppo sessuale possono restare coperte dalle grandi labbra ma più spesso ne sporgono, a volte notevolmente.

Landau (segno di): rilievo trasversale che, alla palpazione bimanuale,  si apprezza sulla parete posteriore del segmento inferiore nella gravidanza iniziale. v. anche I° segno di Hegar e sehno di Piskacek.

Langer (linee di): la cute presenta delle linee di elasticità o di tensione lungo le quali conviene praticare l’incisione chirurgica per ottenere una miglior cicatrizzazione. Il primo a studiare e descrivere minuziosamente questa serie di linee fu Langer, da cui prendono il nome (Karl Langer, anatomico e zoologo austriaco – Vienna 1819-1887). Le linee di Langer sono disposte perpendicolarmente alla direzione della contrazione dei muscoli sottostanti alla cute, perché le pieghe cutanee sono determinate dal fatto che la cute non segue il muscolo nel suo accorciamento. La cicatrice situata in tali pieghe tenderà ad essere dissimulata dalla loro presenza ed in ogni caso la sua evoluzione nel tempo non porterà alla retrazione.

linee di Langer

LEEP, Loop Electrosurgical Excision Procedure: conizzazione con ansa diatermica.

Letrozolo: inibitore di IIIa generazione dell’aromatasi e perciò blocca la trasformazione dell’androstenedione in estrone e del testosterone in estradiolo. Produce una dilatazione della finestra di reclutamento follicolare e quindi un aumento del pool follicolare, PCOS simile, disponibile per l’iperstimolazione ovarica nei cicli PMA. Viene utilizzato nei cicli PMA per le pazienti “poor rsponders” e clomifene resistenti. In Italia è disponibile in commercio in compresse da 2.5 mg (Femara©).

Linfogranuloma inguinale: patologia infettiva da Chlamidya trachomatis trasmessa mediante contatti sessuali (MST). Si manifesta inizialmente con papula che evolve in pustola soggetta ad ulcerazione. Permane linfoadenopatia inguinale che può ulcerarsi ed infine fibrotizzarsi. Va curata con Doxiciclina 100 mgx2/die per 20 giorni.

 

Liquido amniotico: è contenuto all’interno dell’amnios in quantità che varia in rapporto all’epoca gestazionale ed alla fisiopatologia materno-fetale. La sua funzione è soprattutto quella di proteggere il feto dai traumi meccanici esterni ed evitare la compressione fetale sul funicolo, sugli arti e sui polmoni fetali. L’esame del liquido amniotico permette una buona valutazione della maturità polmonare e dello sviluppo e benessere fetale

LBW (Low Birth Weight): neonati di peso inferiore alla norma:  <2.500 grammi. Quasi sempre si tratta di bambini nati prematuramente cioè prima della 37settimana ovvero prima di 259 giorni dall’ultima mestruazione (definizione OMS), tenedo conto che  i neonati prematuri possono comunque rientrare nei limiti della norma. cioè con un peso >2.500 gr, adeguato per l’epoca gestazionale (AGA, Adequate for Gestazional Age).

Likelihood ratio: è un indice di probabilità che attesta il valore predittivo di un segno clinico o di un dato di laboratorio. La prima descrizione dell’uso di rapporti di probabilità per le regole di decisione è stata presa in un simposio sulla teoria dell’informazione nel 1954 (19). In medicina, sono stati introdotti rapporti di probabilità tra il 1975 e il 1980 (20-22).

VLBW (Very Low Birth Weight): <1.500 gr . 

VVLBW (Very Very Low Birth Weight): <1.000 gr

ELBW (Extremely Low Birth Weight): neonato di peso <750 grammi

MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration): aspirazione degli spz. dalla testa dell’epididimo messa allo scoperto dopo aver inciso cute ed albuginea testicolare.

M

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Mesna: è un composto organosolforato usato nella chemioterapia per il cancro che coinvolgono ciclofosfamide e ifosfamide. È commercializzato da Baxter come Uromitexan e Mesnex. MESNA è un acronimo per 2-mercaptoethane sulfonato di Na.

Meso: termine impiegato in anatomia per indicare le pieghe formate da una membrana sierosa che unisce un viscere alla parete della cavità in cui esso è contenuto. I più noti sono i mesi formati dal peritoneo con i diversi tratti dell’intestino (mesentere, mesocolon, mesosigma) altri mesi si hanno a livello dell’apparato genitale (mesosalpinge, mesovario, mesometrio).Entro i mesi decorrono i vasi ed i nervi destinati a quel determinato organo.

Metrorragie o AUB: tutte le perdite ematiche uterine escluse quelle di interesse gravidico-abortivo. Etiologia complessa (v. tabella a lato).

Midollare ovarica: la zona midollare si trova al centro dell’ovaio ed è costituita da tessuto connettivo lasso. Ha un aspetto spugnoso di colore rosso, per la presenza di numerosi vasi che l’attraversano, i quali formano una sorta di tessuto erettile che riempendosi di sangue facilita lo scoppio dei follicoli insieme alla contrazione delle miofibrille intraovariche e alla diminuita resistenza zonale della corteccia ovarica. La midollare raggiunge la superficie solo in corrispondenza dell’ilo.

Miometrio: componente muscolare dell’utero. Rivestito internamente dalla mucosa endometriale ed esternamente dalla membrana sierosa del perimetrio. Il miometrio è formato da fasci di fibre muscolari lisce, separati da fibre collagene ed elastiche, disposti a formare tre strati concentrici. Lo strato esterno è formato in prevalenza da fibre a decorso longitudinale, lo strato interno da fasci a decorso circolare, che in corrispondenza dell’istmo formano una specie di sfintere lo strato intermedio o strato plessiforme è il più spesso, ed è formato da fasci di fibre diretti in tutte le direzioni: essi formano un reticolato a larghe maglie. Lo strato intermedio è presente solo nel corpo dell’utero.

