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Glutatione o GSH

 Il glutatione o GSH, derivato dalla vitamina PP (ac. nicotinico), è un tripeptide naturale, vale a dire una sostanza costituita da tre amminoacidi, nell’ordine acido glutammico, cisteina e glicina. Questa particolare composizione chimica conferisce al glutatione un’elevata capacità di ossidarsi o ridursi, proteggendo le proteine e gli altri composti ossidabili dall’azione deleteria dei radicali liberi perossido di idrogeno, nitriti, nitrati, benzoati). Più in particolare, il glutatione rientra nella composizione di un gruppo di enzimi ad azione antiossidante, chiamati glutatione perossidasi (GSR).  Tali enzimi rigenerano il glutatione ridotto (GSH) a partire da glutatione ossidato (o GSSG) attraverso gli elettroni ceduti dal NADPH al GSSG. Nei soggetti fabici l’assenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) porta a una minore produzione di NADPH; le fave contengono sostanze ossidanti che portano in queste persone all’emolisi, in quanto il glutatione non possiede abbastanza potere riducente da poter contrastare il danno ossidativo di tali sostanze.

 Molti di questi enzimi – la cui attività è legata alla presenza di selenio – catalizzano la neutralizzazione dell’acqua ossigenata (un potente radicale libero) e di altri perossidi.

Glutatione ridotto (2 G-SH) + Acqua oss. (H2O2) → Glutatione ossidato (G-S-S-G) + 2 H2O

 2 G-SH + ROOH → GSSG + ROH +  H2O

Come si evince dalle reazioni sopra riportate, il glutatione ridotto cede il suo idrogenione (H+), che funge da accettore di un elettrone (e-) proveniente da molecole reattive dell’ossigeno (radicali liberi).

A questo punto, eliminato il pericolo costituito dal perossido, il glutatione ossidato, per riacquistare la propria attività antiossidante, deve tornare nella forma ridotta; ciò avviene grazie ad un enzima NADPH dipendete, chiamato glutatione reduttasi. A detta di numerosi studiosi, questa capacità di rigenerarsi continuamente ha contributo a considerare il glutatione come il più potente antiossidante presente nell’organismo umano.

Nelle cellule in buono stato di salute il rapporto tra glutatione ridotto e glutatione ossidato si mantiene intorno a 9:1; una sua diminuzione è considerata indice di stress ossidativo.

Glutatione e AcetilcisteinaStruttura Chimica di Glutatione (a sinistra) e Acetil Cisteina (a destra).In basso, struttura chimica degli amminoacidi che portano alla sintesi di glutatione: nell’ordine (da sinistra a destra) acido glutammico, cisteina e glicinaAcido Glutammico Cisteina Glicina

Affinché il glutatione possa espletare tali azioni è fondamentale che esso sia supportato da adeguate quantità di selenio – un minerale che abbonda negli alimenti di origine marina e nelle frattaglie - di  riboflavina (Vit. B2) e di  niacina (Vit. PP).

Glutatione e Fegato

Presente nell’organismo in forma ubiquitaria, il glutatione è particolarmente concentrato a livello epatico, dove protegge gli epatociti da molecole particolarmente tossiche di origine esogena o endogena (generatesi durante il metabolismo di alcuni xenobiotici, come certi farmaci, ad esempio il paracetamolo). In questo caso, il glutatione, una volta coniugatosi ai metaboliti tossici in maniera enzimatica o non enzimatica, non può rigenerarsi con altrettanta facilità (in parte viene eliminato, principalmente per via biliare, ed in parte subisce ulteriori metabolizzazioni). Un’eccessiva concentrazione di sostanze tossiche a livello epatico, può quindi depauperare i livelli tissutali di glutatione, determinando grave danno al fegato. Non a caso, in clinica, il glutatione ridotto viene somministrato endovena come antidoto diretto e “veloce” nell’avvelenamento da paracetamolo.

Meccanismo d’azione

Il glutatione costituisce uno dei principali protagonisti della risposta antiossidante cellulare. Concentrato nell’ambiente citoplasmatico, grazie alla sua particolare struttura chimica, il glutatione interviene nel mantenimento del corretto stato di ossidoriduzione intracellulare, agendo come molecola scavanger nei confronti dei radicali liberi dell’ossigeno.

Oltre alla spiccata attività antiossidante, al glutatione vengono attribuite anche attività detossificanti, immunomodulanti e citoprotettive. Per questi motivi, da studi preliminari, l’integrazione con glutatione sembrerebbe utile in caso di:

  • Diabete e patologie metaboliche;
  • Aterosclerosi;
  • Patologie respiratorie;
  • Calo dell’udito;
  • Infertilità maschile;
  • Avvelenamento da metalli pesanti;
  • AIDS.

Dal punto di vista commerciale, in virtù della grande importanza attribuita ai radicali liberi nella comparsa di svariate patologie degenerative, gli integratori di glutatione sono dipinti come una sorta di elisir dell’eterna giovinezza, utili per ritardare l’invecchiamento, per rinforzare le difese immunitarie, per preservare l’integrità di globuli rossi e del cristallino dell’occhio, e per proteggere l’organismo dalle radiazioni ionizzanti, dai metalli pesanti, da alcol, tabacco, droghe e da patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer (1,2).

Proprietà ed Efficacia

Le diverse funzioni biologiche del glutatione sembrerebbero supportarne l’utilità clinica. La somministrazione di glutatione sembrerebbe utile nel:

  • Proteggere il fegato dall’azione trasformante di potenziali sostanze tossiche;
  • Proteggere fegato, reni e sistema nervoso dagli effetti collaterali della chemioterapia;
  • Ridurre l’evoluzione dell’aterosclerosi, modulando i processi di aggregazione piastrinica;
  • Migliorare le caratteristiche cliniche in corso di patologie polmonari ossidative;
  • Migliorare il profilo e l’attività insulinemica in pazienti affetti da diabete;
  • Migliorare la motilità e la vitalità degli spermatozoi in pazienti con disturbi della fertilità.

limiti dell’integrazione con glutatione

Nonostante le evidenze cliniche incoraggianti, esistono oggi diversi dubbi, soprattutto di natura farmacocinetica, relativi alla reale utilità dell’integrazione con glutatione. Il tutto sarebbe riconducibile alla presenza, nell’intestino, di enzimi noti come gamma glutammil-transferasi, che idrolizzerebbero il glutatione assunto per os, riducendone drasticamente la biodisponibilità.
A compromettere ulteriormente la biodisponibilità di questo nutriente contribuirebbero uno spiccato metabolismo di primo passaggio, il sequestro cellulare esercitato dagli enterociti della mucosa intestinale e l’assenza di un carrier intracellulare specifico.
Per questi motivi, sembrerebbe più efficace l’integrazione con precursori del glutatione come l’N-Acetil-Cisteina (Fluimucil®cpr 600 mg).

