Anatomia

Fibromatosi uterina, terapia medica

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La terapia medica dei fibromi uterini: può essere sufficiente, spesso in modo temporaneo, per controllare la sintomatologia. Le terapie mediche tradizionali (progestinici, estro-progestinici a basso dosaggio, antifibrinolitici, FANS) non sempre sono efficaci.

  1. I progestinici somministrati nella seconda fase del ciclo sono più efficaci nelle donne in premenopausa, dove spesso è presente una carenza progestinica per deficit del corpo luteo (LDP) o una carenza relativa dovuta ad iperestrogenemia.  I progestinici esogeni possono sopprimere, in parte, la stimolazione della crescita del fibroma uterino indotto dall’ipersecrezione di estrogeni. Il medrossiprogesterone acetato, MAP (Lutenyl® cpr 5 mg; Provera cpr 5-10 mg/die) somministrato in dosi di 5-20 mg/die per 8-10 gg nella fase luteale del ciclo, possono limitare i sanguinamenti importanti già dopo uno o due cicli. La terapia orale somministrata continuativamente senza interruzione durante tutto il ciclo può causare una riduzione del sanguinamento globale, ma spesso provoca dei sanguinamenti irregolari. Il medrossiprogesterone acetato depot (Depoprovera® fiale im 50 mg  ogni 30 giorni; 150 mg IM ogni 3 mesi), controlla il sanguinamento come la terapia orale continua, ma fornisce anche una contraccezione. Prima della somministrazione IM, i progestinici devono essere provati per via orale in modo da assicurarsi che la paziente possa tollerarne gli effetti collaterali (aumento di peso, depressione, sanguinamento irregolare (AUB).
  2. Visanne® 2 mg 28 cpr – un farmaco a base del principio attivo Dienogest, appartenente alla categoria degli Progestinici e nello specifico Derivati del pregnadiene. Introdotto recentemente in commercio per la terapia dell’endometriosi, si rileva efficace nel dominare la sintomatologia emorragica ma presenta numerosi effetti collaterali che inducono a sospenderne la somministrazione.
  3. E-P: buoni risultati si hanno con gli estroprogestinici a basso dosaggio (Klaira® 28 cpr, Loette® 21 cpr)  (11.12).
  4. Gn-RH-a; gli analoghi del GnRH, somministrati per via im/sc o spray nasale,  determinano uno stato di marcato ipoestrogenismo transitorio con conseguente amenorrea. Gli analoghi vengono utilizzati per la riduzione volumetrica dei grossi miomi isolati  in caso di chirurgia endoscopica, per concorrere a correggere l’anemia delle pazienti candidate a trattamento chirurgico e per indurre amenorrea in donne con menopausa imminente e che non desiderano sottoporsi ad intervento. Alla sospensione della terapia si assiste ad una crescita rebound dei miomi ed un ritorno alle dimensioni originali nell’arco di 6 mesi. Inoltre la terapia con Gn-RH-a a lungo termine con analoghi del Gn-RH è collegata ad accentuazione del rischio di osteoporosi. Gli analoghi del Gn-RH sono utili nel ridurre il volume dei miomi più grossi nelle pazienti che accedono alla resettoscopia isteroscopica. Se gli analoghi del Gn-RH vengono utilizzati prima della miomectomia laparoscopica si ha un maggior tasso di recidive (da attribuire alla sclerosi della pseudocapsula) e quindi vanno utilizzati, in caso di miomectomia LPS,  solo in caso di grossi miomi isolati.
  5. Raloxifene (Evista® cpr 60 mg): farmaco della categoria dei modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM), utilizzato nella pratica clinica per contrastare, nella donna in postmenopausa, gli effetti negativi della carenza di estrogeni sul metabolismo osseo. Trova applicazione nella prevenzione di fratture osteoporotiche. E’ stato testato il suo utilizzo (60 mg/die) da solo o in associazione con Gn-RH analoghi depot per la terapia delle lesioni fibromatose dell’utero delle donne in post-menopausa  con esiti positivi per la riduzione del volume dei fibromi ma con nessuna influenza sulla quantità delle perdite ematiche  (9,10).
  6. Danazolo: ll danazolo (Danatrol®, 17α-etinil-testosterone, è un agonista androgenico che sopprime la steroidogenesi ovarica ed in particolare la sintesi del 17-β- estradiolo mediante il blocco degli enzimi idrossilasi, desmolasi e deidrogenasi. Inoltre si lega ai recettori androgenici esplicando una debole attività androgenica e progestinica.  Con tali meccanismi può sopprimere la crescita del fibroma, ma ha un’elevata incidenza di effetti collaterali: aumento di peso, acne, dermatite seborroica, irsutismo, edema, perdita dei capelli, riduzione del volume delle mammelle, abbassamento virile del tono della voce, hot-flashes, sudorazione, secchezza vaginale (9-15).
  7.  Gli antifibrinolitici ed i FANS utilizzati in fase mestruale possono determinare un contenimento della perdita ematica.

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