Miomi: neoformazioni mesenchimali benigne dell’utero. Sono in genere multipli, con minor frequenza solitari. Rari prima dei 20 anni, per la lenta crescita si rendono in genere evidenti verso la quarta decade di vita delle donne con incidenza che si avvicina al 20 %. Le donne di razza nera presentano una frequenza tre volte maggiore delle donne di razza bianca.

Mittelschmerz: dolore crampiforme localizzato in sede pelvica, sovrapubica con irradiazione lombo-sacrale, di metà ciclo (dolore di mezzo), correlato all’ovulazione, alla rottura del follicolo e deiscenza dell’ovocita. Si osserva in circa il 20% delle donne in età fertile. Di solito dura 2-3 ore anche se, eccezionalmente, può durare 2-3 giorni nell’eventualità che il sangue ed il liquido follicolare espulsi dall’ovaio possano provocare irritazione peritoneale e contrazioni salpingee (11,12). Le donne sottoposte a terapia per problemi di sterilità possono trovare nel mittelschmerz un utile strumento aggiuntivo per monitorare il periodo dell’ovulazione specialmente se sono previsti rapporti sessuali mirati (timed intercourse) o per confermare la fase post-ovulatoria su cui fare affidamento ai fini contraccettivi sec. Ogino-Knaus.

Morgagni (cisti idatiforme del,): prende nome da Giambattista Morgagni, medico e anatomico italiano (Forlì, 1682 – Padova, 1771), piccola formazione vescicolare rotondeggiante presente nel 20% delle pazienti a livello tubarico ampollare. E’ un residuo embrionale dell’estremità craniale a fondo cieco del dotto di Wolff.

MST, Malattie Sessualmente Trasmesse

Mucocolpo:  nelle neonate e nelle bambine pre-puberali si può presentare una situazione clinica simile all’ematocolpo per la raccolta delle secrezioni vaginali. All’esame clinico esterno l’imene è teso, bombato mentre l’utero e le ovaie appaiono normali alla scansione ecografica. In queste bambine possono verificarsi difficoltà di svuotamento della vescica e conseguenti infezioni vescicali  ed ureterali ricorrenti. Una incisione imeneale risolve il problema (17,18).

Mucosa uterina: v. endometrio

Mϋller (dotti di): da Johannes Peter Mϋller, biologo tedesco – Coblenza, 1801 – Berlino, 1858): organi embrionali pari e simmetrici, dall’aspetto di cordoni cellulari canalizzati verso la cloaca embrionale. Sono formati dall’invaginazione dell’epitelio celomatico e da essi si originano, nella femmina, le tube e, in una porzione comune, l’utero e la vagina, mentre nel maschio regrediscono lasciando, come residuo, l’otricolo prostatico.

N

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Nervi ovarici: l’innervazione è costituita prevalentemente da fibre simpatiche; sono presenti anche fibre parasimpatiche e sensitive.

 

Neurulazione primaria fetale

Il processo di formazione del tubo neurale nell’embrione è definito neurulazione primaria si svolge secondo le seguenti tappe:

  • appiattimento ed ispessimento dell’ectoderma con conseguente formazione della placca neurale, della cresta neurale e dell’ectoderma di rivestimento;
  • ripiegamento della placca neurale a livello del punto neurale mediale (PNM);
  • innalzamento delle cellule laterali al PNM che formano le pieghe neurali;
  • convergenza delle pieghe neurali per l’azione di cellule poste nel punto neurale dorso laterale (PNDL);
  • chiusura dei margini ravvicinati delle pieghe neurali a formare il tubo neurale.

Il tubo neurale è sovrastato dall’ectoderma di superficie o epidermico al quale rimane collegato tramite la cresta neurale. Con la migrazione di queste cellule, il tubo neurale rimane separato dall’ectoderma epidermico.

Nuck (canale di) (Prende nome da Antonius Nuck, medico e anatomico olandese – Harderwijk, Gheldria, 1650 – Leida, 1692), prolungamento del peritoneo femminile che durante la vita fetale occupa il canale inguinale, e che in seguito regredisce e si oblitera.

NT Nuchal Translucency(v.n. <3.5 mm): spessore della translucenza nucale, è misurato secondo la tecnica di Nicolaides o secondo i criteri stabiliti dalla Fetal Medicine Foundation. Esiste un diretto rapporto fra NT e CRL. L’aumento della NT ha una stretta correlazione con trisomia 21, 18, 13, S. di Turner, triploidie.

Nuvaring: contraccettivo ormonale di tipo combinato a rilascio locale di microscopiche quantità giornaliere di etonogestrel e etinil-estradiolo. Anello in polietilene trasparente, del diametro di 54 mm ed uno spessore di 4 mm, contenente 11.7 mg di etonogestrel + 2.7 mg di etinil-estradiolo. Essendo molto flessibile si inserisce facilmente in vagina dove viene applicato dalla stessa donna intorno alla portio uterina ed ivi rimane per cicli di 21 giorni intervallati da pause di 7 giorni durante i quali si presenta il flusso mestruale. Solo il primo Nuvaring va inserito il 1° giorno del ciclo; i successivi vanno inseriti 7 giorni dopo la rimozione del precedente senza teber in alcun conto il flusso mestruale, come per la pillola contraccettiva. L’azione contraccettiva è esplicata dagli ormoni rilasciati di continuo dall’anello in microscopiche quantità (0.120 mg di etonorgestrel e 0.015 mg di EE). Come tutti i contraccettivi ormonali è controindicato in presenza di coagulopatie, diabete mellito, neoplasie genitali o mammarie, cardiopatie, vasculopatie, epilessia, lupus eritematoso sistemico, fumo, allattamento, allergie ad uno dei componenti del Nuvaring. Come per i contraccettivi orali, l’efficacia del Nuvaring può essere compromessa da terapie antiepilettiche, rifampicina, griseofulvina, Hypericum perforatum (erba di San Giovanni), ritonavir. In caso di espulsione del dispositivo, questo va lavato in acqua fredda e rimesso.

