Ginecologia

Vaginite da trichomonas

Hits: 394

La vaginite da trichomonas è una delle più frequenti malattie a trasmissione sessuale, diffusa in tutti i continenti. E’ sostenuta da un protozoo flagellato, trichomonas vaginalis, di forma ovale, del diametro di 5-20 micron, dotato di 4 piccoli flagelli posti di fronte ed un quinto flagello situato posteriormente. Possiede una coda uncinata chiamata assostile  utilizzata per aderire all’epitelio vaginale o uretrale.  Non é saprofita vaginale  e non si trova in vagine sane ma alloggia nei seni urogenitali.  Nella vaginite da T. si osservano lesioni epiteliali, fenomenni flogistici, ectasia e congestione dei capillari che forniscono un colorito violaceo alle pareti vaginali e alla portio.  Inoltre il T. induce distruzione dei lattobacili mediante modifica del pH vaginale che dal fisiologico valore di 3.8-4.5 si porta a 5-7 decisamente basico e inospitale per i lattobacilli.  Il T. inoltre compete materialmente con i lattobacilli nel processo di adesione alla parete vaginale. Oltre alle vaginiti, il T. è causa di uretriti e cerviciti.

Frequenza: 25-40% delle vaginiti nelle donne in età fertile. Molto rara in menopausa,  alcune volte si reperta anche in vergini ed in bambine.  Interessa entrambi i partner.

La riproduzione del trichomonas avviene per riproduzione asessuata (fissione longitudinale o scissione, fissione binaria) come nell’ameba.

Epidemiologia: la trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente per via sessuale (alta frequenza nelle prostitute e nei maschi che le frequentano), ma ancora più frequente è la via non venerea, come la trasmissione da  oggetti intimi, servizi igienici, asciugamani, biancheria intima,  etc. La capacità del T. vaginalis di sopravvivere fino a 30 minuti in acqua tiepida, per alcune ore (3-6) nelle urine, nel liquido spermatico e nei fluidi vaginali e per circa 24 ore su superfici umide ne permette infatti la trasmissione attraverso asciugamani, acqua delle piscine, indumenti intimi. 

La trasmissione può avvenire anche dalla madre al neonato durante il passaggio nel canale del parto. 

Sintomatologia: nelle forme acute si riscontrano notevole eritema e prurito vulvare (25%),  severa infiammazione vaginale e vulvare  e uretrale fonte  di notevole dispareunia.  Le pareti vaginali si presentano congeste, iperemiche, di colorito rosso-violaceo e sulla portio la mucosa assume un aspetto granuleggiante, “a fragola”, facilmente sanguinante al toccamento. Le perdite vaginali sono abbondanti, maleodoranti, di colore variabile, in genere giallo-verdastre, ma anche grigiastre e caratteristicamente  schiumose e con tracce di sangue.  

Nel maschio infettato sono rare le manifestazioni cliniche e la colonizzazione uretrale spesso si risolve spontaneamente.  E’ però necessario un trattamento, meglio se orale, di entrambi i partner per evitare recidive.

Il quadro clinico non è di solito sufficiente per porre diagnosi ed occorre pertanto ricercare il protozoo con un prelievo vaginale dai fornici e dall’esocervice.

La diretta osservazione microscopica “a fresco” (sul vetrino si aggiunge solo una goccia di soluzione fisiologica), mette in evidenza il caratteristico aspetto del trichomonas e il tipico movimento ondulatorio. Essa può essere associata ad altre metodiche quali la colorazione di Gram o tecniche colturali. Sul vetrino risalta l’assenza di bacilli di Döderlein.

 Forme croniche e recidivanti: la mucosa appare normale ma la leucorrea è abbondante e maleodorante. Meno intensi bruciore e prurito.

 Terapia: è da preferire l’associazione della terapia per via vaginale e quella sistematica e solo quest’ultima per il trattamento del partner.