L’N-acetilcisteina, oltre ad essere proposta come integratore ad azione antiossidante e rinvigorente, rientra nella composizione di farmaci mucolitici, che, assunti per via inalatoria od orale, facilitano l’eliminazione del muco dalle vie aeree. Viene inoltre somministrata per via endovenosa nel trattamento dell’intossicazione acuta da paracetamolo.


Posologia - Il glutatione è reperibile in commercio come singolo ingrediente o combinato ad altre molecole con attività antiossidante. Generalmente, il dosaggio di glutatione suggerito è compreso tar i 50 ed i 600 mg giornalieri, a seconda delle necessità del paziente. Al fine di potenziare l’attività antiossidante del glutatione, si potrebbe ricorrere al contestuale utilizzo di altre molecole bioattive come selenio, vitamine del gruppo B, vitamina A, C o E. I dosaggi suggeriti per un’adeguata supplementazione con N-Acetilcisteina, in sostituzione di quella diretta con glutatione, sono generalmente di 200-600 mg per 1-3 volte al giorno.

Effetti Collaterali

L’uso di glutatione, entro i dosaggi suggeriti, è generalmente ben tollerato e privo di effetti collaterali clinicamente rilevanti. Molto raramente è stata osservata la comparsa di reazioni avverse gastrointestinali.

Controindicazioni: L’uso di glutatione è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo.

Interazioni Farmacologiche

Non sono note al momento interazioni farmacologiche degne di nota. Tuttavia, la somministrazione di glutatione potrebbe migliorare la tollerabilità della terapia con Cisplatino, riducendone gli effetti collaterali.

 

Precauzioni per l’uso: L’uso di glutatione durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno dovrebbe realizzarsi, se strettamente necessario, solo sotto stretta supervisione medica.

 References:

  1. Allen J, Bradley RD. Effects of oral glutathione supplementation on systemic oxidative stress biomarkers in human volunteers. J Altern Complement Med. 2011 Sep;17(9):827-33.
  2. ^ Witschi A, Reddy S, Stofer B, Lauterburg BH. The systemic availability of oral glutathione. Eur J Clin Pharmacol. 1992;43(6):667-9
PCOS

Policistosi ovarica e dieta

 Le pazienti affette da sindrome da policistosi ovarica (PCOS) traggono evidenti benefici metabolici, ormonali e clinici dalla somministrazione di antiossidanti, ac. grassi monoinsaturi e polinsaturi e dalla riduzione del peso corporeo. In pazienti PCOS che hanno seguito una dieta eucalorica si sono evidenziati una diminuzione della secrezione di LH,  iperinsulinemia, insulino-resistenza, iperglicemia, ipercolesterolemia-LDL, ipertrigliceridemia e iperandrogenemia, ed una  depressione dell’attività dell’enzima P450c17α a livello ovarico. Sono invece potenziati l’attività dell’Insulin-like growth factor binding protein-I (IGFBP-1) e la secrezione epatica di sex hormone binding globulin (SHBG), Tutto ciò si traduce in aumentata percentuale di ovulazione spontanea e diminuzione di acne, irsutismo ed obesità (1,2).

E’ quindi estremamente utile approntare una dieta simile a quelle utilizzate per i pazienti affetti da diabete mellito (3) II, di tipo mediterraneo,2.000 Kcal,  bassa percentuale di grassi saturi (<5%), ipoglicidica (carboidrati <45%), iperproteica (15-20%) e con percentuale del 20% di ac. grassi mono-polinsaturi (4). E’ una dieta  in cui è abbondante la percentuale di alimenti ricchi di fibre (25 gr/die), frutta, verdure fresche, insalate, pesce di mare, olio di oliva, zuppe di verdure e cereali, riso, farro, orzo. Limitata invece deve essere l’assunzione di pane, pizza,  farina bianca, alcolici, birra, formaggi, dolci (5).

 I cibi ricchi di fibre sono crusca (40%), cacao,  pane, riso e pasta integrali, verdura cotta e cruda (carciofi, spinaci), legumi (piselli, fagioli), frutta. Si può integrare la quantità di fibra introdotta con l’alimentazione aggiungendo 2-3 cucchiai di crusca in polvere disciolte in acqua, nel latte, minestra, yogurt.

Omega 3 (EPA e DHA, ALA): sono acidi grassi polinsaturi, detti anche ac. grassi essenziali o EFA (Essential Fatty Acids) noti per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità, soprattutto del SNC, retina e globuli rossi. La principale fonte alimentare degli ω-3 è rappresentata dai pesci, in particolare quelli ad alto contenuto di grassi: merluzzo, salmone, aringhe, pesce azzurro.

 

 

 

 

Alimenti da evitare

 

-       Carni grasse: oca, maiale grasso, gallina, castrato;

-      Carni insaccate: coppa, cotechino, mortadella, salsiccia, salame, wurstel, zampone;

-      Pesci grassi: capitone, anguilla…

-      Salse grasse ed elaborate, fritture in genere;

-       Alcool e derivati

-       Limitare il consumo di dolci farciti con panna e creme in genere.

 

 

ARTICOLI CORRELATI 

 

References:

  1. Douglas C.C., Gower B.A., Darnell B.E., Ovalle F., Oster R.O. and Azziz R.: “Role of diet in the treatment of polycystic ovary syndrome”. Fertil Steril 2006;85;3:679-688.
  2. Jakubowicz DJ, Nestler JE: “17-α-hydroxyprogesterone responses to leuprolide and serum androgens in obese women with and without polycystic ovary syndrome after dietary weigth loss”. J. Clin Endocrinol Metab 1997;82(2):556-560.
  3. American Diabetes Association (ADA): “Nutritional recommendations and principles for individuals with diabetes mellitus”. Diabetes care 1987;10(1):126-132.
  4. Kasim-Karakas SE, Almario SU, Gregory L, Wong R, Todd H, Lasley BL: “Metabolic and endocrine effects of a polyunsaturated fatty acid-rich diet in polycystic ovary syndrome”. J Clin Endocrinol 2004;89:615-620.
  5. Nestler JE, Power LP, Matt DW, Steingold KA, Plymate SR, Rittmaster RS: “A direct effect of hyperinsulinemia on serum sex hormone binding levels in obese women with the polycystic ovary syndrome”. J Clin Endocrinol Metab 1991;72(1):83-89.

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Ringrazio i lettori per la loro cortese attenzione e li prego di voler comunicare le loro osservazioni e consigli su eventuali errori o esposizioni incomplete.

Grazie. Enzo Volpicelli

Gravidanza, Novità

Valore nutrizionale degli alimenti

 Una buona alimentazione in gravidanza è fondamentale per l’accrescimento fetale e per evitare complicanze materne specialmente in donne con alto indice di massa corporea (BMI). Una buona regola generale è quella di non superare mai 2.700 KCal al dì, regolarizzare l’assunzione di cibo in tre pasti principali e due spuntini, assumere molta frutta e verdure fresche, preferire i cibi di produzione locale, limitare le fritture, evitare bevande gasate o dolcificate. Evitate alimenti conservati, insaccati e grassi.

