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Gravidanza

Stipsi in gravidanza

La stipsi è un distuEarly pregnancy symptom: cramp, backache and bloatingrbo caratterizzato da emissione di feci di consistenza dura e con una frequenza inferiore a 2-3 volte la settimana. La consistenza delle feci dipende dal contenuto di acqua:   dure se il contenuto di acqua è <60%, cremose 60-70% di acqua, liquide se >70% di acqua.

E’  il più comune sintomo intestinale che colpisce  la popolazione dei paesi occidentali (10-25%), è tre volte più frequente nelle donne ed aumenta con l’età (35% negli over 65).  La frequenza è sottostimata perché la maggior parte delle persone che soffrono di stipsi assume lassativi senza ricorrere al medico. Si riscontra molto frequentemente in gravidanza con notevole fastidio (1-3).

 Fisiologia dell’evacuazione: al momento opportuno la contrazione del muscolo pubo-rettale produce un aumento dell’angolo ano-rettale che da 90° passa a 140° “rettilineizzando” la via di eiezione delle feci. L’evacuazione avviene per il rilasciamento dello sfintere anale esterno, dei mm. elevatori dell’ano, del mm. pubo-rettali  e per la pressione dei muscoli del torchio addominale (diaframma in particolare) che volontariamente si contraggono.

 Classificazione della stipsi: 

 1.    Stipsi da ostruzione meccanica (di pertinenza specialistica): lesioni ostruttive neoplastiche e lesioni ostruttive non neoplastiche (diverticoli, colite ischemica cronica, ernia inguinale sx con sigma incarcerato, esiti cicatriziali chirurgici)

2.    Stipsi funzionale:  non c’è alcun ostacolo meccanico, solo disfunzione del sistema nervoso autonomo ed  enterico (SNE). Appartiene a questa categoria la stipsi che insorge frequentemente (20%) in gravidanza.  Per la diagnosi di stipsi funzionale occorre rilevare  la presenza di almeno 2 dei seguenti disturbi per  almeno 3 mesi:

 -      sforzo eccessivo alla evacuazione

-      feci dure o caprine

-      sensazione di evacuazione incompleta

-      sensazione di ostruzione o blocco ano-rettale

 Etiologia della stipsi funzionale in gravidanza: nel 1° trimestre  l’etiologia della stipsi è da ricercare in alterazioni ormonali (iperconcentrazione sierica  di progesterone e ipoconcentrazione estrogenica) e nei disturbi  psicologici  tipici della gravidanza iniziale. Questi fattori provocano ipotonia intestinale e attenuazione del “riflesso gastro-colico”  e  sono interessati anche nella fisiopatologia della nausea, vomito e diarrea. Nel II-III° trimestre prevalgono i fattori meccanico-compressivi da parte dell’utero gravido sul colon-retto (4,5).

Altre cause di stipsi funzionale:

  • Endocrine: ipotiroidismo, iperparatiroidismo, feocromocitoma
  • Neurologiche: neuropatia diabetica, lesioni del midollo, Parkinson, sclerosi multipla
  • Iatrogene: antispastici, oppiacei, FANS, antidepressivi, diuretici (ipopotassiemia), supplemento di ferro, calcio, calcio antagonisti (Adalat, Isoptin, Norvasc), antistaminici
  • Disinergia pelvica: contrazione paradossa del m. sfintere esterno e/o del m. pubo-rettale (“fionda pubo-rettale”) durante l’evacuazione
  • M. di Hirschsprung (deficit mioenterico del retto-sigma)

 

Complicanze: la stipsi cronica può essere la causa di numerosi disturbi: ragadi anali, emorroidi e diverticoli.

