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Osteoporosi – terapia medica

Da dottvolpicelli

Lo scopo irrinunciabile di qualsiasi intervento terapeutico per l’osteoporosi è rappresentato dalla riduzione del rischio di fratture. Solo gli estrogeni e la calcitonina hanno dimostrato una reale efficacia nella riduzione del numero delle fratture. Purtroppo entrambe le terapie sono stati quasi del tutto abbandonate.

ESTROGENI –  La terapia con EE può ridurre il rischio fratture di femore e vertebre del 70% (15). Il ricorso alla HRT è quindi giustificata per prevenzione delle fratture in donne che non presentano rischi di tipo oncologico (endometrio e mammella soprattutto), cardiovascolare o cerebrale (ictus o TIA, transient ischemic attack) (13).  Meccanismo d’azione degli EE: 

  • favoriscono l’azione del PTH sulla sintesi della proteina OPG nel reticolo endoplasmatico degli osteoblasti con depressione dell’osteoclastogenesi.
  • stimolano la secrezione e l’azione della calcitonina nella depressione degli osteoclasti
  • aumentano l’assorbimento intestinale di calcio tramite l’aumento dei recettori per il calcitriolo
  • stimolano la sintesi epatica di Thyroxine-binding globulin (TBG), inducendo in tal modo un aumento complessivo della concentrazione plasmatica degli ormoni tiroidei ed in particolare della calcitonina.
  • inibiscono la secrezione delle interleuchine IL-I, IL-6 e IL-11 e del TNF-β favorenti l’osteoclastogenesi.

CALCITONINA –  stimola il deposito di calcio nelle ossa (azione antagonista al paratormone), riduce il livello di calcemia,  inibisce l’attività degli osteoclasti già differenziati; antagonizza la fusione e la differenziazione dei precursori osteoclastici; riduce i livelli sierici di interleukina I, IL-11 e IL-6 che inducono il riassorbimento osseo.  

Trattamento conservativo – Quando la frattura non è diagnosticata correttamente o tempestivamente l’approccio più comunemente attuato è quello conservativo con analgesici, busto, fisioterapia e riposo a letto.

INIBITORI DEL RIASSORBIMENTO OSSEO – 

  1. Il raloxifene (Evista®, Optruma® cpr 60 mg) della famiglia SERM, è considerato farmaco I scelta in donne ad alto rischio di frattura vertebrale per i suoi potenziali vantaggi sul rischio di neoplasia mammaria. Non è indicato nelle donne a rischio di frattura di femore (riduzione non provata per tale frattura) o di tromboembolismo venoso (in generale non è indicato quindi in donne anziane).
  2. Bifosfonati come alendronato (Fosamax® cpr 10 mg, 70 mg), e risedronato (Actonel® cpr 5, 30, 35 e 75 mg), particolarmente indicati in donne già con ridotta massa ossea.
  3. Denosumab (Prolia 60 mg 1 ml, siringa pre-riempita 1 ml; una fiala s.c.  sul braccio o addome ogni 6 mesi) – indicato per la terapia dell’osteoporosi in donne in post-menopausa. Denosumab è un anticorpo monoclonale umano (IgG2) diretto contro il RANKL, al quale si lega con elevata affinità e specificità, prevenendo l’attivazione del suo recettore RANK, presente sulla superficie degli osteoclasti e dei loro precursori. Il blocco dell’interazione tra RANKL e RANK inibisce la formazione, la funzionalità e la sopravvivenza degli osteoclasti, riducendo in tal modo il riassorbimento osseo, sia a livello corticale che trabecolare. 

STIMOLATORI DELL’OSTEOGENESI

  1. Vitamina D (Rock D3® cpr efferv contenenti vit D e Ca): La funzione del calcitriolo (vit D3) è quella di:

    1. favorire l’assorbimento intestinale del calcio e dei fosfati legandosi ai recettori specifici della vitamina D (VDR) a livello della mucosa intestinale e stimolando la sintesi di una proteina legante il calcio, la calbindina. 
    2. creare una via di rapido assorbimento del calcio (“transcaltachia”) tramite il legame del calcitriolo con una proteina della membrana cellulare distinta dai suoi recettori specifici VDR. 
    3. favorire il riassorbimento tubulare del calcio 
    4. favorire, nel citoplasma degli osteoblasti, la sintesi di proteine (quali l’osteocalcina -la principale proteina della matrice ossea- e l’osteopontina) e la fosfatasi alcalina che idrolizza i monoesteri fosforici.  

