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Dizionario Ostetrico-Ginecologico Dizionario Ostetrico-Ginecologico

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D

Dartos: sottile lamina di tessuto muscolare liscio, che aderisce intimamente alla faccia profonda della cute dello scroto.È un muscolo pellicciaio, che si contrae sotto l’azione del freddo e si rilascia con il caldo: con la sua contrazione, o semplicemente con la sua tonicità, determina il pieghettamento delle borse scrotali e il loro aspetto rugoso.Il d. si prolunga in alto sotto la cute del pene, del perineo e delle regioni inguinali, sperdendosi nel tessuto connettivo sottocutaneo corrispondente.

Decidua (o caduca), denominazione con cui, durante la gravidanza, si indica la mucosa dell’utero modificata per consentire l’impianto dell’uovo fecondato. La D. risulta molto più spessa della mucosa uterina normale, è composta da uno strato superficiale di cellule deciduali  e da uno strato profondo, detto anche strato spugnoso, formato essenzialmente dalla porzione profonda delle ghiandole uterine, irregolarmente dilatate.

Deferente (dotto):Tratto delle vie genitali maschili che fa seguito all’epididimo e serve al passaggio dello sperma. Dalla sua origine, presso la coda dell’epididimo, si dirige verso l’alto partecipando alla costituzione del funicolo spermatico insieme con i vasi e i nervi del testicolo percorre poi il canale inguinale ed entra nella cavità addominale: qui esso descrive una curva a concavità mediale, costeggia la faccia laterale della vescica urinaria e ne raggiunge la faccia posteriore termina in corrispondenza della faccia posteriore della prostata ove, unitosi con l’apice della vescicola seminale, prende il nome di dotto eiaculatore.Il dotto d. …

Deferenziale (arteria): tratto dell’arteria spermatica interna che, discendendo dall’aorta lungo il margine del muscolo psoas, penetra nel tragitto inguinale qui entra a far parte del funicolo spermatico accollata al dotto deferente dal quale prende il nome. Uscita dal tragitto inguinale penetra nello scroto, accompagnata agli elementi del funicolo spermatico, e si distribuisce al testicolo e all’epididimo.

DEX, desametazone: farmaco corticosteroideo molto utilizzato per il test al DEX per la diagnosi differenziale nelle pazienti con elevati livelli sierici di DHEA-s.

Diidrotestosterone (DHT): Ormone derivato dalla conversione del testosterone ad opera della 5-α- reduttasi. La sua azione è importantissima già durante la vita uterina essendo il DHT  essenziale per lo sviluppo dei genitali esterni maschili. Nella pubertà il DHT determina lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del maschio (peli corporei terminali, abbassamento del tono della voce, masse muscolari).

D&C, Dilatazione e Curetage:  procedura chirurgica che comporta la dilatazione del canale cervicale e revisione della cavità uterina mediante curette taglienti (1,2).

Dilatazione – 1. condizione per cui un orifizio o una struttura tubolare, viene dilatato o allargato oltre le normali dimensioni.

Curetage – la rimozione di neoformazioni o altri materiali dalle pareti della cavità con una curetta.

Dopamina (DA) è un neurotrasmettitore endogeno della famiglia delle catecolamine. La dopamina è prodotta in diverse aree del cervello, tra cui la sostanza nigra, nei gangli della base, nel telencefalo e nel nucleo centrale dell’amigdala. La diminuita secrezione di dopamina in queste aree caratterizza il m. di Parkinson (rigidità muscolare, tremori, bradicinesia, difficoltà di una corretta deambulazione e a mantenere l’equilibrio) e la Restless Legs Syndrome.  A queste patologie si cerca di porre rimedio con la somministrazione di L-DOPA che nell’organismo viene trasformata in dopamina. Un eccesso di dopamina invece caratterizza i pazienti affetti da schizofrenia a cui si rimedia con la somministrazione di antagonisti della DA (bromocriptina, lisuride, etc).

 La DA è anche un neurormone  rilasciato dall’ipotalamo e la cui principale funzione  è quella di inibire il rilascio di prolattina da parte dell’adenoipofisi.  Una diminuzione della DA è la principale responsabile della iperprolattinemia. Ciò si verifica per cause fisiologiche come sonno, gravidanza, suzione del capezzolo, orgasmo, esercizio fisico) o per cause patologiche come prolattinomi, stress, tireopatie, assunzione di farmaci come benzodiazepine e fenotiazine, cimetidina, etc.