 Esame obiettivo: nella gravida con stipsi occorre valutare la presenza di:

    •  emorroidi
    • ragadi
    • prolasso rettale
    • fistole
    • proctite
    • fecaloma
    • colpocele
    • tono sfintere anale esterno (ipertonia di base, ridotta sensibilità rettale alla distensione)
    • contrazione paradossa dello sfintere anale esterno durante ponzamento
    • disinergia pelvica
    • sindrome del perineo discendente (abbassamento della muscolatura del pavimento pelvico con il ponzamento)
    • neoplasie ano-rettali 

 TERAPIA:

 Prevenzione e rimedi non farmacologici: costituiscono la terapia “gold standard” per le gravide e le mamme in allattamento.

  1. applicazione di borsa di acqua calda
  2. aumentare l’attività fisica quotidiana; dopo i pasti sarebbe opportuno non sostare davanti al televisore ma fare una passeggiata per favorire la digestione e la peristalsi intestinale.
  3. aumentare l’apporto di fibre che sono presenti in maniera particolare in  alcuni cibi:
  •  Pane e pasta integrali, pane di segale
  • Verdura cotta e cruda (carciofi, spinaci).
  • Legumi (piselli, fagioli).
  • Finocchio
  • Cavolfiore lesso e condito con olio di oliva crudo
  • Frutta in abbondanza ed in particolare prugne e kiwi, fichi secchi, mandorle, nocciole, arachidi, albicocche secche
  • succo di prugne, succo di kiwi
  • Si può integrare la quantità di fibra introdotta con l’alimentazione aggiungendo 2-3 cucchiai (25 gr) di crusca in polvere al latte, minestra, yogurt.
  • H2O  non gasata: >2 litri/die
  • Condire con olio di oliva crudo
  • attività fisica quotidiana,
  • evacuare ad orari prestabiliti, possibilmente dopo il pasto principale per sfruttare l’effetto del riflesso “gastro-colico”; assumere, dove è possibile, una posizione accovacciata.
  • Evitare di ignorare ripetutamente lo stimolo ad evacuare
  • evitare l’abuso di lassativi
  • limitare l’assunzione di caffè, tè e alcolici.

 LASSATIVI: in gravidanza l’olio di ricino è assolutamente da evitare senza alcuna eccezione; gli altri lassativi,  sono  da assumere con cautela, in caso di necessità e solo per il tempo indispensabile; molti lassativi contengono farmaci ad attività utero-tonica, capaci di indurre minaccia di aborto, distacco di placenta e morte fetale, e perciò  non rientranti nella categoria “A” della classificazione FDA  per i farmaci in gravidanza e allattamento (5-6).

1.    Malvaè impiegata per le sue proprietà idratanti, antinfiammatorie e per la dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di trattenere l’acqua. Il trattamento della stipsi con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato oltre che in gravidanza, per bambini e per gli anziani.

Decotto di malva:

1 cucchiaio raso foglie e fiori di malva, 1 tazza d’acqua. Versare le foglie e i fiori nell’acqua fredda. Accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno per stipsi, colon irritabile e tosse.

 2. Lattulosio:Il lattulosio è un disaccaride sintetico scarsamente assorbibile perché non esiste nell’intestino tenue un enzima capace di idrolizzarlo e quindi raggiunge immodificato il colon dove viene scisso in acido lattico ad opera della flora intestinale saccarolitica. L’acido lattico favorisce la peristalsi intestinale, l’assorbimento intestinale dell’ammoniaca (NH3) che viene trasformata in (NH4+) ione ammonio non assorbibile. Inoltre l’ac. lattico favorisce la crescita dei Lactobacilli e dei Bifidobatteri a scapito dei batteri “coliformi” putrefattivi quali il clostridium e l’Escherichi Coli. Gli effetti biochimici esplicati dal lattulosio concorrono a formare  feci soffici e voluminose,  aumentare la peristalsi intestinale e favorire l’evacuazione. In gravidanza e allattamento si può assumere alle dosi indicate e solo in caso di necessità non essendoci studi di certezza sulla sua assoluta innocuità (7,8). Il farmaco deve essere diluito in almeno 2 bicchieri di acqua, assumere lontano dai pasti (>60’) e mai prima di addormentarsi.

