Il pericardio (dal greco περί, perì, “intorno” e καρδία, kardìa, “cuore”) è un sacco fibrosieroso (dal greco περί, perì, “intorno” e καρδία, kardìa, “cuore”) che avvolge l’organo cardiaco. Esso adempie a molteplici funzioni relative al supporto della fisiologia cardiaca.
Esso è preposto a prevenire una sovraespansione del cuore in fase di diastole e impedisce, mediante una serie di sistemi, che si crei eccessivo attrito tra le strutture rapportate con il cuore ed il cuore stesso disperdendo energia e danneggiando le strutture.
Pericardio: suddivisione anatomica
Il pericardio è caratterizzato dalla presenza di 8 aperture corrispondenti a:
- 4 per le vene polmonari, due a destra e due a sinistra;
- 2 per le vene cave, una superiore e una inferiore;
- 1 per l’aorta;
- 1 per l’arteria polmonare comune.
Il sacco pericardico è suddiviso nelle seguenti strutture:
- Pericardio fibroso: è lo strato più esterno ed è costituito da tessuto connettivo di tipo denso che aderisce strettamente al centro frenico del diaframma.
- Pericardio sieroso: è lo strato più interno a sua volta costituito da due foglietti di origine celomatica: un foglietto parietale ed un foglietto viscerale.
- il foglietto parietale, costituito da uno strato di cellule mesoteliali e da uno strato fibroso di collagene
- Il foglietto parietale prende rapporto con il “sacco fibroso” mentre il foglietto viscerale prende rapporto con la muscolatura cardiaca (costituendo l’epicardio) e con le radici dei grandi vasi cardiaci. Il pericardio sieroso è costituito da due foglietti di origine celomatica. Il foglietto parietale a sua volta è costituito da uno strato di cellule mesoteliali e da uno strato fibroso di collagene. Il foglietto viscerale è costituito solo da uno strato di mesotelio. I due foglietti del pericardio sieroso si riflettono a livello della base del cuore (costituita dall’area dei due atri) e formano uno spazio interposto ad essi, noto come cavità pericardica riempita di un liquido (20-50 ml) chiaro roseo, detto liquido (o liquor) pericardico. a funzione lubrificante noto come liquido pericardico.

Pericardio fibroso
Il pericardio fibroso si rapporta direttamente con le pleure parietali e viscerali. In particolare, entra in rapporto con le strutture peduncolari dei polmoni (bronchi principali, arterie e vene polmonari) faccia mediastinica dei polmoni. È inoltre separata dallo sterno mediante l’organo timico e dal tessuto connettivo che riempie il mediastino anteriore. Come già noto, inferiormente si continua con il centro frenico diaframmatico costituendo un elemento di fissità indiretto per il cuore e lateralmente si rapporta con le facce mediastiniche delle pleure polmonari. Ha la funzione principale di impedire le sottoespansioni e le sovraespansioni essendo un elemento connettivale piuttosto rigido.
Pericardio sieroso
Il pericardio sieroso, invece, decorre internamente a quello fibroso e si rapporta più direttamente con le strutture viscerali (vedi foglietti del pericardio sieroso). I due foglietti, viscerale e parietale, si riflettono a livello della base del cuore andando a costituire nei punti di riflessione due importanti seni:
- Seno trasverso del pericardio (Seno di Theile): punto di riflessione posteriormente all’aorta, arteria polmonare e anteriormente alla vena cava superiore.
- Seno obliquo del pericardio (Seno di Haller): punto di riflessione tra le vene polmonari destra e sinistra.
Dispositivi di fissità
Il pericardio è ancorato alle strutture anatomiche circostanti mediante tre legamenti.
- Legamenti vertebropericardici: costituiti dalla continuità tra la tonaca avventizia dei vasi cervicali (con i quali troviamo il rapporto con il pericardio viscerale) e la fascia paravertebrale tra T4 e T5.
- Legamenti frenopericardici: sono suddivisi in anteriore e bilaterali. Costituiti dall’inserzione del pericardio a livello del centro frenico.
- Legamenti sternopericardici: sono suddivisi in superiore se il legamento si inserisce a livello della faccia dorsale del manubrio sternale, inferiore se il legamento si inserisce a livello del processo xifoideo sternale.
Vascolarizzazione arteriosa
La maggior parte dei tessuti del pericardio è irrorata dalle arterie pericardiofreniche, originati dalle arterie toraciche interne. La restante parte è irrorata da piccoli rami coronarici, rami bronchiali, muscolofrenici ed esofagei.
Soprattutto la componente dell’epicardio (foglietto viscerale) è vascolarizzata dai rami coronarici.
Vascolarizzazione venosa
La maggior parte dei tessuti del pericardio è drenata dalle vene pericardiofreniche, che a loro volta si gettano a livello delle vene brachiocefaliche o a livello delle vene toraciche interne. La restante parte è drenata da vasi minori come alcuni rami pericardici del sistema azygos-emiazygos.
Vascolarizzazione linfatica
Il drenaggio linfatico è comune in parte al drenaggio del cuore. Anteriormente al pericardio, sono presenti dei gruppi di linfonodi collegati da una rete linfatica. Questi gruppi linfonodali fanno riferimento ai linfonodi prepericardici ed i linfonodi pericardici parietali.
I linfonodi pericardici in generale drenano la linfa:
- Verso il basso: nei linfonodi frenici superiori;
- Verso l’alto: nei linfonodi brachiocefalici, tracheobronchiali e paratracheali.
Da questi linfonodi poi, la linfa viene drenata a livello dei tronchi broncomediastinici di destra e di sinistra che poi drenano nei rispettivi dotti.
Innervazione
Anche a livello del pericardio (fibroso e sieroso), l’innervazione prevalentemente è autonoma e costituita da componente parasimpatica e componente simpatica.
- La componente parasimpatica è fornita dal nervo laringeo ricorrente sinistro e i rami vagali esofagei.
- La componente simpatica è fornita dai rami postgangliari dei gangli aortici e cardiaci.
Un’ulteriore innervazione è fornita dal nervo frenico che emette alcuni rami che tuttavia rappresentano la componente a minor prevalenza.