Drop-out: sospensione della terapia in ciclo PMA e abbandono della programmata FIV

Duo-test: Dosaggio sierico della free β-HCG + PAPP-A  ormoni entrambi prodotti dalla placenta. Associando CRL ed NT fetali alla  11-12a  settimana permettono l’elaborazione delle percentuali di rischio malformativo fetale.   

DOLORE PELVICO CRONICO (CPP, PChronic Pelvic Pain): dolenzia pelvica-perineale di tipo viscerale, cioè diffusa ad una larga area addomino-pelvica e spesso irradiazioni inguinale e lombo-sacrale, di intensità variabile, ma sufficientemente grave da provocare disabilità funzionale, che perdura da almeno sei mesi. Interessa il 15-20% delle donne in età fertile. Il CPP non è correlabile al ciclo mestruale ma può aumentare con le mestruazioni; si riacutizza con l’attività fisica e durante i rapporti sessuali, mentre si attenua con il riposo.

DRENAGGI CHIRURGICI:  per drenaggio in chirurgia si intende un apparecchio o un sistema che consente la fuoruscita di fluidi contenuti all’interno dei tessuti, delle strutture e delle cavità naturali o neoformate dell’organismo. Il drenaggio ha lo scopo di ottenere una:

  • Azione decompressiva: quando si vuole evitare che l’accumulo di liquidi, o altre sostanze, e il loro ristagno comporti distensione dell’organo. In questo senso sono molto impiegati i drenaggi gastrici o rettali dopo gli interventi sull’esofago, sullo stomaco, duodeno e sul colon in quanto proteggono la tenuta dei punti di sutura dalle sollecitazioni dovute alla dilatazione del viscere.
  • Azione fognante: quando si desidera veicolare all’esterno sostanze fisiologiche o patologiche come sierosità o pus.  (interventi per appendicite o colecistite acuta purulente o PID).
  • Azione spia: quando è necessario monitorare i liquidi che normalmente vengono prodotti dopo una operazione chirurgica per notare eventuali variazioni della loro natura e quantità, segno precoce di complicazioni spesso gravi. L’azione spia è particolarmente utile per cogliere tempestivamente la comparsa di emorragia post-operatoria.

I drenaggi sono costituiti in genere da tubi di polietilene di varia grandezza e lunghezza, siliconati, trasparenti. Frequente l’utilizzo anche di drenaggi laminari. Nel caso di un drenaggio tubulare il capo distale può essere:

  • “a caduta libera” e quindi collegato ad una sacca o a una bottiglia di raccolta sterile
  • “a sistema chiuso” sec. Redon se raccordato ad un apparecchio aspirante. In quest’ultimo caso il drenaggio offre minori rischi di infezione.

Ricordiamo alcuni drenaggi particolari:

  • Drenaggio di Penrose:  drenaggio chirurgico di tipo passivo a conformazione piatta che sfrutta la gravità per evacuare essudati e trasudati. Generalmente in forma di tubo in gomma o latex, è morbido, pieghevole, si sterilizza facilmente e causa una minima reazione da corpo estraneo.
  • Drenaggio sec Mikulicz: viene utilizzato principalmente in chirurgia nel post-operatorio come ultima risorsa, quando tutti gli altri metodi per controllare il sanguinamento falliscono. La procedura prevede l’introduzione di una garza laparotomica nella ferita e poi diversi altri strati di garza. La pressione  così indotta blocca le fonti emorragiche mentre l’azione capillare della garza assicura il drenaggio.
  • Catetere vescicale di Foley
  • Zaffo: drenaggio particolare costituito da una garza lunga che viene stipata in una ampia ferita infetta (dopo toilette chirurgica) o in una cavità ascessuale (dopo l’incisione e lo svuotamento dell’ascesso) e che consente al sito infetto di continuare a liberarsi del contenuto patologico (pus, detriti cellulari, sangue) e contemporaneamente, nel caso dell’ascesso, impedisce ai lembi cutanei di cicatrizzare prima che tutta la cavità sia stata chiusa dal tessuto di granulazione (14-16). Se molto stipato lo zaffo svolge una funzione esclusivamente compressiva come nel caso dello zaffo vaginale-uterino utilizzato per prevenire ed arrestare emprragie del basso tratto genitale.

[1] NT v.n. spessore <3.5 mm

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