Prodotti commerciali:

  • Laevolac scir, granulare (lattulosio)
  • Manlass bustine (fibre + lattulosio + Inulina + Glucomannano);
  • Stellax sciroppo (lattulosio + prugne + mannite + altea + finocchio);
  • Lactomannan bustine (glucomannano + lattulosio);
  • Stipoff sciroppo (Vit B5, Vit B6, PP, Lattulosio, Inulina, Succo concentrato di prugna, Tamarindo, Malva, Finocchio)

 3.    Macrogol (Molaxolo, Agpeg): miscela di polimeri non assorbibili ad azione osmotica, della famiglia dei polietilenglicoli, derivato inerte dell’ossido di etilene. Lassativo di volume e quindi attivo non subito ma dopo alcuni giorni, indicato in pazienti che assumono scarse quantità di fibre. Osmoticamente attivo è in grado di trattenere l’acqua nel lume intestinale. Rispetto al lattulosio ha un costo maggiore ma anche una maggiore efficacia lassativa, non fermenta (no meteorismo). La somministrazione prolungata di piccole quantità quotidiane mantiene nel tempo la sua efficacia (a differenza degli altri lassativi in cui bisogna aumentare la dose). Non è assorbita che in piccolissime quantità che poi viene escreta immodificata nelle urine, e quindi, con cautela, può essere somministrata in gravidanza (7).

3.    Olio di ricino: lassativo di contatto, assolutamente controindicato in gravidanza perché può indurre l’insorgenza di contrazioni uterine, parto prematuro, aborto, morte fetale intrauterina.

4.    Olio di semi di lino: Laxacol sciroppo o compresse (olio di semi di lino + fibre prebiotiche di Bambolo + malva + radici di altea); lassativo prevalentemente di contatto e quindi agisce prevalentemente stimolando i plessi mioenterici e quindi la peristalsi intestinale. Effetti irritativi sulla mucosa intestinale.

5.    Senna: Miracolon Med caps, Pursennid cpr, X Prep soluzione, Fibrolax complex  bustine effervescenti (Hispagula husk + senna); lassativo di contatto, agisce stimolando la peristalsi intestinale e  i muscoli perineali; ha come effetto negativo la comparsa di crampi addominali ed è perciò controindicato in gravidanza. Come tutti i lassativi, deve essere usato il meno frequentemente possibile  e per non più di 7 giorni. Una dieta ricca di liquidi favorisce l’effetto del medicinale. Si consiglia di assumere X-Prep® la sera, perché l’effetto lassativo si manifesta dopo 8-10 ore dall’assunzione.

6.    Glicerina (Verolax, Glicerina San Pellegrino supp. e clisma): possiede un’azione igroscopica e stimolante la muscolatura perineale.

7.    Anticolinesterasici (o para-simpaticomimetici): questi farmaci contro la stitichezza sono chiamati così perché aumentano l’attività del sistema parasimpatico nell’apparato digerente, favorendo di conseguenza la peristalsi. Non rappresentano i farmaci di prima linea per trattare la stitichezza, dato che comportano numerosi effetti collaterali di tipo gastro-intestinale (Neostigmina fl im/ev in soluzione lenta o compresse).

8.    Lassativi salini: indicati per uso occasionale nel trattamento della stitichezza o prima di un intervento chirurgico intestinale. Stimolano la peristalsi intestinale e la muscolatura perineale.

