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Prebiotici e probiotici

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PREBIOTICI:

prebiotici sono sostanze, quasi sempre oligosaccaridi, che non vengono assorbite dall’organismo ma  favoriscono nel colon la crescita di batteri saprofiti presenti in 400 specie circa nella flora intestinale saprofitica (1). I prebiotici sono trasformati dai batteri della flora intestinale in acidi grassi a corta catena come acetato, butirrato e propionato. Questi acidi grassi provocherebbero un calo del pH nell’intestino crasso con una presunta riduzione della crescita di batteri ad azione patogena e  la proliferazione dei Bifidobatteri (perciò vengono detti fattori bifidogenici). Gli integratori contenenti prebiotici sono indicati per coloro che seguono un regime alimentare povero di frutta e verdura e per chi ha effettuato una antibioticoterapia  con dismicrobismo intestinale, per le pazienti affette da vulvovaginite batterica e/o micotica ricorrente (2-5). Generalmente, l’assunzione di prebiotici nelle quantità consigliate non dà effetti collaterali; soltanto l’assunzione in dosi particolarmente elevate (>10 gr/die) può provocare disturbi gastrointestinali quali diarrea, flatulenza e meteorismo.

Affinché una sostanza possa essere definita prebiotico deve avere determinate caratteristiche definite dalla United Nations/World Health Organization Guidelines for Probiotics, che sommariamente possiamo riassumere nel modo seguente:

  • devono essere in grado di superare, senza subire sostanziali modifiche delle proprie caratteristiche, i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente;
  • devono fungere da substrato nutritivo fermentabile per la microflora presente nell’intestino, stimolando in modo selettivo la crescita  della flora intestinale simbionte rappresentata da bifidobatteri, lattobacilli ecc.
Buone fonti di prebiotici sono i germi e farina di grano, legumi, verdure,  il dente di leone, cicoria, asparagi, carciofi, pomodori, barbabietole da zucchero, aglio, cipolle, porri, banane, frutti di bosco, carciofo di Gerusalemme (Topinambur).
Il nome carciofo di Gerusalemme deriva dal suo sapore delicato e dolciastro che ricorda quello del carciofo.
E’ una pianta  rustica e resistente che cresce lungo i sentieri ed i fossati. Le sue radici tuberose un tempo venivano consumate come sostituto delle patate e perciò è anche detta “patata americana”.
 

I principali prebiotici:

  • I fruttooligosaccaridi (FOS): sono oligosaccaridi a catena corta costituiti da D-fruttosio e D-glucosio,  prodotti a partire dalle barbabietole da zucchero. I fruttooligosaccaridi nutrono in maniera selettiva i bifidobatteri e gli effetti si osservano già dopo 4 giorni di terapia con 2.5 gr/die.  Sono i prebiotici più utilizzati.
  • Inuline: sono carboidrati che appartengono alla classe dei fruttani; si ottengono dalle radici della cicoria e del carciofo di Gerusalemme.
  • Isomalto-oligosaccaridi: si formano per trasformazioni enzimatiche e sono presenti in numerosi integratori.
  • Lattitolo: in Europa è impiegato come dolcificante, in Giappone è usato come prebiotico, mentre negli USA è impiegato a livello sperimentale.
  •  Xilo-oligosaccaridi: commercializzati principalmente in Giappone, si stanno diffondendo anche sul mercato statunitense. 
  • Transgalatto-oligosaccaridi: sono costituiti da una miscela di oligosaccaridi costituiti da D-galattosio e da D-glucosio; sono commercializzati anche in Europa.
  • Oligosaccaridi della soia: sono commercializzati in Giappone e negli USA.
  • Pirodestrine: attualmente sono ancora in fase sperimentale.
  • Lattulosio: è un disaccaride formato da D-fruttosio e D-lattosio. Negli Usa è venduto come farmaco per il trattamento della costipazione e dell’encefalopatia epatica, mentre in Giappone è impiegato come prebiotico.
  • Lattosaccarosio: anch’esso ottenuto per trasformazione enzimatica è usato soprattutto in Giappone e, in misura minore, negli USA.

PROBIOTICI: Secondo la definizione ufficiale di  FAO e OMS, i probiotici sono organismi vivi per la maggior parte rappresentati dai lactobacilli e bifidobatteri.  I probiotici vengono comunemente consumati insieme agli alimenti fermentati che li contengono come yogurt (con aggiunta specifica di culture batteriche vive e attive), kefir di latte,  formaggi stagionati, crauti, kimchi (piatto tradizionale coreano fatto di verdure fermentate con spezie.

