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Prostaglandine, Prostacicline, Trombossani e Leucotrieni

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Prostaglandine, prostacicline, trombossani e leucotrieni sono tutte sostanze classificate come eicosanoidi  derivati dall’acido arachidonico (uno dei componenti degli omega 6), un fosfolipide di membrana da cui è liberato grazie all’azione della fosfolipasi 2. Gli eicosanoidi derivati dall’acido arachidonico (omega-6), aumentano le reazioni allergiche, la proliferazione cellulare, la pressione sanguigna, le reazioni infiammatorie, l’aggregazione piastrinica, la trombogenesi e il vasospasmo, producono il colesterolo LDL e diminuiscono il colesterolo HDL. Mentre gli eicosanoidi derivati da EPA e DHA (Omega-3), hanno effetti opposti, cioè antinfiammatorio, antiaggregante ecc. L’assunzione degli acidi omega-3, oltre al consumo di pesce (pesce azzurro in particolare) può essere assicurato anche mediante l’uso di microalghe verdi-azzurre, in particolare l’alga Klamath che è particolarmente ricca di Omega-3.

Prostaglandine,  dal latino prosta + glandula, così denominate perchè inizialmente furono isolate  nel liquido seminale dove sono presenti in elevate concentrazioni ma evidenziate in seguito nel SNC, fegato, polmoni e molti altri tessuti. Le PG, classificate in 9 gruppi con la PG seguita dalle lettere da A a I, derivano dall’acido arachidonico, a sua volta derivato dai fosfolipidi di membrana,  grazie all’azione delle ciclossigenasi (COX1 e COX 2) rispettivamente inibite dai cortisonici (COX1) mentre aspirina e FANS contrastano l’azione della COX2 (1-4).

Le prostaglandine (PG) svolgono molteplici e complesse funzioni biologiche; esse agiscono soprattutto come “modulatori locali” di molte attività ormonali e in molti casi agiscono come veri e propri ormoni. Le PG svolgono  un ruolo importante  nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella funzione renale, nella biosintesi del progesterone (la PGE2 aumenta la sintesi a livello del corpo luteo mentre la PGF2α ha un’azione inibitoria),  nella patogenesi dell’infiammazione, nella fisiopatologia dell’endometriosi.  Le  PGE agiscono come vasodilatatori mentre le ,PGF2α hanno un’azione vasocostrittrice. Le PGE2 e PGF2α aumentano il tono e la contrattilità muscolare dell’utero e proteggono la mucosa intestinale (5-9).  

Le PG agiscono sul meccanismo dell’infiammazione  regolando l’irrorazione ematica locale, la permeabilità vascolare e la chemiotassi macrofagica e leucocitaria.  

Una delle prime applicazioni pratiche delle prostaglandine riguarda l’induzione dell’aborto terapeutico e nell’induzione del parto con aumento delle contrazioni uterine e soprattutto con l’induzione della maturazione cervicale.

Broncospasmo, fenomeni allergici e disturbi gastrointestinali si osservano con una certa frequenza in seguito alla terapia con PG (10-16).

Prostacicline (PGI2): azione vasodilatatrice e antiaggregante. In vivo le PGI e i TX vengono misurati valutando i metaboliti urinari: 6-keto-PGF1α e il  TXB2 rispettivamente (17). Le PGI vengono secrete quasi esclusivamente dalle cellule endoteliali (18-20).  Le PGI2 sono i naturali antagonisti dei trombossani.

Nella menorragia primaria (AUB) il rilascio uterino di prostacicline è aumentato e di conseguenza la quantità di sangue mestruale. Gli inibitori della sintesi delle PGI2 potrebbero effettuare un’azione antiemorragica come dimostrato da studi su tessuto uterino non gravido effettuati in vitro ma non confermati in vivo (27).

Nelle pazienti con endometriosi pelvica si riscontrano aumentati livelli dei metaboliti della prostacclina e del trombossano A2 ( 6-keto-PGF1α e TXB2 rispettivamente)  nel liquido peritoneale (27).

Trombossani (TMX): sostanze organiche, del gruppo delle prostaglandine, hanno effetti vasodilatanti, favoriscono l’aggregazione delle piastrine e il broncospasmo. Sono prodotti in larghissima parte dalle piastrine (21-26).

La gestosi, la preeclampsia e altre sindromi di insufficienza placentare cronica sono accompagnate da carenza di prostaciclina nella madre e nei tessuti fetali e da una sovrapproduzione di trombossano A2 soprattutto nella placenta  con conseguente vasocostrizione e iperattività piastrinica, che sono patognomoniche per le gravidanze ipertensive, insufficienza placentare e IUGR (27). Viceversa nelle gravidanze normali si riscontra un equilibrio di secrezione di PGI2 e TXA2. Riequilibrare il rapporto PGI2/TXA2 in favore delle prostacicline (mediante manipolazione dietetica, somministrazione di prostaciclina e/o suoi analoghi, farmaci prostaciclina-stimolanti e/o trombossani-inibitori) costituisce l’auspicabile target di una futura terapia della gestosi (28,29).

Il rapporto prostaciclina/thromboxane A2 shifts in favore del TXA2  nelle pazienti con cancro della sfera genitale (23).

Il selenio, la vitamina C e la vitamina E  inibiscono  in vitro la produzione di trombossano ed incrementano la sintesi di PGI2, ma non si hanno dati certi sugli effetti in vivo (26,27).  Invece, secondo un ampio studio  (30) condotto su 333.693  persone di 33 nazioni, alti livelli ematici di etanolo (66-132 mg/dl (14.3 and 28.6 mmol/l), come si riscontrano negli alcolisti cronici, con gravi conseguenze epato-gastro-pancreatiche, sembrano possedere una buona attività inibitrice dell’aggregazione piastrinica, diminuzione della sintesi di trombossani e incremento della sintesi di prostacicline (30-41).

I leucotrieni (LTs) – così detti perchè sintetizzati nei leucociti e per la presenza di 3 doppi legami (triene) –  sono stati descritti per la prima volta nel 1938 quando furono isolati da tessuto polmonare in seguito a prolungata esposizione a istamina e un veleno di serpente. Sono prodotti nei leucociti (mastociti, eosinofili, neutrofili, monociti e basofili). Sono sostanze lipidiche eicosanoidi (derivati dall’ac. arachidonico come le Prostaglandine, Prostacicline e Trombossani) interessate ai processi flogistici ed immuno-anafilattici, istamina-mediati, con meccanismo autocrino e paracrino (42-44). In particolare sono i responsabili della fase ritardata delle reazioni anafilattiche SRS-A (Slow-Reacting Substance of Anaphylaxis),  in grado di indurre, attraverso la produzione di istamina,  una lenta contrazione della muscolatura liscia con effetto broncocostrittore. Aumentano la permeabilità vascolare con edema conseguente, e, richiamano eosinofili e neutrofili, realizzano il quadro infiammatorio alla base dell’asma. Esempi di leucotrieni sono: LTA4, LTB4, LTC4, LTD4, LTE4, e LTF4 (45-49)

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