  • Idrossido di mg + idrossido di Al:  Maalox sospensione orale, scir
  • Solfato di mg: Magnesia San Pellegrino
  • Sodio citrato: Biochetasi supposte (citrato di Na + citrato di K + vit B1, B2 e B6)
  • Sodio bicarbonato e ac. citrico: Citrosodina granulare efferev

 9.   Clisteri: Agiscono in pochi minuti Possono beneficiarne i pazienti refrattari ai lassativi con grave stipsi. I clisteri a base di acqua sono più sicuri (quelli a base di fosfato aumentano l’azione lassativa ma possono provocare iperfofatemia ed ipocalcemia se ritenuti). Possono provocare irritazioni anorettali. Non dovrebbero essere usati quotidianamente.

 -      Macrolax prontoclisma, Sorboclis:  associazione di sorbitolo al 70% non cristallizzabile 30 g e dioctilsodio-sulfosuccinato 0,2 g.

-      Agpeg con applicatori rettali,

-      Verolax clistere: Nella composizione del microclisma è presente, oltre alla glicerina che ha, anche l’amido di frumento che ha un’ azione emolliente e protettiva sulle mucose e l’estratto di malva e camomilla contribuisce a migliorare la tollerabilità locale.

-      Clean 4 bustine da diluire in 4 litri di acqua da utilizzare in preparazione di colonscopia ed in casi estremi di stipsi

-      Olio di arachidi o di oliva o di mandorle in emulsione: lubrifica ed ammorbidisce il contenuto intestinale

 10. Integratori contenenti fibre: lassativi di volume che assorbono acqua  nell’intestino  aumentando la massa (“bulking”) e il contenuto di acqua delle feci facilitando l’evacuazione.

   a)  Kiwi  Norm Plus compresse masticabili: 1-2 cpr prima del pasto serale. Contiene estratto di kiwi. ananas, Psyllium e fibre di acacia; classe A FDA (assolutamente innocua in gravidanza e allattamento).

Cotifibra liquida bustine 60 ml (7 gr di fibre vegetali + maltodestrina + fruttoglicosaccaridi + estratto concentrato di kiwi): una bustina  al mattino da bere anche diluita in acqua, latte, yoghurt

  b) Dicoplus crakers (glucomannano): 4-5 cakers al dì, lontano dai pasti

 c) Ecomannan cps (glucomannano): 2 bustine disciolte in acqua al mattino

 d) Duofibra bustine  (psyllium + acacia): 2 bustine disciolte in molta acqua tre volte al dì dopo i pasti per 2-3 giorni. Lassativo di volume, agisce dopo 2-3 giorni.

e) Ispaghula:  mucillagine lassativa igroscopica; diluire in almeno 2 bicchieri di acqua, lontano dai pasti >60 minuti e mai prima di addormentarsi

 

Tab. 1 – Lassativi

gravidanza e allattamento Classe FDA

prugneSunsweet succoA1Maltodestrina, fruttoglicosaccaridi, fibre vegetali, succo di kiwiCotifibra  liquida bustine. da bere al mattino anche diluitoA1gomma guarCotifibra  liquida bustine. da bere al mattino anche diluitoA1 prodotti di erboristeria Vaccinium Vitis Idaea 1 DH: 60 gocce in un po’ d’acqua 2 volte al dì  A1 malva  A1 Finocchio, cassia, rabarbaro, melissa, liquirizia e anice Avonorm cps A1 

Senna 

 X-prep flac 50 ml B3 

Fitolinea cps (fucus   + senna + lattulosio + amido + silice)
Pursennid   complex cpr (Estratto di senna +    polycarbophilo)
Agiolax granulare   (Senna + Plantago)

      B2 

LATTULOSIO

 

Epalfen   bustine e sciroppo

Laevolac   sciroppo e bustine

Duphalac   sciroppo

Dimalosio bustine   (Lattulosio + glucomannano)
Portolac  cpr mastic., bustine, granulare (Lattitolo)

      B1 Ispaghula  Fibrolax  20 bustine  granulare effervescente A1 Fibrolax complex  14 bustine effervescenti al gusto di arancia e mandarino (senza zucchero) (Ispaghula Husk + estratto di senna) B3(senna)Mucivital aromatizzato bustine 