 

O

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Omento (grande): Il grande omento, o grande epiploon,   è una porzione della sierosa peritoneale (epiploon) collocata nella cavità addominale. Costituisce una sorta di grembiule che si deposita sulle anse intestinali, ed è formato da una pagina anteriore e una posteriore. In corrispondenza della grande curvatura dello stomaco, i due foglietti peritoneali anteriore e posteriore (che costituiscono il peritoneo viscerale dello stomaco) si addossano, andando a formare il ligamento gastro-colico, che assieme al ligamento duodeno-colico (formatosi in maniera analoga sulla prima porzione del duodeno) forma la pagina anteriore del grande omento, la quale scende sulle anse intestinali fino ad un livello variabile, per poi piegare all’indietro e verso l’alto per costituire la pagina posteriore del grande omento, che va a posizionarsi al di sopra del colon trasverso, mettendosi in rapporto con il foglietto peritoneale superiore del mesocolon trasverso.

Omento (piccolo omento) o ligamento gastro-epatico o piccolo epiploon si estende dalla faccia inferiore del fegato alla faccia superiore del duodeno e alla piccola curvatura dello stomaco.

OSTIO TUBARICO UTERINO

OSTIO TUBARICO ADDOMINALE

Ovaio: organo pari e simmetrico dell’apparato genitale femminile; della forma e grandezza una mandorla, a superficie liscia e biancastra, pesa, nella donna adulta, 6-8 grammi ha dimensioni di 2×2.5×1,5 cm. Alloggiato nella nella fossetta di Waldeyer, formata da una piega del peritoneo, nel piccolo bacino, ai lati e posteriormente rispetto all’utero, al quale è connesso mediante il legamento utero-ovarico. Nell’ovaio avvengono la maturazione degli ovociti e la sintesi e secrezione di estrogeni e progesterone ma anche di numerosi altri ormoni compresi gli androgeni.

P

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PCOS, Polycystic Ovarian Syndrome: sindrome endocrinologica molto diffusa nelle adolescenti con problemi disovulatori ed alterazioni del ciclo. L’etiologia non è ancora ben definita e richiede una terapia è multimodale.

 

PCR, Polimerase Chain Reaction: tecnica di biologia molecolare capace di moltiplicare per milioni di volte un pezzo di DNA in modo da consentirne uno studio approfondito alla ricerca di mutazioni cromosomiche o geniche.

pH (dal latino pondus hydrogenii) è ricavato calcolando il logaritmo negativo in base 10 della concentrazione di ioni idrogeno (pH = -log10[H+]) su una scala che va da 0 a 14 moli/litro. Il pH del sangue è normalmente mantenuto su valori compresi tra 7,35 e 7,45; valori superiori o inferiori sono espressione rispettivamente di alcalosi e acidosi. Nell’acqua pura la quantità di cationi H+ è perfettamente pari e a quella degli anioni OH- di segno opposto; per entrambi gli ioni la concentrazione è di 10−7 moli/litro, per cui il pH dell’acqua pura corrisponde a 7 [–log (10-7)]. La reazione del plasma è normalmente alcalina con un pH di 7,41. L’urina ha una reazione debolmente acida intorno a pH 6 e può variare da 4,4 (acidità) a 8 (basicità debole) in ragione delle sostanze escrete.

PAPP-A: Proteina Plasmatica A associata alla gravidanza (Pregnancy Associated Plasma Protein = PAPP-A) si riscontra nel sangue materno a concentrazione crescente (dai 50 ai 400 mg) in diretta correlazione con l’aumentare dell’epoca gestazionale. Secondo alcuni avrebbe un effetto immunosoppressivo. Questa proteina si ritrova anche nelle donne non gravide, nel plasma seminale di uomini infertili, nell’endometrio, e in altri tessuti. Si presume che il monitoraggio di questa proteina, dal momento dell’ovulazione e per tutta la gravidanza, possa fornire informazioni soprattutto sulla presenza di patologie nelle fasi precoci della gravidanza, aborto e gravidanza extrauterina.

Paracolpo: complesso delle strutture anatomiche situate nel piccolo bacino ai due lati della vagina. È costituito essenzialmente da tessuto connettivo adiposo, ricco di rami nervosi, di vasi linfatici, di strutture vascolari venose. Il p. si continua in alto con il parametrio.

Parametrio: insieme delle strutture anatomiche formate da tessuto connettivale, particolarmente lasso, poste ai due lati dell’utero, nello spazio delimitato dai due foglietti dei legamenti larghi. Nel parametrio decorrono l’arteria uterina, l’uretere e numerosi vasi linfatici.

Pavimento pelvico: insieme delle formazioni muscolari e fibrose che chiudono inferiormente il piccolo bacino: ha la forma di un rombo, diviso in una porzione anteriore e in una posteriore da una linea che congiunge le due tuberosità ischiatiche dell’osso iliaco il vertice anteriore è dato dal pube, quello posteriore dal coccige. Il piano superiore (diaframma pelvico) è formato dai muscoli elevatore dell’ano e ischio-coccigeo. E’ attraversato dal retto, dall’uretra e, nella femmina, dalla vagina.

Pearl (Indice di …):  è un indice utilizzato nella statistica clinica per valutare l’efficacia di un  metodo contraccettivo. Si basa sul numero di gravidanze insorte in 100 donne che hanno usato un certo metodo contraccettivo nell’arco di un anno. Più è basso l’indice di Pearl, più il metodo è sicuro.

Perineale (regione): regione anatomica compresa tra le cosce, la regione glutea e la commissura vaginale posteriore. Ha la forma di una losanga allungata i cui angoli corrispondono all’ostio vulvare, all’apice del coccige indietro e sui due lati alle tuberosità ischiatiche.

Piskacek (segno di): ingrossamento irregolarmente tondeggiante del corpo dell’utero, spesso in corrispondenza di uno dei due angoli tubarici. E’ uno dei segni indiretti di gravidanza intrauterina iniziale. DD con fibroma, GEU e utero bicorne. Dal nome del ginecologo austriaco  Piskacek Ludwig (1854-1932). v. anche I° segno di Hegar e segno di Landau.