Alimenti ricchi di sali minerali (/100 gr)
polpo latte agnello asparagi basilico asiago cozze borlotti noci albicocche aglio
KCal  57  61  121 24  40  263  86  143  618  48 41
H2O gr (gr) 82  88 73 88 88  36  80  62  4  86 70
protidi (gr) 10.6  3  20  2.4  3  17  11  9  24  1.5  6
Glucidi (gr) 1.4  5  0  4  2.6  0.5 3.69 26  10 11  33
lipidi (gr) 3  4  0  0.5  21 2.24 0.6 60 0.6 0.5
Zinco (mg) 5.1  0 3.3 0.8 0.7  2.2  1.6  0.9  3.3  0.1  0.2
Ferro (mg) 1.5  0 2 1  0.7  4 2  3  0.5 1.5
Potassio (mg) 233  132 350  278 300 97  320 436   523  320 347
Calcio (mg) 144  113  10 24 250   770  26  46  61  1.6 14
Fosforo (mg) 189  84  200 65 37  530  197  147  513  20 63
Magnesio (mg) 39  10  34  50  201  10  25
Rame (mg)  0  0,05  0.2  201  0.07  0,3
Sodio (mg)  43  100 2  9  760  286  1  2  1 2

 

Alimenti ricchi di proteine (gr  di proteine/100 gr di alimento)
Alimento

Proteine

Kcal/100 gr

Bresaola

35

190

Fesa di tacchino

24

180

Vitello o manzo

20

90

Fegato di manzo

20

135

Coniglio

22

100

Pollo

17

200

Agnello

18

180

Prosciutto cotto

20

420

Prosciutto crudo

20

500

Zucchine

20

18

Fagioli di soia

37

398

Fagioli  secchi

23.5

320

Fagioli  freschi

10

144

Lenticchie

25

330

Ceci

20

340

Pinoli

35

300

Mandorle

25

570

Noci

18

600

Stoccafisso ammollato

30

90

Aragosta

16

20

Sogliola

16

85

Platessa

16

85

Spigola

15

85

Orata

17

77

Trota

14

85

Seppia

14

70

Gamberi

14

70

Sardine fresche

15

115

Tonno  fresco

21.5

124

Tonno  sott’olio

20

415

Pesce  spada

20

120

Sarda

20.8

 

Provolone piccante

35

470

ParmigianoFeta

30

18

400

240

Formaggio olandese

30

390

Emmental

30

400

Pecorino

28

370

Stracchino

18

300

Scamorza

25

335

Gorgonzola

20

360

Mozzarella

20

250

Ricotta  romana

9

320

Zampone

20

368

Salsiccia

15

340

Salame Milano

37

470

Mortadella

16

430

Uovo di gallina  (1 intero)

12

160 (1 uovo)

Spaghetti

11

360

Grissini

15

400

Cacao

20

300

 

Alimenti ricchi di ferro (mg  di ferro /100 gr o 100 cc)

Alimento

Ferro

KCal

Vongole

28

50

Blak Pudding

20

300

Corn Flakes all bran

20

280

Liquirizia

8

310

Cuore di manzo

7.7

180

Cozze

7

150

Ceci

6.7

361

Gamberetti

5

95

Ribes neri

5

45

Fagioli borlotti

5

335

Arachidi

4.5

567

alghe

3.5

20

lenticchie

3.5

350

Albicocche

3.5

160

Alici

3.27

131

Nocciole

3.2

650

Mandorle

3

600

Spinaci

2.7

23

Carne magra di manzo

2.5

240

Fagioli rossi

2.5

300

Crescione

2.2

23

triglie

0.32

123

Black Pudding: Simile ad alcuni tipi di sanguinacci italiani, è una salsiccia fatta con avena, grasso di rognone, cipolla e sangue di pecora o di maiale. Arrostito in padella e servito con un uovo fritto e pomodori grigliati, è forse una delle colazioni “nordiche” più appetitose (ideale prima di una camminata nel freddissimo inverno scozzese).

 Alghe: Le più usate sono la redware (porphyria lacinata), la dulse (rhodymenia crispus) e carrageen (chondrus crispus). Le alghe possono essere bollite in acqua, scolate e condite con burro fuso e succo di limone oppure cotte con le patate nel latte e il tutto poi passato al setaccio e servito caldissimo, con una spruzzata di limone  oppure grigliate alla brace con una spruzzata di aceto.

 Corn flake all bran: crusca di frumento, zucchero, fruttosio, malto,  aromi, calcio,calcio, sale,vitamina C, ferro,  nicotinammide (vit B3), piridossina cloridrato (vitamina B6), riboflavina (vitamina B2 ), acido folico,  tiamina cloridrato (vitamina B1), vitamina A, vitamina B12,  e vitamina D.

 

Alimenti ricchi di fibre
 

gr fibre/ 100 gr

Kcal

Semola di mais

79

365

Cannella

53

252

Crusca di grano

42

216

Cacao amaro

33

228

Lenticchie

30

353

Kellog’s All Bran

30

280

Fagioli borlotti

24

335

Fagioli neri

15

335

Pop corn

14

364

Pasta

11

370

Fiocchi d’avena

10

373

Mandorle secche

12.7

595

Nocciole

10

646

Carciofi

8.6

22

Arachidi

8.5

570

Noci fresche

7

650

Pane integrale

6

243

Pane di segale

6

219

Farro

6.8

335

Wafers al cioccolato

4

433

Pere senza buccia

3.8

58

 

Il farro: Povero di grassi, ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali, sazia e non fa ingrassare. La coltivazione del farro è stata rivalutata solo di recente, essenzialmente per le ottime proprietà nutrizionali. E’ un cereale molto antico. Il luogo di origine è l’Asia Minore, Turchia e Palestina da cui si è poi diffuso in Egitto (è stato trovato nelle tombe egizie) e in Siria. Per le legioni romane era l’alimento base; con esso si preparavano focacce e polenta. Il farro fungeva da merce di scambio e partecipava al rituale del matrimonio: la sposa offriva allo sposo un dolce o un pane fatto con la farina di farro, che consumavano insieme. Il farro ebbe un successo notevole grazie al fatto che cresce bene in terreni poveri ed è molto resistente al freddo. Con l’avvento di altri cereali, nel medioevo, venne progressivamente abbandonato poiché la resa per ettaro non è molto elevata e la raccolta è difficoltosa poiché i chicchi tendono a cadere sul terreno man mano che maturano.

Varietà: Questo cereale si trova in commercio in due forme: il farro decorticato (o semplicemente farro) e il farro perlato. Il farro è un cereale “vestito”, in quanto la glumetta, la pellicola esterna del chicco, ricca di fibre, è perfettamente aderente e quindi non viene eliminata dalla normale raffinazione con rulli cilindrici a cui è soggetto il frumento. Il farro decorticato conserva la glumetta intatta, che viene invece eliminata nel farro perlato, che si presenta di colore molto più chiaro e cuoce in un tempo decisamente inferiore.