B3

(aspartame)

Olio di semi di lino + galattani + fruttoglicosaccaridi + fibre di bambooLaxacol sciroppoA1  Macrogol Molaxole, Agpeg bustine A1 

Isocolan bust  (macrogol + ione solfato)

B3  Olio di ricino  X

 

SUPPORTO PSICOLOGICO: necessario nei pazienti con disordini del comportamento alimentare e utile nei pazienti che:

- negano le evacuazioni

- riferiscono sintomi sproporzionati rispetto all’obiettività e ai riscontri dei test funzionali

- lamentano dolore e gonfiore addominali o disturbi della defecazione continui e che non migliorano con la terapia

 

TERAPIA CHIRURGICA: limitata a casi selezionati e accuratamente valutati dallo specialista chirurgo.

 

References list:

  1. Constipation. National Digestive Diseases Information Clearinghouse. http://digestive.niddk.nih.gov/ddiseases/pubs/constipation. Accessed April 22, 2011.
  2. Problems of the digestive system. The American Congress of Obstetricians and Gynecologists. http://www.acog.org/publications/patient_education/bp120.cfm. Accessed April 22, 2011.
  3. You and your baby: Prenatal care, labor and delivery and postpartum care. The American Congress of Obstetricians and Gynecologists. http://www.acog.org/publications/patient_education/ab005.cfm. Accessed April 22, 2011.
  4. Bianco A. Maternal gastrointestinal tract adaptation to pregnancy. http://www.uptodate.com/home/index.html. Accessed April 22, 2011.
  5. Iron. Natural Medicines Comprehensive Database. http://naturaldatabase.com. Accessed April 22, 2011.
  6. Harms RW (expert opinion). Mayo Clinic, Rochester, Minn. April 22, 2011.
  7. Roy PK et al.: ”Gastrointestinal Disease and Pregnancy”. Medscape, Mar 2011
  8. Jewell DJ, Young G; Interventions for treating constipation in pregnancy. Cochrane Database Syst Rev. 2001;(2):CD001142.
  9. Christie      et all:  “Economic impact of low dose PEG 3350 plus electrolytes compared      with lactulose in the management of idiopathic constipation in the UH”.      Pharmacoeconomics 2002; 20:49-60

 

Farmaci in Gravidanza

 FARMACI IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Il ricorso a farmaci in gravidanza e allattamento è sempre più frequente raggiungendo una percentuale del 90% circa nelle donne gravide. Purtroppo a una così ampia diffusione dell’uso di farmaci in gravidanza non corrisponde un’adeguata informazione sugli effetti tossici dei farmaci sul feto e sulla stessa gravida principalmente perché la categoria delle donne gravide è esclusa dagli studi sperimentali pre-marketing. Le conoscenze vengono così accumulate “a posteriori”, nel corso del tempo, grazie agli studi retrospettivi epidemiologici e alle segnalazioni di singoli casi. A nostro conforto il dato statistico sull’incidenza delle malformazioni fetali da farmaci che non supera il 2% del totale delle malformazioni fetali che a loro volta presentano una frequenza del 2-3% delle gravidanze totali.

 