PMDS: Sindrome da persistenza dei dotti di Mϋller. Causata da alterazione della sintesi di AMH nel feto  maschio per cui i tessuti fetali non si trasformano in senso maschile ed è presente un rudimentale utero e criptorchidismo, ambiguità sessuale, pseudoermafroditismo.

Polidipsia: sete intensa per cui si tende a bere >3 litri di acqua al dì. Tipica del diabete mellito.

Polipo (endometriale, cervicale): iperplasia focale dello strato basale della mucosa. Possibilità di trasformazione neoplastica: 1‰.

poliuria: diuresi >2.5 lt/die. Tipica del diabete mellito.

Portio: termine, derivato dal sostantivo latino. Correntemente usato nel linguaggio medico per indicare la portio vaginalis del collo dell’utero, la parte cioè che sporge nella vagina. Ha la forma di un cono ad apice arrotondato, lungo 8-12 mm, alla cui sommità corrisponde lo sbocco del canale cervicale.

Prepuzio (clitorideo): porzione di cute che avvolge il glande ricoprendolo come un cappuccio.

PROM, Rottura prematura delle membrane: rottura spontanea delle membrane prima del travaglio. La rottura delle membrane viene detta pretermine quando si verifica prima delle 37 settimane di gravidanza. La diagnosi di PROM è confermata quando si vede il liquido amniotico che fuoriesce dal collo dell’utero o quando si osserva la presenza della vernice caseosa o del meconio; altri test meno attendibili sono la determinazione del pH con una cartina alla Nitrazina (il liquido amniotico è alcalino e vira la cartina al blu).

Pube: Osso del bacino che, saldato all’ileo e all’ischio, costituisce l’osso iliaco o osso dell’anca. In corrispondenza della porzione rappresentata dal p., le due ossa iliache si uniscono nella sinfisi pubica, che costituisce il punto di saldatura anteriore del bacino. Viene denominata p. anche la regione cutanea corrispondente alla sinfisi pubica….

Pubica (regione). regione anatomica corrispondente alla porzione della parete addominale anteriore compresa tra la radice delle cosce, al di sopra degli organi genitali esterni. Nel soggetto adulto la cute è ricoperta da peli detti pubes, che nella donna hanno disposizione triangolare, nell’uomo disposizione losangica. Al di sotto della cute v’è un cuscinetto di tessuto adiposo, particolarmente prominente nella donna, che solleva la cute stessa a formare il cosiddetto monte di Venere.

Q

Quetiapina (Seroquel®, Ketipinor®) farmaco antipsicotico  cosiddetto “atipico” utilizzato recentemente nella terapia della “baby blu syndrome” in sostituzione dei tradizionali antipsicotici “tipici” per la ridotta tendenza di questo farmaco ad indurre effetti avversi di natura extrapiramidale.

R

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Rad (rate adsorbed dose): che corrisponde a un’energia di 100 erg assorbita per ogni grammo di materia. Un grammo di tessuto esposto a 1 röntgen assorbe ca. 93 erg. Nel SI la dose assorbita si misura in gray (Gy). 1 Gy è la dose che viene assorbita quando l’energia per unità di massa, ceduta alla materia da una radiazione ionizzante, è 1 joule per kilogrammo (1 J/Kg). 1 Gy è uguale a 100 rad.

RDS, respiratory distress syndrome

Reduttasi (5-α-reduttasi nota anche come 3-osso-5-α-steroide 4-deidrogenasi): enzima che nella granulosa ovarica converte l’Androstenedione (A) in 5-α-A . Il 5-α-A inibisce a livello recettoriale l’azione dell’aromatasi per cui viene inibita la conversione di E1 in E2 nelle cellule della granulosa e a livello periferico. Inoltre la 5-α-reduttasi trasforma il Testosterone in un androgeno 5 volte più potente: il diidrotestosterone (DHT) grazie alla maggiore affinità per i recettori androgeni. L’enzima 5-α-reduttasi è espresso soprattutto a livello della prostata, dei testicoli, dei follicoli piliferi e del surrene.

Si distinguono due isofomr della 5-α-reduttasi: l’isoforma di tipo I si concentra soprattutto a livello della cute, delle ghiandole sebacee, del sistema nervoso centrale e del fegato mentre la isoforma di tipo II è espressa principalmente dalle vescicole seminali, prostata e a livello dei follicoli piliferi.

Per inibire l’attività di questo enzima sono stati sviluppati due farmaci. Il primo, chiamato Finasteride (Finastid, Proscar, Propecia), è un inibitore selettivo dell’isoforma di tipo II. Il secondo, chiamato Dutasteride (Avodart), inibisce entrambe le isoforme. Questi medicinali sono impiegati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna; la finasteride è inoltre molto utilizzata per la terapia dell’alopecia androgenica.

“Regola del centimetro”: si definisce oligoamnios come l’assenza di tasche amniotiche di almeno 1 cm.

S

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Salpinge (tuba uterina, tuba di Falloppio): condotto allungato, simile a tromba, bilaterale e simmetrico, che mette in comunicazione la cavità dell’utero con la cavità peritoneale. Le salpingi uterine sono contenute nel margine libero di una plica peritoneale del legamento largo (mesosalpinge). Le tube hanno una lunghezza di circa 12 cm e vengono suddivise in tre porzioni: intramurale o interstiziale (che decorre nello spessore della parete uterina), istmica (che rappresenta la parte centrale, con un diametro di 2-3 millimetri) e ampollare che termina con una corona di frange che avvolgono il polo superiore dell’ovaio. Ha la funzione di captare l’uovo al momento dell’ovulazione. Nel suo terzo distale avviene il processo di fecondazione dell’uovo da parte degli spermatozoi ivi migrati. La cellula uovo fecondata (zigote) è quindi trasportata dalle fimbrie tubariche in cavità uterina dove giunge al 7° giorno dalla fecondazione.