Con la farina di farro si produce un ottimo pane, migliore di quello di frumento integrale poiché a parità di fibre non ha il tipico sapore di crusca, ma si avvicina molto al sapore del pane bianco, anzi è addirittura più aromatico e per certi versi migliore. Questo cereale è coltivato soprattutto in Toscana, in Garfagnana, zona confinante con l’Emilia e la Liguria. Il farro della Garfagnana ha ottenuto la certificazione di qualità IGP.

Qualità nutrizionali: Il farro decorticato presenta le seguenti caratteristiche:

  • cuoce in un tempo abbastanza breve (45 minuti circa), molto inferiore all’orzo e alla segale;
  • non necessita di ammollo preventivo (anche se è consigliato);
  • non ha lo sgradevole sapore di crusca dei cereali integrali pur contenendo parecchie fibre (circa il 7%), e quindi ha un sapore neutro che si sposa bene con qualunque preparazione fredda o calda;
  • assorbe una quantità di acqua notevole in cottura, quasi 2,5 volte il suo peso, determinando un indice di sazietà notevole;
  • è il cereale meno calorico in assoluto (335 calorie per 100 g);
  • contiene ben il 15% di proteine, è quindi adatto per essere combinato con i legumi per ottenere piatti unici non troppo calorici.

 

Valore nutrizionale degli alimenti/100 gr 

Cereali

H2O

Prot (gr)

Carboid

grassi

Fibre

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Pane bianco

 

9 (14%9

50

(83%)

0.5

(3%)

5.5

43

2.11

 

270

Pane di segale

37%

8

45

1.7

6

80

3

 

219

Pane integrale

 

8

54

1.3

6

25

2.5

 

243

Focaccia

 

2.6

2.8

0.1

2.4

169

2.7

 

292

Panettone

 

6

57

11

3

149

3

 

334

Biscotti al latte

26%

13

76

8

1

104

2

 

417

Pasta

 

13 (84%)

75

(14%)

1.5

(2%)

3.2

21

1.3

 

370

Pasta all’uovo

 

12

80

2.4

3

22

2

 

368

Riso

13%

2.36 (8%)

29

(91%)

0.19

(1%)

 

1

1.5

 

544

Mais semola

78%

9 (9%)

82

(84%)

3

(6.8%)

3

 

 

 

365

Polenta

 

4.4

41

1.4

1.3

3

0.9

 

183

Soia

69%

13

10

6.7

1

67

2

 

122

Germogli di Soia

86%

6

3

1

 

48

1

 

49

Cornflakes(Pop Corn)

 

6.6

88

0.8

3.8

74

2.8

 

364

Fiocchi d’avena

10%

17 (19%)

66

(73%)

7

(8%)

10

54

4

 

373

Crusca di grano

10%

15.5

(17%)

64.5

(72%)

4

(11%)

42

73

11

 

216

Kellog’sAll Bran

 

14 (30%)

48

(60%)

5

(10%)

30

400

18

 

280

Crackers salati

 

10

80

10

3

110

1.7

 

428

 

CARNI        

H2 O 

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe

ORAC

Kcal

Agnello

74%

25

(59%)

0%

18.01

(41%)

0%

6

1.8

 

271

Capretto

68%

20 (90%)

0

2

(10%)

0%

13

3

 

109

Vitello

 

24 (63%)

0%

13.96

(37%)

0%

11

0.9

 

160

Coniglio

72%

33 (90%)

0%

3.51

(10%)

0%

18

2

 

130

Bistecca di manzo

73%

29 (79%)

0%

7.68

(21%)

0%

21

1.8

 

193

Bistecca di suino

72%

19

0

7

0

8

2

 

141

Trippa

81%

11 (66%)

2

11%

4

(23%)

0%

81

0.6

 

394

Pollo

74%

15 (31% delle calorie)

17

(33%)

17

(36%)

1

18

1

 

200

Fesa di tacchino

74%

28

(75% delle calorie)

0%

10

(25%)

0

26

2

 

111

Anatra

79%

75% 

 0%

 25%

 

 

 

 

 160

Speck

 

28

1

20

0

19

2

 

301

Prosciutto

68%

19

0.9

15

0

17

2

 

215

Prosciutto cotto

 

19

0.9

15

0

17

2

 

215

Mortadella

46%

32 

 25

 

 

 

 

 311

Salsiccia

51%

 19

 0

 30

 0

 

 

 

 300

Hamburger

38%

 

 

 

 

 

 

 

 

Cotechino cotto

 

21

0

25

0

30

2

 

306

Capocollo

 

20

1

40

0

25

1

 

450

Bresaola

 

34

0

4

0

35

7

 

175

 

 

 

Pesce

H2O

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibre

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Alici

70%

20 (80%)

0%

5

(20%)

0%

147

3

 

140

Sogliola

84%

17

1

1

0

11

0

 

84

Merluzzo

80%

23 (96%)

0%

0.8

(4%)

0%

14

0.5

 

105

Trota

71%

 60%

40% 

 

 

 

141 

Salmone

 

20

0

11

0

21

0.4

 

180

Spigola

75%

18 (88%)

0%

2.5

(12%)

0%

15

1

 

97

Rombo

 

21 (84%)

0%

4

(16%)

0

23

0.5

 

122

Dentice

 

20 (93%)

0%

1

(7%)

0

32

0.1

 

100

Pesce spada

 

16

1

4

0

4

0.4

 

109

Tonno

77%

 22 gr

 0

 

 

 

 

124 

Sarago

 

15

1

4.5

0

38

1

 

103

Cefalo

77%

15

0

7

0

26

2

 

127

Cernia

79%

17

0.6

0.7

0

11

0

 

80

Pesce

H2O

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Seppie

80%

14

1

2

0

27

1

 

72

Polpo

82%

10.6

1.4

1

0

144

1.5

 

57

Calamaro

78%

12

0.6

1.7

0

145

0

 

68

Anguilla

 

14

0.7

20

0

17

0.6

 

237

Baccalà

 

20

0

1

0

9

1

 

92

Aragosta

80%

16

1

2

0

60

1

 

86

Astice

82%

18

0.5

0.9

0

48

0.3

 

90

Caviale

 

18

1.9

19

0

275

12

 

252

Gamberi

84%

94% 

 0

 6%

 

 

 

 

 70

Ostriche

89%

56% 

27% 

17% 

 

 

 

 

 50

Cozze

80%

23 (66%)

7

(20%)

5

(12%)

0

33

7

 

172

Vongole

79%

14 (77%)

4

(18%)

1

(5%)

0

39

1

 

86


 

Latticini

Grassi e oli

H2O

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Lardo

0%

0%

0%

100%

0%

0%

0

 

902

Pancetta

72%

0%

0%

100%

0%

0%

0

 