Il kefir (dall’armeno keif che significa benessere) è latte fermentato tramite granuli di kefir, di aspetto cremoso, simile allo yogurt ma più acidulo e leggermente alcolico.; è ricchissimo di fermenti lattici e  prebiotici, in concentrazione di molto superiore allo yogurt. lo Yogurt italiano può essere chiamato tale solo se si tratta di latte vaccino fermentato da due soli batteri: Lactobacillus Bulgaricus e Streptococcus Termophilus.

E’ adatto anche per le persone intolleranti al latte perchè  i granuli di Kefir si nutrono di lattosio, per cui il prodotto finale avrà una percentuale di lattosio molto basso. Inoltre nel processo di fermentazione viene prodotto l’enzima lattasi, che è quell’enzima deputato della digestione del lattosio che manca in tutti quei soggetti che sono intolleranti al latte. 

Il Kefir ricavato dal latte intero ha più o meno lo stesso potere calorico del latte di provenienza.

La fermentazione non modifica significativamente il contenuto calorico, ma piuttosto la composizione di certi nutrienti. Se da una parte Il Kefir di latte presenta una quantità inferiore di lattosio e di alcune vitamine, dall’altra avremo un contenuto piuttosto alto di vitamina B12 (cianocobalanina) e B9 (acido folico). Rimangono invece inalterati i sali minerali.

Aumenta le difese immunitarie, contrasta le cistiti recidivanti e le micosi ricorrenti.

 Il termine “probiotico” deriva dalla preposizione latina “pro” e dal greco βιωτικός (biotico). I probiotici producono ac. lattico e ac. acetico e quindi abbassano il pH contrastando la crescita di batteri e miceti virulenti. Inoltre i probiotici aderiscono alle pareti intestinali contrastando l’adesione dei batteri patogeni.  I lattobacilli inoltre stimolano l’attività delle cellule immunitarie. L’Acidophilus DDS-1 produce acidophilina e acidolina, due potenti antibiotici naturali. 

Il Kefir di latte si prepara utilizzando latte e granuli di kefir liofilizzati.

Prodotti commerciali (in genere presentano un’associazione di prebiotici e probiotici):

  • Serilact bustine, confetti, gocce ped: probiotici + inulina + FOS  + zinco.
  •  Dicoflor cpr  (Lactobacillus acidophilus)
  • Flortec bustine (lactobacillus paracasei)
  • Idracol capsule: olio di pesce (EPA + DHA, Omega-3), bacillus coagulans, olio di menta, carbone vegetale,  estratto di altea e camomilla
  • Florelax bustine, capsule  e flaconcini (Lievito di birra + probiotici + B1 B2  B6 + nicotinammide + ac. folico + camomilla + valeriana + angelica + menta + cumino)
  • Flora Norm bustine (miscela di probiotici + baobab)
  • Purafluor bustine (probiotici + minerali + antiossidanti + lattoferrina)
  • Prolife flaconcini os (Lattobacilli ac. + Vit B1, B2, B6, B12 + glucoligosaccaridi)
  • Acidophiplus cps: Lactobacillus acidophilus DD-S1 + FOS estratto da  Heliantus tuberosus, + glycyrrhiza glabra + germogli di bambù
  • Ferzym plus cpr: probiotici (10 ceppi) + inulina + baobab + acacia + oligofruttosaccaridi
  • Ld2®  flaconcini os (lattoferrina + fermenti lisati + Cranberry)
  • Proactiv 50® cpr (fermenti lattici + bifidobatteri)
  • Idracol® bustine orosolubili (bacillus coagulans, estratto di liquirizia, olio di ribes nero, menta, anice)
 Bibliografia:
  1. Roberfroid (Gibson GR, Roberfroid MB (Jun 1995). “Dietary modulation of the human colonic microbiota: introducing the concept of prebiotics”. J Nutr. 125 (6): 1401–1412. PMID 7782892).
  2. Mary E. SandersLinda C. Douglas Probiotics and Prebiotics in Dietetics Practice  Journal of the American Dietetic Association  Volume 108, Issue 3, March 2008, Pages 510–521
  3. Lori Kopp-Hoolihan,  Prophylactic and Therapeutic Uses of Probiotics: A review  Journal of the American Dietetic Association Volume 101, Issue 2, February 2001, Pages 229–241
  4. Gregor ReidJeremy BurtonEstelle Devillard: “The Rationale for Probiotics in Female Urogenital Healthcare”.  MedGenMed. 2004; 6(1): 49.
  5. Reid G. Probiotics for urogenital health. Nutr Clin Care. 2002;5:3–8. Abstract.


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