Ginecologia, Gravidanza

Fibromatosi uterina e gravidanza

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FIBROMATOSI UTERINA e GRAVIDANZA

Effetto della gravidanza sui leiomiomi: Nella maggior parte degli studi effettuati si è rilevato la mancata crescita dei fibromi in gravidanza. Nel post-partum spesso si assiste ad una riduzione del volume dei fibromi e ciò può spiegare la bassa percentuale di fibromatosi uterina nelle pluripare. Nei casi di aumento di volume, i leiomiomi tendono a crescere nel I-II° trimestre, a ridursi nel tIII° trimestre ed a ritornare alle dimensioni originarie dopo il parto. Se il diametro massimo è <5 cm il leiomioma tende a diminuire o scomparire. Se il diametro massimo è >5 cm il leiomioma tende ad aumentare (+10 %) nel 40 % dei casi (1-3)

Effetti dei leiomiomi sulla gravidanza: I fibromi possono interferire con l’impianto dello gastrula nella cavità uterina, oppure possono provocare impianto tubarico interferendo col transito della blastula attraverso il lume tubarico.  Infine frequentemente sono causa di minaccia di aborto, morte fetale, minaccia di aborto, aborto spontaneo e aborto ricorrente, parto prematuro o pretermine. Se di grosse dimensioni, i fibromi uterini possono indurre presentazione fetale anomala nel 10% delle gravidanze (1-4).

Non si registrano aumentata incidenza di IUGR, basso peso neonatale in rapporto all’epoca gestazionale (SGA), bassi punteggi di Apgar.  

Modalità del Parto: l’incidenza di taglio cesareo è  circa il doppio nelle donne con fibromatosi uterina rispetto al gruppo di gravide controllo a causa dell’aumentata incidenza di presentazioni fetali anomale. Raramente un fibroma, anche di grosse dimensioni, ostacola un parto per via vaginale. Ma le puerpere con grossi fibromi uterine avranno lochiazioni ematiche molto più abbondanti rispetto ad una popolazione controllo. Non è raccomandato la stimolazione del travaglio di parto a causa dell’aumentato rischio di rottura d’utero (5,6).

Parto prematuro: si verifica nel 20% delle gravide con fibromatosi uterina

Distacco di Placentaaumentata incidenza di queste patologie nelle donne con leiomiomi rispetto ai controlli  (7,5% vs. 0,9%).  Nelle gravide con miomi sottomucosi e retroplacentali, il rischio di distacco di placenta sale al 50% con morte fetale nel 50% dei casi.

Emorragia postpartum – può risultare dalla incapacità dell’utero di contrarsi adeguatamente intorno ai leiomiomi più voluminosi.

 Sintomatologia della fibromatosi uterina in gravidanza: La fibromatosi uterina è asintomatica nella maggior parte dei casi  Quando si manifesta, la sintomatologia è sovrapponibile a quella descritta nelle donne non gravide. Si osserva in tal caso una maggiore frequenza dei disturbi della funzionalità urinaria (pollachiuria), stipsi  e CPP (Cronic Pelvic Pain) facilmente dominabile con antispasti e FANS.. Aumentata risulta la probabilità di torsione dei miomi peduncolati che richiederanno un intervento chirurgico. 

Terapia medica dei fibromi in gravidanza: Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono i farmaci di prima scelta e sono stati usati con successo, per trattamenti di breve durata. L’uso dei FANS deve essere fatto con cautela per il rischio di effetti nocivi sul feto come l’enterocolite necrotizzante, l’emorragia intraventricolare e la precoce chiusura del dotto arterioso di Botallo. Nei rari casi di sospettata infezione (leucocitosi, febbre e peritonismo) è consigliata l’associazione con antibiotici ad ampio spettro di azione e testati da tempo come le cefalosporine di IIa  (Zariviz® fl, Unixime® cpr 400 mg, Cefixoral® cps 400 mg) o di IIIa generazione (Rocefin® fl, Glazidim® fl) o Penicilline semisintetiche  come eritromicina, ampicillina, claritromicina, amoxicillina, bacampicillina, piperacillina, oxacillina, cloxacillina, etc. 

Terapia chirurgica dei fibromi in gravidanza: assolutamente da evitare per il rischio emorragico e soprattutto abortivo o di parto prematuro.

E’ indicata solo in caso di addome acuto conseguente a torsione di leiomioma peduncolato o a necrosi. Durante il taglio cesareo la miomectomia non è indicata per il rischio di emorragia e conseguente necessità di ricorrere ad isterectomia. La miomectomia durante il T.C. è indicata solo quando il leiomioma, per la sua localizzazione, interferisce con la chiusura della breccia uterina o quando è peduncolato.

References:

  1. Rice, J.P., Kay, H.H. and Mahony, B.S. (1988) The clinical significance of uterine leiomyomas in pregnancy. Am. J. Obstet. Gynecol.,  160, 1212-1216.
  2. Exacoustos, C. and Rosati, P. (1993) Ultrasound diagnosis of uterine myomas and complications in pregnancy. Obstet.. Gynecol., 82, 97±101.
  3. Rosati, P., Bellati, U., Exacoustos, C. et al. (1989) Uterine myoma in pregnancy: ultrasound study. Int. J. Gynecol. Obstet., 28, 109-117.
  4. Muram, D., Gillieson, M. and Walters, J.H. (1980) Myomas of the uterus in pregnancy: Ultrasonographic follow-up. Am. J. Obstet. Gynecol., 138, 16-19.
  5. Dubuisson, J.B., Chapron, C., Chavet, X. and Morice, P. (1995) Uterine rupture during pregnancy after laparoscopic myomectomy. Hum. Reprod., 10, 1475-1477.
  6. Harris, W.J. (1992) Uterine dehiscence following laparoscopic myomectomy. Obstet. Gynecol., 80, 545±546.

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