897

Ciccioli

 

40

0

40

0

30

1.4

 

523

Maionese

 

0%

0.4%

99.6%

0%

7

0

 

688

Margarina

 

0%

1%

99%

0%

3

0

 

717

Olio oliva

0%

0%

0%

100%

0%

0%

1.5

 

884

Olio di girasole

0%

0%

0%

100%

0%

0%

0.03

 

884

Burro

 

1%

1%

98%

0%

20

0.02

 

750

Panna

 

2

3

30

0

78

0

 

292

Caciotta fresca

63%

10 (24%)

4

(10%)

22

(64%)

0%

117

0.1

 

253

Fior di latte

 

24 (57%)

3

(7%)

24

(36%)

0%

782

0.2

 

254

Mozzarella

53%

22 (47%)

2

(4%)

22

(47%)

0%

505

0.4

 

300

Ricotta

74%

12 (46%)

7

(32%)

12

(22%)

0%

272

0.4

 

140

Scamorza

 

22

7

10

0

392

0

 

209

formaggini

 

11 (25%)

6

(14%)

27

(61%)

0%

430

0.3

 

309

Gorgonzola

 

22 (40%)

2.5

(5%)

29

(55%)

0%

522

0.2

 

353

Grana

 

33 (54%)

0%

28

(46%)

0%

1165

0.1

 

392

Parmigiano

 

36 (55%)

3

(5%)

26

(40%)

0%

1184

0.8

 

392

Asiago

 

31

2

25

0

770

0.7

 

356

Provolone piccante

46%

29

2

30

0

789

0.7

 

400

Alimento

H2O

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Latte umano

87.5%

 8%

 60%

32% 

32 

 0.03

 

 70

Latte mucca intero

90%

3.2 (28%)

5.5

(43%)

3.3

(29%)

0%

113

0.1

 

61

Latte parz. Screm

 

3 (36%)

5

(54%)

0.1

(10%)

0%

116

0.5

 

40

Latte scremato

 

4 (40%)

5.5

(59%)

1

(1%)

0%

122

0.5

 

34

Uovo

74%

13 (55%)

1

(2%)

10

(43%)

0%

56

1.7

 

143

Uovo di oca

74%

13.4 (48%)

3

(4%)

13

(46%)

0%

60

3.7

 

185

Vegetali

H2O

Prot (gr)

Carboid

grassi

Fibre

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Asparagi

94%

2 (35%)

4

(63%)

0.1

(2%)

2

24

2

 

25

Ceci

11%

19 (23%)

60

(70%)

6

(8%)

17.5

105

6.4

 

340

Fagioli borlotti

90%

23 (27%)

60

(71%)

1

(2%)

24

127

5

 

335

Fagiolini

90%

2 (19%)

8

(78%)

0.2

(2%)

3

44

0.6

400

18

Piselli

78%

7

12

0.2

5

47

1.8

 

47

Fave

80%

5 (30%)

12

(68.5%)

0.22

(1%)

3.7

26

1

 

71

Lenticchie

 

25 (30%)

60

(69%)

1

(1%)

30

56

7

7000

353

Lupini

 

36 (42%)

40

(47%)

10

(11%)

 

176

4

 

370

Bieta lessa

92%

1 (31%)

4

(68%)

0.1

(1%)

2

58

2

600

84

Broccoli

 

3 (29%)

7

(68%)

0.5

(3%)

3

47

0.7

 

34

Lattuga

95%

1 (25%)

3

(68%)

0.3

(7%)

2

33

1

 

17

Cicoria

95%

0.7

3

0.3

0.6

18

0.3

 

20

Crescione

92%

3

0.4

1

3

170

2

 

22

Rape

92%

 

 

 

 

 

 

 

 

Carciofi

 

3

2.5

0.1

5

80

1

 

22

Melanzane

92%

1 (14%)

5

(83%)

0.1

(3%)

3.5

9

0.2

300

24

Patate lesse

80%

3 (14%)

17

(89%)

0.1

(1%)

3

45

6

 

78

Patate arrosto

 

 

 

 

 

 

 

575

 

Peperoni

93%

1 (13%)

6

(83%)

0.2

(4%)

0.9

11

0.4

500

27

Pomodori

95%

0.7 (15%)

4

(82%)

0.1

(3%)

1

31

1

300

17

Spinaci

 

3 (43%)

4

(54%)

0.2

(3%)

2.5

136

4

700

23

Zucca

 

1 (13%)

7

(85%)

0.1

(2%)

0.5

21

1

 

26

Crauti

 

24

1.5

4

0.3

1

48

0.6

24

Vegetali

H2O

Prot (gr)

Carboidrati

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe

ORAC

Kcal

Radicchio rosso

95%

1 (23%)

5

(72%)

0.2

(5%)

0.9

19

0.5

 

23

Rucola

91%

2.5 (37%)

3.5

(53%)

0.6

(10%)

2

160

1.5

 

25

Sedano

95%

0

2

2

0

2

31

1

20

Finocchi

90%

 

 

 

 

 

 

 

 

Carote

90%

1  (8%)

10

(89%)

0.5

(3%)

3

33

0.3

400

41

Cavolo

92%

1 (29%)

4

(64%)

0.5

(7%)

2

16

0

2048

33

Broccoli

92%

3

2

0.3

3

97

1.5

 

27

Cetrioli

95%

0.5 (15%)

4

(82%)

1

(3%)

0.5

16

0.2

36

15

Zucchine

95%

1

1.4

0.1

1.3

21

0.5

 

11

Cipolla

91%

1 (10%)

10

(89%)

0.1

(1%)

1

23

0.1

450

40

Cipolline

92%

 

 

 

 

 

 

 

 

Aglio

58%

6 (16%)

33

(82%)

0.5

(2%)

2

180

2

1900

45

Funghi porcini

93%

2.5 (36%)

4.5

(62%)

0.1

(2%)

2

18

1

 

22

 

Frutta

H2

Prot

Carb

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Fragole

90%

0.9

5.3

0.4

1.6

35

1

1300

27

Banane

74%

1 (4.5%)

22

(94%)

0.3

(1.5%)

2.5

5

0.2

220

89

Uva nera

 

 

 

 

 

 

 

1400

 

Uva bianca

 

0.5

16

0.1

1.5

27

0.4

720

61

Succo di uva nera

 

 

 

 

 

 

 

5000

 

mirtilli

90%

0.6

7

0.2

2.5

12

0.5

3480

30

Melograno

73%

 

 

 

 

 

 

3300

 

Ciliegie

82%

0.8

9

0.1

1.3

30

0.6

 

38

More

88%

 

 

 

 

 

 

1500

 

Prugne nere

87%

0.8

10

0.1

2

17

0.4

1500

41

Succo di Pompelmo

0.6

1

0.1

0.1

8

0.4

 

1000

46

Pompelmo

90%

0.6

6

0

1.6

17

0.3

 

