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Paracetamolo

Mechanism of action of paracetamol/acetaminophen

Da dottvolpicelli

Il paracetamolo (C8H9NO2), noto anche come acetaminofene nei paesi anglo-sassoni, è un farmaco che agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, inibendo la sintesi delle prostaglandine (COX-3 cerebrale essenzialmente), sostanze coinvolte nella percezione del dolore e nella regolazione della temperatura corporea. Non appartiene alla categoria dei FANS  e non ha effetti antinfiammatori rilevanti. Rispetto ai FANS, il paracetamolo non provoca nefrotossicità, gastrolesività né altera la funzione piastrinica, risultando sicuro anche in pazienti con ulcera peptica, insufficienza renale cronica o in terapia anticoagulante.

Fu sintetizzato nel 1877, approvato come farmaco negli anni ’50 e oggi è incluso nella lista dei medicinali essenziali dell’OMS.

La dose massima raccomandata dalla FDA è di 4 grammi al giorno e la singola dose non deve superare il grammo.

L’effetto antipiretico e analgesico inizia generalmente entro 30-60 minuti dall’assunzione orale e dura circa 4-6 ore. Il paracetamolo è probabilmente il farmaco più conosciuto e utilizzato al mondo per trattare dolore e febbre.

Meccanismo d’azione – Sembra essere triplice:

  1. COX-3 – l’inibizione della ciclossigenasi 3 espressa a livello cerebrale  potrebbe dar conto di una parte degli effetti analgesici e antifebbrili centrali mediati dal paracetamolo nell’uomo. Il paracetamolo ha invece una scarsa affinità per le ciclossigenasi 1 e 2 (COX-1 e COX-2) e ha un’attività antinfiammatoria molto debole.
  2. Un secondo meccanismo coinvolge l’AM404 (N arachidonoilamminofenolo), metabolita attivo del paracetamolo,  che a livello del Sistema Nervoso Centrale svolge l’azione di inibitore endogeno della ricaptazione dei cannabinoidi dallo spazio sinaptico, aumentandone così la concentrazione  disponibile a legarsi ai recettori  analgesici  CB1. Più o meno allo stesso modo con cui i comuni antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) prevengono la ricaptazione di quest’ultima.
  3. L’AM404 agisce inoltre come agonista sui recettori TRPV1 (Transient Receptor Potential Vanilloid 1), inibendo la trasmissione del segnale doloroso a livello spinale e sopraspinale mediante l’inibizione canali di sodio specifici per il dolore nei neuroni nocicettivi, riducendo efficacemente il dolore normale e infiammatorio. Quest’ultimo meccanismo spiega perché il paracetamolo ha un effetto analgesico che va al di là della semplice inibizione centrale degli enzimi COX.

La Food and Drug Administration (FDA) ha inserito il paracetamolo in classe B per l’uso dei farmaci in gravidanza.

In casi di avvelenamento si utilizza come antidoto l’acetilcisteina in dosi elevate (140 mg/kg

Metabolismo – il paracetamolo viene metabolizzato principalmente (90%) dal fegato attraverso glucuronazione e solfatazione e  per il 10% attraverso processi ossidativi con formazione di NAPQI (N-acetil-para-benzochinone-imina) un prodotto tossico che a dosaggi normali viene completamente neutralizzato dal  glutatione; l’escrezione è per via renale.

Paracetamolo e dolore 

  • È il farmaco di primo gradino della scala analgesica OMS. Per il dolore cronico da osteoartrosi lieve-moderata le linee guida internazionali (ACR, EULAR) lo considerano la prima opzione farmacologica, particolarmente negli anziani o in chi ha controindicazioni gastroenterologiche o cardiovascolari ai FANS.
  • Per il dolore neuropatico (da diabete, herpes zoster, chemioterapia), il paracetamolo ha efficacia limitata — in questi casi sono preferibili i gabapentinoidi, gli antidepressivi tricilici o gli SNRI. Per il dolore oncologico rappresenta il primo gradino della scala OMS e rimane parte integrante dei regimi multimodali anche quando si sale ai gradini superiori.
  • Nel dolore moderato-severo il paracetamolo non è ovviamente sufficiente da solo, ma è ottimale in combinazione: associato a un FANS o a un oppioide.
  • Analgesia post-operatoria: Perfalgan 1 g in 100 mL per infusione endovena è il primo gradino dell’analgesia post-operatoria. Si raccomanda una somministrazione in continuo nelle prime 48 ore in modo da mantenere livelli plasmatici costanti e ridurre l’uso di oppioidi del 20-30%, con meno nausea post-operatoria e risveglio più rapido.

Prodotti commerciali:

  • Efferalgan cpr effervescenti  con vitamina C
  • Tachipirina bustine orosolubili 500 mg
  • Tachipirina flashtab cpr orosolubili
  • Perfalgan flac 1000 mg/100 ml ev H

References:

  1. Graham GG, Scott KF. Mechanism of action of paracetamol. Am J Ther. 2005 Jan-Feb; 12(1):46-55.
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  3. Schwab JM, Schluesener HJ, Laufer S. COX-3: just another COX or the solitary elusive target of paracetamol? Lancet. 2003 Mar 22; 361(9362):981-82.
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  5. Pamela Macintyre, David Rowbotham e Suellen Walker, Clinical Pain Management Second Edition: Acute Pain, CRC Press, 26 settembre 2008, p. 85
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  8. Freo U, et al. Paracetamol: A Review of Guideline Recommendations. J Clin Med. 2021 Jul 31;10(15):3420.
  9. Scaglione F. Razionale farmacologico per l’uso clinico del paracetamolo. Clinical Practice n. 01 – 2022.

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