INDICE

argomento

tabella

pagina

Introduzione

- – - -

3

Periodi di massima suscettibilità ai farmaci teratogeni

1

3

Antiacidi

2

4

Antimeteorici

3

4

Antiemetici

4

5

Lassativi

5

6

Antidiarroici

5 bis

7

Epatobiliari

6

8

Antibiotici

7

9

Antisettici urinari

8

10

Antimicotici

9

11

Antivirali

10

12

Vaccini

10 bis

13

Antiparassitari

11

14

Anti TBC

12

15

Antistaminici

13

16

Antinfiammatori

14

17

Miorilassanti

15

18

Antimiastenici

15 bis

19

Antigotta, antiiperuremici

16

20

Farmaci del metabolismo osseo

16 bis

21

Antineoplastici

17

22

Farmaci della coagulazione

18

23

Emopoietici

19

24

Ormoni della riproduzione

20

25

Farmaci tiroidei

20 bis

26

Altri ormoni

20 ter

27

Antipertensivi

21

28

Diuretici

22

29

Antidiuretici

22 bis

30

Antidiabetici

23

31

Vitamine

24

32

Integratori Alimentari

24

24

Farmaci per la gravidanza

25

33

Parto

26

34

Ipolipemizzanti

27

35

FARMACI DEL SISTEMA NERVOSO
CENTRALE

Psicolettici

28

36

Antemicranici

29

37

Narcotici

30

38

Anestetici locali

30 bis

39

Antiparkinson

31

40

Anti-Alzheimer

31 bis

41

Antiepilettici

32

42

Stimolanti SNC

33

43

Farmaci cardiaci

34

44

Farmaci vascolari

35

45

Antiasmatici

36

46

Antitosse e decongestionanti nasale

37

47

Antiallergici

37 bis

48

Farmaci vari

38

49

Farmaci per uso vaginale e cutaneo

39

50

Mezzi di contrasto

40

51

Bibliografia

- – - – -

52

Gravidanza, Novità

mononucleosi

Mononucleosi infettiva: malattia infettiva molto diffusa (90% dell’intera popolazione mondiale) causata da un virus della famiglia degli herpes virus denominato Epstein-Barr  Virus (EBV) dal nome del ricercatore che per primo lo isolò nel 1964.  Colpisce soprattutto la prima infanzia e gli adolescenti. Si trasmette principalmente attraverso le goccioline di Flügge della saliva e attraverso i baci e perciò è detta “malattia dei baci”. Sembra coinvolta nella patogenesi del linfoma di Burkitt, molto frequente nell’area africana. In gravidanza l’infezione fetale è rara e si trasmette attraverso la placenta o le vie del parto. Il pericolo maggiore di embriopatia è nel 1° trimestre.