26

Succo di arancia

 

0.7

10

0.2

0

11

0

1000

45

Arancia

86%

0.7

8

0.2

1.6

50

0.2

 

34

Limoni

89%

 

 

 

 

 

 

 

 

Loti

 

0.6

16

0.3

2.5

8

0.3

 

65

Kiwi

83%

 

 

 

 

 

 

450

 

Ananas

86%

0.5

10

0

1

17

0.5

 

45

Avocado

 

4.5

1.8

23

3.3

13

0.6

570

231

Papaya

88%

0.5

9

0.1

2

23

0.5

 

36

Cocco

46%

 

 

 

 

 

 

 

 

Datteri

21%

1.5

31

0.1

3.6

24

0.3

 

124

Fichi

79%

0.9

11

0.8

2

43

0.5

 

47

Fichi d’india

87.5%

0.8

11

0.2

2

43

0.5

 

53

Mele sbucciate

86%

1

57

0.3

8.7

14

1.4

300

50

Pere sbucciate

83%

0.8

6

0

2

4

0.4

220

27

Pesche

88%

0.8

6

0

2

4

0.4

250

27

Melone bianco

90%

0.2

7

0.2

1

8

1

200

33

Albicocche

86%

5

43

0.3

22

92

4

170

188

Pinoli

 

13 (15%)

67

(71%)

13

(14%)

3.7

16

7.7

 

673

Pistacchi

 

20 (21%)

27

(29%)

45

(50%)

10

105

4

 

562

Arachidi tostate

6%

25

7

50

7

37

1

 

600

Castagne

 

3.5

42

1.8

9

38

1.2

 

189

Castagne secche

 

6 (7%)

77

(87%)

5

(6%)

11

67

2

 

374

Mandorle secche

4%

21 (22%)

21

(23%)

53

(55%)

10

267

4

 

595

Nocciole

2%

15 (16%)

17

(19%)

62

(65%)

10

123

5

9600

646

Noci fresche

4%

24 (8%)

10

(8%)

60

(84%)

7

98

3

 

654

Noci secche

3%

14.3

5

68

6.2

83

5

 

689

Olive nere

68%

1.6

0.8

25

2.4

62

1.6

 

234

Olive bianche

75%

0.8

1

15

5

64

1.6

 

142

 

 

Bevande

H2

Prot

Carb

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Caffè  1 tazzina

 

0.4

0.6

2

0

6

0.2

 

1

Cacao

 

20

12

25

29

51

14

13000

355

Tè 1 tazza

 

0.1

2

2

0

2

2

1800

2

Coca cola

 

2

11

0

0

5

2

 

39

Vino rosso

 

0.1

0.2

0

0

7

1

 

76

Vino bianco

 

0.1

0.1

0

0

8

1

3800

71

Champagne

 

0

1.5

0

0

3

0.5

 

76

Birra

91%

0.2

3.5

0

0

1

2

 

34

Whisky

64%

0

0

0

0

0

0

 

250

Alcool puro

63%

0

0

0

0

0

0

 

516

Cioccolata al latte

 

7.65 (7.5%)

60

(61%)

30

(31.5%)

3.4

209

2.5

 

570

Cioccolata fondente

 

4  (4%)

60

(62%)

34

(34%)

5.5

24

2.7

 

542

Cacao

3%

19.6

(19%)

57.8

(53.4%)

13.7

(28.4%)

33

128

14

 

228

 

 

Dolci

H2O

Prot

Carb

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Brioches ripiene

 

5

60

16

2.5

10

1

 

391

Cannoli alla crema

 

6

42

21

1

52

1

 

369

Crostata dimarmellata

 

14

27

5.5

40

110

13

 

206

Crema pasticciera

 

5

31

6.4

0.2

97

0.8

 

192

Crem caramel

 

3

20

2

0

94

2

 

109

Wafers al

cioccolato

 

7

(7%)

72

(77%)

14

(15%)

3.4

31

4

 

433

Gelato al cioccolato

 

4  (8%)

28

(66%)

11

(26%)

1.2

109

0.9

 

900

Mousse di cioccolata

 

4 (12%)

16

(44%)

16

(12%)

0.5

96

0.5

 

225

Marmellata

 

0.3 (0.7%)

70

(99%)

0.1

(0.3%)

1.1

20

0.5

 

1163

Confetti

 

5

71

16

5

77

2

 

441

 

Pasticceria

H2O

Prot

Carb

grassi

Fibr

(gr)

Ca

(mg)

Fe (mg)

ORAC

Kcal

Brioches ripiene

 

5

60

16

2.5

10

1

 

391

Cannoli alla crema

 

6

42

21

1

52

1

 

369

Pizza

Piatto tipico partenopeo diffuso in tutto il mondo, ma la pizza è un alimento versatile che ben si adatta alla fantasia di chi la prepara. Le combinazioni di ingredienti utilizzate durante la sua preparazione sono infatti innumerevoli e persino la ricetta dell’impasto varia da pizzaiolo a pizzaiolo. La gravida può tranquillamente soddisfare il desiderio di una pizza durante la settimana sapendo però di avere di fronte un piatto altamente calorico. Infatti la classica “Margherita”, pizza al pomodoro e mozzarella fornisce in media 271 calorie per 100 grammi.  Considerando che una pizza margherita di medie dimensioni pesa 250-300 grammi, possiamo stabilire per questo piatto un apporto calorico medio di 700 Kcal. E’ permessa anche la pizza con la pancetta, con la salsiccia o salame assolutamente no.

L’olio d’oliva è sempre stato considerato a metà tra il cibo e la medicina. Ippocrate, il padre della moderna medicina, raccomandava succo di olive fresche per la cura delle malattie mentali e impiastri di olive macerate per l’ulcera. Contiene il 100% di grassi ma di questi ben l’85% è costituito da ac. grassi insaturi che insieme ai fitosteroli sono in grado di abbassare il livello di colesterolo LDL. Il burro ha una composizione specularmente opposta.

I fitosteroli sono un gruppo di steroli, lipidi particolari derivati dallo sterolo che possono essere ritrovati nelle piante e negli oli vegetali.

Il 18 gennaio 2005 il Journal of the National Cancer Institute ha riportato che l’olio d’oliva offre anche un’ottima protezione contro il cancro al seno.

L’olio d’oliva è il più digeribile degli oli vegetali: la sua importanza risiede nella sua composizione di acidi grassi. L’olio d’oliva è più stabile degli altri oli vegetali ed è molto resistente all’ossidazione. L’olio d’oliva è anche il più sano per friggere a causa del suo più alto punto di fumo (la temperatura alla quale l’olio inizia a degradarsi generando fumo e liberando sostanze nocive).

