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Dizionario Ostetrico-Ginecologico Dizionario Ostetrico-Ginecologico

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E

Ectoderma: lamina di cellule che nei primi stadi dello sviluppo embrionale si differenzia entro la massa cellulare interna sporgente nella cavità della blastocisti. Essa è riconoscibile a partire dal 16° giorno di gestazione, quando l’embrione ha la forma di un disco appiattito formato da tre strati di cellule sovrapposti l’ectoderma costituisce il più esterno dei foglietti embrionali, è lo strato rivolto verso la cavità amniotica e in pratica corrisponde a ciò che rimane dell’epiblasto dopo che da questo si sono differenziate le cellule del mesoderma e dell’endoderma. Risultano derivati dall’ectoderma il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), il nervo ottico e la retina, il sistema nervoso periferico, il tessuto cromaffine, l’epitelio sensoriale dell’orecchio e del naso, cute ed annessi, la ghiandola mammaria,  l’epitelio del vestibolo della bocca, l’ipofisi anteriore, lo smalto dei denti, il cristallino, l’epitelio della cornea, l’epitelio esterno del timpano, la muscolatura liscia dell’iride.

EDTA (Acido EtilenDiamminoTetraAcetico): è un acido carbossilico. Spiombo e dei metalli pesanti legandosi a questi per “chelazione” e trasportandoli per le vie naturali fuori dell’organismo. Agisce come antiossidante legandosi per chelazione ed eliminando il piombo presente nell’organismo. Svolge inoltre un’azione antiaterosclerotica legandosi al calcio in eccesso presente nelle pareti vascolari e impedendo la perossidazione dei lipidi. In commercio: EDTA cps 250 mg da assumere tassativamentea stomaco vuoto.

Edema ovarico massivo: ingrossamento simil-tumorale dell’ovaio dovuto a torsione.

Emoglobina glicosilata (HbA1c): è un indice delle glicemia nei 3-4 mesi precedenti al prelievo. Valori di HbA1c <7% sono indicativi di un andamento glicemico adeguato. Se, al contrario, i valori sono >7% è necessaria una modifica del trattamento terapeutico del diabete. 

Endocervice: mucosa di rivestimento del canale cervicale. Continua in alto con la mucosa dell’endometrio, esternamente con l’esocervice che ricopre la portio. La mucosa endocervicale è rivestita da un solo strato di cellule epiteliali secernenti e contiene numerose ghiandole scernenti il muco cervicale particolarmente copioso e filante nel periodo pre-ovulatorio (spinbarkeit); prelevato con un apposito strumento (asiglaire), striscito su un vetrino e fatto essiccare all’aria presenterà all’osservazione sotto il microscopio ottico una caratteristica arborizzazione dovuta ai cristalli di sodio contenuti nel muco. L’estensione delle ramificazione sono indice del livello sierico di 17-β-estradiolo.

Endometrio: strato di  mucosa che tappezza la cavità dell’utero. La superficie dell’e. è rivestita da uno strato di cellule epiteliali cilindriche, al di sotto del quale vi è uno stroma in cui sono contenute numerose ghiandole tubulari semplici che si aprono alla superficie. Nella donna in età fertile   la mucosa endometriale va incontro a modificazioni periodiche sotto l’influenza di ormoni prodotti dall’ovaio tali modificazioni hanno lo scopo di preparare la mucosa stessa all’impianto dell’uovo fecondato e, se la fecondazione e l’annidamento dell’uovo non avvengono, l’endometrio si sfalda e necrotizza e dà luogo alla mestruazione.

Endorfine (β-): ormoni secreti dall’ipofisi e dotate di proprietà analgesica ed euforizzante. Questo ormone può indurre sensazioni di piacere ed euforia durante i massaggi, agopuntura  il parto e l’allattamento. Durante e dopo attività fisica può aumentare del 500%!  Nei soggetti patiti dell’esercizio fisico possono dare un discreto grado di dipendenza, più del cioccolato e del fumo. In mancanza, insorge il “craving” che consiste in una sensazione di intensa sofferenza, psichica, fisica con polarizzazione dell’ideazione, astenia, anoressia, sintomi depressivi e sensazione di depersonalizzazione.

Eparina: Anticoagulante, antitrombotica prodotta nell’apparato di Golgi dei leucociti basofili e dei mastociti.Esplica la sua attività anticoagulante essenzialmente legandosi all’AT III (inibitore della trombina) ed attivandola. Inibisce il fattore X attivato, riduce l’attivazione dei fattori VII, IX, X e XII della coagulazione. Si oppone alla liberazione del fattore piastrinico 3 e deprime gli inibitori della fibrinolisi. Suo antagonista è la protamina.

 Eparine a basso peso molecolare,  Low Molecular Weigth Heparin (EBPM, LMWH): hanno il vantaggio di minore efficacia sul fattore X anzichè sui fattori piastrinici; presentano minori rischi di trombocitopenia e osteoporosi indotte dall’eparina.

Epididimo: Organo situato dietro il margine posteriore del testicolo, lungo 50 mm, largo 15 mm, con uno spessore di 5 mm. La prima porzione è detta testa, segue una porzione intermedia o corpo ed una estremità inferiore o coda. È addossato al testicolo e congiunto ad esso per mezzo di canali chiamati condottini efferenti che partono dal testicolo e dopo un decorso tortuoso costituiscono un canale collettore, il canale dell’e. Questo, nonostante la sua lunghezza (6-7 m), si ripiega e si avvolge su se stesso tanto da essere interamente contenuto entro corpo e coda dell’epidimo.