Scroto: Sacco cutaneo-muscolare contenente i testicoli, l’epididimo e il cordone spermatico, posto sulla linea mediana tra le radici degli arti inferiori immediatamente sotto il pene, a cui è collegato, e ha dimensioni variabili non solo individuali, ma nello stesso individuo secondo lo stato di rilasciamento o di contrazione delle fibre muscolari cremasteriche. Nello s. si distingue la radice connessa con il pene, il perineo, la regione inguinale e la parte anteriore dell’addome. Sulla linea mediana del corpo scrotale si nota una cresta cutanea, il rafe, che si continua in avanti sulla faccia inferiore del pene, e dietro sul perineo.

 

SERM, Selective Estrogen Receptors Modulators: agiscono sui recettori estrogenici con effetto variabile, inibente o stimolante, a seconda dei tessuti. I più sono il clomifene (favorente il reclutamento e la crescita follicolare), il tamoxifene, il raloxifene che(rallenta l’osteoporosi come il toremifene, il resveratrolo della categoria dei fitoestrogeni agisce sui recettori con azione estrogeno-simile.

SHBG, sexual hormone binding protein

Sindrome di Edwards: detta anche trisomia 18 perchè nel cariotipo delle persone colpite da tale patologia sono presenti 3 cromosomi 18. Il cromosoma soprannumerario deriva da una mancata disgiunzione meiotica o da traslocazione robertsoniana.

Sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser é una malformazione congenita dell’apparato genitale femminile che compare con una frequenza di circa 1:4.000 / 1:20.000 nati femmine. Caratterizzata da agenesia vaginale e presenza di due corni rudimentali uterini.

Sindrome feto-alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS) : abuso di alcool in gravidanza (>30 gr/die): causa ritardo di crescita fetale (IUGR), microftalmia, microcefalia, piede equino ed altre malformazioni. Invece un bicchiere di vino (= 30 gr) ha un effetto favorevole sia per l’azione eupeptica sia per l’eventuale contenuto di ferro. Equivalenti sono una lattina di birra o 1/2 bicchiere di aperitivo o 1/2 bicchierino di superalcol.

Sindrome di Sjögren(S.S.) é una patologia autoimmune caratterizzata dalla distruzione progressiva delle ghiandole esocrine, soprattutto di quelle salivari e lacrimali e associata spesso ad altre patologia di carattere autoimmunitario come: l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico o la sindrome da affaticamento cronico (“Cronic Fatigue”). I feti di pazienti affette da S.S. ed in genere le pazienti con patologie autoimmuni presentano blocco cardiaco congenito isolato.

Soiling: incapacità parziale a contenere le feci per ridotta sensibilità  rettale.

Spermatozoo: gamete maschile, che ha la capacità di fecondare la cellula uovo (gamete femminile) per dare vita ad un nuovo individuo. Gli spz si formano nei testicoli a partire da cellule germinali immature (spermatogoni) attraverso un processo maturativo definito spermatogenesi. Gli spz sono elementi molto piccoli, mobili, allungati, in cui si possono distinguere una testa, un tratto intermedio ed una lunga coda.

Spotting pre-ovulatorio: stillicidio ematico vaginale di colore rosso vivo da “privazione estrogenica”, causato cioè dalla modesta deflessione dei livelli sierici di Estradiolo pre-ovulatorio.

T

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Tacosil: patch medicale recentemente introdotto negli interventi di linfanedectomia inguino-femorale e miomectomia laparoscopica e laparotomica per favorire la cicatrizzazione e ridurre sanguinamento e linforrea. E’ una spugna di collagene equino il cui lato attivo (giallo) è rivestito con fattori della coagulazione, fibrinogeno umano (5.5 mg/cm2) e trombina umana (2.0 U.I./cm2). Ha la forma di un rettangolo e le dimensioni di 9.5×4.8×0.5 cm. Viene applicato con la parte gialla attiva sulla superficie cruentata dopo aver praticato emostasi e toilette chirugica e tenuto compresso in loco per 3 minuti.

Teca: termine usato in anatomia per indicare formazioni che hanno funzione di involucro che circondano o ricoprono visceri, sia macroscopiche (per es. l’insieme delle ossa della volta cranica, o t. cranica, teca vertebrale, sinonimo di canale vertebrale) sia microscopiche (per es. gli strati cellulari che formano la parete dei follicoli oofori nell’ovaio, o teca follicolare).

TESA (Testicular Sperm Aspiration): aspirazione degli spz. con ago da 22 G collegato a siringa contenente 1 ml di medium di cultura.

TESE (Testicular Sperm Extraction): estrazione degli spz. da microframmenti di tessuto testicolare chirurgicamente asportati. Microtese: l’intervento è effetuato con l’ausilio di una loope da ingrandimento o sotto microscopio operatore ed utilizzando strumentario da microchirurgia.

TET (Tubal Embryo transfer): trasferimento intratubarco degli embrioni in LPS.

Tessuto germinale: è costituito dai gameti maschili (spermatozoi) e femminili (ovociti).

Testicoli: organi pari deputati alla produzione e secrezione degli spermatozoi. Contenuti nello scroto, hanno forma ovoidale con dimensioni di 5×2,5 cm, peso 15-20 g. Essi prendono origine, durante lo sviluppo embrionale, entro la cavità addominale primitiva, da due ispessimenti del mesoderma detti creste genitali, che si formano in corrispondenza della parete addominale posteriore.

Thin Prep: variante del Pap test che permette l’esame citologico su strato sottile. Ha dimostrato una superiore sensibilità diagnostica rispetto al Pap test convenzionale con riduzione dei falsi negativi e falsi positivi soprattutto nei confronti delle lesioni squamose intraepiteliale (SIL), precursori del cervico-carcinoma. Il prelievo del campione ginecologico invece di essere strisciato su un vetrino da microscopio, viene immerso e risciacquato in un contenitore pre-riempito con una soluzione (PreservCyt). Il campione ThinPrep viene poi inserito all’interno di un processore, dove è sottoposto alle fasi di dispersione, raccolta e trasferimento. Tale processo permette di separare le cellule dai detriti non diagnostici (sangue, muco, etc.) creando un campione rappresentativo, chiaro, uniforme e riproducibile.

Il ThinPrep permette inoltre di effettuare altri test (ad es. test per HPV) riutilizzando la stessa fiala, senza dover richiamare la paziente per un ulteriore prelievo.