 ALTRI BENEFICI DELL’OLIO DI OLIVA:

  •       Attiva e stimola il tratto gastro-intestinale.
  •       Cura la costipazione cronica.
  •       Stimola il fegato e la cistifellea.
  •       Aiuta ad eliminare i calcoli renali.
  •       Aiuta a guarire l’ulcera gastrica.
  •       Protegge il sistema cardio-vascolare dall’arteriosclerosi.
  •       Aumenta l’assorbimento del calcio nelle ossa.
  •       Riduce gli agenti anti-ossidanti, e quindi ritarda l’invecchiamento.
  •       Sostiene lo sviluppo e la crescita dei bambini.
  •       Ammorbidisce la pelle.
  •       Aumenta la crescita dei capelli e ne rinforza le radici.
  •       Arricchito con vitamina E e D aumenta la potenza sessuale maschile.

Valore nutrizionale dell’olio di oliva extravergine (100 gr):

       Kcal 884

      Grassi: 100 gr (100%) di cui 85% ac. grassi insaturi

 

La cipolla è ricca di vitamina C ma anche A, B, E, Sali minerali e oligoelementi come ferro, zolfo, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo; flavonoidi, soprattutto presenti nella cipolla di Tropea, con azione diuretica e antimicrobica  e la glucochinina, un ormone vegetale, che possiede una forte azione antidiabetica. Aumenta la componente minerale ossea con effetto superiore a quello di calcitonina.  A coloro che soffrono di gastrite ed ulcera peptica è conveniente servire la cipolla cotta anche se con la cottura si perdono molte delle sue proprietà terapeutiche. Invece nei casi di dismicrobismo intestinale la cipolla è utile per normalizzare la flora batterica intestinale

 

L’aglio presenta proprietà antiossidanti ad opera di molti suoi componenti come i solfuri, il selenio, le vitamine del gruppi B e C; proprietà antibatteriche ad opera dei composti tiosolfonati che si formano spontaneamente dall’allicina; inoltre l’aglio stimola la produzione di linfociti T “killer” da parte delle cellule timiche. Proprietà antitumorali sono attribuite all’Ajoene e disolfurii contenuti nell’aglio. Lo stesso ajoene svolge attività antiaggregante piastrinica e antipertensiva. Infine l’aglio non presenta fenomeni allergici o antibiotico-resistenza né alcuna controindicazione tranne che per patologie gastroenteriche (2).

References:

  1. SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana: “Livelli di assunzione raccomandati di energie e nutrienti per la popolazione italiana. LARN”. Revisione 1996, EDRA Medical Publishing & New Media, Milano, 1998.
  2. ADA Reports. Position of the American Dietetic Association: “Nutrition and lifestyle for a healthy pregnancy outcome”. J Am Diet Assoc 2002;102:1479-149.
  3. ^ Clement F, Pramod SN, Venkatesh YP. Identity of the immunomodulatory proteins from garlic (Allium sativum) with the major garlic lectins or agglutinins. Int Immunopharmacol. 2010 Mar;10(3):316-24. Epub 2010, Jan 6

 

Gravidanza

Alimentazione in gravidanza e allattamento

L’alimentazione in gravidanza e allattamento assume una particolare importanza per gli effetti che si ripercuotono non solo sulla gestante ma anche sul feto e sul lattante (1). La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha elaborato criteri e linee guida (LARN Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti)  ispirati in gran parte ai dati USA raccolti e aggiornati come RDA (Recommended Dietary Allowances)  (1). La manipolazione  di molti cibi e l’epoca sempre più avanzata delle  gestanti complica il compito del dietologo e lo rende ancora più importante. L’epoca della prima gravidanza è passata dai 20-25 anni del 1960 ai 25-30 del 2000. Le tecniche di procreazione assistita (PMA) hanno consentito la  gioia della gravidanza anche a donne in età perimenopausale (40-50 anni e  oltre). Purtroppo l’età l’età biologica si impone realisticamente nonostante  l’aspetto giovanile di molte cinquantenni. La forza per portare avanti una  gravidanza per una quarantenne non è più la stessa di una ventenne. Se a questo  associamo i comuni disturbi gravidici quali nausea, vomito, scialorrea, inappetenza, avversione per alcuni alimenti, si comprende come la dieta materna  sia spesso inadeguata a colmare le aumentate richieste nutrizionali quantitative e soprattutto qualitative  tipiche della  gestazione. Un’errata alimentazione può contribuire all’insorgenza di  complicazioni come la gestosi ipertensiva e l’eclampsia (2).

L’incremento ponderale nei  nove mesi di gestazione in una donna normopeso ad inizio gravidanza, dovrebbe  essere di 11-12 Kg circa; se si è invece sovrappeso (BMI > 25) dovrà essere  contenuto tra 7 e 11 Kg; nelle donne sottopeso (BMI < 20) è auspicabile un incremento di 14-16 Kg. Perciò il fabbisogno energetico in gravidanza  aumenta del 15-20% (da 2200 Kcal a 2.700 Kcal), quello proteico del 20%, quello di vitamine e sali minerali del 25-120%; per questi ultimi ormai si ricorre a numerosi preparati commerciali di multivitaminici e oligoelementi. Per esigenze particolari si ricorre a farmaci contenenti singole o specifiche vitamine.

Acido folico (vitamina B9): è importante per il  regolare sviluppo della massa cerebrale e del midollo spinale;  i folati vengono prodotti in minima quantità a livello intestinale dal metabolismo della flora intestinale mentre in gran parte vengono assunti con la dieta; un’alimentazione completa ed equilibrata fornisce circa 200 μg di acido folico, sufficienti per una donna non gravida. In  gravidanza occorre un supplemento di 200-300 microgrammi che deve essere fornito con i farmaci. Negli USA e nel Canada viene realizzato l’arricchimento della farina mediante acido  folico. In tal modo si è avuta una diminuzione statisticamente rilevante dei difetti del tubo neurale. Antinfiammatori, antinfiammatori e antiepilettici riducono l’assorbimento di ac. folico. L’ac. folico non presenta alcuna controindicazione ma un sovradosaggio (>4 mg/die) potrebbe provocare effetti indesiderati come dolori addominali, irritabilità, nausea e, in rari casi, ipersensibilità.

Vitamina A: in gravidanza quasi sempre è somministrata in preparati commerciali che contengono anche Sali minerali e  polivitaminici. La dose giornaliera non deve superare 5000 UI/die e con questo dosaggio non presenta rischi. Dosi >10000 UI/die aumentano il rischio di malformazioni fetali.

Vitamina D: è importante per lo sviluppo dell’apparato osseo fetale e del neonato. Generalmente l’esposizione alla luce dovrebbe garantire adeguati livelli di vitamina D, ma si possono verificare stati carenziali sia per la mamma che per il feto per cui si consiglia di assumere 10 μg/die di vitamina D. Se i livelli circolanti di vitamina D superano i 100 ng/ml si possono avere effetti tossici sulla gravida ed ossificazione di tessuti molli nel feto. Per evitare ciò, è consigliabile non superare un’assunzione giornaliera di 50 μg/die.

