Il pericardio è costituito da due lembi sierosi che circondano uno spazio chiuso virtuale, complesso, a forma di sacco. Il pericardio viscerale riveste la superficie epicardica del cuore. Il pericardio parietale è una struttura fibrosa, densa, ma sottile, che riveste le superfici pleuriche lateralmente e, inferiormente, continua con il tendine centrale del diaframma.
Lo spazio pericardico è una struttura semplice, ellissoide, che riproduce la forma dei ventricoli, intorno ai ventricoli destro e sinistro (RV e LV) e all’apice ventricolare. Lo spazio tra i due foglietti è la cavità pericardica, contenente liquido pericardico che riduce l’attrito durante i movimenti cardiaci. Le sue funzioni includono la lubrificazione, il fissaggio del cuore nella posizione corretta, la protezione da infezioni e il contenimento dell’eccessiva dilatazione cardiaca.
Intorno agli sbocchi venosi, sistemico e polmonare e intorno ai grossi vasi, il pericardio parietale e quello viscerale si incontrano a chiudere le “estremità” del sacco: queste zone sono spesso definite riflessioni pericardiche
Il tamponamento cardiaco è un’emergenza potenzialmente letale provocata da accumulo eccessivo di liquidi (essudato, trasudato) nel sacco pericardico. Questo produce riduzione del precarico ventricolare sinistro e conseguente diminuzione della gittata sistolica e shock. Normalmente fra i due foglietti del pericardio vi sono 15-30 ml di liquido sieroso trasudato.
- acuto
- subacuto
- cronico (>3 mesi)

- lieve (<10 mm = 300 cc circa)
- moderato (10-20 mm, >300 cc)
- severo (>20 mm, >700 cc)
- circonferenziale
- saccato
- essudato
- trasudato
- Traumi: al torace, specialmente se penetranti, valvuloplastica, coronarografia percutanea.
- Infezioni, come la tubercolosi pericardica.
- Malattie cardiache e infiammatorie, che possono portare a un’infiammazione del pericardio.
- Cancro: o metastasi al pericardio.
- Emorragie, da trauma esterno o dalla rottura della parete ventricolare dopo un infarto miocardico, aneurisma dissecante dell’arco aortico, complicanze post cardiochirurgiche .
Il liquido pericardico che si accumula lentamente è meglio tollerato nei pazienti rispetto a quelli con accumuli rapidi. Pertanto, le cause traumatiche (emopericardio) richiedono piccoli volumi per causare instabilità emodinamica, a differenza dei versamenti pericardici dovuti a cause mediche come le neoplasie, in cui grandi volumi di liquido possono accumularsi nel sacco pericardico prima che i pazienti diventino sintomatici.
- Insufficienza cardiaca
- edema polmonare
- Sanguinamento
- Shock
- Morte
- Ipotensione arteriosa
- Tachicardia
- Polso paradosso, una diminuzione della pressione arteriosa sistolica e del volume del polso durante l’inspirazione.
- Distensione delle vene del collo.
- Toni cardiaci “attutiti”.
- Dispnea
- Cute
- Pelle pallida, grigia o blu
- Sincope
- Il segno di Kussmaul, un aumento paradossale della pressione ventricolare sinistra (JVP) e della pressione arteriosa durante l’inspirazione, si osserva talvolta nel tamponamento cardiaco.
- Segno di Ewart: è presente nei pazienti con versamenti pericardici di grandi dimensioni. Si tratta di un’area di ottusità con rumori respiratori bronchiali udibili appena sotto la scapola sinistra.
I classici reperti fisici nel tamponamento cardiaco, inclusi nella triade di Beck, sono ipotensione arteriosa, distensione venosa giugulare e toni cardiaci attutiti. 
DIAGNOSI – La diagnosi di tamponamento cardiaco può essere sospettata in base all’anamnesi e ai risultati dell’esame obiettivo. L’ECG può essere utile, soprattutto se mostra bassi voltaggi o alternanza elettrica, che è il classico reperto ECG nel tamponamento cardiaco dovuto all’oscillazione del cuore all’interno del pericardio pieno di liquido. Questo è un reperto ECG raro e il reperto ECG più comune del tamponamento cardiaco è la tachicardia sinusale. Nei casi gravi, si può osservare alternanza elettrica.Una radiografia del torace può mostrare un cuore ingrossato e può suggerire fortemente un versamento pericardico se è disponibile una radiografia del torace precedente con una normale silhouette cardiaca per il confronto. Anche la TC del torace può rilevare un versamento pericardico.