Episiotomiaincisione chirurgica (tomia) del perineo (epíseion) praticata nell’assistenza al parto spontaneo per favorire l’espulsione della parte presentata specialmente in caso di sofferenza fetale insorta improvvisamente in fase espulsiva. 

Esocervice: porzione di mucosa ricoprente esternamente il collo dell’utero. Essa continua internamente con l’endocervice ed esternamente con la mucosa vaginale. È costituita da un epitelio squamoso stratificato, identico all’epitelio vaginale, e privo di ghiandole.

Estetrolo: è un estrogeno di origine unicamente fetale, derivante dalla 15-a-idrossilazione dell’estriolo, presente soprattutto verso il termine della gravidanza.

Estradiolo (E2):  è l’estrogeno maggiormente presente nelle donne, ma anche negli uomini,  in età riproduttiva. Come tutti gli steroidi, deriva dal colesterolo. Il colesterolo è convertitonelle cellule tecali ovariche  in androstenedione, testosterone. Il testosterone sottoposto all’azione dell’aromatasi, è convertito in 17-β-estradiolo nelle cellule ovariche della granulosa. Una minore quantità è prodotta nella corteccia surrenale ed una minima quantità nelle cellule delle pareti arteriose. Può anche derivare da una conversione dell’estrone in estradiolo. In gravidanza è prodotto dalla placenta  per aromatizzazione dai precursori in quantità correlata all’epoca gestazionale.  L’E2  in circolo si trova in gran parte legato all’SHBG, in minor percentuale si lega all’albumina e solo in minima quantità circola libero. Viene escreto per via renale dopo essere stato glucuronato nel fegato. In parte si trasforma in estrone e estriolo. L’estradiolo presenta un picco in fase preovulatoria ed un secondo riazo di minore entità nella fase middle-luteale (v. grafico).  La sua azione estrogenica è molto potente, rispetto all’estrone e all’estriolo, ed agisce in pubertà determinando le modificazioni fenotipiche femminili.

 Estriolo (E3): gli estrogeni vengono metabolizzati alla peri­feria, principalmente nel fegato, in una vasta gam­ma di metaboliti (circa 40), il più importante dei quali è l’estriolo (E3), che si forma dall’estrone per semplice riduzione in C17 e idrossilazione in C 16. L’estriolo viene eliminato principalmente con le urine, dove è l’estrogeno presente in maggiore quan­tità. Le sue concentrazioni plasmatiche oscillano tra 8 pg/ml all’inizio del periodo follicolare e 11 pg/ml nel periodo luteinico. Il dosaggio dell’estriolo plasmatico viene utiliz­zato anche nel monitoraggio della gravidanza come indice di funzionalità epatica fetale e presenta valori che da 100 ng/ml alla 25a settimana a 200 ng/ml a termine di gravidanza.

E1, estrone: deriva dalla deidrogena­zione dell’estradiolo o dalla aromatizzazione del­l’androstenedione.  Durante la vita riprodut­tiva l’estrone non ricopre alcun ruolo fisiologico di rilievo, nella menopausa I’estrone diventa il princi­pale estrogeno plasmatico: la sua concentrazione rag­giunge in media i 30-40 pg/ml, mentre quella del­l’estradiolo scende intorno ai 15 pg/ml. La produzione dell’estrone in questo periodo ori­gina quasi completamente dalla conversione perife­rica dell’androstenedione, soprattutto a livello del tessuto adiposo.

Estrogeni naturali coniugati: miscela di estrogeni (estradiolo, solfato di estrone, equilina, equilinina) estratti da urine di giumenta gravida. Sono disponibili in compresse da 0.625, 1.25, 2.50 mg da soli per la terapia o in associazione con progestinici per la terapia sostitutiva in menopausa. Esiste una confezione da 20 mg in fiale per uso endovenoso per la terapia delle metrorragie capillari.

Catecolestrogeni (CE): metaboliti degli estrogeni da cui derivano per mezzo della 2-idrossilazione che avviene   in vari organi, ma soprattut­to nel fegato e nel cervello (in particolare in questa sede l’80% viene prodotto a livello ipotalamico). I CE possiedono da un lato la capacità di interagire con i recettori per gli estrogeni e, contemporaneamente, possono influenzare l’attività delle catecolamine agen­do in modo inibitorio sulla tirosina-idrossilasi con conseguente diminuzione delle catecolamine, oppure in modo competitivo con la catecol-o-metil-transferasi (COMT), per cui si ha un aumento delle catecolamine.

 EVLT (EndoVenous Laser Treatment): è una procedura endovascolare, di rapida esecuzione e minima invasività, che sfrutta l’energia laser per ottenere la chiusura della vena safena. Non vi sono incisioni a livello inguinale né ematomi, che solitamente si accompagnano alla chirurgia tradizionale dello stripping.  Il trattatmnto è effettuato in regime ambulatoriale o di Day Surgery, con dimissione pressoché immediata del paziente. Una compressione elastica sull’arto trattato andrà mantenuta per circa 15 giorni.

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