  1. Mepartricina: La mepartricina (Tricandil® ovuli vaginali) è un antibiotico che possiede attività antifungina e antiprotozoaria. Il farmaco altera la permeabilità della membrana citoplasmatica dei microorganismi sensibili combinandosi con gli steroli della membrana stessa (1-3).
  2. Metronidazolo: (Meclon® flac P, Flagyl® cpr 250 mg, Trimonase® cpr 500 mg) Il metronidazolo (C6H9N3O3) è un antibiotico appartenente alla classe dei composti nitroimidazolici, particolarmKanamicina ente efficace su batteri anaerobi e sui protozoi (6); è in grado di interagire con il DNA del microrganismo, formando complessi chimici che ne minano l’integrità compromettendo pertanto la vitalità della specie patogena (7,8). Data la capacità del Metronidazolo di attraversare sia la barriera placentare che di essere secreta nel latte, concentrandosi in dosi farmacologicamente attive, sarebbe opportuno evitare l’assunzione di questo farmaco durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno (7,8).
  3. Clorexidina (Neoxene® flac P, Neoxene® soluzione ginecologica): è un antibiotico ad ampio spettro d’azione, attivo verso batteri gram+ e gram- e miceti. Agisce  aumentando drasticamente la permeabilità della membrana cellulare batterica alterandone la struttura proteica; ciò provoca la morte cellulare.  
  4. Nitrofuratel o nitrofurazone (MacMiror complex® crema vaginale): è un derivato nitrofuranico dotato di attività  antimicotica, tricomonocida e antibatterica nei confronti di diversi batteri gram+ e gram- (4,5)
  5. Tirotricina + Nitrofurazone: Furotricina® ovuli, Kinogen® flaconcini
  6. Nistatina (Mycostatin® confetti o sospensione orale): antibiotico a prevalente azione antimicotica, derivato da un batterio, lo Streptomyces noursei, che agisce legandosi probabilmente agli steroli di membrana dei miceti con conseguente  alterazione del normale flusso elettrolitico e molecolare di questi ultimi. Essendo assorbito solo per il 20%, viene utilizzato per le micosi cutanee e delle mucose (vaginali, intestinali. etc). E’ anche utilizzato in associazione con il nitrofurazone per le infezioni vagìnali miste (MacMiror complex® crema vaginale) (9,10).
  7. Kanamicina (Keimicina® ovuli vaginali): antibiotico battericida della famiglia degli aminoglicosidi che agisce inibendo la sintesi proteica legandosi alla subunità 30S e distruggendo la parete batterica per alterazione delle porine.  Kanamicina esercita un’azione battericida su ceppi batterici resistenti agli altri antibiotici, in primo luogo gli stafilococchi, Escherichia coli, Aerobacter aerogenes ed alcuni Proteus.  Gli aminoglicosidi sono capaci di attraversare la placenta ma non la barriera emato-encefalica.  Fra gli effetti collaterali più frequenti si riscontrano nausea, nefrotossicità, e ototossicità. Altri aminoglicosidi: Gentamicina, Streptomicina, Tobramicina, Neomicina, Amikacina.

[1] Il metronidazolo agisce anche su gardnerella, amebiasi e lambliasi

[2] Gli alcolici devono essere evitati durante le 24 ore dopo  l’assunzione di metronidazolo per la possibile comparsa di cefalea, nausea, vomito, crampi addominali e vampate di calore.  

Bibliografia:

  1.  P. Ruozi, AG. Siccardi, Mepartricin, a polyene active on both Trichomonas and Candida. Lack of mutagenic activity. in Farmaco Sci, vol. 33, nº 1, Jan 1978, pp. 21-25
  2.  G. Da Bormida, G. Faggiolo; M. Galluzzi, [Short-term treatment of vaginal trichomoniasis and moniliasis. Clinical trial of a soluble complex of mepartricin]. in Arch Sci Med (Torino), vol. 135, nº 4, pp. 603-7
  3.  A. Capotorto, O. Battarino; G. Corrado; G. Specchio, [Mepartricin-sodium lauryl sulfate in the therapy of vulvo-vaginal mycosis]. in Minerva Ginecol, vol. 37, nº 9, Sep 1985, pp. 541-4, 
  4. American Medical Association, AMA Department of Drugs. AMA Drug Evaluations. 4th ed. Chicago: American Medical Association, 1980., p. 1026
  5. McEvoy, G.K. (ed.). American Hospital Formulary Service – Drug Information 93. Bethesda, MD: American Society of Hospital Pharmacists, Inc., 1993 (Plus Supplements, 1993)., p. 2212
  6. WD. Hager, RP. Rapp, Metronidazole. in Obstet Gynecol Clin North Am, vol. 19, nº 3, settembre 1992, pp. 497-510,
  7. CD. Freeman, NE. Klutman; KC. Lamp, Metronidazole. A therapeutic review and update.in Drugs, vol. 54, nº 5, novembre 1997, pp. 679-708,
  8. Zhongguo Ji Sheng Chong Xue Yu Ji Sheng Chong Bing Za Zhi. Wang PJ, Xie CB. Mycoplasma hominis symbiosis and Trichomonas vaginalis metronidazoleresistance. 2012 Jun 30;30(3):210-3.
  9. Cepický P, Malina J, Líbalová Z, Kuzelová M, [“Mixed” and “miscellaneous” vulvovaginitis: diagnostics and therapy of vaginal administration of nystatin and nifuratel]in Ceska Gynekol, vol. 70, nº 3, 2005, pp. 232–7,
  10. Polatti F, Nappi RE, Brundu B, Fantuzzi M, Frisenda L, Clinical study on the dose-effect relationship of a nifuratel-nystatin combination in the treatment of vulvo-vaginal infectionsin Arzneimittelforschung, vol. 53, nº 10, 2003, pp. 730–7,


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha loading...