  2. Paratormone, PTH (Natpar fiale s.c.): ormone polipeptidico ipercalcemizzante e osteoclastico, farmaco capace di stimolare la neoformazione ossea, riduce drasticamente il rischio di fratture vertebrali e non vertebrali ma va riservato ai pazienti a più elevato rischio, In presenza di una riduzione del 5% della calcemia o non responsivi agli inibitori del riassorbimento osseo Il PTH agisce direttamente sugli osteoblasti  e indirettamente sugli osteoclasti (cellule deputate alla disgregazione della matrice ossea e al riassorbimento osseo). Inoltre il PTH stimola l’assorbimento intestinale e il riassorbimento tubulare di calcio e l’eliminazione renale di fosfato.

MISURE TERAPEUTICHE COMPLEMENTARI

  1. Abolizione del fumo: il fumo anticipa la menopausa anche di 2 anni perché riduce la steroidogenesi ovarica e quindi la concentrazione sierica di estrogeni.
  2. Dieta iposodica, ipocalorica, ricca di verdure. aumentare l’assunzione di rucola (300 mg di calcio in 100 gr di alimento), verza (150 mg di calcio in 100 gr di verza), cavolo riccio (140/100), cavolo cappuccio e cime di rapa  (100/100), broccoli (50/100), cipolle (20 mg/100 gr), fagioli e ceci (140/100), spremuta d’arancia (40/100), carciofi, crescione,  lenticchie. Le verdure, oltre all’apporto di fibre e minerali,  sono ricche di calcio e sostanze a pH basico.  Aumentare, con moderazione,  l’assunzione di tofu (derivato dal latte di soya, contiene 350 mg di calcio in 100 gr di tale formaggio), latte scremato, yogurt magro e formaggi ligt. L’uso eccessivo di formaggi e latticini produce un ambiente acido a livello del circolo renale con necessità da parte del rene di attingere alle riserve di calcio per equilibrare tale acidità: un paradosso in negativo della dieta latteo-casearia.
  3. Erbe e aromi: li usiamo tutti i giorni per rendere più saporita la nostra cucina, senza sospettare che contengono enormi quantità di calcio: la santoreggia ne contiene 2132 mg, la maggiorana 1990 mg, il timo 1890 mg, la salvia 1652 mg, l’origano 1576 mg, la menta 1488 mg, il rosmarino 1280 mg, i semi di finocchio 1196 mg, l’alloro 834 mg, solo per citare i più ricchi e comunemente utilizzati! Un motivo in più per utilizzarli ad ogni pasto, considerando che rendono anche più digeribili e gustosi legumi e cereali, oltre ad avere numerose proprietà salutari.
  4. Riduzione di caffè, cioccolato, cibi piccanti ed alcool

 

Fisiokinesiterapia specifica e maggiore attività fisica (molto raccomandate le lunghe passeggiate), massaggi, yoga e meditazione. L’attività fisica rinforza il metabolismo attivo delle ossa mentre tutte le altre pratiche menzionate fanno liberare endorfine che determinano un senso di benessere.

Life style – Tra i fattori legati allo stile di vita il più importante nel determinare la densità ossea è l’esercizio fisico. Innanzitutto, una regolare attività fisica che comporti sia lavoro dell’osso contro la forza di gravità, sia contrazione muscolare è fondamentale per la salute dell’osso, come è stato dimostrato dall’osteopenia degli astronauti dopo una prolungata assenza di peso. L’attività fisica regolare ha numerosi effetti positivi per individui di tutte le età, ma l’impatto più significativo si ha se cominciata prima della pubertà. Uno studio ha addirittura dimostrato un effetto più marcato dell’esercizio fisico rispetto all’assunzione di calcio sullo sviluppo della massa ossea in pubertà, ma diversi studi concordano nel sostenere un loro effetto additivo. Anche se l’esercizio fisico non fa direttamente aumentare la massa ossea negli adulti, vari studi dimostrano che le persone che lo praticano regolarmente (passeggiate, corse, ballo, giardinaggio) hanno un rischio dimezzato di frattura di femore rispetto a persone poco attive.

References:

  1. Chung HY, Chin SO, Kang MI, Koh JM, Moon SH, Yoon BK, Yoon HK, Chung YS, Park: Efficacy of risedronate with cholecalciferol on 25-hydroxyvitamin D level and bone turnover in Korean patients with osteoporosis.  HM.Clin Endocrinol (Oxf). 2011 Jun;74(6):699-704. doi: 10.1111/j.1365-2265.2011.04041.x.

 

 

 

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