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Immunità cellulare (o cellulo-mediata)

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L’immunità cellulare, meglio nota come immunità cellulo-mediata, è una risposta agli antigeni da parte del sistema immunitario che prevede:

  1. l’attivazione di linfociti T citotossici, macrofagi, cellule natural killer (NK), 
  2. citotossicità diretta
  3. secrezione di citochine.

Si distingue dall’altro tipo di immunità, umorale, che si avvale della produzione di anticorpi (immunoglobuline) prodotti dai linfociti B. La risposta immunitaria umorale è importante soprattutto nella difesa contro le infezioni batteriche mentre l’immunità cellulo-mediata è efficace in particolare contro parassiti, virus, funghi, cellule tumorali e cellule trapiantate non self (non compatibili). Tuttavia, non esiste una separazione così netta, in quanto in genere si ha la cooperazione di entrambi i tipi di linfociti.

L’immunità cellulo-mediata è più attiva verso gli agenti posti all’interno delle cellule,  dove la risposta umorale stenta ad arrivare ed agire. 

Meccanismo d’azione: 

  1. attivazione  di linfociti T citotossici e mitosi degli stessi in risposta ad antigeni specifici presenti sui batteri o cellule infette o sostanze non self (estranee all’organismo) o comunque ritenute potenzialmente dannose per l’organismo. La distruzione degli agenti patogeni e cellule infette è effettuata dai linfociti citotossici attraverso due meccanismi: liberazione di una proteina denominata perforina in grado di determinare la lisi osmotica delle cellule bersaglio e generazione di segnali che attivano enzimi litici in grado di degradare il DNA della cellula bersaglio. 
  2. Attivazione di monociti in macrofagi  che attivati acquistano la capacità di distruggere agenti patogeni intracellulari.
  3. Cellule NK (linfociti NK) –  I linfociti natural killer, o cellule NK, sono un componente del sistema immunitario innato, che non attacca direttamente gli agenti patogeni invasori. La loro specializzazione, infatti, è distruggere le cellule dell’organismo compromesse, come le cellule tumorali o le cellule infettate da virus, riconoscendole grazie ad una condizione nota come “missing self“. Questo termine descrive cellule con bassi livelli di un marker presente sulla superficie cellulare chiamato MHC I (complesso maggiore di istocompatibilità), una situazione che può verificarsi nelle infezioni virali. Esse sono state nominate “natural killer” a causa della nozione iniziale, che non richiedono l’attivazione, al fine di uccidere le cellule le cellule tumorali e le cellule infette. È ormai noto che il marker MHC sulla superficie di queste cellule risulta alterato e le cellule NK si attivano attraverso il riconoscimento del “missing self“. Le cellule del corpo normali non sono riconosciute e attaccate dalle cellule NK, poiché esse esprimono auto antigeni MHC intatti.
  4. Secrezione di citochine da parte dei linfociti T helper: le citochine amplificano la risposta immunitaria sia cellulare che umorale che altrimenti sarebbe troppo blanda e inefficace.

L’immunità mediante le cellule è rivolta soprattutto alla distruzione di cellule infettate e degli agenti patogeni che sopravvivono alla fagocitosi.  È la più efficace nel rimuovere cellule infettate da virus, ma partecipa anche nell’eliminazione di funghi, protozoi, cellule tumorali e batteri intracellulari. Gioca un ruolo importante anche nel rigetto degli organi trapiantati.

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