Home Urologia Iperplasia prostatica (IPB): Clinica, Fisiopatologia e Terapia medica

Iperplasia prostatica (IPB): Clinica, Fisiopatologia e Terapia medica

Prostatic Hyperplasia (BPH): Clinical Features, Pathophysiology, and Medical Therapy

Da dottvolpicelli
L’iperplasia prostatica benigna (IPB è un ingrossamento non canceroso della prostata, e riguarda la cosiddetta “zona di transizione”, ovvero la porzione centrale della prostata.
Epidemiologia – La IPB aumenta di frequenza con l’avanzare dell’età. Interessa il 50% circa degli uomini over 50 e il 90% degli uomini over 85 anni.
Sintomatologia – L’ingrossamento della prostata comprime l’uretra, esercitando una pressione sulla base della vescica. Questo può causare un blocco urinario, flusso urinario debole, bisogno di urinare spesso, incompleto svuotamento  urinario, gocciolamento a fine minzione, dolore dopo l’eiaculazione o durante la minzione. urina maleodorante. Alcune volte compare disuria ed ematuria. I sintomi dell’IPB tendono a peggiorare lentamente. A volte, però, rimangono invariati o addirittura migliorano nel tempo.

Anche altre patologie possono causare sintomi simili a quelli causati da IPB: 

  • Infezione del tratto urinario.
  • Prostata infiammata.
  • Restringimento dell’uretra, il canale che trasporta l’urina fuori dal corpo.
  • Cicatrici nel collo della vescica dovute a precedenti interventi chirurgici.
  • Calcoli alla vescica o ai reni.
  • Problemi ai nervi che controllano la vescica.
  • Cancro alla prostata o alla vescica.
Eziologia – 
  • Età > 50 anni
  • Infezioni urinarie
  • Litiasi vescicale
  • livelli elevati di DHT

DIAGNOSTICA –

  • Flussometria – Si tratta di un esame molto semplice, mediante il quale uno strumento elettronico misura il flusso urinario. Viene eseguito in ambiente riservato, urinando in un contenitore collegato all’apparato di misurazione. Questo esame rappresenta il primo passo di diagnosi di una ostruzione uretrale causata dall’ingrossamento prostatico.

