Il sistema venoso degli arti inferiori è costituito da un sistema superficiale (grande e piccola vena safena), uno profondo (sotto la fascia muscolare, accompagnando le arterie omonime) e dalle vene perforanti che li collegano, con le vene superficiali che scaricano il sangue nelle profonde.
Il sistema venoso superficiale drena soprattutto il sangue refluo da cute e tessuto sottocutaneo (il 10-30% del totale degli arti inferiori).
Il sistema profondo trasporta la maggior parte del sangue, favorito dalla contrazione muscolare che agisce come una pompa e dalle valvole che impediscono il reflusso. È formato da vene che corrono in profondità, spesso accompagnando le omonime arterie all’interno della massa muscolare. Drena la maggior parte (70-90%) del sangue venoso degli arti inferiori.
Le vene perforanti sono fondamentali per il ritorno venoso, permettendo il passaggio unidirezionale del sangue dal sistema superficiale a quello profondo. Le loro valvole impediscono il reflusso del sangue nella direzione opposta.
Sistema venoso profondo costituito dalla vena femorale, poplitea, tibiali anteriori e posteriori): sono le vere responsabili del
trasporto della maggior parte del sangue dagli arti inferiori verso il cuore. Esse godono sia dei benefici derivanti dalla vicinanza delle arterie (sostegno ritmico della pressione venosa grazie alla pulsazione arteriosa). Infatti quasi sempre le tonache avventizie di vena e arteria aderiscono tra loro, massimizzando l’effetto di sincronizzazione del ritmo. Ulteriore beneficio le vene profonde ricevono dalla muscolatura che le circonda e che funziona da pompa muscolare.
VENE TIBIALI: Le vene tibiali anteriori e posteriori raccolgono il sangue refluo dai territori profondi del piede e della gamba. Le vene tibiali anteriori traggono origine dalle vene profonde della regione dorsale del piede: le vene metatarsali dorsali. Le vene tibiali posteriori provengono dalle vene profonde della regione plantare ed esattamente dalle due vene plantari laterali originate dall’arco venoso plantare profondo. Le due vene plantari laterali si uniscono con le due vene plantari mediali e danno origine alle vene tibiali posteriori che, all’altezza dell’arcata tendinea del muscolo soleo, confluiscono con le vene tibiali anteriori per formare la vena poplitea.
Rami affluenti delle vene tibiali posteriori sono le vene peroniere, satelliti delle arterie omonime.
La vena poplitea inizia in corrispondenza dell’anello del m. soleo per la confluenza delle vene tibiali anteriori e posteriori. Dall’anello del soleo la vena tibiale risale fino all’anello del m. grande adduttore che attraversa ed assume il nome di vena femorale. Lungo il suo decorso la vena poplitea riceve le vene dei muscoli gemelli, le vene del ginocchio e la v. piccola safena (o safena esterna) del gruppo delle vene superficiali. Tutte le vene profonde sono in numero di due ed accompagnano l’a. omonima ad eccezione della vena femorale e poplitea che sono singole.
La v. femorale – E’ composta dalla confluenza di 3 vene: vena femorale profonda, vena femorale superficiale e vena grande safena. Accompagna l’arteria omonima dall’anello del m. grande adduttore fino all’anello femorale dove prende il nome di vena iliaca esterna.
B) Le vene superficiali non sono accompagnate da arterie omonime, hanno la funzione preminente di controllare la temperatura cutanea e comprendono: le vene del piede, la vena grande safena (o safena interna) e la v. piccola safena.
Le vene del piede: sulla faccia plantare del piede sono di piccolissimo calibro ma numerosissime e disposte a formare una rete talmente fitta da meritare il nome di “suola venosa” da Lejars.
Nelle regioni laterali la suola venosa si risolve in 8-12 tronchi venosi che si gettano medialmente nella v. marginale mediale e lateralmente nella v. marginale laterale. Nella regione anteriore, dorsale, del piede la rete
venosa termina con una arcata trasversale in prossimità della radice delle dita con la concavità rivolta in alto (arcata venosa dorsale del piede). In ogni spazio interdigitale si alloca una vena che anastomizza detta arcata con il sistema venoso plantare. Dalle due estremità dell’arcata si dipartono la v. dorsale mediale e la v. dorsale laterale. Entrambe queste ultime si dirigono medialmente, obliquamente ed in alto raggiungendo la gamba dove assumono rispettivamente il nome di grande safena e piccola safena.
