La fibrillazione ventricolare (FV) è un’emergenza medica causata da un’attività elettrica caotica e disorganizzata nei ventricoli, i quali non riescono più a contrarsi efficacemente il sangue limitandosi a fremiti incoordinati, irregolari e totalmente inefficaci. Causa sincope immediata e, se non trattata, morte entro pochi minuti. Il trattamento è la rianimazione cardiopolmonare, comprensiva di defibrillazione immediata.
La FV è dovuta alla presenza di molteplici circuiti di micro-rientro all’interno dei ventricoli e si manifesta all’ECG con oscillazioni ultrarapide della linea di base, che sono irregolari per tempi e morfologia.
La fibrillazione ventricolare costituisce il ritmo di presentazione in circa il 70% dei pazienti con arresto cardiaco ed è quindi l’evento terminale di molte malattie. Più recentemente, tale percentuale à diminuita e la fibrillazione ventricolare è segnalata come il ritmo di presentazione in circa il 40% degli arresti cardiaci.
SINTOMATOLOGIA – dolore toracico, palpitazioni, dispnea, sensazione di affaticamento, sicope.
EZIOLOGIA – la maggior parte dei pazienti con fibrillazione ventricolare ha una cardiopatia di base. L’infarto acuto del miocardio (IMA) è la causa più comune della FV, seguita da cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa, cardiomiopatia aritmogena ventricolare destra e sindrome di Brugada.
FATTORI DI RISCHIO – Il rischio di FV è aumentato in presenza di alterazioni elettrolitiche, acidosi, ipossia o ischemia.
La fibrillazione ventricolare è molto meno frequente tra i neonati e i bambini, in cui l’asistolia è la manifestazione sintomatologica più comune dell’arresto cardiaco.
TERAPIA-
- Defibrillazione
- Defibrillatore-cardiovertitore impiantabile
- Terapia medica
DEFIBRILLAZIONE – La percentuale di successo di una defibrillazione immediata (entro 3 min) è di circa il 95%, a condizione che non vi sia una preesistente insufficienza ventricolare sinistra. In questi casi la defibrillazione immediata ha successo solo nel 30% dei casi e la maggior parte dei pazienti rianimati con successo muore di insufficienza di pompa durante il ricovero ospedaliero. La tachicardia ventricolare senza polso richiede defibrillazione iniziando con 120-200 joule bifasici (o 360 joule monofasici).
CARDIOVERSIONE ELETTRICA – Una tachicardia ventricolare sostenuta stabile può essere trattata con una cardioversione elettrica sincronizzata, con shock bifasico a energia ≥ 100 joule utilizzando una sedazione cosciente o un’anestesia generale transitoria.
Defibrillatore-cardiovertitore impiantabile – I pazienti con fibrillazione ventricolare senza causa reversibile o transitoria sono ad alto rischio di futura fibrillazione ventricolare e quindi di morte improvvisa. La maggior parte di questi pazienti necessita di un cardiovertitore-defibrillatore impiantabile; molti richiedono il concomitante uso di farmaci antiaritmici in modo da ridurre la frequenza di successivi episodi di tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare.
TERAPIA MEDICA – I farmaci antiaritmici possono essere utilizzati in aggiunta alla defibrillazione, soprattutto in caso di fibrillazione ventricolare resistente allo shock o per prevenire recidive oppure in caso di tachicardia ventricolare sostenuta stabile e sostenuta può essere trattata con farmaci antiaritmici EV di classe I o di classe III .
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Amiodarone (Cordarone® cpr 200 mg): farmaco antiaritmico di classe III che può essere somministrato per via endovenosa durante la rianimazione per aiutare a stabilizzare il ritmo cardiaco e prevenire recidive.Lidocaina: altro farmaco antiaritmico che può essere utilizzato in caso di fibrillazione ventricolare resistente alla defibrillazione; agisce molto più velocemente rispetto all’amiodarone velocemente ma meno efficacemente.
References:
- Weaver WD, Cobb LA, Hallstrom AP, et al: Considerations for improving survival from out-of-hospital cardiac arrest. Ann Emerg Med 15:1181–1186, 1986.
- Cobb LA, Fahrenbruch CE, Olsufka M, et al: Changing incidence of out-of-hospital ventricular fibrillation, 1980-2000. JAMA 288(23):3008–3013, 2002.
- Al-Khatib SM, Stevenson WG, Ackerman MJ, et al: 2017 AHA/ACC/HRS guideline for management of patients with ventricular arrhythmias and the prevention of sudden cardiac death: a report of the American College of Cardiology Foundation/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines and the Heart Rhythm Society. J Am Coll Cardiol 72:e91–e220, 2018.