  • Esame urodinamico – L’esame si esegue inserendo un piccolo catetere in vescica ed una piccola sonda nel retto; la vescica viene riempita lentamente con acqua sterile attraverso il catetere, simulando in tal modo il normale riempimento vescicale da parte dell’urina; quando la vescica è piena il paziente viene invitato ad urinare in un flussimetro. I risultati dell’esame sono visualizzati sullo schermo di un computer e successivamente stampati.
  • PSA totale (Antigene Prostatico Specifico): si tratta di un esame del sangue che rileva i livelli di una proteina prodotta dalla prostata. Se supera certi limiti, può essere spia di tumori, IPB e prostatite.
  • PSA free (o PSA libero). Nel sangue, in genere, la proteina PSA si trova legata ad altre sostanze, ed è libera solo in minime concentrazioni. Se l’esame del PSA totale risulta sospetto, si deve effettuare anche il dosaggio del PSA libero, per rapportarlo al PSA totale. I valori normali prevedono che il PSA libero è lo 0,20% rispetto al PSA totale. Valori più bassi potrebbero essere correlati alla presenza di un cancro, mentre valori più alti potrebbero indicare un’iperplasia prostatica benigna.
  • Esplorazione digitale rettale (DRE): è un esame fisico in cui il medico inserisce un dito guantato nel retto, per controllare le dimensioni della prostata ed escludere che vi siano noduli o infiammazioni.
  • Ecografia prostatica transrettale: permette di rilevare eventuali neoformazioni. Può essere a sua volta seguita da una biopsia della prostata.
  • RM Multiparametrica: L’esame è detto “multiparametrico” perché permette di valutare e confrontare la composizione di un tessuto utilizzando diversi parametri: cellulare, strutturale e vascolare. Tale confronto consente di distinguere un tessuto sano da uno colpito da lesione e di arrivare a una diagnosi più accurata, riducendo le sovra-diagnosi di tumori a basso rischio. è un esame veloce e mininvasivo, che consente uno studio completo e approfondito della ghiandola prostatica e dei tessuti circostanti.
  • Cistoscopia
Terapia:
  1. Attesa vigile per le patologie di basso grado
  2. Alfabloccanti –  Tamsulosina (Omnic® cpr), Alfuzosina (Xatral® cpr, Uroxatral cpr), Silodosina (Silodyx), Doxazosina (Cardura® cpr 4 mg). Rilassano i muscoli della prostata e del collo vescicale, migliorando il flusso urinario.  Possono causare disturbi dell’erezione. La loro azione è molto rapida e i benefici sono apprezzabili già dopo pochi giorni dall’inizio della cura: sono solitamente in grado di migliorare notevolmente i sintomi urinari di tipo ostruttivo (come la velocità del getto e l’attesa minzionale) e in parte anche quelli irritativi (come la pollachiuria, l’urgenza e la nicturia). Al contrario, non agiscono sul volume della ghiandola e non sono pertanto in grado di rallentare la progressione dell’IPB. In conclusione gli alfalitici sono indicati in pazienti con sintomatologia di media gravità..
  3. Inibitori della 5-alfa-reduttasi – (Finasteride (Finastid®, Proscar® cpr 5 mg), Dutasteride (Avodart® cps molli 0.5 mg, Combodart® cps contiene dutasteride e alfa-litici): Riducono le dimensioni della prostata bloccando la conversione del testosterone nel suo metabolita DHT, 5-α-reduttasi dipendente. L’efficacia della terapia si manifesta dopo 2-3 mesi;  terapia ideale per prostate voluminose. In conclusione gli inibitori della 5-α.reduttasi sono indicati in pazienti con sintomatologia lieve.
  4. Antimuscarinici (o anticolinergici) – Si tratta di farmaci storicamente utilizzati nella urge incontinence. La loro azione si esplica attraverso il blocco dell’attività del sistema parasimapatico, responsabile della contrazione del muscolo detrusore vescicale: in questo modo favoriscono il “rilassamento” della vescica. Il loro utilizzo può essere pertanto indicato in quei pazienti con IPB in cui prevalgono i sintomi urinari irritativi. Tra i farmaci antimuscarinici vi sono la tolterodina (Detrusitol), la solifenacina (Vesiker), l’ossibutinina (Kentera), la fesoterodina (Toviaz), la propiverina (Mictonorm) e il trospium (Uraplex).
  5. Mirabegron (Betmiga® cpr  25, 50 mg a rilascio prolungato): attivo per urge incontinence; i risultati sembrano migliori di quelli ottenibili dagli antimuscarinici e e gli effetti collaterali meno significativi.
  6. Fitofarmaci a base di serenoa repens – Si tratta di prodotti contenenti gli estratti di una particolare pianta – la serenoa repens – che sembra avere in alcuni pazienti un’azione benefica sui sintomi urinari. Gli effetti collaterali sono virtualmente assenti ma la reale efficacia non è stata dimostrata dagli studi scientifici. Tipicamente vengono impiegati in soggetti giovani con sintomi di entità lieve. I preparati in commercio  tra i più conosciuti troviamo PermixonSabaProstaplantProstamol
  7.   Altri fito-farmaci –  Semi di Pompelmo (Cucurbita pepo); Erba stella sudafricana (Hypoxis rooperi); Corteccia del susino africano (Pygeum africanum); Polline di segale (Secale cereal); Radici di ortica (Urtica dioica)
  8. Farmaci inibitori della 5-fosfo-diesterasi (PDE5i) – Questi farmaci estremamente famosi (in quanto utilizzati comunemente nella terapia della disfunzione erettile) possiedono anche un’azione simile a quella degli alfa-litici e possono contribuire a ridurre i sintomi urinari nei pazienti affetti da IPB. In particolare il tadalafil (Cialis cpr 2,5, 5, 10, 20 mg) assunto quotidianamente al dosaggio di 5 mg risulta particolarmente indicato per questo tipo di terapia. Il paziente ideale è quello in cui i sintomi dell’IPB coesistono con problemi di disfunzione erettile.
  9. Terapia combinata – Spesso si uniscono alfabloccanti e inibitori per un effetto maggiore. In conclusione la terapia combinata è indicata in pazienti con volume molto aumentato e sintomatologia medio-grave.
Precauzioni:
  • Dieta  – Ricca di frutta (frutti rossi), verdura (pomodori cotti, cavolo), antiossidanti (licopene) e grassi sani (olio d’oliva). le noci (ricche di Omega-3 e antiossidanti), le mandorle (vitamina E, zinco), le nocciole, le noci del Brasile (selenio), pistacchi e  semi di zucca (zinco, fitosteroli).  Ridurre carne rossa, insaccati, cibi grassi, parmigiano, latticini. 
  • Idratazione – Bere molta acqua durante il giorno, ma ridurla la sera per limitare la nicturia. 
  • Esercizio Fisico – Camminare almeno 30 minuti al giorno e fare esercizi per il pavimento pelvico (Kegel) aiuta la circolazione e tonifica i muscoli. 
  • Abitudini – Evitare alcol, caffeina, spezie, cibi irritanti. Non trattenere l’urina e svuotare completamente la vescica. 

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