L’ecocardiografia a letto del paziente (bed-side) è la modalità gold standard di imaging per confermare il tamponamento e valutare la gravità del versamento.
L’ecocardiogramma evidenzia:
- il versamento pericardico presenza di liquido che circonda il cuore (area anecogena delimitata dai due foglietti pericardici)
- la quantità della falda liquida: lieve <10 mm (circa 300 cc), moderato 10-20 mm (>300 cc) e grave >20 mm (>700 cc)
- collasso delle camere cardiache destre (soprattutto atrio destro) quando quando la pressione del liquido pericardico supera quella all’interno delle camere cardiache, causando il loro schiacciamento; valore predittivo 50% ma se persiste per oltre 1/3 del ciclo cardiaco la specificità raggiunge il 100%). ll collasso delle camere destre può mancare:
-
- in presenza di ipertrofia ventricolare destra,
- ipertensione polmonare,
- infiltrazione neoplastica del ventricolo destro
- nei pazienti con infarto acuto del ventricolo destro
-
Raro lo schiacciamento di atrio e ventricolo sinistro. si verifica raramente, per lo più in presenza di tamponamento pericardico localizzato, dovuto a versamento pericardico saccato (dopo interventi di cardiochirurgia, o irradiazione del mediastino).
- il cuore oscillante (“swinging heart”): Il cuore si muove e “dondola” all’interno del grande volume di liquido nel sacco pericardico
- la dilatazione della vena cava inferiore non collassabile con gli atti respiratori: un segno di elevata pressione venosa centrale, con la vena cava inferiore che appare più grande del normale e non si collassa sufficientemente durante l’inspirazione.
- variazioni respiratorie nei flussi valvolari: Oscillazioni significative delle velocità dei flussi sanguigni attraverso le valvole mitralica e tricuspidale legate al ciclo respiratorio, segno di interdipendenza ventricolare.
TAC – fornisce informazioni preziose sulla possibile natura del versamento pericardico in base alle misurazioni di attenuazione della raccolta. Altri reperti TC nel tamponamento includono (reperti non specifici) possono includere:
- ingrossamento della vena cava superiore
- diametro simile o maggiore di quello dell’aorta toracica adiacente

- ingrossamento della vena cava inferiore
- diametro maggiore del doppio di quello dell’aorta addominale adiacente
- ingrossamento delle vene epatiche e renali
- edema periportale
- reflusso del mezzo di contrasto
- nella vena cava inferiore
- nel sistema azygos
- compressione del seno coronarico
- angolazione o curvatura del setto interventricolare
- ispessimento pericardico
- collasso del ventricolo destro
- livello di contrasto ematico aortico
Esami ematochimici – Gli esami del sangue che possono aiutare nella diagnosi includono i livelli di creatinchinasi, il profilo renale, il profilo della coagulazione, i test degli anticorpi antinucleari, la VES, il test dell’HIV e il test cutaneo PPD.
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Pericardiocentesi:
- Drenaggio percutaneo sottoxifoideo d’urgenza
- intervento rapido di drenaggio con ago ecoguidato
- Pericardiotomia percutanea con palloncino
- finestra pericardica: intervento chirurgico, in anestesia locale e sedazione, per rimuovere una parte della membrana pericardica (finestra pericardica) che consente di alleviare la pressione pericardica per un periodo più lungo. Il tamponamento pericardico traumatico penetrante richiede un intervento chirurgico tempestivo: finestra pericardica se il paziente presenta segni vitali, o toracotomia in pronto soccorso se il paziente è privo di polso.
Spesso la rimozione delle prime piccole quantità di liquido può apportare un notevole miglioramento all’emodinamica, ma lasciare un catetere all’interno del pericardio può consentire un ulteriore drenaggio. Le complicanze della pericardiocentesi includono danni ai vasi circostanti (inclusa la perforazione di un vaso coronarico o dei vasi mammari interni), la puntura accidentale del ventricolo destro o la lacerazione del fegato. L’emopericardio nell’arresto cardiaco traumatico chiuso è considerato una lesione non sopravvivibile e di solito non è necessaria un’ulteriore rianimazione.
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