TONACA (o tunica), termine con cui si indicano formazioni disposte a strato, ad avvolgere un organo o a circondare il lume centrale di una struttura tubolare. Sono quindi chiamate tuniche le membrane connettivali che avvolgono il testicolo, la milza, l’ovaio, il rene per la loro disposizione a strati concentrici hanno la stessa denominazione le tuniche fibrosa, vascolare e nervosa dell’occhio. Nelle arterie e nelle vene sono presenti la t. interna o eandotelio, media o muscolare-elastica, esterna o avventizia.

Treshold: livello emtico “soglia” di FSH per innescare il reclutamento e soprattutto la crescita follicolare. Secondo Andersen (2008) una valutazione della “dose FSH treshold” per l’induzione dell’ovulazione in donne anovulatorie può essere ottenuta utilizzando alcuni parametri base come la storia dei cicli mestruali della paziente, volume ovarico medio e BMI.

TROFOBLASTO: è lo strato esterno della blastocisti. La sua funzione è quella di nutrire l’embrione e dare origine alla placenta. Il T. infiltra l’endometrio permettendo l’annidamento della blastula 7 giorni circa dopo la fecondazione dell’uovo. All’inizio della 2a settimana il t. si differenzia in due strati: uno strato esterno o sinciziotrofoblasto e uno strato interno o citotrofoblasto. In seguito entro il sinciziotrofoblasto si formano degli spazi lacunari che si riempiono di sangue materno, secrezioni delle ghiandole endometriali, e linfa interstiziale. Questo liquido è detto embriotrofo perchè costituisce in questo stadio l’unico elemento nutritizio per l’embrione. Gli spazi lacunari in seguito diventano intercomunicanti, così che il sinciziotrofoblasto assume una struttura spugnosa che successivamente si dota di una membrana basale, il chorion, mentre le cellule superficiali del trofoblasto vanno a rivestire i villi coriali: si forma la placenta. Le cellule del sinciziotrofoblasto producono un ormone, la gonadotropina corionica (HCG, Hormone Corionic Gonadotropin), che mantiene in attività il corpo luteo. La trasformazione anomala del trofoblasto può evolversi in mola vescicolare benigna, maligna o destruens e coriocarcinoma.

Tricomoniasi: infezione vaginale causata da un protozoo (trichomonas vaginalis) e trasmessa attraverso i rapporti sessuali (MST, Malattie Sessualmente Trasmesse) o i contatti con oggetti e indumenti contaminati.

Tuba uterina: v. salpinge

Tubuli seminiferi: elementi costitutivi del parenchima testicolare deputati alla secrezione degli spermatozoi

U

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Ulcera da Haemophilus Ducreyi: L’ulcera venerea (ulcera molle o ulcera cancroide), conosciuta come ulcera molle, fa parte del gruppo delle malattie sessualmente trasmesse (MST). E’ molto diffusa nelle zone equatoriali dell’America, Africa e Asia. Si presenta come una piccola vescicola che si ulcera e diventa molle e dolorosa, localizzata a livello della cute o mucose genitali, orali e anali femminili (piccole e grandi labbra, regione perianale e fornici vaginali) e soprattutto (90%) maschili (regione perianale, prepuzio, glande, solco balano-prepuziale e frenulo) e linfoadenite (“bubbone”) monolaterale. Il bordo dell’ulcera è rilevato e sottominato (segno del “doppio bordo”) mentre il cratere dell’ulcera si presenta granuloso e giallastro. L’agente eziologico dell’ulcera molle, battezzato Haemophilus Ducreyi in onore del suo scopritore, il partenopeo Prof. Augusto Ducrey, è uno streptobacillo gram negativo che si reperta nello striscio dellle secrezioni utilizzato per la diagnosi. L’evoluzione prevede la suppurazione e successiva cicatrizzazione dell’ulcera. Il contagio avviene per passaggio dell’H. Ducreyi attraverso una soluzione di continuità della cute o delle mucose orali e genitali. La terapia, spesso non necessaria si avvale dell’utilizzo di detergenti antisettici locali; la somministrazione di antibiotici come tetracicline, sulfamidici, ciprofloxacina, azitromicina o eritromicina facilita la guarigione e previene la sovrainfezione da batteri fusospirillari. La diagnosi differenziale va posta con l’ulcera da sifilide che è dura e non dolente ed è accompagnata da linfoadenite bilaterale. DD con eritema fisso da farmaci di Brocq; ulcera mista di Rollet; herpes genitalis; aftosi genitale; granuloma inguinale; linfogranuloma venereo.

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmesse (MST), anche se nel caso dell’Ulcera molle non dà garanzie di protezione totale.

Per il medico è obbligatoria la denuncia alle autorità sanitarie.

Ulcera mista di Rollet: associazione di ulcera molle di Ducreyi e ulcera da treponema pallidum (sifilide).

Uraco, dal latino urachus, dal gr. οὐραχός “uretere del feto”, dotto che nell’embrione collega la vescica con l’ombelico. L’ὺraco corrisponde alla parte intraembrionale dell’allantoide.

V

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Vaginosi batterica:

infezione vaginale in assenza di risposta infiammatoria caratteristica. Infatti nel 50% dei casi la sintomatologia è assente. Molto spesso è presente leucorrea con perdite cremose-liquide con odore caratteristico ancor più avvertibile se a queste secrezioni viene aggiunta una goccia di KOH al 10% (Fishy odour test o sniff test). Il cattivo odoreè causato dalla volatilizzazione di amine prodotte dal metabolismo batterico (cadaverina, putrescina). E’ da attribuire ad eccessiva proliferazione di germi commensali quali il Mycoplasma hominis, Chlamidya trachomatis, Gardnerella vaginalis, Mobiluncus, Peptostreptococcus, Bacterioides, Eubacterium a scapito della componente lattobacillare. La vaginosi batterica interessa le donne sessualmente mature e le donne gravide (30%). L’etiologia non è completamente accertata; sono state chiamate in causa l’eccessivo uso di lavande vaginali e rapporti sessuali specialmente se con diversi partner.
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  1. B. F. Miller and C. B. Keane.Encyclopedia and dictionary of medicine, nursing and allied health. Second Edition. Philadelphia: Saunders, 1987
  2. Dorland’s illustrated medical dictionary. 28th Edition. Philadelphia: Saunders, 1994.

