Gravidanza, PMA

Infezione da virus Zika in gravidanza e tecniche PMA

Il virus Zika (ZIKV) è un RNA-virus simile al virus della febbre gialla, della dengue, dell’encefalite giapponese e dell’encefalite del Nilo occidentale. Isolato per la prima volta nel 1947 da un gorilla in Uganda, nella Foresta Zika, una riserva naturale vicino ad Entebbe. Negli ultimi anni la malattia si è diffusa in tutti i continenti, Europa inclusa (1-4).

L’infezione umana da virus Zika (Zikv) è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette di alcune specie appartenenti al genere Aedes che comprendono Aedes aegypti (vettore originario, nota anche come zanzara della febbre gialla) e Aedes albopictus (più conosciuta come zanzara tigre e diffusa anche in Italia). Queste zanzare sono responsabili anche della trasmissione della dengue, della chikungunya e della febbre gialla.

L’ospite serbatoio (reservoir) è rappresentato da alcuni grandi mammiferi (gorilla, ippopotami, impala, elefanti, capre, pecore, gnu, zebre, leoni, leopardi, ghepardi) e i roditori (5-8).

 Modalità di trasmissione

La trasmissione all’uomo del virus Zika avviene generalmente tramite la puntura della zanzara vettore. Il soggetto punto da una zanzara portatrice e nuovamente punto da una zanzara non infetta, può innescare una catena in grado di dare origine a un focolaio endemico. Il contagio interumano è possibile e può avvenire attraverso i rapporti sessuali, ferite e trasfusioni.

Sono ancora incerti il trimestre a maggior rischio per lo sviluppo di microcefalia fetale, la durata della viremia nel liquido seminale maschile; il ruolo dei maschi asintomatici nella trasmissione sessuale, il ruolo di differenti specie di zanzare come potenziali vettori competenti del virus Zika (9-12).

 Sintomi

Si stima che nell’80% dei casi l’infezione sia asintomatica. I sintomi, quando presenti, sono simili a quelli di una sindrome simil influenzale autolimitante, della durata di circa 4-7 giorni, a volte accompagnata da rash maculo papulare, artralgia, mialgia, mal di testa e congiuntivite. Compaiono a distanza di 3-13 giorni dalla puntura della zanzara vettore. Raramente è necessario il ricovero in ospedale.

 Diagnostica di laboratorio: 

la diagnosi di certezza si ottiene tramite la reazione a catena della polimerasi inversa (PCR) e l’isolamento del virus dal sangue del malato. La diagnosi sierologica è, purtroppo, complicata da possibili reazioni crociate con altri Flavivirus

 Nelle regioni colpite dall’infezione, è stato anche osservato un aumento dei casi di sindrome di Guillain-Barré, una poliradicolonevrite acuta (neuropatia, sindrome del sistema nervoso) sostenuta da meccanismi autoimmuni che si manifesta con paralisi progressiva agli arti (in genere prima le gambe e poi le braccia) e che spesso fa seguito a un’infezione batterica o virale. Inoltre è stato registrato un aumento delle nascite di bambini con microcefalia congenita (13-18).

Trasmissione materno-fetale: E’ possibile la trasmissione materno-fetale; infatti è stata dimostrata  la capacità del VIKV di attraversare la barriera placentare come pure l’evato tropismo dello stesso per le cellule neuronali. L‘infezione da questo virus nelle donne gravide può determinare microcefalia fetale e malformazioni. Nel 2015, nel nord del Brasile vi è stato un incremento molto importante dei casi di microcefalia, la cui causa sembra essere in stretta relazione con l’infezione da Zika virus nelle donne incinte, anche asintomatica. Possono inoltre osservarsi agiria (mancanza delle circonvoluzioni cerebrali), idrocefalo, calcificazioni distrofiche multifocali nella corteccia e sostanza bianca sottocorticale (8-12).

Prevenzione

Non esistono, al momento, né vaccini né terapie preventive. L’unico modo per prevenire l’infezione è evitare di essere punti dalla zanzare vettrici. I residenti o i viaggiatori in un Paese in cui il virus è presente, possono adottare misure di protezione coprendo la pelle esposta con abbigliamento adeguato (maniche lunghe e pantaloni lunghi) soprattutto nelle ore diurne, usare repellenti, adottare barriere fisiche (porte, finestre, zanzariere) e pernottare in luoghi protetti da zanzariere. Una particolare attenzione va dedicata alle persone che non sono in grado di proteggersi autonomamente (bambini, anziani, malati).

 A titolo precauzionale, gli esperti raccomandano a tutte le donne in stato di gravidanza o che non escludono a breve il concepimento, di:

  • di valutare la possibilità di rimandare programmi e piani di viaggio nei Paesi colpiti dalla trasmissione del virus (Brasile, Colombia, El Salvador, Guyana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Suriname e Venezuela)
  • adottare le misure di protezione individuale contro le punture di zanzara come zanzariere,  i repellenti a base di DEET, picaridin e IR3535 ritenuti sicuri anche in gravidanza.
  • ritornando da viaggi in aree a rischio, dare subito notizia del viaggio nel corso delle visite prenatali, al fine di poter essere valutate e monitorate in modo appropriato.

Terapia

è basata su riposo, idratazione e, se necessario, antipiretici (paracetamolo) per la febbre, la cefalea e i dolori osteo-muscolari. 

 Sorveglianza e monitoraggio 

In Italia, la sorveglianza dei casi di malattia da virus Chikungunya, Dengue e Zika è regolata dal “Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika  pubblicato il 16 giugno 2016 dal ministero della Salute. Nonostante il sistema di sorveglianza dei casi umani sia attivo tutto l’anno, nel periodo di maggiore attività vettoriale (1 giugno-31 ottobre) viene potenziato su tutto il territorio nazionale per permettere l’identificazione rapida dei casi e l’eventuale adozione immediata delle necessarie misure di controllo. A questo proposito, il Piano fornisce agli operatori sanitari indicazioni precise sulle procedure di segnalazione dei casi sospetti. Riguardo alla sorveglianza entomologica e alla valutazione dei diversi livelli di rischio di trasmissione, il documento sottolinea che Regioni e Comuni sono responsabili di effettuare tempestivamente le attività per il controllo delle zanzare invasive, applicando le raccomandazioni riportate (interventi di riduzione dei focolai larvali, interventi ordinari di controllo con prodotti larvicidi e interventi con uso di adulticidi in situazioni di elevata densità del vettore, ecc) (13-25).

Isaac Benjamin per primo (26) ha recentemente descritto, e altri studi hanno successivamente confermato, la trasmissione del ZKV anche attraverso le tecniche di fecondazione in vitro e inseminazione artificiale (IUI). Il virus Zika è stato ritrovato nel liquido amniotico e nel sangue del cordone ombelicale di feti concepiti con tecnica FIVET/ICSI. Alla scansione USG i feti presentavano microcefalia e ventricolomegalia.

I medici specialisti in tecniche di riproduzione assistita (ART) sono caricati del difficile compito di fornire consulenza significativa in merito alla grandezza del rischio a seguito dell’esposizione, della trasmissione e della probabilità di malformazioni fetali basate su dati estremamente limitati.  In particolare, le linee guida del Disease Control and Prevention (CDC) US Department of Health and Human Services 2016,  raccomandano che i test di routine per ZIKV RNA siano resi obbligatori per le coppie sottoposte a tecniche PMA considerato il distress e l’alto costo che la PMA impone  (26-31).

Bibliografia: 

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