Chirurgia, Laparoscopia

Fimbrioplastica e neosalpingostomia percelioscopica

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Fimbrioplastica e neosalpingostomia: l’intervento trova indicazione per ripristinare la pervietà tubarica  ed i normali rapporti fimbrio-ovarici alterati per flogosi ed ostruzione del tratto distale della tuba  come in caso di piosalpinge e idrosalpinge. L’idrosalpinge quasi sempre è l’esito finale di una piosalpinge, raramente il contrario); una terza teoria ipotizza che l’idrosalpinge possa essere conseguenza di un’anomalia della parete muscolare tubarica. L’idrosalpinge può presentarsi a pareti sottili  o a pareti spesse, prevalentemente fibrose;
Nel 33% dei casi sono presenti aderenze intraluminali a causa delle estese lesioni croniche irreversibili della mucosa endoluminale. Ciò spiega lo scarso outcome gravidico post-intervento soprattutto per quel che riguarda l’idrosalpinge a pareti spesse, anche se studi su animali hanno mostrato una parziale ricostituzione di mucosa normale  (1-6).  
Neostomia e Fimbrioplastica – la porzione ampollare della tuba di Falloppio viene distesa iniettando in utero per via vaginale blu di metilene. Una pinza endoscopica atraumatica viene inserita nell’ostio tubarico non completamente chiuso, quindi l’apertura della stessa pinza è spesso sufficiente per lvisualizzare il lume. In caso di insuccesso, o con ostio completamente chiuso, verrà eseguita centralmente una sezione con le forbici o CO2 laser. Quindi l’intervento di neostomia è completato da 3 o 4 incisioni radiali con forbici endoscopiche o CO2 laser
L’eversione delle frange viene eseguita da elettrocoagulazione bipolare a bassa intensità sulla superficie della sierosa fino a che la mucosa si renda visibile. Alcuni punti staccati di sutura fisseranno alla sierosa le fimbrie in eversione (7-12).
Purtroppo, quasi sempre e nonostante il rispetto di tutte le misure precauzionali e la perfetta esecuzione della tecnica, si assiste ad una ricomparsa delle aderenze e stenosi tubarica a distanza di alcuni mesi dall’intervento. Quest’ultima complicanza, la scarsa percentuale di pregnancy rate e la possibilità di ricorrere alle tecniche di fecondazione in vitro hanno drasticamente ridotto gli interventi di chirurgia tubarica (13-15). Nei casi di insorgenza di idrosalpinge o ascesso tubarico, occorre procedere a salpingectomia profilattica prima di ricorrere a procedimenti FIV  (15-18).
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