 

W

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Way (intervento di):  intervento di vulvectomia radicale e linfadenectomia inguinale bilaterale per ca. vulvare.

Wharton (gelatina di): dal nome dal fisico inglese Thomas Wharton. Sostanza gelatinosa composta da mucopolisaccaridi e scarse fibre collagene, fibroblasti e macrofagi. Situata tra i vasi ombelicali all’interno della membrana   amniotica che avvolge il cordone ombelicale. serve a proteggere i vasi ombelicali ed a impedirne l’occlusione in caso di attorcigliamenti o compressioni. I cosiddetti “falsi nodi” sono conseguenza di una irregolare distribuzione di detta sostanza e non hanno alcun significato patologico (13-15). Dopo il parto, a contatto con la temperatura esterna, le fibre collagene si contraggono favorendo il collasso del cordone e il collabimento dei vasi. La gelatina di Wharton è una potenziale fonte di cellule staminali mesenchimali primitive pluripotenziali, anche se è più semplice ottenerle dal sangue del cordone ombelicale (14,15). A tale scopo viene effettuata la crioconservazione del cordone ombelicale. Mentre il sangue del cordone ombelicale è largamente utilizzato nell’oncoematologia per il donatore e consanguinei, le cellule mesenchimali hanno aperto nuove prospettive terapeutiche per la medicina rigenerativa per la terapia di Alzheimer, Parkinson, sclerosi mulipla, infarto del miocardio, necrosi ossee, lesioni meniscali, etc.. Possono inoltre essere utilizzate in sinergia con le cellule staminali emopoietiche determinando una azione immunodepressiva che facilita l’attecchimento dei trapianti di midollo osseo , riduce il numero dei casi di rigetto   e ne facilitano l’attecchimento.

Wertheim (isterectomia allargata sec.): isterectomia totale con annessiectomia, asportazione del parametrio, del paracolpo e di un colletto vaginale.

Wertheim-Megs (intervento di): variante della tecnica di Wertheim che prevede anche la linfadenectomia sistemica pelvica.

White (classificazione del diabete gravidico sec.): classificazione del diabete gravidico che si basa su inizio del diabete, durata e complicanze precedenti la gravidanza.    Comprende  7 classi di progressiva gravità (A-G) alle quali sono correlate complicanze ed outcome fetale.

Wigand (manovra di): simile alla manovra di Mauriceau-Veit, per favorire il disimpegno della testa fetale postica, l’operatore pone un dito in bocca al feto mentre con l’altra mano al di sopra  della sinfisi spinge la testa fetale.

Wilkins (sindrome di): sindrome surreno-genitale congenita che causa ipertrofia dei genitali esterni nei maschi mentre causa pseudoermafroditismo nelle donne.

Willis (poligono o circolo di): circolo anastomotico arterioso encefalico posto alla base cranica di cui si valuta la flussimetria mediante color doppler durante l’ecografia ostetrica. Rappresenta la confluenza di tre arterie principali: l’arteria basilare, che è formata dalla confluenza delle arterie vertebrali destra e sinistra (prime collaterali della succlavia), e le due arterie carotidi interne (destra e sinistra). Il circolo di Willis può essere ricondotto ad un poligono avente come lati: anteriormente le 2 arterie cerebrali anteriori (destra e sinistra) che si anastomizzano attraverso l’a. comunicante anteriore, e posteriormente l’a. basilare in cui sfociano le aa. cerebrali posteriori di destra e di sinistra; queste ultime sono anstomizzate con le carotidi omolaterali mediante le aa. comunicanti posteriori di destra e di sinistra; le aa. cerebrali medie derivano dalle carotidi  come pure le aa. cerebrali anteriori nello stesso punto di confluenza delle comunicanti posteriori.

Circle of Willis it.svgPoligono di Willis

Wolff (canali di): canali embrionali dai quali si origina l’apparato genitale maschile

Wolff (corpo di): mesonefro

Wolff (dotto di): dotto del mesonefro o uretere primitivo.

Wylie (isteropessi sec.): isteropessi effettuata mediante  accorciamento dei lig. rotondi. Come l’isteropessi sec. Pestalozza, non è qusi più utilizzata come intervento isolato ma può essere effettuata in corso di altri interventi laparotomici o in caso di algia pelvica non riducibile farmacologicamente.

 

X

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Y

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Young (sindrome prediabetica di): patologia pre-diabetica che insorge in gravidanza con drammatici effetti fetali come macrosomia fetale, aborto, morte fetale.

Younge (conizzazione di): stessa tecnica di di Sturmdorf ma senza ricoprire la zona cruentata con epitelio. Il rationale è un riconoscimento più precoce e facile di recidive neoplastiche.

Yung (falsa positività gravidica di): test biologico positivo per gravidanza in donne che assumono tranquillanti, in particolare clorpromazina.

Z

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Zahn (ulcera di): ulcerazione traumatica del fornice mediano posteriore. Frequente nelle donne molto anziane e causata dalla frizione del collo di utero iperantiverso a contatto con mucosa vaginale atrofica.

Zarate (Sinfisiotomia di): praticata solo in caso di blocco della testa fetale di un feto macrosomico (non diagnosticato prima) a livello della sinfisi pubica durante la terza fase del periodo espulsivo. Si pratica sezionando la cartilagine sinfisaria e il ligamento arcuato rispettando il ligamento anteriore e soprattutto il ligam. periuretrale di Henle. In alto si deve rispettare la parte inferiore della linea alba, il ligam. di Cooper e le aponeurosi dei muscoli grandi obliqui.