Epidemiologia: Il virus è presente nella saliva (e forse anche nelle feci) di pazienti affetti, ma anche di soggetti con infezione inapparente o che hanno presentato la malattia mesi o anni prima. La trasmissione avviene per propagazione di materiale salivare dal cavo orale dell’individuo infettante a quello del contagiato (baci, “malattia del bacio”), impiego promiscuo di oggetti che vengono a contatto con la mucosa orale, quali stoviglie, bicchieri, spazzzolini da denti. La trasmissione indiretta mediante goccioline di Flügge non è impossibile, ma non è facile (e perciò la malattia appare moderatamente contagiosa). Possibile la trasmissione traminte trasfusione di sangue alle persone prive di anticorpi specifici.
Frequenza: Negli studenti di condizione socio-economica elevata la frequenza di M.I. è del 15%; nella popolazione totale adulta si riscontra il 90% di soggetti positivi al test per la mononucleosi.
Sintomatologia: spesso la M.I. è asintomatica o non presenta una sintomatologia specifica per cui passa inosservata o non esattamente diagnosticata. La sintomatologia caratteristica prevede un esordio brusco con  febbre elevata, cefalea, tosse secca, faringodinia con caratteristica  faringite eritemo-membranoso (foto 2)  o tonsillite aspecifica (foto 3) che persiste a lungo (7-10 giorni o più). In 1/3 dei casi compaiono petecchie a livello del confine tra palato duro e molle, astenia marcata, febbre persistente e perdita di peso (fino a 7 chili). La linfoadenopatia diffusa è sempre presente, la splenomegalia nel 50% dei casi, nel 10% dei casi è presente  epatomegalia mentre raro è l’ittero (5%). Più spesso compare un rash maculopapuloso diffuso (10-15%). A volte compare edema sovraorbitario bilaterale, mentre piuttosto rare sono le sindromi neurologiche (meningite sierosa, encefalite, atassia cerebellare acuta, sindrome di Guillain-Barré, neurite ottica), così come polmonite, pericardite, miocardite e orchite. Talvolta si riscontra microematuria suggestiva di interessamento renale. L’interessamento epatico fa parte della malattia e non è una complicanza.
Decorso della M.I.: Il decorso è in genere benigno e più rapido nei bambini; tenere comunque presente la possibilità di complicanze potenzialmente gravi, come la rottura di milza, la porpora trombocitopenica, l’anemia emolitica autoimmune, le sequele a carico del sistema nervoso centrale. A volte residua una astenia marcata anche per alcuni mesi, tanto che alcuni correlano la cosiddetta sindrome da affaticamento cronico (CFS, acronimo di Chronic Fatigue Syndrome) ad una infezione cronica con EBV (Sindrome da fatica post-virale, PVFS dall’inglese post-viral fatigue syndrome).
Evoluzione: le pazienti colpite da M.I. sviluppano anticorpi  specifici IgM e IgG anti-EBV. Vi è inoltre produzione alterata ed aumentata di anticorpi IgM e IgG, che normalmente il soggetto non secerne o secerne in piccola quantità; compaiono così Ab antinucleo, fattori reumatoidi, falsa positività per le reazioni della sifilide, Ab anti-globuli rossi e/o antipastrine con il possibile sviluppo di una anemia emolitica o di una piastrinopenia autoimmune. Tale fenomeno è probabilmente alla base della comparsa degli anticorpi eterofili e delle manifestazioni cutanee che molto spesso (oltre il 50%) insorgono dopo trattamento dei pz. con ampicillina, amoxicillina o simili. D’altra parte l’attivazione dei T-linfociti soppresori-citotossici determina una depressione dell’immunità cellulo-mediata caratteristica della fase acuta della malattia. La presenza di Ac verso gli antigeni nucleari del virus è indice di sviluppo di una infezione latente (7,8).   Il virus può avere una prolungata permanenza e replicazione anche a livello delle ghiandole della cervice uterina.  E’  stato  ipotizzato che l’infezione da comuni virus, soprattutto il  virus  di  Epstein-Barr  (EBV),  possa avere un ruolo nella patogenesi  della  sclerosi  multipla.   I  risultati  di  uno  studio di Alotaiibi   indicano  l’esistenza  di un’associazione tra  infezione  da  EBV  e la sclerosi  multipla in  età pediatrica.
Complicanze: la complicazione più grave è l’ingrossamento e rottura della milza che si accompagna a shock e forti dolori addominali. Mortalità: escludendo la rottura della milza, facilmente prevenibile, i rischi di mortalità sono legati essenzialmente a pregressi stati di ummunodepressione (4). I casi di decesso possono essere dovuti a epatite fulminante, miocardite virale (5)  e infezioni batteriche opportunistiche successive (6).