Calcio: il metabolismo del Calcio tra gestante e feto è un aspetto particolarmente rilevante. Se l’assunzione di calcio con l’alimentazione non è sufficiente, il calcio necessario al feto viene  prelevato dalle riserve della madre esponendola ad un potenziale rischio di osteoporosi e aumentata suscettibilità alla carie dentaria.

Zinco: è presente in circa 300 enzimi fra i quali quelli deputati alla sintesi del DNA. Il deficit di zinco è causa di IUGR.

Omega 3 (EPA e DHA[1]):  Omega 3 (ALA[2], EPA[3] e DHA[4]):  Sono acidi grassi polinsaturi noti per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità, soprattutto del SNC, retina e globuli rossi. Talvolta sono raggruppati come Vitamina F (dall’ingleseEFA, Essential Fatty Acids). La principale fonte alimentare degli ω-3 è rappresentata dai pesci, in particolare quelli ad alto contenuto di grassi: merluzzo, salmone, aringhe, pesce azzurro.

 Vitamine del gruppo B: il deficit di vitamine del gruppo B è responsabile di anemia carenziale, dermatite seborroica, parestesie, crampi muscolari. Si trovano in particolare nella carne di  tacchino, pesce azzurro, salmone, latte, uova.

 

Vitamina C:  è soprattutto un importante fattore antiossidante. A livello vaginale favorisce un pH acido e quindi crescita di flora saprofita e ostacolo alla flora batterica e micotica. La cottura può comportare perdita di vitamina C (fino al 75%); tale fenomeno può essere ridotto adottando una cottura che sia il più possibile rapida ed in poca acqua. La sua carenza in gravidanza si accompagna ad una esacerbazione delle gengivorragie. Particolarmente ricchi di vitamina C sono i peperoncini rossi piccanti, si trova anche negli ortaggi e nelle verdure fresche.

 

Vitamina E (tocoferoli (α, β, γ, δ) e tocotrienoli (α, β, γ, δ): La maggior parte della vitamina E plasmatica viene rinvenuta nelle lipoproteine a bassa densità (LDL) ma se ne trova anche a livello delle lipoproteine ad alta densità (HDL). E’ un antiossidante e come tale previene la perossidasi lipidica e quindi la salvaguardia delle membrane cellulari ed in particolare dei globuli rossi. La vitamina E, inoltre, sembra regolare l’attività della lipossigenasi e della ciclossigenasi. Tali enzimi sono coinvolti nella formazione di prostanoidi, composti capaci di mediare i fenomeni d’aggregazione piastrinica i quali vengono accentuati dalla mancanza della vitamina. Il suo deficit inoltre accentua il fenomeno degli edemi declivi in gravidanza. In natura si trova in particolare nei pinoli ed uva passita e nelle verdure fresche.


[1] Ac. docosaesaenoico, ac. grasso insaturo presente in particolare nelle cellule nervose, nel centro della memoria e nella retina

 

[2] Acido alfa linoleico

[3] Acido eicosapentaenoico

[4] Ac. docosaesaenoico, ac. grasso insaturo presente in particolare nelle cellule nervose, nel centro della memoria e nella retina

 Seitan: l’alternativa vegetale della carne. Si ottiene dal glutine di grano tenero o farro o Kamut. ll seitan ha un apporto calorico di 120 KCal/100 gr, un apporto proteico elevato (18%) e pochi grassi (1.5%); contiene scarsa quantità di colesterolo e acidi grassi saturi. Di aspetto simile alla carne ma più facilmente digeribile, con sapore simile ma più gradevole e delicato.  In commercio è possibile trovare seitan al naturale, oppure alla piastra, a cubetti, affettato, affumicato, aromatizzato, è altamente digeribile e quindi adatto a bambini ed anziani; essendo ricavato dal glutine è sconsigliato per chi ha problemi di celiachia o di intolleranza.

 

Uno schema dietetico, con possibili variazioni, per il 1° trimestre di gravidanza in linea generale non si discosta da una sana dieta alimentare da 2.300 Kcal di donna non gravida normopeso ed è rappresentato nella tab. n. 2. E’ consigliabile programmare pasti piccoli e frequenti (3 pasti + 2 spuntini). Masticando bene e lentamente si raggiunge prima il livello di sazietà e si evita l’ingestione di aria. La distribuzione delle calorie per una dieta da 2.500 Kcal prevede un carico di 500 Kcal a colazione, 1.100 Kcal a pranzo, 600 Kcal a cena e due spuntini da 150 Kcal.   Preferire sempre alimenti freschi possibilmente di produzione locale, “a Km 0″, cotti al vapore, al forno o lessi evitando le fritture. Due volte a settimana consumare pesce fresco. Evitare bevande zuccherate e dolciumi, burro e strutto, gli insaccati e consumare carne ben cotta. Le verdure e la frutta devono essere lavati accuratamente, passati per 3 minuti in soluzione di amuchina (1 misurino in 3 litri di acqua) o bicarbonato (1 cucchiaio/litro di acqua) e abbondantemente  risciacquati. Nel 1° trimestre è sufficiente un supplemento di acido folico 4 mg/die e supplemento energetico di 150 KCal Kcal/die, l’equivalente di 50 grammi di pane o di 3 fette biscottate con 25 grammi (1 cucchiaio) di marmellata.

Alimenti consigliati: Zuccheri complessi: pane (meglio integrale o di segale), pasta, riso, cereali, legumi; il loro assorbimento è più lento; ricchi in fibra, contengono inoltre una quota proteica; sarebbe preferibile invece eliminare del tutto gli zuccheri semplici (zucchero, dolci, bibite dolcificate). Proteine:  legumi, carne (preferire carni bianche), pesce (soprattutto pesci di piccola taglia), uova (preferibilmente cotte), soia, latte parzialmente scremato. Grassi: olio extravergine di oliva; limitare il consumo di burro e margarine; togliere sempre il grasso visibile negli alimenti. Vitamine e oligoelementi: tutta la frutta; meglio quella fresca di stagione preferibilmente negli spuntini; verdure, latte. Bevande: almeno 2 litri al dì; l’acqua di rubinetto è sicura in quasi tutte le nostre città. Le acque oligominerali sono, per definizione, povere di calcio, uno dei minerali più importanti durante la gravidanza.

Endometriosi

endometriosi nelle teen-agers

L’endometriosi é una malattia che non conosce età. In letteratura sono descritti casi di endometriosi in adolescenti di appena 10½ anni e in donne di 78 anni. Se una ragazza manca da scuola per 2-3 giorni quasi sempre è riferita  a dismenorrea, ma spesso, ad un più attento esame anamnestico, risulterà che il dolore pelvico inizia molti giorni prima, per accentuarsi drammaticamente all’inizio delle mestruazioni. In tal caso è giusto sospettare l’esistenza di endometriosi. L’eplorazione laparoscopica conferma l’esistenza della e. nel 40-70% dei casi di dolore pelvico cronico nelle tee-agers e adolescenti (1).

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