Zarou (intervento di): intervento chirurgico per la creazione di un tratto fistoloso fra utero e vagina in caso di aplasia cervicale, rara (50 casi riportati nella letteratura mondiale) anomalia mulleriana congenita spesso (40%) associata ad aplasia vaginale e, raramente, con malformazioni del tratto urinario (8,9). Preliminarmente occorre effettuare ecografia pelvica addominale, transvaginale e transrettale e RMN con m.d.c.(oltre al canale cervicale atresico si visulaizza un utero “ballonato” pieno di sangue -ematometra-).   Infine si effettua una laparoscopia diagnostica. In caso di aplasia vaginale occorre effettuare in un primo momento una plastica vaginale mediante tecnica di McIndoe modificata o con la tecnica di Williams o con la più recente tecnica di Vecchietti. Solo a guarigione avvenuta si effettua l’intervento di plastica cervicale che viene praticato in laparotomia, con anestesia totale o epidurale. La paziente è posta in posizione semi-litotomica con le ganbe appoggiate su apposite reggigambe. Si apre totalmente lo spazio vescico-uterino e retto-uterino fino a visualizzare la parete vaginale che viene incisa circolarmente, Attraverso una piccola incisione sul fondo uterino o sulla parete anteriore del segmento inferiore si introducono Hegar di diametro crescente fino al n. 10. quest’ultimo viene tenuto pressato in basso in modo da evidenziare la porzione finale di tessuto utero-cervicale atresico che viene a protudere  in vagina e facilmente sezionato fino a permettere alla punta del  dilatatore di Hegare di fuoriuscire in vagina. Si viene così a creare una stomia fra utero e vagina. Si sutura circolarmente con punti staccati poliglicolici il tratto terminale uterino alla parete prossimale vaginale. Un omotrapianto di cute completa del diametro di 2×4 cm applicata sul bordo della neo-cervice può facilitare il processo di epitelizzazione del tratto fistoloso neo-formato e proteggere meglio da episodi di endometriti e stenosi (10).  Un catetere n. 16 a doppia via in modo da permettere la fuoriuscita del sangue mestruale e poter praticare lavaggi medicati della cavità uterina e lo si lascia in situ per 45-60 giorni. Profilassi antibiotica per tutto questo periodo.

Zigote: dal greco antico ζυγωτός: unito o appaiato, è una cellula, del diametro di circa 0,1 mm, che si ottiene con la fecondazione, ovvero dalla fusione deriva dalla fusione (zigosi )Parental genome mix 01 icon.jpg dei pronuclei aploidi dei gameti maschile e femminile con ripristino del corredo cromosomico diploide (2n) a 46 cromosomi. E’ la cellula uovo fecondata, cellula totipotente, la più precoce fase embrionale. Lo sviluppo dello zigote avviene attraverso suddivisione e moltiplicazione mitotica  (segmentazione, cleavage) per cui si passa da un embrione a più cellule. Tali cellule  vengono chiamate blastomeri.  Alcuni blastomeri sono più piccoli (micromeri), altri più grandi (macromeri) che contengono più deutoplasma (sostanza di riserva). L’embrione all stadio di 16 cellule è definito morula, da alcuni AA. è considerato la prima forma di essere vivente ed è in grado di spostarsi all’interno del lume tubarico fino alla cavità uterina grazie ai fluidi ed alle ciglia. La morula si cavita e viene detta prima gastrula e quindi blastula. I blastomeri più grandi si localizzano nel polo vegetativo, i più piccoli si aggregano nel polo embrionale. Alcuni macromeri si aggregano in prossimità dei micromeri costituendo il nodo embrionale, da cui prenderà vita quasi tutto l’embrione. Dallo strato esterno (trifoblasto) si formeranno gli annessi embrionali, vale a dire strutture per lo sviluppo del germe, eliminate al momento della nascita.

Mouse zygote mitosis metaphase.jpg

Mouse zygote mitosis anaphase.jpg

 

 

 

 

 

 

Zona pellucida (ZP): membrana glicoproteíca trasparente (v. foto e disegno) composta da 4 glicoproteine chiamate ZP1, ZP2, ZP3 e ZP4. che avvolge l’ovocita nel sito follicolare (1). DGray3.pngopo il pick-up, la zona pellucida all’osservazione al M.O. appare come un anello trasparente birifrangente situato fra la membrana citoèlasmatica dell’ovocita e la corona radiata che esternamente circonda la massa ovocitaria (2,3).  L’intensità della birifrangenza è associata con l’outcome di impianto embrionale (4-6). La ZP Protegge l’ovocita, contiene i recettori per favorire l’adesione degli spermatozoi e induce la reazione acrosomiale dello stesso spz mediante la quale lo spz. penetra nell’ovocita ma permette l’ingresso ad un solo spermatozoo bloccando  l’ingresso a  tutti gli  altri ed evitando così la polispermia (7). Rimanendo presente durante le prime fasi di divisione mitotica embrionale  (zigote, morula, gastrula e blastula) impedisce l’annidamento dell’embrione nel lume tubarico e quindi previene la gravidanza tubarica. Degenera e si dissolve quando l’embrione è giunto nella cavità uterina prima dell’impianto  sulla decidua endometriale. Nelle pazienti “poor responders” o con precedenti fallimenti di fecondazione in vitro molti biologi ricorrono ad una sezione parziale (“hatching“) della zona pellucida con mezzi meccanici o chimici nel tentativo di favorire l’impianto.

Zondex (sindrome di): sindrome simile alla s. di Sheehan.

Zuclomifene: sostanza chimica che insieme all’enclomifene costituisce il clomifene in percentuale rispettivamente del 40% e del 60%. Il zuclomifene esplica effetti estrogenici mentre l’enclomifene possiede effetti anti-estrogenici.

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Queste pagine fanno parte del sito fertilitycenter.it in internet da marzo 2011. I testi, le tabelle, i disegni e le immagini pubblicati in queste pagine sono coperte da copyright ma a disposizione di tutti per copia e riproduzione purchè venga citata la fonte con Link al sito www.fertilitycenter.it.

Ringrazio i lettori per la loro cortese attenzione e li prego di voler comunicare le loro osservazioni e consigli su eventuali errori o esposizioni incomplete.

Grazie. Enzo Volpicelli.

References:

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