La v. grande safena origina dalla v. dorsale mediale del piede e dalla vena interna del malleolo, passa davanti all’apofisi del malleolo mediale risale verticalmente lungo la faccia mediale della tibia, si porta nella faccia antero-mediale della coscia raggiungendo il triangolo femorale di Scarpa dove sbocca nella vena femorale profonda a circa 4 cm sopra l’arcata crurale, formando un arco anatomico denominato “crosse”.
Durante tale tragitto, la vena grande safena riceve vari affluenti come:
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- le vene femoro-cutanee,
- la vena pudenda esterna superficiale,
- la vena epigastrica superficiale
- la vena iliaca circonflessa superficiale
- v. marginale interna
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poco prima dello sbocco nella vena femorale riceve le vene antero-laterali e la vena safena posteriore accessoria.
La vena piccola safena va dalla porzione laterale del piede, dietro al malleolo laterale, sale verticalmente lungo la faccia posteriore della gamba fino al cavo popliteo dove confluisce nella vena poplitea. 
Le vene perforanti (perforano l’aponeurosi muscolare): in numero di 90 a livello della gamba, collegano il sistema safenico con il sistema venoso profondo.
Sia le vv. profonde che le superficiali e le perforanti sono provviste di valvole che consentono il flusso del sangue in una sola direzione e cioè dalle vene superficiali verso le profonde. Le valvole appaiono come delle semilune a saccoccia e sono generalmente bigemini, costituite da due lembi. La superficie concava dei lembi delle valvole venose è orientata verso la parete della vena, mentre la superficie convessa è orientata verso il lume venoso ed il margine libero segue la direzione del flusso ematico.
In posizione clinostatica, i lembi valvolari sono accollati alla parete del vaso, mentre in posizione ortostatica si chiudono frammentando la colonna ematica ed impedendo il reflusso del sangue verso il basso.
Le valvole venose sono formazioni formate della tunica intima: l’endotelio della valvola copre uno strato di connettivo intimale dotato di fibre elastiche.
Le valvole appaiono come delle semilune e sono costituite da due lembi.
Le valvole venose hanno il compito fondamentale di veicolare il flusso sanguino delle vene in direzione del cuore, impedendo un reflusso verso le estremità inferiori.
Esse non offrono quindi ostacolo al ritorno venoso verso il cuore, ma si chiudono ermeticamente. Questo accade quando il sangue, per un ostacolo al deflusso o perché spinto dall’attrazione gravitazionale o da altre forze esterne al sistema venoso, tende a refluire verso il basso. La maggior parte dei pazienti non presenta valvole su
vena femorale comune mentre si riscontrano fino a 4 valvole lungo la vena femorale superficiale e poplitea. 8-10 valvole nella vena grande safena e vena piccola safena rispettivamente. l’agenesia congenita delle valvole in VGS e VPS determina la comparsa precoce di sindrome varicosa.
STRUTTURA ECOGRAFICA DELLE VENE: canale anecogeno, con pareti sottili iperecogene
• VALVOLE: aperte in espirazione o con la compressione distale alla sede di osservazione; chiuse alla manovra di Valsalva o con la compressione prossimale
IL MICROCIRCOLO – Le unità strutturali che compongono il microcircolo sono fondamentalmente le arterie di calibro inferiore a 300 micron, i capillari e le venule.
Spetta invece ai capillari favorire lo scambio di acqua, nutrienti, elettroliti, ormoni e altre sostanze tra il sangue e il liquido interstiziale.
Al termine della regione capillare, le venule raccolgono l’85% del filtrato capillare mentre il restante 15% forma la linfa e verrà drenato dal sistema linfatico.
References:
- Giuseppe Anastasi, et al., Trattato di anatomia umana, vol. 3, 4ª ed., Milano, Edi.Ermes, 2006, pp. 67-69, 196-197