ESAMI DI LABORATORIO: dopo una precoce e fugace granulocitopenia (nelle prima settimana di malattia la conta leucocitaria può essere normale o diminuita) si ha leucocitosi (10-20.000/mmc) per aumento dei mononucleati  alcuni dei quali hanno morfologia atipica (linfociti “attivati” o “virociti”, “cellule di Dawney”).  Questi ultimi si distingono perché sono più grandi, hanno citoplasma più abbondante, basofilo che appare di colore blu nello striscio colorato con May Grunwald e Giemsa, vacuolato, nucleo irregolare, fissurato, reniforme, cromatina densa ed irregolare, rari nucleoli(foto 4 ). Tali elementi scompaiono dallo striscio periferico con la regressione della malattia, tuttavia la linfocitosi può persistere a lungo. Spesso aumentate sono le transaminasi, espressione di interessamento epatico. Fondamentali per la diagnosi sono le reazioni sierologiche: dosaggio degli anticorpi specifici (IgM e IgG) anti-EBV, mentre ha perso di importanza la reazione di PAUL-BUNNEL, che evidenzia la presenza di anticorpi eterofili (agglutinine anti globuli rossi di montone). Individuazione del DNA virale intracellulare.
TERAPIA:
- Riposo a letto
-Farmaci antifebbre (ASA, metilprednisolone).
-Adeguata idratazione: ≥2-3 litri/die di acqua olgominerale
-Dieta equilibrata, ricca di vegetali freschi, insalate, frutta a basso contenuto di zuccheri, noci;
-evitare bevande contenenti finocchio o anice; evitare, o limitare, l’assunzione di senna, aloe o altre sostanze lassative che potrebbero indurre contrazioni uterine. Come bevanda dissetante nei mesi estivi è preferibile ricorrere a succo di limone, succo di carote.
-Antiinfiammatori a scopo sintomatico;
- Supplementazione di vitamina C, B complex, zinco, ferro, magnesio e omega 3. Sono farmaci anti stress ed aumentano il livello di energia. Il Mg inoltre riduce la durata e lo stress del travaglio e l’omega 3 aumenta il Q.I. del bimbo.
Antibiotici per brevi cicli se si sospetta una sovrinfezione batterica (peraltro frequente); evitare penicilline, amoxicillina e ampicillina  per la comparsa di fenomeni esantematici-urticariodi (1-3); è possibile utilizzare brevi cicli di macrolidi quali eritromicina o azitromicina.
IN GRAVIDANZA: la mononucleosi in gravidanza anche se spesso si presenta con sintomatologia accentuata,  in genere non costituisce pericolo per il feto perché, normalmente, la reazione immunitaria materna contro l’EBV è efficace. Se la madre non sviluppa una risposta anticorpale efficace, si ha più facilmente il passaggio transplacentare del virus e si possono verificare IUGR, aborto, morte fetale, parto prematuro.  Il pericolo maggiore di embriopatia è maggiore nel primo trimestre di gravidanza (9). L’embriopatia da mononucleosi (micrognatia, criptorchidismo, cataratta, monocitosi, aree multiple di metafisite delle ossa lunghe, distrofia, ipotonia generalizzata, epatosplenomegalia, petecchie diffuse ed ematomi, anemia, iperbilirubinemia, ipertransaminasemia, linfocitosi e trombocitopenia) è molto rara ma possibile e grave (10,11). Il feto può  essere infettato durante il parto dalla carica di virus annidati nelle ghiandole cervicali.
References:
  1.  Infectious Mononucleosis: Treatment & Medication – eMedicine Infectious Diseases. URL consultato il 2010-09-18.
  2. González-Delgado, P..  Erythema multiforme to amoxicillin with concurrent infection by Epstein-Barr virus.. Allergol Immunopathol (Madr) 34 (2): 76-8. PMID 16606551.
  3. Mardivirin, L..  Amoxicillin-induced flare in patients with DRESS (Drug Reaction with Eosinophilia and Systemic Symptoms): report of seven cases and demonstration of a direct effect of amoxicillin on Human Herpesvirus 6 replication in vitro.. Eur J Dermatol 20 (1): 68-73. DOI:10.1684/ejd.2010.0821. PMID 19822481.
  4. Kimura H (2006).  Pathogenesis of chronic active Epstein-Barr virus infection: is this an infectious disease, lymphoproliferative disorder, or immunodeficiency?. Rev. Med. Virol. 16 (4): 251–61. DOI:10.1002/rmv.505.
  5. Takano H, Nakagawa K, Ishio N, et al. (October 2008).  Active myocarditis in a patient with chronic active Epstein-Barr virus infection. Int. J. Cardiol. 130 (1): e11–3.
  6. Luzuriaga K, Sullivan JL (May 2010).  Infectious mononucleosis. N. Engl. J. Med. 362 (21): 1993–2000. DOI:10.1056/NEJMcp1001116.